IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

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Ecco il tribunale nel condominio (in affitto da un fratello di Cosentino) – Video – Corriere TV

Posted by Roberto Di Napoli su 31 gennaio 2012

Assurdo!

Riporto la notizia estratta dal sito del Corriere della Sera.

cliccare sul seguente link: Ecco il tribunale nel condominio (in affitto da un fratello di Cosentino) – Video – Corriere TV.

http://static2.video.corriereobjects.it/widget/swf/CorrierePolymediaShow.swf

dfc563de-4b62-11e1-8fad-efe86d39926f.shtml

Posted in malagiustizia, paese dei balocchi, stato sociale, welfare | Leave a Comment »

L’Industriale, un bel film, molto attuale, sul dramma di un imprenditore di fronte all’arroganza delle banche

Posted by Roberto Di Napoli su 30 gennaio 2012

Il seguente post è stato scritto il 24 Gennaio 2011. La data del 30 Gennaio 2012 deriva da un errore nell’importazione del blog da “splinder” sul quale questo stesso blog era ospitato prima della chiusura della piattaforma.

Domenica scorsa ho visto, al cinema, un bel film: L’ IndustrialeUn film che consiglio, soprattutto, a chi non ha ancora l’idea del dramma che, in questo momento, vivono tanti imprenditori o industriali alle prese, ogni giorno, con la difesa dei propri beni, della propria azienda, del lavoro degli operai, della propria dignità di fronte all’arroganza delle banche. Credo che, ancora oggi, infatti, ci possano essere persone che, quando sentono di imprenditori in difficoltà o con “problemi bancari”, pensano subito ad una disgrazia, ad un “calo del fatturato”, ad una “crisi del settore” se non quando mettono in dubbio, addirittura, le capacità o l’onestà dell’imprenditore.

Non tutti conoscono o capiscono, invece, il vortice in cui, spesso, entra l’imprenditore con le conseguenti difficoltà per uscire non solo dalla crisi economica ma dalle pretese delle banche.
L’Industrialefilm diretto da Giuliano Montaldo, interpretato da Pierfrancesco Favino (nei panni del protagonista, Nicola) e Carolina Crescentini (Laura, la moglie dell’industriale) credo che contribuisca a fornire un’idea, sia pur minima, del disagio, del dramma che, anche nella realtà, oggi, può vivere qualunque imprenditore onesto quando, a causa degli “aut-aut” del direttore della banca, si trova improvvisamente di fronte al rischio o alla minaccia del fallimento, della distruzione di ciò che lui -o chi lo ha preceduto-  ha creato e, soprattutto, quando deve dare risposte agli operai.
Nel film di Montaldo, Nicola, l’industriale, vede, poi, ad un certo punto, il rischio che ad essere travolto sia anche il matrimonio. Ed, infatti, non poche volte, il dramma dell’imprenditore non consiste solo nella preoccupazione di salvare l’impresa. Un problema può generarne altri ed è in quei momenti che si mette alla prova il proprio equilibrio psico-fisico.
Nella realtà, ho visto e vedo imprenditori che hanno perso anche la propria salute o la famiglia e, privi di forze, dopo avere perso tutto, continuano a conservare la dignità, l’onestà, la bontà e l’umanità. Ascolto spesso storie di persone, di imprenditori che, quando mi raccontano la loro storia, la causa dei loro problemi, i loro sacrifici -spesso, calpestati dalla prepotenza bancaria- le loro perdite, noto che i loro occhi lucidi, il tono di voce raccontano ancora di più. Questa è la triste realtà.
L’Industriale, nel film, invece, alla fine, ha la fortuna di vedere salvata l’impresa ma ……… non si rivela un eroe. Anzi.

Riporto, di seguito, il link di Primissima.it, con la recensione e i motori di ricerca per trovare le sale dove è possibile vederlo (cliccare qui) e il link di Movieplayer.it (cliccare qui) nel cui sito è possibile trovare un’altra scheda, forse, a mio avviso, “poco generosa” in quanto al film, agli autori e al regista va attribuito il merito di avere, comunque, offerto di riflettere su un tema, in questo momento, così importante, ossia, sul difficilissimo rapporti banca-impresa-economia del Paese. Roberto Di Napoli

Posted in banche, cinema, fainotizia, L'Industriale, usura, usura ed estorsione bancaria | Leave a Comment »

Buone Feste ma, soprattutto, auguro serenità e un Buon 2012!

