IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

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Banchieri: ultramilionari, premiati e “Cavalieri”

Posted by Roberto Di Napoli su 2 giugno 2011

Ci sono fatti o eventi sui quali mi rifiuto di esprimere ogni considerazione. A volte, forse, è un metodo -necessario, soprattutto, quando si è già visto o subito troppo- molto semplice per tentare di salvaguardare la serenità; altre volte, probabilmente, è una resa del cervello umano di fronte a fatti inspiegabili.

Mi limito, allora, a riflettere su alcuni dati di fatto che, per l'ampia diffusione data dagli organi di informazione nell'ultimo decennio, sono innegabili e sufficientemente noti.

Esiste un notevole contenzioso a causa di pretese bancarie che la giurisprudenza, in oltre un decennio, ha riconosciuto non legittime, quali, ad esempio, quelle determinate dalla richiesta di interessi anatocistici, di commissioni di massimo scoperto non validamente pattuite, di oneri usurari che, spesso, hanno determinato, quali conseguenze, imprese fallite o case vendute all'asta a causa di esecuzioni fondate su titoli non validi. Per tali motivi, ci sono e ci sono state sofferenze o vite distrutte; ci sono state banche che per avere fatto stipulare i cosiddetti prodotti derivati hanno causato l'indebitamento di enti locali -per non dire di imprenditori-  con conseguenze immaginabili per tutti i contribuenti.
In uno Stato civile si dovrebbe pensare all'applicazione di sanzioni proporzionate a carico di chi causa danni simili ad enti, aziende, a persone, per non dire all'economia di un Paese.

Per non pensare a tali "fenomeni", preferisco, allora, ricordare o leggere altre notizie. Più "felici"? Certo.
Leggo che il 9 Maggio scorso, a Roma, presso la Sala della Lupa di Montecitorio (Camera dei Deputati), la fondazione Guido Carli  ha assegnato il premio "speciale" alla carriera a Cesare Geronzi, banchiere, già Presidente di Generali e di Banca di Roma. La cerimonia è avvenuta alla presenza del sindaco di Roma Gianni Alemanno, del presidente della Provincia Nicola Zingaretti e del presidente della Regione Renata Polverini.
La sera, cena alla Casina Valadier con oltre cento invitati, tra i quali, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, Rutelli, Calearo e i big della politica e finanza (cliccare qui per leggere la notizia dal sito "Dagospia").

L'altroieri, 31 Maggio, ho letto che il Presidente della Repubblica ha nominato i Cavalieri del Lavoro 2011. Così inizia il testo estratto da "Affari Italiani": "Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato i decreti con i quali, su proposta del ministro dello Sviluppo Economico, onorevole Paolo Romani, di concerto con il ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, onorevole dottor Francesco Saverio Romano, sono stati nominati 25 Cavalieri del Lavoro" (cliccare qui per leggere la notizia).
Tra "i cavalieri", Alessandro Azzi che -ricorda Affari Italiani "Dal 1985 è presidente della Banca di Credito Cooperativo del Garda, istituto di credito fortemente radicato nel territorio. Sotto la sua guida, la BCC del Garda ha registrato una notevole crescita ed è arrivata a occupare 264 dipendenti". 

Penso di non essere l'unico a porsi qualche domanda dopo aver letto queste notizie. Rinuncio, però, a pensarci ancora. Mi viene in mente una simpatica risposta, di circa tre anni fa, di un collega anziano (ed, evidentemente, saggio) il quale, non riuscendo a comprendere le ragioni di un errore in cui era incorso, in una lettera apparentemente scritta con la macchina da scrivere, mi scrisse: " ma comunque l'esperienza m'insegna che nella vita non bisogna cercare di capire più di tanto, anche perchè …… è una fatica inutile".
Leggendo le notizie di cui sopra, invece, penso che non ci sia bisogno affatto di sforzarsi molto per capire. Quello che è difficile, forse, per la maggiorparte dei cittadini, è festeggiare le contraddizioni e i paradossi di cui è ricco questo Paese! Roberto Di Napoli

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Al lago di Piediluco (Terni) un interessante incontro sull’usura bancaria e sul ruolo dello Stato (a tutela del cittadino?)

