IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

………. per la difesa dei diritti civili

  • Segui il blog dal canale Whatsapp

    Dalla pagina del canale, premi sul pulsante “Iscriviti” posto sulla schermata in alto a destra. Se vuoi ricevere la notifica della pubblicazione di un post, premi sulla campanella (premere nuovamente se, invece, non si desidera essere avvisati). Col pulsante “condividi”, potrai divulgare il canale ad altri contatti
  • Seguimi sui social

  • Traduci nella tua lingua

  • Cerca per parole

  • Cerca i post per data

  • Vedi gli altri argomenti

  • Articoli recenti

  • In libreria …….per chi vuole sapere come difendersi dagli abusi bancari

  • .

  • ………. per chi vuole conoscere i suoi diritti dal viaggio al soggiorno

  • STUDIO LEGALE

  • Puoi seguirmi su Facebook

  • …… o su Twitter

  • Abbonati

Interessante conferenza organizzata dalla Provincia di Roma sull’usura (anche bancaria)

Posted by Roberto Di Napoli su 10 febbraio 2010


Ho partecipato, più di una volta, a convegni sull’usura o sull’estorsione (spesso organizzati in prestigiose sedi di istituzioni e il cui inizio dei lavori è "tipicamente" preceduto dalla "non breve" lettura -con tono solenne- di telegrammi inviati da presunti ospiti che si scusano della loro assenza o che salutano "da lontano": lettura seguita dall’applauso subito dopo la pronuncia del nome dell’ospite non comparso) nei quali, pur dopo ore di relazioni, di applausi e di scambio di complimenti reciproci tra i relatori , non si è fatto minimamente cenno all’usura bancaria e ai gravissimi problemi che devono affrontare le vittime, siano esse famiglie o imprenditori.

Due anni fa, a Lecce, partecipai ad un incontro con ospiti illustri nel quale, addirittura, in quasi tre ore, si parlò, perfino, dell’estorsione "agricola" senza, però, alcun cenno all’estorsione o all’usura praticata, spesso, anche dalle banche (cliccare qui per leggere il mio "ricordo"). Ci pensarono, alla fine dell’incontro, oltre al sottoscritto che, alzatosi in piedi, chiese di potere esprimere, in soli 2 minuti, la sua opinione, anche alcuni rappresentanti di un’associazione locale. Niente da fare: a dire di alcuni relatori, non c’era tempo (ma riuscii a parlare lo stesso approfittando della pazienza e comprensione del dott. Caselli, presente in quella serata). Sull’usura bancaria, al massimo, avrebbero organizzato un altro incontro in quella stessa sede. Ho cominciato ad avvertire il timore che, in alcuni Palazzi sedi di Istituzioni, ci sia, a volte, un senso di fastidio nel parlare o sentir parlare di usura bancaria. Si può parlare di usura ed estorsione ma ……… se è "bancaria" no; forse, secondo certi "personaggi", non esiste e non può esistere: è solo un’invenzione di chi non vuole pagare o di qualche povero disperato.
Oltre a leggere, soprattutto in questi ultimi anni, ulteriori provvedimenti emessi da parte del Consiglio di Stato che ha ribadito l’illiceità dell’usura bancaria quanto quella criminale o da giudici penali che rinviano a giudizio o condannano direttori di banca, non posso che essere contento nel constatare che anche enti pubblici (vari comuni d’altronde, sono indebitati anche a causa dei famigerati contratti "derivati") hanno preso consapevolezza del problema di cui sono vittime migliaia di persone.

