IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

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Archive for the ‘vittime’ Category

Direttore Generale di banca a processo per usura. Ammessa la costituzione di parte civile anche di un’associazione antiusura bancaria

Posted by Roberto Di Napoli su 16 dicembre 2013

Si è tenuta lo scorso 5 Dicembre, dinanzi al Tribunale di Frosinone, sezione penale, la prima udienza del processo nel quale imputato è il Direttore Generale di una banca rinviato a giudizio per usura (in seguito alla denuncia presentata, nel 2009, da un imprenditore da me difeso, per tre volte consecutive il PM aveva chiesto l’archiviazione; successivamente ad ulteriori indagini e all’udienza di discussione in merito alla terza richiesta di archiviazione, nel mese di Febbraio 2013 il GIP disponeva l’imputazione coatta ritenendo emersa l’usurarietà, anche in base alle ulteriori indagini suggerite dalla persona offesa, quantomeno nella fattispecie di cui all’art. 644, terzo comma, seconda parte -cd. usura soggettiva- ossia, oltre che da quanto risultante dalle consulenze tecnico contabili, dalle “concrete modalità del fatto“; lo scorso mese di Giugno, in sede di udienza preliminare, il GUP disponeva il rinvio a giudizio; cliccare qui per leggere un precedente post con maggiori dettagli e altri link sul medesimo caso).

All’udienza del 5 Dicembre scorso il collegio ha ammesso l’istanza da me proposta -su mandato conferito dalla SOS Utenti onlus- di costituzione di parte civile anche della suddetta associazione. Il Tribunale, dopo essersi riunito in camera di consiglio, ha ammesso la richiesta motivando il provvedimento con l’attività di sostegno alle vittime di usura risultante dalla documentazione prodotta e ricordando la giurisprudenza che, in tali casi, ritiene ammissibile la costituzione degli enti laddove viene richiesto il danno non patrimoniale.

E’ stata ammessa, inoltre, la richiesta -formulata quale difensore della parte civile- di citazione della banca quale responsabile civile.

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Il tasso non è usurario? GIP Trib. Sciacca respinge richiesta archiviazione e ordina indagini più approfondite

Posted by Roberto Di Napoli su 8 dicembre 2013

Anni fa avevo già scritto alcune considerazioni sullo stesso “caso” inerente l’archiviazione richiesta dal PM in quanto, da indagini compiute dalla Guardia di Finanza, non era emersa l’usurarietà denunciata dal correntista di un’importante banca. A difesa del denunciante, tra i vari motivi, avevo evidenziato, con una memoria, come fosse inutile, al fine di appurare la fondatezza o meno di quanto denunciato relativamente ad un rapporto protrattosi per vari anni, un’indagine limitata solo ad alcuni degli estratti del conto corrente e, peraltro, nemmeno consecutivi. Un attento GIP, accogliendo l’opposizione e la richiesta di ulteriori indagini, rigettava la richiesta del PM ordinando una consulenza che tenesse in considerazione i quesiti così come sollecitati dalla persona offesa. Dopo qualche mese, tuttavia, sulla base di una nuova consulenza, a nostro avviso non corretta nella metodologia e senza che fossero state effettuate le ulteriori indagini sollecitate dal correntista e ordinate dal GIP, il PM richiedeva nuovamente l’archiviazione.

Proposta una nuova opposizione e all’esito dell’udienza, ancora una volta, un GIP, diverso ma altrettanto attento, ha rigettato la richiesta di archiviazione. Il provvedimento appare rilevante in quanto, così come sollecitato dalla persona offesa, oltre ad avere precisato che la consulenza dovrà considerare i criteri confermati dalle note pronunce della Suprema Corte di Cassazione che impongono di tenere conto, nella determinazione del TEG, di ogni commissione, onere e spesa connessa con l’erogazione del credito, ordina anche indagini al fine di verificare le eventuali difficoltà economiche finanziarie del correntista. Si dimentica, infatti, spesso, quanto sancito dall’art. 644, terzo comma, secondo periodo, cod. pen. secondo cui: “(…)Sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”.

