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Archive for the ‘vittime’ Category

Abusi bancari e danni alla salute. Convegno a Roma il 23 Maggio 2015 anche con medici e specialisti su “Abusi bancari, danni alla salute ed esistenziali: accertamento e responsabilità dei danni non patrimoniali”

Posted by Roberto Di Napoli su 6 Maggio 2015

L’attuale quadro giurisprudenziale in materia di “abusi bancari” (specificatamente, di ripetizione degli interessi non validamente pattuiti o di quanto indebitamente percepito a causa dell’illegittima capitalizzazione trimestrale o di commissioni arbitrariamente applicate), se, da una parte, consente agli utenti bancari, soprattutto imprenditori, di ottenere la restituzione di quanto indebitamente percepito dalle banche nel corso di rapporti di conto corrente o di mutuo, dall’altra parte, lascia la sensazione di una non pari rilevanza attribuita, finora, da parte degli operatori del diritto, al tema del risarcimento dei danni, patrimoniali e non, subiti a causa dei suddetti vizi.

Credo che la questione non riguardi solo la “perdita di chances” qualora l’imprenditore avesse potuto destinare, prima di vedersi accolte le sue domande, ad investimenti le somme, invece, percepite dalla banca nel corso del rapporto. Dovrebbe, forse, costituire oggetto di una maggiore riflessione il tema della risarcibilità dei danni sia di carattere patrimoniale –quasi sempre ben più ingenti- subiti, ad esempio, a causa della perdita di beni di proprietà dell’imprenditore, della propria impresa, o, nel caso in cui non sia stata distrutta, della perdita dei maggiori utili che avrebbe potuto conseguire qualora non fosse stata privata di importi non dovuti sia di carattere non patrimoniale.
Sotto quest’ultimo profilo, ossia circa i pregiudizi di carattere non patrimoniale, credo che sia doverosa una maggiore attenzione in merito ai gravissimi danni di carattere biologico, e, in specie, di natura psichica, che tali abusi possono determinare. Non può negarsi che l’utente il quale, ad esempio nelle more dell’accoglimento dell’opposizione a decreto ingiuntivo odi un’opposizione all’esecuzione, abbia subito la perdita di beni di proprietà, dell’impresa o, comunque, il timore di perdere detti beni, può venire seriamente pregiudicato, sotto vari aspetti, nella sua salute psico-fisica fino a potere perdere la vita a causa di patologie insorte o, purtroppo, come la triste cronaca degli ultimi anni ha riportato, per gesti determinati dalla disperazione.
Si pensi, per avere un esempio, ai disturbi nel sonno e alla conseguente compromissione nella vita quotidiana e lavorativa determinati dalla preoccupazione sorta a causa della necessità di difendersi dalle pretese della banca, al disagio o alla conseguente rinuncia a continuare le relazioni interpersonali determinate da preoccupazione o dalle difficoltà economiche; alle tensioni e alla conseguente compromissione del rapporto coniugale o familiare; alla depressione o alla disperazione dovute al timore di dovere abbandonare la propria casa o la propria impresa; a patologie all’apparato cardiocircolatorio o di carattere oncologico.
Si comprende, tuttavia, che non è facile provare in giudizio tali gravi pregiudizi o il nesso di causalità con il comportamento posto in essere dalla banca e che si ritiene illegittimo.
Appare utile, quindi, una riflessione sulle argomentazioni che si potrebbero sostenere al fine di farli eventualmente verificare nel corso della fase istruttoria.
Appare utile ricordare che l’integrità della persona è bene primario, tutelabile giuridicamente quando la menomazione abbia compromesso, totalmente o parzialmente, definitivamente o temporaneamente, le capacità del soggetto di attendere alle sue ordinarie occupazioni produttive, nonché, comunque, in tutte le ipotesi in cui la menomazione abbia determinato un depauperamento del valore biologico dell’individuo.

E’ per questi motivi che ho accettato, con interesse e piacere, l’invito al seminario organizzato da Aisernui, associazione che da oltre 20 anni organizza convegni su varie tematiche di carattere medico-specialistiche, che, probabilmente per la prima volta in Italia, vedrà’ un confronto e discussione sull’attuale quadro giurisprudenziale in materia di abusi bancari alla presenza di una psicologa (dott.ssa Luana Lentini) che illustrerà alcune linee guida che potrebbero essere suggerite al fine di verificare i danni di natura psichica conseguenti ad abusi bancari nonché della Professoressa (dott.ssa Leda Galiuto) del Dipartimento di cardiologia dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore di Roma per relazionare sul nesso con disturbi all’apparato cardiocircolatorio, di un medico legale (Dott. Alberto De Lorenzis) e di un avvocato esperto in materia di contenzioso con gli agenti di riscossione (Avv. Francesco Cocola). È’ prevista l’apertura dei lavori con l’intervento di S. Eminenza Cardinale Elio Sgreccia sulla tutela del diritto di credito nel rispetto del valore della persona umana.