Posted by Roberto Di Napoli su 1 giugno 2011

Sono stato lieto di essere stato invitato, quale relatore, ad un interessante convegno sull'usura bancaria organizzato sabato scorso 28 Maggio nella splendida cornice del paesaggio umbro del Lago di Piediluco (Terni).PIC-0154
Molto approfondita l'analisi di Gianni Correggiari, vice segretario Nazionale di Forza Nuova, che ha esposto le problematiche legate alla sovranità monetaria, e del collega avv. Antonio Pimpini che ha parlato del signoraggio e delle conseguenze sull'indebitamento pubblico ricordando anche alcune sentenze in materia. Nel corso del mio intervento, ringraziando, tra l'altro, gli organizzatori per avere anche "ospitato" in sala la III edizione del mio libro "Anatocismo e vizi nei contratti bancari", Maggioli, 2010, ho cercato di ricordare a chi non ne avesse mai sentito parlare gli effetti nefasti per l'imprenditore, consumatore ma, in generale, per l'economia del Paese, dei vizi bancari; quali siano su un'apertura di credito gli effetti della capitalizzazione degli interessi; i paradossi delle azioni giudiziarie od esecutive volte alla pretesa di somme non dovute; gli strumenti per difendersi e le difficoltà pratiche dovute, spesso, sia ai conflitti di interesse che a provvedimenti normativi "ideati", come avvenuto recentemente, da una classe politica che non sempre si è rivelata, in materia di abusi bancari, rispettosa di quanto stabilito dai giudici in oltre un decennio nè, tantomeno, sensibile alle esigenze dei più deboli e, in generale, dei cittadini. convegno Terni 29 Maggio 2011

Particolarmente interessanti, poi, le testimonianze di Manuela Tenti, Presidente dell'associazione Ci.co.ar, che ha ricordato le sofferenze e, perfino, i suicidi di persone disperate a causa dell'usura bancaria, di Martino Morsello, imprenditore di Marsala e padre di Antonella -che ha introdotto il convegno- che ha raccontato la storia e l'odissea giudiziaria di cui ha raccontato essere stata vittima la sua impresa e di Andrea Rossi, imprenditore. L'incontro, che è stato integralmente registrato da  Radio Radicale dal cui sito può essere ascoltato integralmente, si è concluso nel pomeriggio dopo avere dato spazio a domande e interventi dei partecipanti.
La notizia del convegno è stata riportata anche su Il Giornale del 27 Maggio 2011 (pg. 10) e su Il corriere dell'Umbria del 1° Giugno 2011.
 

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….. ma i cittadini capiscono e non staranno a guardare

Posted by Roberto Di Napoli su 26 Maggio 2011

Qualche settimana fa, nel mio precedente post, avevo espresso alcune mie considerazioni su alcuni recenti interventi legislativi che, ancora una volta, appaiono a tutto vantaggio per le banche. Tra questi, la modifica del meccanismo di determinazione del tasso soglia oltre il quale, come è noto, si configurerebbe l'elemento oggettivo del reato di usura (sempre che il cosiddetto decreto sviluppo dovesse essere convertito in legge nel testo approvato dal Governo).

Non credendo alla giustificazione pubblicizzata (che ritengo inverosimile) -ossia, quella di consentire alle banche di concedere, a tassi più elevati e senza incorrere nel rischio di commettere il reato di usura, mutui alla clientela prima esclusa dal mercato del credito- avevo manifestato la triste sensazione che, ancora una volta, i politici si disinteressano della situazione gravissima in cui versano le famiglie e le imprese, rivelando una maggiore "sensibilità" agli interessi delle banche e dei più potenti.
Ancora più sorpeso resto nel leggere alcune dichiarazioni del Ministro dell'Economia Tremonti.
Ricordo, innanzitutto, che circa tre anni fa, all'inizio della crisi economica (o meglio, secondo me, della pubblicizzazione del nuovo alibi di una crisi che, in Italia, c'è da decenni anche per colpa degli abusi e delle pretese bancarie, spesso infondate), il Ministro aveva dichiarato qualcosa del tipo "Se le banche falliscono, banchieri a casa o in galera". In questo mio modestissimo spazio del blog avevo scritto ciò che tuttora penso , ossia, che forse, alcuni, in galera, dovrebbero starci da tempo, e spiegavo le ragioni (cliccare qui per leggere il post del 12 novembre 2008).

Due mesi fa, non essendo cambiata (ma, al massimo, peggiorata) la situazione nella quale si trovano migliaia di imprenditori e consumatori (costretti, spesso, a difendersi da pretese delle banche che, all'esito di lunghi e costosi giudizi, si rivelano infondate o ben inferiori a quelle all'inizio vantate nei confronti dei più deboli), l'on.  Scilipoti, di fronte alle sue proteste nei confronti di quanto inserito nel decreto "milleproroghe", subì una durissima reazione del Ministro Tremonti (cliccare qui per leggere uno dei tanti articoli riportanti la notizia) che, a differenza di quanto da oltre un decennio ininterrottamente dichiarato dai giudici, manifestò di preferire le ragioni delle banche. Ecco quale sarebbe stata la risposta del Ministro all'on. Scilipoti: "Basta con questa storia! Mi avete rotto con questo anatocismo! Anche le banche hanno le loro ragioni".
Il decreto milleproroghe è stato approvato ma i giudici, per fortuna, a distanza di pochissimi giorni, non hanno esitato a chiarire l'inapplicabilità in materia di interessi anatocistici o a sollevare la questione di legittimità costituzionale della norma.