Avevo ricevuto l’invito per l’inaugurazione, ieri, presso la Provincia di Roma, del ciclo di conferenze sull’usura. Pur essendo stato invitato da una persona, oltre che gentile, notoriamente intelligente ed esperta, non nascondo che temevo si trattasse del solito incontro.
Mi sbagliavo e sono rimasto felicemente stupito: è stato interessantissimo.
convegno usura provincia roma
Tema: "Che cos’è l’usura e perchè il tuo amico usurato non ti ha detto niente".
Nel corso del convegno -nel quale moderatore è stato Giuseppe Pullara, giornalista del Corriere della Sera– i relatori, Alberto Gaffi dell’Accademia degli Incolti, il prof. Riccardo Scarpa dell’Universita La Sapienza di Roma, la psicologa dott. ssa De Carolis, Fabio Verzieri e l’Assessore alle politiche di tutela del consumatore e lotta all’usura Serena Visintin, oltre a ricordare i gravi problemi a cui sono esposte le vittime di usura nonché l’attività di prevenzione e contrasto da parte della Provincia, non hanno esitato a menzionare, insieme a quella, terribile, criminale, praticata dallo "strozzino", anche la meno apparente, ma non meno pericolosa, usura bancaria e i rischi (come l’anatocismo), talvolta, nascosti nelle clausole contrattuali alle quali i clienti di qualsiasi banca devono sempre prestare attenzione.
Molto interessanti, poi, le iniziative messe in atto dalla Provincia -menzionate dall’Assessore Visintin- tra cui un protocollo che prevede, nei Comuni della Provincia che aderiranno, agevolazioni tributarie in favore delle vittime che denunciano l’usura.

Un piccolo particolare, non presente in tutti i convegni e, dunque, encomiabile, è stato, infine, ……….. il dibattito offrendo la possibilità di parlare anche alle vittime.

In un periodo come quello attuale di crisi economica e di sfiducia nei confronti della politica, convegni ed iniziative del genere, soprattutto quando sono organizzati da enti pubblici così come ha fatto la Provincia di Roma, danno conforto e sostegno alle vittime (che devono continuare a denunciare l’usura, chiunque sia il responsabile) ma anche a tutti quei cittadini che hanno bisogno (oltre che diritto) di vedere le Istituzioni e i loro rappresentanti "concretamente" vicini alle loro necessità e ai loro gravi problemi. Roberto Di Napoli

Riporto il link di alcuni articoli di stampa sull’interessante iniziativa:
Il Tempo – Cinque GiorniIl Messaggero

Posted in anatocismo, banche, comitato solidarietà vittime us, convegno con caselli a lecce feb, fainotizia, racket, restituzione somme da capitalizz, solidarietà, usura, usura ed estorsione bancaria, vittime | Leave a Comment »

Lo Stato, ancora, condannato per la durata di un fallimento.I politici prendano atto dei veri problemi della giustizia civile!!!

Posted by Roberto Di Napoli su 31 gennaio 2010

ParlamentoNon so se i parlamentari, i politici, abbiano davvero compreso la gravità della situazione in cui si trova, in Italia, la giustizia civile. Credo che molti, soprattutto i parlamentari-avvocati, dovrebbero tornare più spesso nelle aule di giustizia ed assistere, magari, alle udienze prestando particolare attenzione ai rinvii tra un’udienza e la successiva.

I tempi infiniti e la durata “irragionevole” di una causa civile, privando, spesso, la parte dei diritti fondamentali della persona umana, possono comportare pregiudizi gravissimi: il fallimento di un’impresa, la perdita di un patrimonio o, perfino, la compromissione dei mezzi di sussistenza.

Ancora più insidiosa è la durata irragionevole di una procedura fallimentare. In alcuni casi, anzi, oltre che irragionevole, è scandalosa perché, mentre il “fallito” attende di tornare “in bonis”, intorno alla procedura gravitano consulenti, legali, curatori, custodi, ausiliari ben pagati ma il cui operato non sempre, a mio avviso, è ineccepibile.