Cliccare qui per leggere l’ordinanza emessa dal GIP Trib. Sciacca.

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Il banchiere indagato parla al telefono con il Procuratore? Anche io vorrei pensare che “non è possibile”. Dal sito di Panorama

Posted by Roberto Di Napoli su 20 novembre 2013

Chi difende le vittime di usura bancaria sa quanto sia difficile, a volte, ottenere la condanna e la punizione dei responsabili pur quando, sotto il profilo oggettivo, si sia riscontrata l’illiceità del “fatto”. Ci sono stati provvedimenti assolutori discutibili, ritenuti, anche da alcuni autorevoli magistrati, troppo “indulgenti” e in contrasto rispetto alla ratio della l.108/96 che, modificando la previgente formulazione della fattispecie del reato di usura, ha introdotto il “meccanismo” dei cd. tassi soglia (superati i quali non ci sarebbero dovuti essere dubbi in merito all’usurarietà). In alcuni casi, pur essendo emerso dalle indagini il superamento del tasso massimo consentito, i responsabili denunciati sono stati prosciolti con motivazione fondata sulla ritenuta mancanza di prova in merito alla sussistenza del dolo: ciò anche a causa del possibile errore indotto da alcune equivoche circolari della Banca d’Italia.

Da cittadino, oltre che da difensore, volendo continuare a credere nella massima imparzialità di chi giudica, preferirei sempre un’autentica motivazione fondata esclusivamente sulla legge o sulla sua prevalente interpretazione, senza avere motivi per potere lontanamente sospettare che la decisione sia dettata da altri fattori “estrinseci” alla legge.  Mi è già capitato di vedere (oltre che un processo pendente da quasi 18 anni nel quale si erano, addirittura, prosciolti gli imputati malgrado il tasso, accertato dalla Procura, del 292% e soddisfatte le loro pretese; proscioglimento, poi, annullato dalla Cassazione) una consulenza contabile disposta dal PM ed effettuata da un consulente risultato, poi, essere anche socio della banca denunciata (dichiarata, poi, inattendibile da un attento GIP che, successivamente, ha disposto anche l’imputazione coatta del direttore generale: provvedimento sfociato nel rinvio a giudizio per usura; clicca qui per leggere il post su questo caso di usura bancaria).

La lettura dell’articolo sull’ultimo numero di Panorama (n. 48/2013) credo che rattristi le vittime degli abusi bancari (oltre che i cittadini) che, confortate, per fortuna, dalle severe decisioni di quei giudici (civili e penali) che appaiono e si dimostrano insensibili a qualunque “potere” se non a quello della Legge e della Verità, devono sempre continuare a credere nell’imparzialità dei magistrati.  Per me, la circostanza che un Procuratore parli al telefono con il banchiere indagato o lo riceva personalmente (soprattutto se in assenza della persona offesa) dando informazioni in merito al procedimento in cui è coinvolto è incompatibile con l’immagine di serietà e terzietà di cui ogni giudice deve godere affinchè non vi sia alcun cittadino che possa avere una valida ragione per potere pur solo dubitare sulla sua correttezza. Potrà non essere un reato e non essere rilevante disciplinarmente ma, così come è intitolato l’articolo sulla versione cartacea di Panorama, anche a me verrebbe da dire: “Procuratore, ci dica che non è possibile!

Riporto di seguito il link dell’articolo sull’edizione web di Panorama: Le telefonate fra il procuratore di Palermo, Francesco Messineo, e il banchiere indagato – Panorama.

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Anche ad Albignasego (Padova) sala piena di imprenditori e cittadini contro l’usura e gli abusi bancari. Tanti volti di onesti imprenditori con aziende storiche distrutte dai “numeri” e da pretese illecite: questa è la crisi causata dai banchieri e da chi li protegge!