Nei giorni scorsi, invece, dopo la diffusione di notizie da parte di giornali e televisioni delle migliaia di proteste del popolo di vessati dagli abusi di Equitalia, il Ministro ha manifestato preoccupazione di fronte alle "troppe ganasce fiscali" e a sanzioni da parte del fisco che assomigliano …. all'anatocismo.
Due giorni fa, ancora, durante un convegno organizzato dall'Abi, avrebbe affermato "In altri Paesi le banche hanno avuto bisogno della mano pubblica (…) Da noi il sistema non è dovuto ricorrere a denaro pubblico. Questo ci è riconosciuto ed è considerato". Capisco, forse, le ragioni e ho aggiunto su facebook la mia opinione: "Certo. Le banche, con anatocismo e oneri non dovuti, hanno rubato a imprese e famiglie. Non hanno avuto bisogno dello Stato che le aiuta "solo" con leggi come il d.l. "sviluppo" che alza tassi usura. I cittadini aspettano prox elezioni." . Non capisco, invece, quale sia la vera opinione di Tremonti sull'anatocismo, ossia, sulla capitalizzazione degli interessi che, pur dichiarata illegittima dai giudici di merito e di legittimità, ha distrutto imprese e famiglie, spesso, private del proprio patrimonio . Lo considera illegittimo a giorni alterni? O si è rotto le scatole del sentire parlare di anatocismo quando si accusano le banche (come sembrerebbe dalla reazione alle giustissime polemiche, nei mesi scorsi, dell'on. Scilipoti) ritenendo giusto che i banchieri, pur non facendo rispettare dalle banche da loro amministrate la legge e la giurisprudenza e senza mai andare un giorno in galera, continuino a guadagnare decine di milioni euro, a ricevere premi speciali alla carriera e gli imprenditori, invece, che siano ridotti in uno stato di "quasi schiavitù"?

Non voglio esprimere mie opinioni politiche nè voglio rischiare, soprattutto in questi giorni di campagna elettorale, di fornire il ben che minimo contributo -che, comunque, lo so bene, proverrebbe da un  "quisque de populo"-  a nessun politico pur di schieramenti opposti.

Di fronte, però, ad un simile scenario, nel quale, in poco più di due mesi, prima, l'attuale maggioranza parlamentare con la conversione in legge del cd. "milleproroghe" e, dopo, il governo, hanno approvato due tentativi di regali alle banche (li considero tentativi visto che la maggior parte dei giudici, per fortuna, ha già dichiarato l'irrilevanza della norma, salvaguardando gli interessi e diritti dei correntisti), se i cittadini, imprenditori e lavoratori onesti devono continuare ad assistere non solo a simili violazioni del diritto ma anche all'operato di personaggi (non mi riferisco solo al Ministro Tremonti) che, a giorni alterni, dicono una cosa e ne fanno un'altra opposta, non resta che sperare in una cosa: che li mandino a casa!!!
Sono consapevole del rischio: che l'attuale opposizione, qualora al governo, possa fare ancora peggio visto che, già nel 1999, con un governo di sinistra, furono approvate le più grandi norme "filobancarie" come la legge 130/1999 sulla cartolarizzazione dei crediti o il d. lgs. 342/1999 che legittimerebbe la capitalizzazione trimestrale (in parte, poi, vanificato dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 425/2000).

Di fronte ad un governo che continua ad aiutare le banche e al rischio che una diversa maggioranza faccia lo stesso se non peggio, allora, nell'attesa di tempi migliori e con il sogno di politici seri, realmente vicini alle esigenze della collettività, da cittadino, ritengo più equa una soluzione: che chi, negli ultimi mesi, ha continuato ad aiutare le banche a discapito del diritto -e, soprattutto, dei cittadini- prenda atto della costante perdita di consenso e prepari le valigie incamminandosi verso casa a godersi lo stipendio o la pensione strappata (già un lusso dal momento che alcuni farebbero meglio a prendere la zappa e capire cosa significhi il lavoro duro). Arriverebbero altri peggiori? Non fa niente. I cittadini vedrebbero almeno un'alternanza nel farsi fregare! Roberto Di Napoli

P.S.: Il 16 Giugno p.v., a Roma, Federcontribuenti e altre associazioni hanno organizzato una grande manifestazione contro gli abusi di Equitalia e delle banche (cliccare qui per leggere notizie sull'evento). Spero che partecipino migliaia di cittadini in modo che i politici possano ricordare che la sovranità appartiene al popolo, capace, se continuano a favorire le banche, di mandarli a casa. Nel mio precedente post, in fondo, ho pubblicato il link alla pagina dei siti della Camera e del Senato coi nomi dei parlamentari che hanno votato la conversione in legge del decreto "milleproroghe". 