Giorni fa, mentre mi trovavo in una cancelleria a consultare un fascicolo, ho chiesto ad una cancelliera se, anche in quel Tribunale, ci fossero procedure eccessivamente lunghe. Ha risposto, sorridendo, che pende una procedura fallimentare da oltre trent’anni. Mi è venuto in mente un bellissimo aneddoto raccontato, oltre cinquant’anni fa, da Piero Calamandrei ne “L’elogio dei giudici” che, ricordando come dai tempi di Giustiniano il processo venisse immaginato come un organismo vivente che nasce, cresce e si estingue col giudicato, racconta come di una tale “personificazione” fosse consapevole un contadino toscano che gli chiedeva di assisterlo per un appello in una causa che, in primo grado, era durata sei anni. Diceva il contadino, con un accento di tenerezza -racconta Calamandrei- simile ad un nonno che presenta la nipotina alla maestra: “Sor avvocato, a questa causa mi ci sono affezionato. La metto nelle sue mani. Vede, l’ha sei anni: l’è digià grandina. La si può cominciare a mandare a scuola”.

Chissà cosa penserebbe Calamandrei oggi, nel vedere procedure fallimentari pendenti da oltre trent’anni e chissà, al posto del contadino, chi sarebbe il soggetto preoccupato ed intento a non farla “morire”. Di certo, non il fallito che, quasi sempre, coi vincoli personali e patrimoniali che lo colpiscono, soffre della durata.

Nonostante l’Italia sia tra i Paesi più volte condannati dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo per la durata eccessiva dei processi e malgrado i costi a carico dell’erario derivanti dalle condanne al risarcimento dell’equo indennizzo previsto dalla legge 24 marzo 2001 n. 89 (cd. legge Pinto), non tutti i cittadini lesi sanno di potere essere risarciti per la durata eccessiva del processo. E’, tuttavia, una magra consolazione se si considera che ciò che può essere risarcito è solo il danno non patrimoniale e patrimoniale conseguente alla durata eccessiva e non, ovviamente, il danno già oggetto del giudizio cosiddetto “presupposto”. Un’ulteriore anomalia e differenza rispetto a quanto affermato dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo che, in caso di violazione del termine ragionevole, riconosce l’equo indennizzo per ogni anno di durata del processo, è rappresentata dal fatto che la giurisprudenza italiana, sia di merito che di legittimità, riconosce, invece, l’”equo indennizzo”, per un modesto importo compreso tra 1000 e 1500 euro, solo per gli anni eccedenti quella durata che, secondo una valutazione complessiva della causa, sarebbe stata normale e ragionevole.

In materia fallimentare, come confermato in una recentissima pronuncia della Cassazione, la procedura semplice, con un solo creditore, dovrebbe durare tre anni o, se più complessa, al massimo, sette.Palazzaccio