Ringrazio l’associazione AISERNUI e il Presidente Prof. Luigi Cataldi per avere organizzato l’interessante incontro (forse, il primo in Italia sul tema specifico) e per la sensibilità dimostrata nella comprensione non solo del fenomeno ma anche dei gravi turbamenti e patologie che può subire la vittima di abusi bancari.

Pubblico di seguito il programma con le informazioni su costi e modalità di iscrizione (con il modulo da compilare e che potrà essere inviato via email secondo le istruzioni sottoriportate all’indirizzo aisernui@nnsg.com)

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Onere della prova in seguito ad eccezione di prescrizione ed effetti dell’usurarietà nei rapporti di conto corrente. Il Tribunale revoca un decreto ingiuntivo e condanna la banca a pagare la correntista.

Posted by Roberto Di Napoli su 3 febbraio 2015

La riproduzione anche parziale del contenuto del blog è riservata. E’ consentita la riproduzione solo citando la fonte o il link del blog o del singolo post.

Ancora un’altra pronuncia che nega il credito vantato dalla banca che, al contrario, viene condannata a restituire al correntista quanto indebitamente percepito.

Il Tribunale di Roma, recentemente, con sentenza del 23 dicembre 2014 (Giudice dott. Cricenti), all’esito di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo ha revocato il provvedimento con cui era stato ingiunto alla correntista e al fideiussore di pagare oltre 40 mila euro e, in accoglimento della domanda riconvenzionale proposta dagli opponenti difesi da me e dalla collega avv. Laura Barberio, ha condannato la banca a restituire, complessivamente, circa 31 mila oltre alle spese legali.

La sentenza appare particolarmente interessante anche per avere ribadito alcuni importanti principi, tra i quali, quello dell’onere a carico della banca che eccepisca la prescrizione di provare i fatti costitutivi della relativa eccezione; malgrado, poi, un diverso orientamento secondo cui, nei rapporti di conto corrente, nel caso di accertata usurarietà, gli interessi usurari dovrebbero essere ricondotti al tasso massimo consentito (sulle conseguenze civilistiche dell’usurarietà nei rapporti bancari, sia consentito il rinvio al mio volume “L’usura nel contenzioso bancario“, pagine 52 e segg., Maggioli Editore, 2014), nel caso di specie, invece, così come ritenuto dalla difesa degli opponenti, il giudice ha ritenuto di “azzerare” del tutto gli interessi nei trimestri in cui è stato rilevato il superamento dei tassi soglia.

Al caso è stato dedicato un servizio sul sito di Libero Reporter (cliccare qui) che, oltre alla corretta ricostruzione dei fatti, ha pubblicato anche la sentenza integrale e la precedente ordinanza con la quale era stata rigettata la richiesta, da parte della banca, di concessione della provvisoria esecutorietà . La stessa notizia è stata riportata anche sul sito di alcune associazioni. Al fine di scongiurare ogni possibile equivoco, appare doveroso precisare, tuttavia, che il sottoscritto non appartiene al loro staff di legali o professionisti nè l’attività è, in alcun modo, riconducibile alla loro associazione.

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Tanti auguri di Buon Natale e di tanta serenità (ricordando, ancora una volta, anche gli “auguri scomodi” di Don Tonino Bello)

Posted by Roberto Di Napoli su 25 dicembre 2014

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A tutti gli amici
ma, soprattutto,
alle vittime di abusi bancari o di malagiustizia,
a quanti soffrono e alle loro famiglie
faccio, di tutto cuore, i miei più sinceri
AUGURI di BUON NATALE
augurando il bene più prezioso, ossia, tanta serenità,
strumento essenziale per vincere ogni battaglia, specialmente le più difficili.

