IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

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27 marzo 2020, ricordo di una giornata per me ancora più triste: moriva mio zio Federico

Posted by Roberto Di Napoli su 28 marzo 2021

Le tristi immagini del 27 marzo del 2020 trasmesse in tutto il mondo, con Papa Francesco sul sagrato della Basilica davanti a Piazza San Pietro deserta, sicuramente non le dimenticherà mai nessuno: io le assocerò sempre ad un dolore personale e familiare. Quel venerdì 27 marzo, per me e la mia famiglia, era iniziato ancora più tristemente. La mattina se ne era andato per sempre mio zio Federico Di Napoli, a 68 anni. Era stato ricoverato una quindicina di giorni prima a causa delle complicazioni di una patologia di cui soffriva da tempo ma che mai avrei pensato potesse essergli letale. Per circa 15 giorni, anche se eravamo stati informati delle condizioni molto critiche, abbiamo sperato che ce la facesse. Nessun parente a fianco al letto, e, purtroppo, come le tante migliaia di persone che sono scomparse in quest’ultimo, tragico anno, è morto da solo senza nemmeno il funerale. Quel pomeriggio del 27 marzo 2020, mentre ascoltavo la Messa e la preghiera del Papa, col dispiacere e il pensiero a mio zio, pensavo, però, che, forse, quella che stavo vedendo e ascoltando era la Messa anche per Lui. Spero -e mi conforta immaginare- che, appena volato in Cielo senza avere potuto vedere o sentire nessun familiare negli ultimi istanti della vita terrena, abbia visto da Lassù come, proprio in quella tristissima giornata, anche il Papa era da solo, in Piazza San Pietro, sotto al Crocifisso di San Marcello al Corso e all’immagine della Madonna “Salus Populi Romani”, ma accompagnato da quanti, quel pomeriggio, da ogni parte del mondo pregavano il Signore: ciascuno a pregare e chiedere la protezione dal terribile virus che, da un mese, aveva iniziato a terrorizzare e paralizzare il mondo provocando già migliaia di morti; ciascuno con le proprie preoccupazioni, col proprio dolore o col pensiero ai propri cari e con le lacrime che, quel 27 marzo 2020, sembrava arrivassero anche dal Cielo.

Dal sito Vatican News: Un anno fa il Papa affidava a Dio l’umanità in balia della tempesta – Vatican News

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Contenzioso bancario, webinar sabato 13 marzo 2021 organizzato da GM Giuridica: da alcune pronunce dei Giudici nazionali (e non solo) alcune riflessioni in tema di prescrizione e di onere della prova del credito.

Posted by Roberto Di Napoli su 9 marzo 2021

Sabato 13 marzo 2021, dalle 10 alle 12, sarò relatore al webinar organizzato da GM Giuridica. Ringrazio dell’invito l’organizzatrice che, nel ciclo di eventi di formazione su varie materie di grande interesse, anche quest’anno ha riservato una giornata al contenzioso bancario. Pubblico di seguito gli argomenti sui quali cercherò di fornire i principali orientamenti giurisprudenziali nonchè alcuni “spunti” per possibili, ulteriori argomentazioni difensive.

Problematiche e recenti pronunce in tema di prescrizione del diritto di ripetizione degli indebiti bancari;

– Usura e interessi moratori. Questioni ancora aperte dopo la sentenza Cass. Sez. Unite 19597/2020

– La prova della cessione del credito. Eccezioni formulabili dall’utente bancario;

– Onere della prova e diritto alla copia degli estratti conto. Obblighi in tema di rendiconto e conservazione della documentazione contrattuale e contabile

locandina webinar 13 marzo 2021 GM Giuridica

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La contestazione della falsità della firma e dei documenti nelle controversie bancarie: profili giuridici e grafologici- Webinar il 5 marzo 2021

Posted by Roberto Di Napoli su 3 febbraio 2021

Quante volte è capitato che, nell’esaminare la documentazione bancaria, l’utente rilevi la non genuinità della propria firma risultante su un contratto o l’autenticità di un documento? Ho già pubblicato, qualche anno fa, un post in merito ad alcune sentenze ottenute in favore di alcuni miei assistiti i quali avevano disconosciuto e contestato la sottoscrizione apposta su alcuni moduli di fideiussione e in virtù dei quali la banca aveva chiesto ed ottenuto il decreto ingiuntivo a loro carico. E’ evidente che particolare attenzione deve essere posta dal difensore nel rispettare i termini e le forme, previste dal codice di rito, qualora la parte intenda disconoscere la firma apposta su una scrittura privata o l’autenticità di un documento. Fondamentale, inoltre, è l’ausilio del consulente tecnico, esperto in grafologia giudiziaria, sia nella fase stragiudiziale per valutare se vi siano o meno i presupposti per instaurare un procedimento che nel corso del giudizio stesso nelle vesti di consulente nominato dal Giudice (CTU) o di ctp a difesa dell’interesse della parte.