A Roma, una coppia di anziani coniugi sottoposti a procedura fallimentare dal 1997 ha subito, negli anni, le più profonde umiliazioni. Titolari di un’attività commerciale avente ad oggetto vendita di mobili per arredamenti, per colpa, principalmente, di due noti istituti di credito, hanno perso l’intero patrimonio senza neppure (così, a loro dire, consigliava il “difensore”) potere proporre causa di opposizione alla sentenza di fallimento. Hanno perso la casa e sono dovuti emigrare dall’Abruzzo nel Lazio, a casa dei figli. Hanno chiesto più volte al precedente giudice delegato e al curatore un sussidio alimentare: nonostante la presenza di un non indifferente attivo derivante dalla vendita del patrimonio gli è stato negato. Nessuno, né curatore né creditori né giudice, malgrado sollecitati, hanno inteso proporre cause di risarcimento dei danni alle banche responsabili dell’applicazione di interessi su interessi ed oneri illegittimi. Lui ha oltre ottant’anni e, da persona umile ed onesta, si sveglia di notte perché vorrebbe vestirsi e andare a lavorare. Mi ha chiesto più volte, disperato, di volere andare a Strasburgo per essere risarcito per la durata eccessiva della procedura. Gli ho spiegato che, dal 2001, bisogna adire il giudice nazionale, ossia, bisogna iniziare la causa in Italia e così, infatti, abbiamo fatto proponendo, con la mia difesa e con il prezioso aiuto del collega Giuseppe Pennino di Perugia, una causa per il risarcimento dell’equo indennizzo. Il mio povero amico e cliente ha rischiato di dovere preparare una nuova causa: quella per l’eccessiva durata anche di questo processo perchè, proposto il ricorso a Giugno, l’udienza era stata fissata …. a Marzo!!! Grazie alla sensibilità della Corte che ha accolto la mia richiesta di anticipazione, l’udienza è stata anticipata a Novembre. Ora, finalmente, la povera coppia, sperando di potere, un giorno, ottenere anche il risarcimento dalle banche responsabili, ha ottenuto un pur modesto riconoscimento in quanto la Corte d’Appello di Perugia (cliccare qui per leggere il decreto) ha riconosciuto, effettivamente, la durata eccessiva della procedura fallimentare prendendo atto anche del diritto al ristoro per il “protrarsi degli effetti personali del fallimento, vale a dire per la compressione che ne consegue per i diritti fondamentali della sfera giuridica del fallito”  . A prescindere dall’importo riconosciuto (conforme a quanto riconoscibile secondo gli standard europei e leggermente aumentato a causa dei particolari pregiudizi alla sfera personale del fallito), non appare del tutto condivisibile la durata ritenuta ragionevole che, nel caso di specie, è stata riconosciuta in dieci anni a causa della pendenza di azioni revocatorie (discostandosi, dunque, da quanto affermato dalla Cassazione). Credo, tuttavia, che le continue condanne a carico dello Stato dovrebbero fare riflettere maggiormente i politici non solo sul conseguente esborso a carico dell’erario ma, principalmente, sulla circostanza che, dietro ad ogni procedura, ad ogni causa durata eccessivamente, ci sono delle persone che soffrono a causa della persistente lesione ai loro diritti che, come si evince dai vari decreti “ex lege 89/2001”, nessuna condanna (per importi modestissimi e solo “simbolici”) può risarcire efficacemente in quanto le umiliazioni, la perdita della serenità, la compromissione della salute insite in ogni causa dai tempi infiniti sono pene indelebili ed irrisarcibili: e, spesso, a carico anche di chi, dopo venti o trent’anni, si scopre che aveva ragione. Roberto Di Napoli

Posted in banche, degrado pubblica amministrazione, Durata eccessiva processi, fainotizia, giustizia giusta, malagiustizia, riforma ordinamento giudiziario, rimborsi, ritardi, stato di diritto, stato sociale, vittime | 2 Comments »

26 giorni dopo Capodanno ……….. i miei (forse, poco tempestivi) auguri di Buon Anno!!!

Posted by Roberto Di Napoli su 26 gennaio 2010

 A questo mio blog sono veramente affezionato. Mi ha fatto conoscere tantissime persone, spesso, purtroppo, vittime di usura (sia bancaria che criminale), di estorsione o, peggio ancora, di malagiustizia.

Aggiornarlo significa, per me, farmi sentire, sentire gli amici, comunicare; un po’ come avere voglia di alzare il telefono e parlare: proprio, però, come accade tra gli amici “reali” che, pur sempre nei reciproci pensieri, non hanno il tempo di contattarsi, così accade col blog. Non aggiornarlo ogni giorno od ogni mese non significa assolutamente averlo abbandonato. Il blog, d’altronde, è un diario on line e non un giornale o periodico. Si scrive quando si ha voglia o tempo: quello che, purtroppo, non ho avuto io, ultimamente, a causa di impegni professionali o di necessità di svago, soprattutto, durante i pochissimi giorni di “pausa” all’inizio del mese.