Per coloro i quali, invece, -in uno Stato in cui, spesso, si ha l’impressione che si stia perdendo la consapevolezza del valore e del rispetto dei diritti della persona in favore di assurde logiche economico-finanziarie- sono e restano, tutto l’anno, indifferenti di fronte alle difficoltà in cui si trovano tanti cittadini o che, addirittura, le causano o aggravano e che forse, in fin dei conti, a differenza dei “comuni mortali”, dei lavoratori onesti, dei poveri e delle persone umili capaci di festeggiare anche con poco o con niente, nemmeno sentono il calore del Natale, sarebbe bello se Gesù ascoltasse e se si concretizzassero le preghiere di Don Tonino Bello nella sua “Lettera a Gesù”:

“(…) Metti nel cuore di chi sta lontano una profonda nostalgia di te. Asciuga le lacrime segrete di tanta gente, che non ha il coraggio di piangere davanti agli altri. Entra nelle case di chi è solo, di chi non attende nessuno, di chi a Natale non riceverà neppure una cartolina e, a mezzogiorno, non avrà commensali. Gonfia di speranze il cuore degli uomini, piatto come un otre disseccato dal sole.
Ricordati di tutti i poveri e gli infelici, i cui nomi hanno trovato accoglienza sterile solo sulla mia agenda, ma non ancora nel mio impegno di vescovo, chiamato a presiedere alla carità. Ricordati, Signore, di chi ha tutto, e non sa che farsene: perché gli manchi tu. Buon Natale, fratello mio Gesù, che oltre a vivere e regnare per tutti i secoli dei secoli, muori e sei disprezzato, minuto per minuto, su tutta la faccia della terra, nella vita sfigurata degli ultimi.

Pur potendo sembrare ripetitivo avendone pubblicato il testo, più volte, su questo stesso blog (cliccare qui), incollo di seguito il video col file audio della pagina di Youtube con altre straordinarie parole dello stesso Vescovo di un’omelia di trent’anni fa. A chi non la conoscesse, consiglio di ascoltarla per intero :

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Padova, due associazioni ammesse come parti civili in processo per usura bancaria

Posted by Roberto Di Napoli su 18 dicembre 2014

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All’udienza preliminare del 15 Dicembre scorso, dinanzi al Tribunale di Padova, malgrado l’opposizione dei difensori dei tre imputati, anche Confedercontribuenti (in persona del presidente Carmelo Finocchiaro e del Vice Presidente Alfredo Belluco) da me assistita, ha ottenuto di essere ammessa quale parte civile all’udienza preliminare del processo per usura a carico di alcuni rappresentanti di banche.

Dopo circa mezz’ora di camera di consiglio, infatti, la GUP, valutate le opposizioni dei difensori degli imputati, ha ammesso, invece, le costituzioni di parte civile sia della Confedercontribuenti sia di Adusbef (quest’ultima difesa dall’avv. Antonio Tanza e dall’avv. Cavallari) dal momento che dai rispettivi statuti emerge il fine di tutela delle vittime di usura.

E’, soprattutto, in questo momento particolarmente delicato in cui le imprese già lottano per sopravvivere che si rende ancora più importante il contrasto e la repressione del fenomeno usurario chiunque siano i responsabili: anche i banchieri o responsabili di filiali di banche. Mi è parso doveroso sottolineare, tra l’altro, che il danno subito da un’impresa non è limitato solo alle (peraltro, quasi sempre gravissime) perdite patrimoniali e non patrimoniali del singolo imprenditore ma si riflette sull’intera economia. Non può negarsi, infatti, che la chiusura di migliaia di imprese (già, peraltro, avvenuta in questo Paese) determina la perdita di posti di lavoro -oltre che la distruzione di un patrimonio-, compromette la produzione con indubbi riflessi sul PIL e, inevitabilmente, su tutti i contribuenti (e sono noti le conseguenza anche in termini di tassazione e gettito fiscale; per leggere una mia breve considerazione sul reato di saccheggio oltre che del reato di usura, cliccare qui). Per non parlare, infine, purtroppo, sui nefasti effetti psicologici e biologici su ogni singolo imprenditore e famiglie. Basti pensare al numero di suicidi di imprenditori negli ultimi anni: quanti sono? Troppi e anche il Veneto ne sa qualcosa. E’ giusto, quindi, che le associazioni che tutelano l’interesse all’equilibrio nei rapporti contrattuali con le banche o che perseguono l’interesse alla tutela delle vittime dall’usura, dall’estorsione o da analoghi abusi siano ammesse quali parti civili per la lesione dell’interesse collettivo perseguito.