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Le banche superano il tasso soglia usura previsto dalla legge? Nessun problema, si cambia la legge.

Posted by Roberto Di Napoli su 8 Maggio 2011

Le norme in materia bancaria recentemente varate dal Palazzo Chigi2governo credo che lascino ai cittadini e imprenditori onesti la sensazione che in Italia alcuni poteri forti intendano la legge come un elemento ornamentale, un optional non essenziale al Paese che, se e quando pregiudica alcuni grossi interessi (quasi sempre quelli dei pochi ma “potenti”), si può “ammorbidire”, modificare, se non proprio buttare del tutto, alla faccia dell'antico brocardo "dura lex sed lex". I giudici continuano a dire che l'anatocismo (specialmente nei conti correnti stipulati prima del 2000 o, sucessivamente in caso di mancato rispetto della delibera del Cicr) è vietato, che gli interessi anatocistici vanno restituiti e che i correntisti hanno dieci anni di tempo dalla chiusura del conto per domandare la restituzione? Che problema c'è? "Si cambia la legge" avranno pensato, forse, più volte, i banchieri. E se tale soluzione non sarebbe sufficiente a risolvere il problema dei rapporti bancari pregressi per i quali i correntisti – analogamente a tutti quelli che hanno già vinto- hanno iniziato la causa, non c'è idea migliore che qualificare la legge come "interpretativa" in modo da renderla retroattiva e trattenere i soldi di tutti i correntisti rispondendo loro, in sostanza, che il diritto si è prescritto.
Credo di avere riassunto nella maniera più semplice possibile quella che, secondo me, sarà stata la filosofia, lo spirito, l'invenzione del "legislatore" del cd. milleproroghe. Per fortuna, almeno per ora, l'invenzione non sembra essersi rivelata tanto "geniale" e, a distanza di meno di tre mesi dall'entrata in vigore, sono numerose le pronunce con le quali i giudici hanno ritenuto di disapplicare quella che un Tribunale, sia pure incidentalmente, in un'ordinanza, ha definito "norma monstre". La Corte d'Appello di Ancona, poi, con ordinanza del 3 Marzo 2011, oltre a ritenere la norma inapplicabile in materia di interessi anatocistici, ha confermato, al contrario di quanto speravano i banchieri, la natura innovativa della disposizione, chiarendo che, comunque, non potrebbe mai avere efficacia retroattiva. Il Tribunale di Benevento, con dettagliata motivazione, ha sollevato questione di legittimità costituzionale della norma ritenendola in contrasto con la Costituzione. Ma non è soltanto la questione "anatocismo" e le conseguenti restituzioni a preoccupare le banche.

In questi ultimi mesi vari quotidiani hanno riportato la notizia di ulteriori rinvii a giudizio e di una condanna per usura nei confronti di alcuni direttori (cliccare qui per leggere la notizia del rinvio a giudizio di alcuni direttori MPS). La Corte di Cassazione, sezione penale, con alcune sentenze, l'anno scorso ha confermato il principio -già più volte ribadito dai giudici di merito e contestato invano dalle banche- del necessario computo delle commissioni di massimo scoperto ai fini della determinazione del tasso effettivo globale e del raffronto di quest'ultimo col tasso soglia oltre il quale vi è usura.