Posted by Roberto Di Napoli su 10 novembre 2013

Due giornate di formazione per avvocati e divulgazione degli strumenti di difesa contro gli abusi bancari quelle di venerdì 8 Novembre e di ieri, rispettivamente, a Roma e Padova. Invitato come relatore al corso organizzato da Foro Europeo ho appurato con piacere, a Roma, l’interesse degli avvocati ad approfondire la materia e a conoscere le più recenti pronunce della giurisprudenza (cliccare qui per leggere il relativo post; il video dell’intervento è pubblicato sul sito della rivista giuridica Foro Europeo, cliccare qui).

Sala piena di cittadini e, in particolare, di imprenditori, sin dalle 9 di mattina di sabato anche ad Albignasego (Padova) all’assemblea di Confedercontribuenti. (cliccare qui per leggere l’articolo dedicato da Il Mattino di Padova) 20131109_093635Invitato insieme al Sindaco di Albignasego (e assessore alla Provincia di Padova) arch. Massimo Barison, al Presidente Carmelo Finocchiaro, ai responsabili del Veneto dell’associazione Alfredo Belluco e Raffaella Zanellato, ad Emidio Orsini e al collega Giusepppe Baldassarre sono rimasto, ancora una volta, colpito nel vedere l’affetto di tanti amici ma anche nel conoscere la storia di gente che soffre ingiustamente; spesso, non per una disgrazia o per debiti (ed è questa la confusione che, quelle poche volte che ne parlano, creano giornali o media -nei cui consigli di amministrazione a volte siedono banchieri o soggetti, comunque, legati al mondo bancario- ) ma per non avere pagato l’usura o pretese illecite. È la prima volta, tra l’altro, che mi è capitato di vedere la partecipazione, in un convegno in materia, di un sacerdote, don Enrico Torta, parroco di Dese (Ve), coraggioso nel sostenere le vittime delle banche. Presenza, quest’ultima, che, ripeto, mi ha colpito visto che, dal silenzio a fronte della disperazione di tante vittime, ho sempre avuto il timore che possano esserci preti davvero convinti della generosità delle banche a causa, magari, della presenza, durante le festività, del banchiere o bancario ben vestito e un pò più generoso nelle offerte. Vedendo a Padova, ieri (ma in realtà, non è stata la prima volta) tanti imprenditori onesti o i loro familiari, a volte, con gli occhi lucidi e commossi che raccontano dell’impresa che avevano creato, della loro storia, magari, ultratrentennale, si capisce quanto si dovrebbero vergognare i responsabili di banche e chi, in qualsiasi modo, le tutela sostenendo, peraltro, le medesime, identiche ragioni smentite -quasi con continuità, ormai da oltre un decennio- dalla legge e giurisprudenza!

20131109_092211I superstipendi dei manager, così come il guadagno facile o i vantaggi di chi protegge le banche o i banchieri pur in casi di manifesta infondatezza del credito e di illiceità della condotta, la volontaria indifferenza verso la fondamentale importanza delle persone, della loro salute e dei loro affetti, la logica della “mors tua vita mea“, il ragionamento “se non lo faccio io, tanto lo fanno altri“, di fronte alla sofferenza, alla perdita di beni di tanti imprenditori che, invece, in applicazione della legge e della giurisprudenza, avrebbero ragione, denotano il fallimento e la consapevolezza delle proprie incapacità. Questo è, secondo me, ciò che dovrebbe pensare ogni direttore di banca, ogni politico così come chiunque tuteli le banche, quando vogliono insistere in pretese illegittime ed ogni giudice quando si trovi a valutare le rispettive istanze delle parti: dietro ad ogni numero, ad ogni importo, ad ogni arbitraria segnalazione a banche dati di cifre priva di fondamento, ad ogni procedura esecutiva c’è la vita, la salute -oltre che i beni e la storia- di imprenditori e di lavoratori onesti esposta a serio pericolo di lesione e, dunque, va tutelata e tenuta nella massima considerazione. Il diritto di credito (ma solo quando è fondato e non, dunque, quando inficiato da clausole contrattuali o addebiti, casi nei quali, tra l’altro, ci può essere anche una rilevanza penale della condotta di chi insiste) è sacrosanto ma non può ledere, di certo, il diritto alla vita, alla salute, alla dignità delle persone nè può tollerarsi alcuna forma di tortura!