Posted by Roberto Di Napoli su 30 gennaio 2012

Il seguente post è stato scritto il 28 Dicembre 2011, ore 13:52. La data del 30 Gennaio 2012 deriva da un errore nell’importazione del blog dalla piattaforma “splinder” sul quale questo stesso blog era ospitato prima della chiusura della piattaforma.

*******

Gli amici che conoscono questo mio blog sul quale, da quasi cinque anni, scrivo mie considerazioni o modeste opinioni in materia di diritti civili o di lotta all’usura ed estorsione (soprattutto, bancaria) avranno pensato che lo abbia abbandonato visto che capita, sempre più spesso, un lungo intervallo da un post all’altro. Non è così: avrei tanto da scrivere ma il tempo è sempre più ridotto dovendo far fronte ad atti in scadenza, udienze, pubblicazioni, ecc. . Cercherò di riprendere con maggiore frequenza visto che il blog dovrebbe essere un diario virtuale e, probabilmente, approfitterò del cambio di piattaforma (dal 31 Gennaio p.v.), dovendolo trasferire da Splinder ad altro gestore, per un restyling e per un nuovo progetto.
Intanto, faccio a tutti i miei più cari auguri di Buone Feste. In ritardo, ma non è la prima volta. Anzi: per sincerità, confesso che non è cosa che adoro. Temo, vedendo, il resto dell’anno, famiglie in difficoltà e gente che soffre profondi dispiaceri, che possano sembrare una provocazione o che siano auguri “standardizzati”, formali e non davvero sentiti. 
Auguro, allora, di tutto cuore, ciò che ognuno deve sempre riuscire a conquistare e conservare, anche in momenti difficili: tanta serenità. A volte, so che non è facile ma è proprio ciò che auguro davvero a tutti durante queste Feste e, soprattutto, per un ottimo 2012.

Ripeto, in particolare, ciò che ho scritto su facebook giorni fa:
“Faccio tanti auguri a tutti anche se non posso nascondere che il mio pensiero spontaneo e più sincero, la mia vera preghiera che possano trascorrere almeno una giornata felice, va a tutte quelle persone che, magari, non hanno alcuna voglia di pensare che è Natale o a quanti non riescono a festeggiare perchè giustamente preoccupate per un qualsiasi motivo; il pensiero istintivamente va
a tutte quelle persone vittime di usura bancaria e di uno Stato incapace ed indifferente;
a quelle persone che piangono per paura di perdere la loro casa o i loro beni pur non essendo debitori;
alle famiglie di quegli imprenditori (non pochi, anzi, troppi, per un Paese che vuole sembrare civile ma, in realtà, rappresentato da persone indegne) che, negli ultimi mesi, si sono suicidati, vittime della crisi (e, chissà, se non anche delle banche); 
a quanti, mentre il mondo scarta regali inutili, hanno il cuore ferito a causa di umiliazioni, preoccupazioni e dispiaceri ma, soprattutto:
a tutti quei senzatetto che dormono al freddo abbandonati da tutti. 

Prego davvero e con tutto il cuore che tutte queste persone, questi veri eroi, sentano sempre, nei momenti di maggiore tristezza o sconforto, pure quando pensano di essere abbandonate ed incomprese, una carezza e un forte abbraccio che li sostenga. Buon Natale e Buone Feste….. ma che lo siano per tutti! Roberto Di Napoli

Posted in amici veri, auguri alle vittime, capodanno 2011, fainotizia, Natale 2011, vittime | Leave a Comment »

Approvati alla Camera, grazie all’On.Rita Bernardini, gli emendamenti da me sollecitati a difesa delle vittime di usura e racket (poi, anche al Senato e, infine, legge 3/2012)

Posted by Roberto Di Napoli su 4 novembre 2011

GRAZIE
ANCHE A CHI HA FIRMATO ON LINE LA MIA PETIZIONE O HA, COMUNQUE, ADERITO SOSTENENDOLA.