Come si può, allora, evitare l'imputazione per usura se si è superato il tasso limite previsto dalla legge? Semplicissimo in Italia, evidentemente. Aumentando tale limite e legalizzando gli interessi che, sennò, sarebbero usurari. Questo, in sostanza, è ciò che è stato fatto col cosiddetto "decreto sviluppo" approvato dal Consiglio dei Ministri il 5 Maggio 2011. Contenti i banchieri, ovviamente. La giustificazione riportata dagli organi di stampa sarebbe quella secondo cui, con la fastidiosa normativa antiusura, si rischiava di non poter concedere mutui o agevolazioni a parte della clientela nei confronti della quale l'applicazione di interessi più alti avrebbe determinato il rischio di superamento del tasso soglia. Si è pensato, così, di cambiare proprio il meccanismo di determinazione del tasso soglia cui rinvia l'art. 644 cod. pen. . La legge 108/96 prevedeva già, a dire il vero, un'agevolazione alle banche dal momento che il tasso soglia (oltre il quale sarebbe configurato il reato) sarebbe determinato, di fatto, dallo stesso ceto bancario visto che è il risultato del tasso medio rilevato dalla Banca d'Italia ogni tre mesi per categorie di operazioni, aumentato della metà. Ciononostante, in molti rapporti, il tasso è risultato superato con conseguenze immaginabili per l'imprenditore o il consumatore che si è visto privare, quindi, di somme superiori a quelle dovute. Ecco, allora, la necessità di cambiare, di fatto, la legge.
Il Presidente dell'Abi, Mussari, nel corso della trasmissione “La telefonata” di venerdì 6 Maggio 2011 avrebbe confermato al conduttore Maurizio Belpietro la giustificazione che ha reso indispensabile tali modifiche (cliccare
qui per leggere la notizia). Mussari, se non sbaglio, oltre che Presidente del Monte dei Paschi di Siena, è anche un penalista (cliccare qui per leggere un articolo de "Il Sole 24 ore" del 23 giugno 2010).
Un noto, vecchio politico diceva che “a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca”.
Ho la sensazione, pertanto, che il fine non sia stato solo quello “benefico” di concedere mutui a tutti (dubito, tra l'altro, che le banche sarebbero così elastiche nei confronti della clientela) ma un fine "un pò" diverso visto anche quello che, come dicevo sopra, hanno disposto recentemente vari giudici penali. Il cd. decreto sviluppo, dunque, qualora convertito in legge, cambierebbe – a tutto vantaggio per le banche- il meccanismo prevedendo che il tasso soglia sarebbe determinato sempre dal tasso medio applicato nel trimestre precedente aumentato non più della metà, bensì, del 25% ma con l'aggiunta …… di 4 punti percentuali e, comunque, con una tolleranza di ben 8 punti percentuali.
Mi riesce difficile comprendere, quindi, quando potrà essere configurata l'usura commessa dalla banca.
Ho voluto evitare, in questo semplice post, ogni riferimento giuridico a leggi e sentenze: ciò proprio per tentare di rendere più chiaro quello che, a mio avviso, ben lungi dall'essere una misura per agevolare la concessione di mutui (che, se così fosse, tra l'altro, aumenterebbe il numero di cittadini indebitati con tassi altissimi e difficilmente restituibili), sembra piuttosto costituire solo una garanzia di impunità per le banche.
Credo sia molto triste, soprattutto in questo momento di forte crisi economica nel quale specialmente gli imprenditori devono far fronte a migliaia di difficoltà (tra le quali, anche quelle determinate da Equitalia), assistere ad un indubbio dato di fatto: il silenzio dei politici sugli abusi delle banche ai danni degli imprenditori e, come se ciò non bastasse, questo nuovo “colpo di spugna”: il decreto legge che, se dovesse essere convertito senza alcuna modifica in favore delle vittime degli abusi bancari, comproverebbe la sensazione di essere in un Paese che, forse, davvero, ha bisogno di qualche modifica essenziale: formalizzare che la sovranità appartiene sì al popolo ma i cui rappresentanti, oltre che fregarsene dei cittadini, non mancano l'occasione di rivelarsi "i camerieri dei banchieri".
Conforta, però, vedere la gente sempre più informata. Internet consente sia di leggere ciò che gli organi di informazione tradizionali tacciono, sia la creazione di gruppi virtuali sempre più numerosi attraverso i social network, sia di vigilare se effettivamente i rappresentanti politici fanno il loro dovere. E, allora, le vittime di abusi bancari e, in generale, i cittadini devono fare una cosa molto semplice, a mio avviso: cominciare a cercare i nomi di chi tutela o meno gli interessi delle banche oppure degli utenti (i siti internet della Camera e Senato consentono la lettura dei lavori parlamentari) e mandare a casa chi fa solo chiacchiere nel tentativo, magari, di parlare sempre di alcuni problemi, senza mai risolverli, in modo da trasformare ogni giorno in un'eterna campagna elettorale. Penso che i cittadini, oggi, sono ancora più informati e spero davvero che le vittime degli abusi bancari non permettino ad alcun politico di spacciarsi come persona sensibile a tali problemi per, poi, aiutare i responsabili di ingiusti fallimenti di aziende, di sfratti, di espropriazioni illegittime e, qualche volta, della perdita della salute se non della vita di migliaia di persone.
Mi piacerebbe l'idea di una banca dati, di una sorta di centrale rischi sull'esempio di quella di cui (come comprovato da numerose pronunce) hanno, spesso, abusato le banche. Una “centrale rischi dei politici" con i provvedimenti votati a favore dei cittadini o dei poteri forti e con il luogo nel quale sono stati eletti (e nel quale torneranno esibendo le belle facce e continuando a promettere di fare il massimo per risolvere tutti i problemi): a futura memoria, in modo da conoscere la storia di alcuni soggetti prima di andare a votarli o di prenderli a pernacchie. Roberto Di Napoli