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Tutti a Roma, domani, alla prima manifestazione nazionale per fermare le banche e i loro abusi.

Posted by Roberto Di Napoli su 23 settembre 2013

MANIFESTAZIONE ROMAParteciperò volentieri, domani, a quella che sarà, sicuramente, la prima manifestazione nazionale alla quale diverse associazioni, imprenditori e professionisti saranno uniti nel protestare contro gli abusi bancari, spesso, reiterati malgrado la consapevolezza, da parte dei banchieri, della illegittimità delle pretese e in mancanza di severe misure cautelari o di condanne dal momento che, in sede penale, hanno goduto, forse, finora, di eccessiva indulgenza pur in casi nei quali è emersa l’usurarietà degli interessi applicati (anche se, a dire il vero, non sono mancati provvedimenti di giudici preparati e coraggiosi che hanno disposto il rinvio a giudizio o condanne penali; provvedimenti, tuttavia, poco diffusi in considerazione della vastità del fenomeno).

Ho sempre ritenuto -come ho scritto su questo blog fin dal 2007 e, purtroppo, anche in considerazione di quanto ho visto (purtroppo) da vicino- che la vera crisi dell’economia italiana non dipende solo da quella “globale” in questo momento storico, bensì, è volutamente determinata dalle banche che, malgrado quanto sancito dalla legge e ribadito dalla copiosa giurisprudenza civile, continuano ad insistere in pretese riconosciute illegittime ed illecite (ad esempio; saldi su c/c determinati dall’illegittima capitalizzazione o dall’applicazione di interessi e cms non validamente convenute; mutui nulli per essere stipulati in frode alla legge o per difetto di causa e per non essere mai stati effettivamente erogati o per non essere mai stati destinati ad effettiva utilità del mutuatario, ecc. ). Vi è, tra l’altro, sotto vari profili, una pericolosissima disparità di trattamento considerato che, quasi sempre, la banca riesce ad ottenere decreti ingiuntivi in base ad una  dichiarazione unilaterale attestante un credito che, solo in caso di opposizione e quando, magari, l’imprenditore o il cittadino ha subito danni ingenti, viene accertata infondata o per importi inferiori a quelli originariamente vantati. A tal proposito, nel 2010, fu presentata anche una proposta di legge, alla Camera dei Deputati, per modificare l’art. 50 del Testo Unico bancario (sollecitata e redatta da vari imprenditori e professionisti tra cui il sottoscritto). Ad oggi, malgrado, sicuramente, la disponibilità del parlamentare che la depositò, non si conoscono i parlamentari coinvolti nè l’avvio dell’iter (probabilmente continuerà, però, ad essere “pubblicizzata” e ritenuta utile per comizi e quotidiane campagne elettorali). 

La manifestazione di domani non è stata organizzata da politici ma solo, come detto, da associazioni e imprenditori vittime di tali abusi oltre che sostenuta da professionisti che, ogni giorno, si battono, nei tribunali per far valere i loro diritti. 

Probabilmente avrebbero partecipato anche altri imprenditori onesti che, invece, sono stati presi dalla disperazione e, come la cronaca degli ultimi due anni ha registrato, non ce l’hanno fatta a resistere.

Il fine della manifestazione è quello di sensibilizzare ancora di più la magistratura oltre che quei politici onesti e sensibili che, lontani da possibili ricatti o pressioni, vogliano prendere atto del drammatico fenomeno e varare provvedimenti normativi al fine di contemperare il diritto di credito col sacrosanto e fondamentale diritto alla proprietà nonchè alla vita, alla salute, alla dignità spesso compromessa a causa di pretese che si rivelano infondate o ingiuste all’esito di processi troppo lunghi e quando, ormai, i danni sono irrimediabili e le umiliazioni e le sofferenze subite restano indelebili e irrisarcibili.

La manifestazione (è prevista una grande partecipazione con vari pullman provenienti da varie parti d’Italia) avrà inizio alle ore 10 in Piazza Cavour.