DOBBIAMO, PERO’, CONTINUARE A FAR SENTIRE LA VOCE DELLE VITTIME
AFFINCHE’ SIANO APPROVATI ANCHE AL SENATO, INSIEME AD ALTRE IMPORTANTI MODIFICHE
PER UNA TUTELA EFFETTIVA DELLE VITTIME DI USURA ED ESTORSIONE.

ABBIAMO AVUTO CONFERMA CHE ESISTONO ANCHE PARLAMENTARI SENSIBILI, CORAGGIOSI E COMPETENTI.

DIFFIDIAMO DA CHI PENSA SIA SUFFICIENTE APPARIRE O PARLARE UTILIZZANDO LE VITTIME PER QUOTIDIANE CAMPAGNE ELETTORALI E VEDIAMO CIO’ CHE FANNO DI CONCRETO, ALTRIMENTI …… LICENZIAMOLI NON VOTANDOLI PIU’!!!

(PRECISAZIONE AGGIUNTA IL 19 FEBBRAIO 2012)

…….. e ci siamo riusciti: i nostri suggerimenti, ora, sono diventati legge! Legge 3/2012 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30 Gennaio 2012 (entrerà in vigore al trentesimo giorno da questa data)

Roma, 4 Novembre 2011- Dopo oltre due anni, posso finalmente rispondere a tutti coloro i quali hanno messo la propria firma on line per sostenere la mia petizione (n. 672/2009) inviata alla Camera dei Deputati e con cui suggerivo vari emendamenti al disegno di legge di riforma della normativa antiusura ed antiracket. Ce l’abbiamo fatta e, anche a nome di tane vittime, vi ringrazio. Almeno, per ora abbiamo fatto sentire la nostra voce anche se dovrà essere fatto ancora tanto affinchè le vittime di usura ed estorsione siano effettivamente tutelate ed è per questo che lascerò sopra il banner che potrà continuare ad essere utilizzato. Credo, però, che chi ha a cuore tali problemi, o per averli vissuti o perchè, comunque, comprende il dramma, debba ringraziare, in particolare, l’on. Rita Bernardini, leader dei Radicali le cui battaglie per i diritti civili (anche con scioperi della fame e della sete per lunghissimi periodi), affianco a Marco Pannella, sono ben note e mi è superfluo ricordare.

A quali emendamenti mi riferisco: il disegno di legge (S. 307) di iniziativa del senatore Centaro) era stato già approvato al Senato e trasmesso alla Camera dei Deputati il 2 Aprile 2009 (A.C. 2364). Il testo legislativo contiene una prima parte, dedicata alla modifica di alcune norme delle leggi n. 108/96 e 44/99 di tutela delle vittime di usura ed estorsione e una seconda parte dedicata alla crisi da sovraindebitamento (che, secondo me, data la complessità della disciplina e procedimento sarebbe stato opportuno inserire in diverso e autonomo disegno di legge).

Due anni fa, appena lessi il disegno di legge così come era stato approvato, ripeto, all’unanimità, al Senato, in un primo momento, mi sembrava costituisse un grande “passo in avanti”. Recependo il principio affermato dai giudici amministrativi, leggevo che avrebbe consentito, innanzitutto, anche all’imprenditore vittima di usura od estorsione a cui carico pendesse una procedura fallimentare di ottenere i benefici economici (il mutuo o l’elargizione) previo parere del Giudice Delegato e purché a suo carico non pendessero procedimenti penali per vari reati. All’evidente fine di tentare di sanare un contrasto interpretativo che, in questi anni, si è registrato in giurisprudenza, veniva previsto, poi, che competente ad emettere il “parere” ex art. 20 l. 44/99 che consentirebbe alla vittima di ottenere la sospensione per trecento giorni delle esecuzioni o del pagamento di tributi sarebbe stato non più il Prefetto sentito il Presidente del Tribunale, bensì, il Pubblico Ministero titolare delle indagini sull’usura od estorsione denunciata e che tale sospensione sarebbe prorogabile per una sola volta.