P.S.: grazie alla tecnologia e, soprattutto, ad internet, dal sito della Camera e del Senato è possibile conoscere "come votano i parlamentari" con le schede complete dei lavori preparatori, gli emendamenti e gli ordini del giorno. Chi vuole sapere, ad esempio, chi ha votato e come il testo finale del "milleproroghe" può cliccare, per la Camera dei Deputati, qui, mentre, per il Senato, qui . Possibile conoscere anche gli emendamenti e chi si è opposto. Ancora più semplice capire chi ha sostenuto il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri col quale si tenta, di fatto, di rendere più difficile l'imputazione per usura. Sapremo, dopo la legge di conversione, quali saranno i parlamentari sensibili alle vittime e quali correranno alla difesa delle banche.

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BUONA PASQUA

Posted by Roberto Di Napoli su 24 aprile 2011

A tutti gli amici, e, in modo particolare, alle vittime di usura ed estorsione, alle vittime della "malagiustizia", degli imbrogli e a quanti, inascoltati e umiliati, vivono tormentati da preoccupazioni anche a causa dell'indifferenza, faccio i miei semplici ma sinceri auguri di

BUONA PASQUA
 


 

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A festeggiare l’Unità d’Italia anche chi ogni giorno la distrugge. Politici uniti anche dall’ignoranza e presunzione?

Posted by Roberto Di Napoli su 18 marzo 2011

Che in ogni Paese sono festeggiati o, quantomeno, ricordati anniversari importanti per la nascita dello Stato posso capirlo. E' storia. Che, invece, la gente capace di intendere e di volere sia, davvero, tutta, contenta ed euforica a tal punto da festeggiare di vivere in un Paese come il nostro, ne dubito. Personalmente, al di là dell'anniversario storico, non so in che cosa, oggi, questo Paese possa considerarsi unito; se tutti i cittadini davvero riflettessero attentamente sulle condizioni nelle quali ci troviamo, sia economiche sia politiche sia di effettiva tutela dei diritti fondamentali della persona, credo che sarebbero ben pochi quelli con la voglia di festeggiare. Al massimo, resterebbe la voglia di approfittare della festività ….. “per andare al mare” o per rilassarsi o …. per dimenticare.

Come si fa, d'altronde, ad essere fieri di questo Paese finché a rappresentarlo ci sono personaggi che leggono “solennemente” discorsi “vuoti”, formali e che, in concreto, nel corso dell'intera legislatura o dell'attività di governo o nell'amministrazione del Paese, nulla fanno per il benessere di tutti i cittadini tutelando, invece, sempre i più forti? Si potrebbero fare milioni di esempi ma penso che un'ulteriore sintesi abbastanza eloquente e significativa dello stato d'animo, della “cultura”, del “senso dello Stato” di chi ci rappresenta può trarsi vedendo ed ascoltando il servizio de “Le Iene” andato in onda lo scorso 16 Marzo (può essere visto dal sito ufficiale Mediaset; riporto il link cliccando qui).

Festa nazionale, insomma: tricolore appeso fuori "il Palazzo" ma, probabilmente, chi lo appende non sa nemmeno il motivo.

Che nessuno dei politici intervistati da "Le iene" sapesse cosa accadde il 17 Marzo 1861, in realtà, non mi meraviglia.

Ricordo, d'altronde, quanto scritto in un bel libro, “Il cittadino scomodo”, scritto oltre trent'anni fa, nel quale l'autore, Alberto Bertuzzi, -parlamentare eletto, all'epoca, tra i radicali- racconta di avere più volte “convocato” ministri e parlamentari recandosi, spesso, nel loro ufficio e ponendo loro alcune domande che, banali, forse, per un qualsiasi studente di scuola media, risultavano difficili o senza risposta da parte degli autorevoli politici. Alcuni non sapevano di quanti articoli fosse composta la Costituzione, altri continuavano ad utilizzare la carta intestata del Parlamento pure dopo la fine della legislatura.

Oggi, basta leggere i giornali o internet. Credo che ai cittadini si lascia il “non manifestamente infondato o irrazionale sospetto” che i temi preminenti e quotidiani del dibattito politico non corrispondano alle reali ed effettive esigenze della collettività o, comunque, non siano da queste determinati. Oggi il dibattito politico sembra vertere prevalentemente su escort (termine più nobile o più chic, forse, di mignotte o prostitute), su case (loro) o su scambi di poltrone o su riforme che appaiono ben poco efficaci per garantire a tutti una “giustizia giusta” e uno Stato davvero civile.