Non ho scritto il mio post di "auguri di buon anno". Ho rimandato ogni giorno. Non lo dico per giustificarmi ma credo, oltretutto, che chi, come me e molti amici, nella vita, ha sofferto o soffre, chi ha subito i più grandi dispiaceri, chi, mentre gli altri festeggiano spendendo soldi per un cenone o col “pensiero delle vacanze”, è preso dalla disperazione, sa bene che ricevere un tempestivo ma formale "Tanti auguri", a volte, può sembrargli solo una provocazione o determinare un senso di fastidio se, magari, "mentalmente" associato alla convinzione dell’assoluta "strafottenza" di chi fa (o meglio: sembra fare) gli auguri (senza, per educazione, nemmeno potere rispondere come si vorrebbe) o se non è accompagnato da gesti concreti, anche i più semplici, come un abbraccio, un incoraggiamento, una telefonata od un’opinione nel resto dell’anno.

A tutti i miei “amici del blog”, convinto che facciano pur sempre piacere -essendo, tra l’altro, ancora, a Gennaio- con notevole ritardo ma col cuore, faccio i miei più cari auguri di

BUON 2010

con la speranza (identica, a dire il vero, a quella dell’anno scorso, di due anni fa e dei precedenti) che sia l’anno della riforma (dicono che, questa volta, dovrebbe essere "vera"!) della giustizia, della modifica della legge sulla responsabilità civile dei magistrati, della composizione del CSM, della normativa antiusura ed antiracket (come ho scritto l’anno scorso anche nella mia petizione inviata alla Camera dei Deputati, se non dovessero essere approvati gli emendamenti da me suggeriti e sottoscritti da vari deputati, credo che l’attuale disegno di legge serva ben poco a tutelare effettivamente le vittime) e con l’auspicio di ogni contributo utile a rendere questo Stato un Paese civile! Roberto Di Napoli
 

Posted in amici veri, auguri alle vittime, capodanno 2010, fainotizia, invisibili, paese dei balocchi, pazzi, stato sociale, vittime | 1 Comment »

BUON NATALE!!!

Posted by Roberto Di Napoli su 25 dicembre 2009

A tutti gli amici,
i miei più semplici
ma sinceri ed affettuosi auguri di
BUON NATALE!

img_75f94aa8auguri_natale

 

Posted in amici veri, auguri alle vittime, fainotizia, natale 2009 | 2 Comments »

Crisi economica, usura bancaria e crisi della giustizia: quando i giudici tutelano le vittime