Riflettendo bene, però, sugli effetti delle disposizioni, cominciai ad avere la sensazione che se, ad una prima lettura, potevano apparire “un passo in avanti”, ad un esame più attento, sembravano “due passi indietro” a svantaggio, ancora una volta, delle vittime. L’imprenditore-vittima- fallita potrebbe avere accesso al Fondo di solidarietà purchè non pendesse un procedimento penale e previo parere del Giudice Delegato? E se -come avviene quasi sempre-, emessa una sentenza di fallimento a carico della vittima, quest’ultima viene indagata in un procedimento penale per bancarotta che può, però, concludersi anche con una sentenza di assoluzione se non con un provvedimento di archiviazione? Non può accedere ai benefici o all’aiuto da parte dello Stato anche se il vero colpevole del fallimento è l’usuraio o l’estorsore? E se, ad esempio, quest’ultimo si vendica denunciando per calunnia la vittima? Perchè, poi, affidare le sorti dell’imprenditore-vittima-persona umana al solo Giudice Delegato senza prevedere la possibilità di reclamo al collegio avvverso l’eventuale parere negativo? Perchè, poi, soprattutto, chiamare la sua decisione “parere” e non “provvedimento”? Ancora: perchè consentire i benefici all’imprenditore individuale fallito e non anche all’imprenditore che abbia esercitato od eserciti l’impresa in forma societaria? Per quale ragione, ancora, consentire la proroga della sospensione per 300 giorni ex art. 20 l. 44/99 per una sola volta, piuttosto, come sarebbe più giusto, fino all’esito del procedimento amministrativo volto all’ottenimento dei benefici? La ratio di questa sospensione dovrebbe essere quella di evitare che la vittima indebitata si rivolga agli strozzini finchè non si definisca il procedimento amministrativo: che colpa ha, allora, se già sconvolto a causa degli episodi di cui è stato vittima e dopo avere avuto il coraggio di denunciare, è lo Stato a tardare? Sono a conoscenza, addirittura, di una sentenza emessa dal TAR Puglia che condanna il Fondo ad erogare una provvisionale e, dopo oltre tre anni, è rimasta un pezzo di carta o di una vittima di estorsione che, dopo avere fatto arrestare gli estorsori, dal 2006, vede il P.M. che dichiara non essere in grado di esprimere un parere per la provvisionale in quanto pendono indagini. Insomma: ho pensato a varie modifiche di cui abbisognava quel testo.

Nel giro di pochi giorni, predisposi, in forma di petizione, vari suggerimenti (ognuno con la motivazione giuridica per la quale, secondo me, erano opportuni) che inviai al Presidente della Camera dei Deputati e a tutti i membri della Commissione Giustizia. Sono migliaia le petizioni che arrivano in Parlamento ogni anno e chiunque può leggerle dal sito della Camera. Formalmente, mi pare di capire, vengono annunciate ad una seduta apposita della Camera e assegnate alle Commissioni competenti. Non so quante vengano seriamente valutate e temevo che anche la mia restasse menzionata tra gli allegati del resoconto stenografico.

Dopo qualche giorno, incontrando per caso l’on. Rita Bernardini e conoscendo la sua storia di deputata coraggiosa e sensibile per la difesa dei diritti civili, accennai a quelle che, a me, sembravano delle incongruenze. Già dopo pochi giorni, ricevetti conferma della sua sensibilità facendo  propri e firmando gli emendamenti. Allo stesso modo, nel settembre 2009, alla vigilia di una seduta in Commissione Giustizia, incontrando, per strada a Roma, l’on. Veltroni gli accennai dell’importanza degli emendamenti e dell’imminente scadenza per il deposito. Analogamente telefonando alla segreteria di vari altri parlamentari, di maggioranza e di opposizione (dal bollettino delle sedute della Commissione Giustizia della Camera possono leggersi i lavori preparatori e, dunque, anche gli emendamenti presentati). L’anno dopo, conobbi anche l’on. Domenico Scilipoti e, prima ancora di fondare insieme il Forum Nazionale Antiusura Bancaria, in un primo convegno, parlai dell’importanza di tali modifiche.

Nel frattempo, ho inserito una sintesi delle modifiche suggerite su firmiamo.it e chiesto, a chi volesse sostenerle, di firmarle on line.

A fine Maggio di quest’anno, un giorno, mi sono accorto che l’aula della Camera dei Deputati, due mesi prima, aveva già delegato la Commissione Giustizia ad esaminare il testo ed approvarlo in sede legislativa senza, dunque, necessità di esame in aula. Temevo che i miei suggerimenti venissero ignorati.