Penso, quindi, che le persone meno adatte a presenziare o festeggiare l'unità d'Italia siano proprio coloro i quali l'hanno distrutta o che contribuiscono ogni giorno a frantumare questo Paese offendendo i cittadini onesti!

Farebbero bene, piuttosto, a leggere almeno i discorsi (ma sarebbe già tanto se leggessero qualche minimo loro pensiero) dei padri costituenti, di Calamandrei, di Pertini, di Moro, di Vassalli o, comunque, di chi ha realmente combattuto per la patria e per costruire uno Stato che, se fossero vivi, di certo, non sarebbe questo nel quale siamo costretti a vivere.
Sono certo che molti guarirebbero dalla presunzione, arroganza e ignoranza di cui sembrano “malati cronici” e conserverebbero un maggiore rispetto dei cittadini di cui -dovrebbero ricordare- devono essere onorati di essere i servitori e non i padroni
. Roberto Di Napoli

Inserisco di seguito, quale uno dei tanti esempi di ben diverso contenuto, eleganza, stile e concretezza rispetto ai formali e inutili -quando non volgari- discorsi cui oggi siamo, purtroppo, abituati, il discorso di giuramento di Sandro Pertini appena eletto Presidente della Repubblica (dalla registrazione sul sito di Radio Radicale ma presente anche su Youtube; consiglio di ascoltarlo con le cuffie essendo il volume dell'audio un pò basso).
http://www.radioradicale.it/misc/scheda_av_badge_small.swf?path=http://www.radioradicale.it/scheda/flash/183878

Le riforme ……. Bisogna, cioè, che la Repubblica sia giusta e incorrotta, forte e umana; forte con tutti i colpevoli, umana coi deboli e diseredati; così l'hanno voluta coloro che la conquistarono dopo vent'anni di lotta contro il fascismo”.
 

Posted in degrado pubblica amministrazione, eroi, esaltati, fainotizia, giustizia giusta, idioti, indifferenti, ineleggibilità, informazione, lotta alla mafia, mafie, malagiustizia, malasanità, paese dei balocchi, radicali, responsabilità magistrati, stato di diritto, stato sociale, unità ditalia, welfare | Leave a Comment »

E di notte l’intercity si fermò un minuto a Pisciotta. Quando Trenitalia, grazie anche al personale, è efficiente..

Posted by Roberto Di Napoli su 10 marzo 2011

Solo 1 oraSi sa quanto i ritardi dei treni siano fastidiosi e, a volte, intollerabili: soprattutto, se si viaggia su un Eurostar “alta velocità” o Frecciarossa e se, magari, si ha la necessità di arrivare in orario per non perdere qualche coincidenza. Pochi viaggiatori, forse, sanno che, a prescindere dal diritto al bonus riconosciuto in caso di ritardi o disservizi, in teoria sarebbe anche possibile ottenere il risarcimento del danno patrimoniale qualora si sia in grado di provarlo.

Ho, più volte, commentato su questo mio blog paradossi a causa di disservizi o inefficienze (cliccare sulla categoria "treni", nella colonna di sinistra, per leggere i miei precedenti post su questo blog). Credo sia giusto e doveroso, però, riconoscere anche l'efficienza o la gentilezza del personale quando la si avverta. L'altroieri sera (lo scorso 8 Marzo) sono rimasto particolarmente colpito dall'organizzazione e dall'assistenza ricevuta. Non me l'aspettavo. Il treno intercity notturno da Napoli a Siracusa, secondo l'orario ufficiale di Trenitalia, non prevede la fermata nella piccola stazione di Pisciotta-Palinuro, in provincia di Salerno, nella splendida valle del Cilento.

La notte tra l'8 e il 9 Marzo, il treno, con una decina di carrozze, ha fatto, però, una fermata “eccezionale” per far scendere un solo passeggero, cioè, …… il sottoscritto.