Ho accettato con piacere, pertanto, ancora una volta, l’invito rivoltomi da Revelino Editore a partecipare quale relatore al webinar, organizzato per il prossimo 5 marzo 2021, con la grafologa dott.ssa Licia Selvaggio sulla seguente tematica che ritengo continui ad essere di grande interesse “La contestazione della falsità della firma e dei documenti nelle controversie bancarie: profili giuridici e grafologici“. Allego di seguito la locandina col programma. Informazioni sul costo e sulle modalità di iscrizione sono pubblicate sul  sito dell’organizzatore.

Locandina Webinar 5 marzo 2021 La contestazione della falsità della firma e dei documenti nelle controversie bancarie: profili giuridici e grafologici

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Ristori veri e concreti. Dal sito de Il Sole 24 ORE: “Metti una sera a cena da Ruben: pasti a 1 euro per chi è diventato povero” 

Posted by Roberto Di Napoli su 18 gennaio 2021

Sei anni fa, su questo mio blog, avevo pubblicato il link alla notizia, riportata da vari quotidiani, di una nobile iniziativa di solidarietà: la nascita, a Milano, di Ruben, un ristorante ad 1 euro per persone in “momentanea difficoltà” che prende il nome da quello di un onesto lavoratore, sfortunato e morto di freddo in mezzo a una strada.

Dopo sei anni, ho letto una bella intervista, pubblicata su Il Sole 24 ore di domenica 17 gennaio, alla figlia del fondatore che spiega anche quanto è stato fatto sin dal 2014: novemila tessere e trecentoventinovemila cene. Ma, come si legge nell’articolo, l’aiuto non si esaurisce solo nel fornire il  pasto.

Pubblico di seguito il link sperando che iniziative simili possano costituire un esempio in ogni parte di Italia: soprattutto in un periodo così difficile come quello attuale, in cui la pandemia ha aumentato il numero di persone in difficoltà e la solidarietà dei cittadini, forse, può dimostrare di essere più efficiente, veloce e concreta di tante altre “promesse”.

Dal sito del quotidiano Il Sole 24 Ore: “Metti una sera a cena da Ruben: pasti a 1 euro per chi è diventato povero

Valentina Pellegrini, vicepresidente dell’omonimo gigante del food, 39 anni, racconta la storia del ristorante che sfama chi passa tempi difficili

Sorgente: Metti una sera a cena da Ruben: pasti a 1 euro per chi è diventato povero – Il Sole 24 ORE

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Usura e interessi moratori dopo la sentenza della Cassazione, a Sezioni Unite, n. 19597/2020. Il video del seminario dell’11 dicembre 2020

Posted by Roberto Di Napoli su 9 gennaio 2021

Pubblico di seguito il video -pubblicato sul canale YouTube del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma- del seminario tenutosi l’11 dicembre 2020 (con partecipanti in collegamento da remoto) su usura e interessi moratori dopo la sentenza emessa dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite del 18 settembre 2020 n. 19597.

Intervenuto quale relatore, ho esposto alcuni miei dubbi che deriverebbero dalla lettura della pronuncia: in particolare, in merito al parametro di riferimento ai fini della valutazione di usurarieta’, alla conversione del tasso ex art. 1224 cod. civ., all’interesse ad agire e alla natura ed effetti della pronuncia che accerti l’usurarieta’ del tasso di mora solo pattuito (e non ancora applicato dalla parte mutuante).

locandina seminario 11 dicembre 2020 Consiglio dell'Ordine Avvocati Roma

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Buon Natale! Con auspicio che possa essere (come scriveva Don Tonino Bello): “non un punto di arrivo ma di partenza”

Posted by Roberto Di Napoli su 25 dicembre 2020

Chi segue questo mio blog non si meraviglia che il mio post di auguri arrivi, quasi ogni anno, in ritardo di qualche ora o giorno.

Il desiderio di evitare auguri “preconfezionati” o standard, così come di non contribuire ad intasare caselle email o profili su app o social già pieni di messaggi che, a volte, forse, si fatica a leggere a causa di un “eccesso di auguri” mi induce a credere -o, quantomeno, a sperare- che i miei auguri siano ugualmente “tempestivi” quand’anche “a scoppio ritardato”.

Anni fa, in un mio post, pensando a tante vittime di ingiustizie, di usura (bancaria o “di strada” : non qualifico “criminale” la seconda in quanto credo simili i due fenomeni), così come a quanti -per qualsiasi ragione- soffrono nell’indifferenza o a quanti, nel giorno di Natale, non hanno nemmeno voglia di festeggiare, riflettevo anche sul timore che gli “auguri di buone feste” possano, talvolta, suonare come una “provocazione” o suscitare “tristezza”.