Grazie anche al sostegno di tutti (oltre 200 persone se si considera che, oltre alle firme su firmiamo.it, ci sono molte adesioni su facebook o attraverso varie email ricevute e fax) ma, soprattutto, grazie all’impegno, all’efficienza e alla solidarietà dell’on. Rita Bernardini i miei modesti suggerimenti costituiscono, ora, alcuni degli emendamenti approvati definitivamente dalla Camera dei Deputati nella seduta del 26 Ottobre 2011 della Commissione Giustizia. Siamo riusciti, in sostanza, grazie al sostegno di chi ha aderito a quanto io, da semplice cittadino prima ancora che avvocato, avevo suggerito, ma, soprattutto, ripeto (non è un elogio politico di cui, di certo, non ha bisogno), grazie alla deputata radicale, a modificare un disegno di legge che, così come approvato al Senato, a mio avviso, ledeva vari diritti costituzionali (tra cui il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva) oltre che essere poco utile alle vittime.

Non credo, infatti, che quel testo possa essere molto più utile di quello vigente ma, almeno, sempre che il Senato (cui, ora, è stato di nuovo trasmesso per l’esame conseguente alle modifiche) lo approvi, si sono evitate alcune incongruenze e ulteriori paradossi.

Così come io, infatti, avevo suggerito, è stato soppresso l’aggettivo “individuale”consentendo, dunque, la concessione dei benefici all’imprenditore sia che eserciti in forma individuale sia in forma societaria; sono state soppresse le parole “indagato o imputato” e aggiunto la parola “definitiva” prevedendosi, così, che l’imprenditore-vittima a cui carico penda un fallimento, perda il diritto ai benefici solo in caso di condanna “definitiva” e non, dunque, per la sola pendenza di un procedimento penale. E’ stato sostituito il termine “parere” con quello di “provvedimento” al fine di denominare la decisione del Giudice Delegato e previsto che contro il suddetto provvedimento sia possibile presentare reclamo al Tribunale collegiale di cui non può far parte il Giudice del provvedimento impugnato. Allo stesso modo, come avevo suggerito, anche per evitare che continuino i dubbi “dannosi” che si sono registrati in questi anni in merito alla natura del “parere” del prefetto e del Presidente del Tribunale (nel testo del disegno di legge sarebbe prevista la competenza del Procuratore della Repubblica), è stato sostituito il termine con quello di “provvedimento” .

Insomma, credo e spero di avere dato un minimo contributo -da semplice cittadino, non credo che potessi fare di più che sollecitare i pochi parlamentari sensibili- nell’interesse delle vittime di usura ed estorsione. Sono certo, però, che è pochissimo rispetto a tante altre modifiche che devono, ancora, essere fatte affinchè le vittime siano effettivamente tutelate. In merito, ad esempio, alla prorogabilità della sospensione ex art. 20 l. 44/99, non potendo addebitarsi alla vittima il ritardo della Pubblica Amministrazione nella gestione del procedimento amministrativo, avevo suggerito la prorogabilità della sospensione fino all’esito del procedimento con la possibilità, per il creditore o per la vittima stessa che si assuma danneggiato, di proporre, dopo la prima proroga, il ricorso per l’indennizzo ex lege 89/2001 (legge Pinto) con obbligo di trasmissione del decreto alla Corte dei Conti (come già avviene per i ritardi dei processi) al fine di consentire allo Stato la rivalsa sul funzionario inefficiente. I deputati della Commissione Giustizia, poi, apportando le necessarie modifiche da me suggerite a tutela dell’imprenditore-vittima di usura non si sono accorti, probabilmente, che analoghe esigenze e diritti ha l’imprenditore vittima di estorsione. Sarà necessaria un’equiparazione al fine di evitare disparità incostituzionali.

Continuerò, nel mio piccolo e secondo le mie modestissime possibilità da cittadino, ad adoperarmi affinchè anche queste ulteriori modifiche possano concretizzarsi.