Dovendo recarmi a Vallo della Lucania per un'udienza abbastanza delicata avevo programmato di partire da Roma col Frecciarossa delle 20 per arrivare a Napoli dopo 1 ora circa e a Pisciotta-Palinuro alle 23. Treno superveloce per Napoli, quindi: tranne in caso di ritardo. Il treno superveloce, la Frecciarossa, infatti, quasi vicino al capoluogo campano, a causa del guasto del treno che lo precedeva, all'improvviso ….. si è fermato e rimasto immobile per oltre mezz'ora. Ripresa la marcia, accortomi che sarebbe arrivato con 50 minuti di ritardo, ho avvertito il personale che avrei perso l'ultimo treno per Pisciotta.
Mi sarei dovuto fermare a Salerno e pernottare in albergo con conseguenti costi per i quali sarei stato costretto a chiedere a Trenitalia il risarcimento di ogni danno. E invece, ho constatato subito la gentilezza ed efficienza del capotreno e del controllore. Hanno avvertito la centrale e, sceso alla stazione di Napoli, nella hall, ho trovato un responsabile dell'assistenza ai passeggeri insieme ad un suo collega: ancora più gentili e cordiali. Mi hanno fatto accomodare nella sala assistenza viaggiatori assicurandomi che, pur non essendoci più nessun treno per la mia destinazione, stavano provvedendo a risolvermi il disagio e, tra una telefonata e l'altra al "SOP" (credo sia una centrale operativa), sono riusciti ad avere l'autorizzazione a far effettuare all'intercity notturno Napoli – Siracusa una fermata speciale –non prevista dall'orario ufficiale– nella piccola stazione di Pisciotta-Palinuro, la stessa nella quale sarei dovuto scendere col treno perso. Ho detto ai signori Corba e Madonna (quando ho saputo dal suo collega il cognome di quest'ultimo, col sorriso, ho detto che non poteva che essere gentile e “addetto all'assistenza; sarebbe il caso di dire: nomina sunt consequentia rerum) che sono stati di gentilezza ed efficienza che non mi sarei aspettato. Essendo terminato pochi minuti prima l'orario di lavoro, potevano andarsene a casa. E invece, pur dopo aver trovato -ripeto, con massima efficienza- la soluzione, sono stato accompagnato fino alla carrozza per essere certi che il capotreno fosse informato della fermata “speciale”.
Dopo aver salutato e ringraziato, non nascondo che, nel corridoio, vicino al finestrino, dopo circa un'oretta, qualche dubbio mi è venuto, nel silenzio dei passeggeri che vedevo addormentarsi e mentre vedevo superare velocemente vari paesi della Campania e le stazioni deserte: quello che il macchinista si fosse dimenticato di fermarsi a Pisciotta per fare scendere il “viaggiatore reclamante” (che ha contribuito, però, a far risparmiare Trenitalia l'equo risarcimento del danno da ritardo) e di farmi ritrovare, all'alba, sullo stretto di Messina o, direttamente, a Siracusa.

E, invece, …. era tutto vero: come promesso. Verso l'una di notte, l'intercity ha cominciato a rallentare. Mi è venuto incontro il capotreno per accertarsi che mi fossi accorto dell'arrivo a destinazione. Sul binario, salutandolo e ringraziandolo, gli ho detto, scherzosamente, di rassicurare Trenitalia che il passeggero, nonostante tutto, è rimasto soddisfatto e, come si suol dire, “non ha più nulla a pretendere” a titolo di risarcimento del danno. Mi riservo, al massimo, in merito alla richiesta di indennizzo e del bonus….. per viaggiare ancora più felicemente!  Roberto Di Napoli
copertina responsabilità risarcimento vacanza rovinata

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5 Febbraio 2011: il collegamento telefonico del Presidente del Consiglio al Forum Antiusura Bancaria

Posted by Roberto Di Napoli su 16 febbraio 2011

E' stata una giornata di grande soddisfazione e speranza, per le vittime degli abusi bancari ma, soprattutto, per chi, come me e altri amici, l'anno scorso ha fondato, con l'on. Scilipoti, il Forum Nazionale Antiusura Bancaria, avere come relatore, al convegno del 5 Febbraio scorso, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio on. Rocco Crimi e, perfino, il collegamento telefonico con il Presidente del Consiglio Berlusconi.
E' stato molto importante, infatti, sentire prendere atto da parte del Presidente del Consiglio dei rapporti "spesso difficili" tra gli utenti e le banche, del contenzioso e, ciò che credo sarebbe davvero opportuno, della possibile creazione di un Dipartimento interministeriale per la risoluzione delle "criticità bancarie".
Nel corso degli interventi dei relatori e dei rappresentanti del Forum si sono ricordate, infatti, le nefaste conseguenze per l'economia nazionale, per le imprese e per le famiglie, delle ingiuste pretese bancarie e i benefici che, invece, potrebbero discendere da una risoluzione, col contributo di un'apposita struttura istituzionale, di quelle controversie difficilmente risolvibili.
L'evento è stato ripreso su tutti i TG nazionali (TG1 e TG2 hanno dato maggiore risalto alle dichiarazioni di carattere politico del Presidente Berlusconi; il video di Skytg24 riproduce il contenuto integrale del collegamento telefonico). Roberto Di Napoli

http://c.brightcove.com/services/viewer/federated_f9?isVid=1

FORUM NAA 1° conv. naz roma 5.2.2011 (17)
FORUM NAA 1° conv. naz roma 5.2.2011 (24)

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