Gli auguri più sinceri che, allora, mi sento di formulare li rivolgo proprio a quanti il giorno di Natale non lo hanno potuto festeggiare (nemmeno con le restrizioni imposte in questo Natale 2020 così singolare) , a quanti hanno perso i propri cari in questa terribile pandemia o stanno combattendo contro il virus, a quanti sono presi da preoccupazioni o si sentono abbandonati (soprattutto da chi dovrebbe far sentire la vicinanza), a quanti non hanno casa o temono di perdere i propri beni (anche a causa di pretese illegittime), a quanti piangono o hanno pianto in un giorno pieno di luci e di scambi di regali (a volte anche inutili): auguro di tutto cuore (per tutta la vita) di non sentirsi mai soli, di avere la forza di tornare a sorridere e di ricevere sempre anche un solo gesto che confermi autentica vicinanza e comprensione.

Buon Natale!

I miei auguri li faccio suggerendo le seguenti letture con auspicio che possiamo sempre ricordarcene:

di Mons. Don Tonino Bello (di cui, come è noto, è avviato il processo di beatificazione):

Vi auguro di capire che Natale non è un punto di arrivo ma di
partenza.
Natale non è un “punto a capo”: Natale è “due punti” : si apre, si deve aprire
poi tutto un discorso.
Dobbiamo tutti prendere coscienza con lucidità e determinazione che a
Natale non si arriva, dal Natale si parte. Per troppi cristiani tutto finisce a
Natale, mentre tutto dovrebbe cominciare da lì: conta il giorno dopo Natale.
Gesù è venuto non perché tutto restasse come prima, ma perché cambiasse la
vita di tutti. Natale è rinascere noi e far nascere un mondo nuovo.
Natale è qualcosa di nuovo che nasce dentro di noi, nel nostro cuore, nel
santuario della nostra libertà. E’ il nostro cuore che fiorisce, che guarisce e
che fa di noi le vere luci di Natale, le vere stelle di Natale
“.

Dal sito de “Il Sole 24 Ore”, Papa Francesco: “Aiutare gli altri invece che piangersi addossohttps://www.ilsole24ore.com/art/papa-francesco-aiutare-altri-invece-che-piangersi-addosso-ADa2M99

Dal sito “Interris”: “Erode-Covid nulla può contro il Natale

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Seminario in streaming l’11 dicembre 2020 su “Interessi moratori e usura: gli effetti della sentenza della Cassazione a Sezioni Unite 19597/2020”

Posted by Roberto Di Napoli su 4 dicembre 2020

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza del 18 settembre 2020 n. 19597, ha confermato la rilevanza degli interessi moratori ai fini della verifica di usurarietà. La pronuncia suscita, però, varie riflessioni in merito ad altri principi affermati, soprattutto, in ordine al criterio di raffronto (ossia al tasso soglia da considerare per valutare la legittimità o meno del tasso pattuito), alle conseguenze in caso di accertata usurarietà derivante dal tasso di mora, all’interesse ad agire e alla natura dell’azione.

Spero di saper fornire un mio utile contributo, quale relatore, venerdì 11 dicembre 2020, al seminario organizzato dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma e che potrà essere seguito in diretta streaming attraverso il canale Youtube dell’Ordine.

locandina seminario 11 dicembre 2020 Consiglio dell'Ordine Avvocati Roma

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La banca chiede ed ottiene un decreto ingiuntivo, iscrive ipoteca e instaura un’azione revocatoria. Il Tribunale accoglie l’opposizione e accerta che debitrice era la banca: condannata alla restituzione di importi e alle spese di lite. La sentenza

Posted by Roberto Di Napoli su 2 dicembre 2020

Non è, certamente, la prima volta che la banca chieda e ottenga un decreto ingiuntivo pretendendo il pagamento del saldo e, all’esito del giudizio, si accerti e dichiari che, invece, è proprio questa ad essere debitrice, o che, comunque, nulla le sia dovuto. Sin da 2007, ossia, dalla nascita di questo mio blog -quando ancora poteva stupire che, a causa di alcuni vizi nei rapporti bancari, la pretesa bancaria potesse risultare infondata- ho raccontato, più di una volta, casi di provvedimento revocati con conseguente accertamento del credito (e non del debito) dell’utente (in un caso, in seguito ad opposizione a decreto ingiuntivo di 100 mila euro, è risultato un credito della correntista di oltre 500 mila euro) oppure di decreti revocati per l’accertata falsità della firma apposta su fideiussione o per essere stato chiesto a un Giudice territorialmente incompetente. Prima ancora, sin dal 2005, avevo dedicato vari paragrafi sui principali vizi e sugli strumenti di difesa nel mio primo manuale “Anatocismo bancario e vizi nei contratti“, edito da Maggioli Editore e di cui è uscita, quest’anno, la VI edizione.