Posted by Roberto Di Napoli su 23 dicembre 2009

Ritengo -e l’ho sempre scritto su questo mio blog fino, probabilmente, a rischiare di essere considerato noioso e monotono da chi legge le mie pur modeste opinioni- che le cause dell’attuale crisi economica italiana, al contrario di quanto comunemente affermato sui media, possano, solo in minima parte, ricondursi alle medesime ragioni che hanno determinato la crisi che, da circa un anno, si trascina in varie parti del mondo, principalmente, a causa del fallimento di banche ed assicurazioni negli Stati Uniti.
La crisi economica italiana, a mio avviso, è fortemente determinata, da una parte, dallo strapotere e dall’impunità del sistema bancario e, dall’altra, dalla crisi della giustizia e della politica i cui responsabili, amministratori e rappresentanti, per diversi motivi, non sempre hanno saputo o voluto far rispettare le norme di legge: talvolta, probabilmente, non lo possono fare dal momento che, come le imprese, anche i partiti, i movimenti o i loro rappresentanti sono indebitati.
Esistono, oltre che il codice penale e il codice civile, migliaia di sentenze che ribadiscono alle banche il divieto di pretendere interessi su interessi o richiedere il saldo determinatosi, nel corso degli anni, a causa dell’addebito di interessi anatocistici, commissioni di massimo scoperto non dovute ed altri oneri illegittimi. Eppure, nelle aule di giustizia, continuano a circolare impunemente soggetti che richiedono ed ottengono decreti ingiuntivi al fine di ottenere somme che, per legge e giurisprudenza, non sono dovute, costringendo, così, la controparte a difendersi. Ci sono, poi, esecuzioni immobiliari fondate su mutui "suggeriti", spesso, dagli stessi funzionari di banche per estinguere apparenti saldi di conto corrente già gravati dall’addebito di interessi su interessi ed altri oneri illegittimi.
Se uno spacciatore di droga, con una cambiale o un decreto ingiuntivo esecutivo, minacciasse un’esecuzione immobiliare, il giudice civile non farebbe altro che sospendere il titolo per evitare che si concretizzi la minaccia trasmettendo gli atti alla Procura della Repubblica; se non fosse possibile sospendere il titolo (ad esempio, perchè divenuto definitivo per difetto di opposizione), probabilmente, resterebbe ferma la definitività del titolo ma (almeno, si spera) la pretesa illecita non troverebbe, comunque, tutela nelle aule di giustizia. Diversamente accade, a volte, se, invece, una pretesa illecita viene avanzata da un rappresentante della banca che, con un titolo rappresentativo di una pretesa che l’ordinamento analogamente vieta, minaccia la vendita di una casa, di un’impresa o di un intero patrimonio.
Ci sono tanti magistrati attentissimi, ormai preparati nella materia, che sanno distinguere il saldo vantato dalla banca da una pretesa ineccepibile e così scongiuarare i pericoli insiti in un titolo esecutivo illegittimo o illecito: ce ne sono anche altri, però, che non sempre hanno dimostrato sensibilità nel comprendere il pericolo per l’impresa o per quella persona che, di fronte ad un decreto ingiuntivo esecutivo, ad una sentenza di fallimento o ad un pignoramento ingiusto, potrà vedere riconosciute le sue ragioni solo quando è troppo tardi e dopo che la sua casa o il suo patrimonio sono stati venduti all’asta.
Mi è capitato qualche volta di notare che laddove, all’esito della consulenza tecnico contabile, non sia emerso il superamento del tasso soglia (ossia, l’usura) qualche pubblico ministero abbia chiesto agevolmente l’archiviazione senza valutare attentamente i criteri adottati dal consulente tecnico contabile (e, magari, i possibili motivi dell’indulgenza verso il comportamento della banca); in qualche altro caso di evidentissima e innegabile usura, invece, qualche pubblico ministero ha richiesto l’archiviazione ritenendo l’ assenza del dolo (come dire: il direttore della banca è un professionista ma non sa o non sapeva che il tasso di interesse effettivo è usurario) o la sopravvenuta prescrizione pur laddove si insiste nella pretesa usuraria o estorsiva e, come dicono i penalisti, vi è permanenza nel reato. Poi, però, ci si scandalizza quando si parla di processo breve o di abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale!!!
Pur con il rispetto per il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva
, leggendo la notizia relativa alla richiesta di rinvio a giudizio, per il reato di usura aggravata,  di alcuni responsabili di un noto istituto di credito, da cittadino e difensore di varie vittime di usura ed estorsione bancaria, non posso che apprezzare il lavoro, la preparazione e la serietà di quei magistrati che, in tal modo, incentivano a denunciare ogni pretesa illecita nella convinzione che, in un’aula di giustizia, non troveranno differenza di trattamento nè lo strozzino, il cravattaro, nè il funzionario della sia pur potente (o prepotente) banca.
Roberto Di Napoli

Corriere della Sera.it
NUORO – Concorso in usura con l’aggravante dell’esercizio dell’attività bancaria. Sono raccolte nelle 363 pagine della relazione del perito Francesco Leo, uno dei massimi esperti in Italia di contenzioso bancario, le motivazioni che hanno portato il sostituto procuratore di Nuoro, Mariangela Passanisi, a chiedere il rinvio a giudizio di 11 persone, tra cui i vertici attuali e passati del Banco Leggi ancora