Indico di seguito il link col

programma della giornata: http://www.orsiniemidio.it/public/editor/11%5E_comunicato-novita’-33%5E_settimana-2013-.pdf

scopo della manifestazione: http://www.orsiniemidio.it/public/editor/%20volantino%20a4%20bev.pdf

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Pochi giorni ancora per sostenere i quesiti per referendum proposti dai radicali per la giustizia giusta

Posted by Roberto Di Napoli su 9 settembre 2013

Pubblico di seguito il link al sito dei radicali nel quale si possono trovare tutte le informazioni utili in merito ai quesiti referendari “per la giustizia giusta”.
Ci sono ancora pochi giorni per firmare e sostenerli.
A dire il vero, dal tenore letterale di alcuni quesiti, avrei qualche leggero dubbio sull’efficacia del solo referendum pur nell’ipotesi in cui le norme dovessero essere abrogate. Di certo, però, ritengo l’attuale sistema non compatibile con un Paese civile e necessaria, quindi, l’iniziativa popolare attraverso il referendum.
Non penso solo agli errori nella giustizia penale, bensì, anche a quelli nell’altrettanto delicata giustizia civile e, in particolar modo, per la materia di cui mi occupo quotidianamente, ai vari giudizi o alle tante esecuzioni immobiliari o procedure fallimentari azionate da banche e fondate su titoli che, magari, all’esito dei giudizi, si rivelano illegittimi (se non, addirittura, viziati da usura) o, comunque, per crediti il cui ammontare viene, poi, accertato ben inferiore a quello originariamente vantato. Credo che ci siano casi nei quali, sin dall’inizio, è evidente la prova dell’illegittimità della pretesa e nei quali il giudice ha il potere-dovere di applicare la legge senza esporre il cittadino al rischio di perdere l’impresa o la casa o, addirittura, la serenità o la vita.
Nel corso degli ultimi anni, si è visto più volte il legislatore tentare di mettere mano su un tema così delicato quale la responsabilità civile del magistrato. Non mi pare che il cittadino sia tutelato sufficientemente ed è per questo che concordo nella necessità dell’intervento su iniziativa popolare.

Si possono condividere o meno i quesiti ma nessuno pensi di essere immune dalla “malagiustizia” o che non esistano gli errori giudiziari o i conflitti di interesse. Sarebbe un’illusione e può capitare che le proprie ragioni siano riconosciute anche dopo decenni senza che chi ha sbagliato paghi.

Sono rimasti pochi giorni, quindi, per firmare “per una giustizia giusta” e sul sito di cui indico il link (cliccare alla fine del presente post) ci sono spiegazioni relative ai vari quesiti e l’indirizzo dove poter firmare per sostenerli.

REFERENDUM RADICALI PER LA GIUSTIZIA GIUSTA | Responsabilità civile dei magistrati – REFERENDUM RADICALI PER LA GIUSTIZIA GIUSTA.

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La valutazione di usurarietà a prescindere dal superamento del tasso soglia. Rinvio a giudizio per il direttore generale di una banca

Posted by Roberto Di Napoli su 30 giugno 2013

E’ stata riportata da vari quotidiani e siti (di cui riporto i link) la notizia  del rinvio a giudizio, per il reato di usura, disposto dal Tribunale di Frosinone a carico del Direttore Generale di una banca.

Il provvedimento è stato emesso all’esito dell’udienza preliminare del 7 Giugno scorso nella quale si doveva decidere in merito alla richiesta formulata in seguito ad ordinanza di imputazione coatta emessa dal GIP dopo la terza richiesta di archiviazione (per tre volte, dunque, la persona offesa, da me assistita, aveva impugnato la richiesta del P.M.).

Ritengo che il decreto di rinvio a giudizio (allo stesso modo dell’ordinanza di imputazione coatta) sia di particolare interesse sotto il profilo giuridico, dal momento che si sono registrati vari provvedimenti coi quali, al contrario, si è disposta l’archiviazione o il non luogo a procedere a causa della ritenuta mancanza dell’elemento soggettivo (dolo) o a causa dell’errore derivato dall’avere, la banca – secondo le sue frequenti difese- seguito le Istruzioni della Banca d’Italia che suggerivano di escludere le commissioni di massimo scoperto dal calcolo del TEG (Tasso effettivo globale) applicato e dal conseguente confronto col cosiddetto tasso soglia.