Dopo la discussione del PM, della difesa delle altre parti civili (i titolari dell’impresa che si ritiene danneggiata) e degli imputati, il giudice si è riservato per la decisione sul rinvio a giudizio o proscioglimento degli imputati rinviando per la lettura della decisione.

Analogo provvedimento di ammissione quale parte civile, l’anno scorso, a Frosinone, era stato ottenuto anche da Sos Utenti in altro processo giunto a dibattimento sempre per usura bancaria (cliccare qui per leggere il post).

A prescindere, infatti, dall’iscrizione nell’elenco del Ministero di cui alla legge 108/1996, in tali casi, la giurisprudenza, con varie pronunce, ha affermato che le associazioni ed enti che tutelano interessi collettivi lesi dal reato hanno autonomo diritto a costituirsi parte civile per il risarcimento del danno non patrimoniale.

La notizia è stata riportata il 16 Dicembre 2014 anche da Il Mattino di Padova (cliccare qui per leggere l’articolo sul sito del quotidiano) e da Il Gazzettino di Padova (clicca qui).

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E’ proprio opportuno il deposito di soldi di bambini in una banca? Perchè non si insegna anche come tante banche hanno, finora, preteso somme non dovute (anche ai danni delle loro famiglie)?

Posted by Roberto Di Napoli su 24 novembre 2014

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Incredibile. Dopo avere ascoltato, un paio di settimane fa, il servizio di TG1 Economia sulla campagna di educazione al risparmio promossa niente di meno che dalla BNL, dedicata ai bambini delle scuole elementari (in merito all’iniziativa avevo espresso alcune mie considerazioni in un mio precedente post, clicca qui), ho letto sul n. 47 di Panorama (pagina 68) di un’altra straordinaria invenzione, un’ulteriore “genialata”: insegnare ai bambini come risparmiare raccogliendo piccoli importi che andrebbero a confluire su un conto aperto presso una banca di credito cooperativo (l’articolo intero, di B. Stancanelli “Sui banchi facciamo una banca”, risulta disponibile nella rassegna stampa del sito del Ministero dell’istruzione, clicca qui). Credo che anche questa sarebbe un’iniziativa encomiabile. Mi piacerebbe sapere, però, dagli insegnanti: si sono assicurati che, nell’ipotesi remota, e che speriamo non si avveri mai, di “prelievo forzoso”, quei pur modestissimi importi stiano al sicuro? E’ proprio indispensabile il deposito in una banca? Il 3% annuo su importi, immagino, modestissimi non può darlo la scuola? Suggerirei, poi, per completezza di insegnare ai bambini come si comporta la banca quando un cliente si rifiuta di pagare un debito usurario. Potrebbero, ad esempio, quegli stessi insegnanti, far vedere come sia difficile ottenere un fido o mutuo e, in caso, quale sarebbero i costi effettivi. Potrebbero, quindi, con una breve lezione di aritmetica (con l’ausilio di un’equipe di psicologi e psichiatri dell’età infantile onde evitare ogni rischio di trauma) tentare di spiegare come mai un tasso di interesse debitore, per la banca, risulti sempre inferiore a quello effettivo. Sono sicuro che, se fatta con metodi adatti alla comprensione da parte dei bambini, potrebbe pure risultare divertente. I bambini prenderebbero la lezione come una magia da Mago Merlino: “La banca presta € ….. di capitale; dopo un anno, addebita € XXXXX di interessi, quanto è il tasso applicato, su quel prestito, dalla banca?” -“Il 28% signora maestra e i giudici puniranno il banchiere per usura!” – No, sbagliato. – “Il 32%, maestra!” – “No, sbagliato. Ve lo dico, io: E’ il banchiere che, un po’ come avesse la bacchetta magica (abracadabra) lo fa diventare il 5, come una magia: il resto sono commissioni e quel banchiere è’ così bravo, bello e buono che è pure il vero Re del Paese dei Balocchi e nessun Re è finito mai in galera: nemmeno quando è stata riscontrata oggettivamente l’usura”. Spieghino, poi, quegli insegnanti, possibilmente con esempi pratici e reali in cui i veri protagonisti sono, però, gli stessi docenti, come non pagare mai l’usuraio e, al tempo stesso, cosa avviene se ci si rifiuta di pagare un importo usurario, richiesto da una banca e garantito da ipoteca. Sono sicuro che il bambino più sensibile si metterebbe a piangere, battendo i piedi e chiedendo dove sono andati a finire i suoi soldi, mentre, quello più previdente, non depositerebbe in custodia nemmeno una merendina: conserverebbe quei pochi euro in tasca o, magari, li investirebbe diversamente; forse anche nel “mattoncino Lego”, non remunerativo ma più sicuro nel “capitale” investito, esente da rischi e da tasse, almeno finora!