Posted in anatocismo, banche, crisi, estorsione, fainotizia, giustizia giusta, intrecci, malagiustizia, racket, restituzione somme da capitalizz, sospensione esecuzione vittime u, stato di diritto, usura, usura ed estorsione bancaria, vittime | 3 Comments »

Usura, chiesto rinvio a giudizio per i vertici del Banco di Sardegna

Posted by Roberto Di Napoli su 23 dicembre 2009

Corriere della Sera.it
NUORO – Concorso in usura con l’aggravante dell’esercizio dell’attività bancaria. Sono raccolte nelle 363 pagine della relazione del perito Francesco Leo, uno dei massimi esperti in Italia di contenzioso bancario, le motivazioni che hanno portato il sostituto procuratore di Nuoro, Mariangela Passanisi, a chiedere il rinvio a giudizio di 11 persone, tra cui i vertici attuali e passati del Banco Leggi ancora

Posted in Uncategorized | Leave a Comment »

Immacolata, il Papa difende gli invisibili davanti alla statua di piazza di Spagna

Posted by Roberto Di Napoli su 8 dicembre 2009

Corriere della Sera.it
ROMA – Il papa Benedetto XVI rende omaggio alla statua dell’Immacolata in piazza di Spagna, un rito che si ripete ogni anno l’8 dicembre. «Il male ci rende insensibili» ha detto. «Nella città vivono o sopravvivono persone invisibili che ogni tanto passano in prima pagina ma vengono sfruttate fino all’ultimo». Il messaggio del Santo Padre è accorato, in una forte difesa degli emarginati. Leggi ancora

Posted in eroi, fainotizia, indifferenti, invisibili, papa, persone straordinarie, solidarietà, stato di diritto, stato sociale | Leave a Comment »

La mia(nostra)petizione non è stata inutile.Anche l’on. Bernardini ha dimostrato la sua sensibilità verso le vittime di usura

Posted by Roberto Di Napoli su 21 ottobre 2009

ParlamentoRingrazio tutti coloro che, condividendola, hanno firmato o diffuso la mia petizione (sul portale firmiamo.it o attraverso email di sostegno) contribuendo, così, al tentativo di far riflettere i parlamentari sulla necessità degli emendamenti nei termini da me suggeriti. Le vittime di usura ed estorsione (sia di quella criminale sia di quella bancaria), fino ad oggi, non sono state efficacemente tutelate. La mia petizione (cliccare qui per leggere il testo inviato alla Camera; annunciata alla seduta del 18 Giugno u.s. e trasmessa alla Commissione Giustizia) che tutti voi, dimostrando sensibilità, intelligenza ed affetto, avete condiviso, evidentemente, non è stata ignorata. L’esame del disegno di legge è ripreso dopo la pausa estiva e lo scorso 30 Settembre è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti da parte dei deputati membri della Commissione Giustizia. Ho appreso che l’on. Rita Bernardini, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, storica leader, insieme a Marco Pannella, dei Radicali, si è dimostrata sensibile al problema recependo quasi tutti gli emendamenti da me suggeriti con la petizione n. 672. Spero che anche gli altri deputati (che da quanto si legge dal resoconto dei lavori, finora, a dire il vero, non mi pare abbiano compreso l’importanza delle modifiche al testo approvato al Senato) facciano analogamente tutelando le vittime. Spero che dimostrino una sensibilità e competenza pari a quella dimostrata dall’on. Bernardini. Oggi è previsto, all’ordine del giorno della Commissione, l’esame degli emendamenti . Vi terrò informati e, comunque, si può seguire l’iter dei lavori sul sito della Camera dei Deputati. Roberto Di Napoli

Posted in amici veri, anatocismo, estorsione, fainotizia, indifferenti, petizioni, racket, radicali, sospensione esecuzione vittime u, stato di diritto, stato sociale, usura, usura ed estorsione bancaria, vittime | Leave a Comment »