Nel caso di specie, successivamente alla prima richiesta di archiviazione, il GIP, accogliendo l’opposizione proposta dalla persona offesa, oltre a disporre la rinnovazione della consulenza tecnica contabile, aveva ordinato di ascoltare a sommarie informazioni vari soggetti indicati nell’atto di opposizione. Malgrado tali ulteriori indagini, tuttavia, veniva richiesta ulteriormente l’archiviazione che veniva negata dal GIP il quale, anzi, ordinava l’iscrizione sul registro degli indagati del Direttore Generale.

Richiesta, per la terza volta, l’archiviazione, veniva formulata l’imputazione coatta ritenendo, il GIP, sussistente l’usurarietà quantomeno ai sensi dell’art. 644, terzo comma, ossia per le concrete modalità del fatto specificatamente indicate nel provvedimento. 

Il Giudice dell’Udienza preliminare, dopo avere ammesso la costituzione di parte civile e dopo avere ascoltato la difesa sia di quest’ultima che dell’imputato, lo scorso 7 Giugno ha ritenuto che la precedente ordinanza non consentisse una diversa valutazione disponendo, così, il rinvio a giudizio.

Ritengo tali provvedimenti conformi, oltretutto, a quanto previsto dall’art. 644, terzo comma, cod. pen. che oltre a sancire “La legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari“, nella seconda parte dispone che “Sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica e finanziaria“.

Nel caso di specie, in ogni caso, finora, secondo le indagini, il tasso di interesse è risultato superato in vari trimestri.

Riporto i link di alcuni dei siti e quotidiani che hanno riportato la notizia nonchè un mio precedente post sullo stesso caso.

Su questo stesso blog, mio precedente post:

https://ilblogdirobertodinapoli.wordpress.com/2013/04/22/usura-bancaria-dopo-tre-richieste-di-archiviazione-il-gip-ordina-limputazione-coatta-per-un-direttore-generale-di-banca/

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Leggeva gli atti o si faceva leggere le carte? PM accusata di utilizzo del cellulare di servizio per chiamare la cartomante

Posted by Roberto Di Napoli su 6 giugno 2013

Leggendo la notizia di cui riporto il link (che non mi meraviglia visto che su tali fatti, mi pare, già furono dedicati altri articoli anni fa), spero che questa PM non abbia pensato di adottare un metodo “alternativo” e “sperimentale” di conduzione delle indagini: la scoperta della verità attraverso la cartomante. Nell’estate del 2005, in una singolare vicenda nella quale a carico di una vittima di usura bancaria erano stati disposti gli arresti domiciliari con l’accusa di avere falsificato un provvedimento (nell’ambito di una procedura instaurata dagli stessi imputati di usura e nella quale la stessa vittima aveva presentato varie denunce contro gli organi fallimentari;  maggiori dettagli, sia pure aggiornati a qualche anno fa, in un servizio di Libero Reporter: cliccare qui), questa stessa PM aveva chiesto il trasferimento in carcere accusando di evasione il soggetto agli arresti domiciliari per averlo visto in Tribunale. Il GIP non concesse la più grave misura in quanto la PM non si era accorta dell’autorizzazione che era stata concessa.

Ora, leggendo questa notizia, mi viene da pensare che, forse, o lei o la cartomante non hanno saputo “leggere le carte”. La PM, di certo, in quel caso, non aveva letto gli atti visto che la persona ingiustamente sottoposta agli arresti domiciliari (per 4 mesi e mezzo) era stata autorizzata a spostarsi per difendersi!!!

Usava il cellulare di servizio per chiamare la cartomante Pm finisce alla sbarra – claudia de luca, pm, napoli, procedimento, csm, telefonate, cartomante – Libero Quotidiano.

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