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Frosinone, ascoltati alcuni dei consulenti tecnici nel processo per usura bancaria a carico di Direttore Generale

Posted by Roberto Di Napoli su 21 novembre 2014

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Si è tenuta lo scorso 13 Novembre, dinanzi al Tribunale penale di Frosinone, l’udienza dibattimentale a carico di un Direttore Generale di banca imputato del reato di usura. Il processo, instaurato in seguito a denuncia di un imprenditore da me assistito, è giunto a dibattimento in seguito al rigetto delle richieste di archiviazione e allo svolgimento di indagini suppletive anche in merito alla cosiddetta “usura in concreto”, prevista dalla seconda parte del terzo comma dell’art. 644 cod. pen. Nel corso della precedente udienza del 15 Maggio, infatti, il capo di imputazione relativo al superamento, in alcuni periodi, del “tasso soglia”, era stato integrato anche con l’accusa di avere, l’imputato, praticato tassi e vantaggi sproporzionati in presenza di una situazione di difficoltà economica finanziaria dell’imprenditore.

Lo scorso 13 Novembre, dopo essere stati sentiti i consulenti del PM e della parte civile, l’udienza è stata rinviata per l’esame dei consulenti dell’imputato e della banca, citata quale responsabile civile.

Il “caso” è stato riportato anche da Il Messaggero -ediz. Frosinone- del 18 Novembre 2014.

Di seguito il link relativo ai precedenti post sul medesimo caso di “usura bancaria”:

https://ilblogdirobertodinapoli.wordpress.com/2014/05/24/usura-bancaria-a-frosinone-integrato-il-capo-di-imputazione-anche-per-cosiddetta-usura-soggettiva-nel-processo-contro-un-direttore-generale/;

https://ilblogdirobertodinapoli.wordpress.com/2013/12/16/direttore-generale-di-banca-a-processo-per-usura-ammessa-la-costituzione-di-parte-civile-anche-di-unassociazione-antiusura-bancaria/;

https://ilblogdirobertodinapoli.wordpress.com/2013/06/30/la-valutazione-di-usurarieta-a-prescindere-dal-superamento-del-tasso-soglia-rinvio-a-giudizio-per-il-direttore-generale-di-una-banca/;

https://ilblogdirobertodinapoli.wordpress.com/2013/04/22/usura-bancaria-dopo-tre-richieste-di-archiviazione-il-gip-ordina-limputazione-coatta-per-un-direttore-generale-di-banca/

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Su Striscia la notizia un mio intervento su alcuni abusi bancari

Posted by Roberto Di Napoli su 16 novembre 2014

Ieri sera, 15 Novembre, nel corso della puntata di Striscia la notizia, è andato in onda un servizio sugli abusi bancari con un mio breve intervento insieme a quello del dott. Gennaro Baccile, fondatore di Sos Utenti, e ad altre testimonianze di vittime.

Per vedere la puntata intera (il servizio, con l’introduzione e il commento del conduttore Ezio Greggio, può essere visto a partire da 14′ 50”) cliccare qui o copiare e incollare il seguente link http://mdst.it/03v495833/ .

Per vedere direttamente il solo servizio, cliccare qui.

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La provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo e i diritti fondamentali della persona

Posted by Roberto Di Napoli su 27 settembre 2014

L’efficacia provvisoriamente esecutiva del decreto ingiuntivo ottenuto in virtu’ della sola documentazione bancaria si infrange, ancora una volta, contro la necessità di fornire valida prova nel giudizio a cognizione piena.

Pubblico di seguito il link di una mia nota a due ordinanze, rispettivamente, di sospensione e di non concessione della provvisoria esecutorietà di decreto ingiuntivo ottenuto da una banca per saldo di apertura di credito in conto corrente. Nella nota ho rappresentato alcune mie considerazioni sulla necessaria prudenza, da parte del giudice, nella valutazione dei presupposti per concedere o sospendere la provvisoria esecutorietà e sul bilanciamento del diritto di credito con vari diritti fondamentali della persona umana.

La nota e’ pubblicata sulla rivista giuridica online Diritto.it. (Per leggerla cliccare qui)

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