Pur nel difficile periodo di crisi economica che perdura da un po’ di anni (prima ancora che si aggravasse a causa della recente pandemia) imprenditori e consumatori non solo si trovano a dovere affrontare le note difficoltà nell’accesso al credito ma, spesso, si trovano a doversi difendere da pretese illegittime: sebbene, infatti, sia ben noto che la pretesa della banca non è tutelata dall’ordinamento se a determinare il saldo ha contribuito l’addebito di voci di costo non dovute, si assiste ancora, purtroppo, a tentativi di ottenere il soddisfacimento di ragioni di credito insussistenti o importi superiori a quelli legittimi: tentativi che riesce difficile distinguere da tentativi di furto o di saccheggio e che dovrebbero essere puniti o disincentivati al fine di evitare che (come spesso avvenuto) siano posti in essere nei confronti di soggetti che non possono o non riescono a difendersi.

Pubblico sotto al presente post la sentenza (emessa dal Tribunale di Genova) con la quale, all’esito di un’opposizione avverso un decreto ingiuntivo proposta da un’impresa e da due (ritenuti) fideiussori assistiti da me e dal collega avv. Daniele Rossi, ancora una volta è stata la banca (che sosteneva di essere creditrice) ad essere condannata non solo a restituire quanto indebitamente ricevuto durante il rapporto di conto corrente, ma anche a cancellare le segnalazioni illegittimamente effettuate alla Centrale Rischi, le ipoteche che aveva iscritto e a rimborsare le spese legali. Nel caso di specie, la vicenda è ancora più grave di quello che si desume dalla pronuncia. La banca, infatti, dopo avere ottenuto la provvisoria esecutorietà del decreto opposto, aveva anche instaurato un’autonoma azione revocatoria chiedendo che venisse dichiarata l’inefficacia di un trasferimento immobiliare: sosteneva che l’atto di disposizione pregiudicasse le proprie ragioni di credito. Ora, il Tribunale ha accertato e dichiarato, però, che la banca non era affatto creditrice ma debitrice. E se gli ingiunti (solo apparentemente) debitori non si fossero opposti? Il decreto ingiuntivo sarebbe diventato definitivo con la conseguenza che una pretesa, pur illegittima ed infondata, sarebbe diventata definitiva e difficilmente contestabile. E’ possibile che lo Stato permetta e non punisca severamente simili tentativi di ottenere somme non dovute? E’ accettabile che un soggetto o un imprenditore il quale, magari, dovendo già affrontare le note difficoltà quotidiane (ad esempio: mantenere l’impresa, pagare i fornitori, i lavoratori, tasse, contributi, ecc.), non abbia possibilità di difendersi, possa correre il rischio di subire la distruzione dell’impresa o di vedersi la casa messa all’asta per colpa di un debito che, se si fosse opposto, forse, non sarebbe stato riconosciuto tale? Riesce difficile comprendere, a fronte del diritto fondamentale alla proprietà privata o a varie norme costituzionali che tutelano il diritto all’attività di impresa, al lavoro o che promuovono il risparmio nonché a fronte di varie disposizioni penali che tutelano il patrimonio, come si possa consentire che una pretesa illegittima possa distruggere una persona e/o i propri beni. Sarebbe auspicabile una rinuncia spontanea, da parte delle banche, a chiedere ed ottenere decreti ingiuntivi laddove il saldo apparente si sia determinato a causa dell’addebito di importi che (chi svolge una determinata attività sa e deve sapere) non erano dovuti. Se norme di legge prescrivono l’onere di opporsi a un decreto ingiuntivo entro un determinato termine (40 giorni a meno che non sussistano i presupposti per l’opposizione tardiva prevista dall’art. 650 c.p.c.), è altrettanto vero che esistono norme penali che prevedono e puniscono la pretesa sostanzialmente illecita. Ricordo, inoltre, quanto scrissi in un mio precedente post dal titolo: “…e ci provano e riprovano ancora, confidando di farla sempre franca.

Sulla banca dati Diritto e contenzioso bancario, gli abbonati (o quanti usufruiscono del periodo di prova gratuito) possono leggere, inoltre, una breve nota sul caso deciso dal tribunale ligure dal titolo “Pretese bancarie illegittime, usura e ripercussioni sul sistema creditizio ed economico nazionale. Dall’uso all’abuso del processo” di Roberto Di Napoli e Daniele Rossi.





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