Riporto di seguito, il link del:

  • disegno di legge approvato al Senato e trasmesso alla Camera dei Deputati il 2 Aprile 2009 (per leggere il testo, cliccare qui);

  • testo della mia petizione con gli emendamenti suggeriti ai vari deputati (per leggerla e confrontarla con gli emendamenti approvati e riportati alla fine del  post, cliccare qui) ;

  • seduta della Camera dei Deputati del 18 Giugno 2009 nella quale, tra le tante, è stato dato atto della petizione da me inviata (per cercare, digitare mio cognome con la funzione “trova” cliccando qui);

oltre al seguente estratto del testo (pubblicato sul sito della Camera dei Deputati) della seduta del 26 Ottobre 2011 della Commissione Giustizia nella quale, tra gli altri, sono stati approvati gli emendamenti (identici a quelli da me suggeriti con la petizione n. 672/2009) presentati e firmati dall’on. Rita Bernardini e da altri deputati .
Per una scheda di confronto del testo in formato pdf così come approvato, ad aprile del 2009, dal Senato all’unanimità e il testo, così come risultante in seguito agli emendamenti (tra i quali, quelli da me suggeriti) approvati alla Camera e, nuovamente, trasmesso al Senato, cliccare qui.

Roberto Di Napoli

Estratto dal resoconto della seduta della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati del 26 Ottobre 2011
ALLEGATO 2

Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento (C. 2364-728-1944-2564).

EMENDAMENTI E SUBEMENDAMENTI APPROVATI

ART. 1.

Al comma 1, lettera a), capoverso «2-bis», sopprimere la parola: individuale.
1. 500.Bernardini, Beltrandi, Farina Coscioni, Mecacci, Maurizio Turco, Zamparutti.

Al comma 1, lettera a), capoverso «2-bis», sostituire le parole: previo parere favorevole del giudice delegato al fallimento, con le seguenti: previo provvedimento favorevole del giudice delegato al fallimento.

Conseguentemente al medesimo capoverso, dopo le parole: è sospesa fino all’esito dei relativi provvedimenti, aggiungere le seguenti: Avverso il provvedimento contrario del giudice delegato è ammesso reclamo al tribunale fallimentare di cui non può far parte il giudice che ha emanato il provvedimento reclamato.
1. 501.Bernardini, Beltrandi, Farina Coscioni, Mecacci, Maurizio Turco, Zamparutti.

Al comma 1, lettera a), capoverso «2-bis», dopo le parole: riportato condanne aggiungere la seguente: definitive.

Conseguentemente, al medesimo capoverso sopprimere le parole: né sia indagato o imputato per gli stessi reati.
1. 502.Bernardini, Beltrandi, Farina Coscioni, Mecacci, Maurizio Turco, Zamparutti.

Al comma 1, lettera a), capoverso «2-bis», dopo le parole: delitti contro aggiungere le seguenti: la pubblica amministrazione, la fede pubblica, l’amministrazione della giustizia.
1. 100.Di Pietro, Palomba.

ART. 2.

Al comma 1, lettera b), capoverso, sopprimere le parole: comma 1, lettera c).
2. 1.Contento.

Al comma 1, lettera e), numero 1), capoverso, sostituire la parola: parere con la seguente: provvedimento.

Conseguentemente, al comma 1, lettera e), numero 2), capoverso «7-bis» la parola: parere è sostituita con la seguente: provvedimento.
2. 500.Bernardini, Beltrandi, Farina Coscioni, Mecacci, Maurizio Turco, Zamparutti.

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9 Agosto 2005 – 9 Agosto 2011.Sei anni fa se ne andava Franco Tritto, un Maestro di umanità in un mondo di “baroni”

Posted by Roberto Di Napoli su 9 agosto 2011

Il professor Francesco Tritto è, quasi sempre, ricordato come l'allievo prediletto e l'assistente di Aldo Moro che ricevette, il 9 Maggio 1978, la telefonata delle B.R. che gli chiedevano di annunciare alla famiglia l'assassinio dello Statista. Basta vedere o sentire qualsiasi documentario o servizio giornalistico per rendersi conto di quanto doveva amare, come se fosse un padre o un figlio, il Suo Maestro.
Franco Tritto, a sua volta, è stato un vero Maestro di umanità. Ha insegnato Diritto penale alla facoltà di Lettere e filosofia dell'Università di Cassino e Istituzioni di diritto e procedura penale alla facoltà di Scienze politiche dell'università La Sapienza di Roma.
Ho avuto il piacere e l'onore di conoscerlo, quando ero piccolo, mi pare nel 1984, ospite a casa mia a Gallipoli e lo avrò rivisto, negli anni '90, qualche altra volta, a Roma.
Una sera d'estate del 2005, il 9 Agosto, rimasi dispiaciuto quando seppi della sua scomparsa, a 55 anni. Qualche anno dopo, ho scoperto un bellissimo sito internet (aulaxi.it) che, attualmente forse in restauro, gli era stato dedicato da alcuni suoi allievi più affezionati. Volevo mettere un link su questo mio blog ma volevo avere il permesso degli amministratori del sito. Scrissi un'email con il mio ricordo di infanzia (le giornate a casa mia a Gallipoli, al mare e il regalo di una macchina fotografica che mi regalò prima di partire  probabilmente divertito o stanco nel sentire le mie proteste) e, dopo qualche giorno, conobbi, prima, Danila e, poi, Raffaele e Giovanni.
Mi hanno raccontato di persona ciò che avevo letto anche sul sito. Il Prof. Tritto, a lezione, era, davvero, una persona straordinaria. All'inizio dell'anno accademico, pur con centinaia di persone nell'aula di Scienze Politiche dell'Università La Sapienza, dava i suoi numeri di telefono e se, qualche volta, non vedeva qualcuno degli allievi, ….. lo chiamava per sapere se avesse problemi. Nelle sue lezioni cercava di tramandare gli insegnamenti del suo Maestro Aldo Moro soffermandosi, principalmente, sul significato e valore della persona umana.
Quando mi sono laureato -come ho raccontato a Danila, Giovanni e Raffaele- più di una volta, avendo desiderio di andare a trovare una persona che avevo conosciuto da piccolo e che ricordavo come un amico di famiglia buono e affettuoso, lo avevo cercato telefonando all'Università di Cassino. Insegnava, invece, alla facoltà di Scienze politiche, situata al piano inferiore rispetto alla facoltà di Giurisprudenza che frequentavo quotidianamente. Mi dispiace molto non essere riuscito a ritrovare Franco Tritto nei miei anni universitari. E' stato un vero peccato. Avrei potuto condividere momenti bellissimi insieme a questi amici straordinari quanto il loro Professore. Chissà: forse, però, come mi hanno scritto Danila e Raffaele sulla dedica quando,  una bella e piacevole serata di Maggio 2008 nel verde di Villa Torlonia, in pizzeria, mi hanno regalato il loro libro appena uscito, la nostra amicizia è stata proprio un altro piccolo regalo del Professore "che è riuscito a farci conoscere anche se lontano dai nostri occhi". 
Un paio di anni fa, Raffaele Marino e Danila Barbàra, infatti, hanno scritto un bellissimo libro dedicato al loro Maestro.
copertina La LezioneUn libro che consiglio a tutti di leggere: "La lezione. Aula XI", edito da Armando Curcio Editore (riporto il link di una delle tante librerie on line; cliccare qui per leggere una recensione o per acquistarlo) e con la presentazione del Prof. Giovanni Conso, Presidente emerito della Corte Costituzionale.
Raccontano il loro ricordo delle giornate col Prof. Tritto sia dentro che fuori dall'Università . Sono sicuro che, in un mondo universitario quale è quello di oggi, dove, spesso, è con difficoltà se si riesce a parlare, perfino, con un "assistente", il rapporto che, da persona umile, aveva il Prof. Tritto con gli allievi può non può che meravigliare.
Nel libro, Danila e Raffaele raccontano anche del dibattito che si creava nell'aula universitaria quando gli allievi erano stimolati dal Prof. Tritto su vari interrogativi del diritto penale e del valore della persona umana. Un destino triste quello del Prof. Tritto la cui vita "interrotta", segnata e spezzata dal profondo dolore causato dalla perdita di Aldo Moro, è stata breve ma sempre col pensiero rivolto al Suo Maestro (che pur ricordandolo negli insegnamenti, ricordava e faceva ricordare, ogni anno, il 16 Marzo e il 9 Maggio, con un minuto di silenzio) e ai suoi allievi fino, addirittura, a rispettare, pur gravemente malato e dimessosi il giorno prima dal reparto di terapia intensiva, la promessa fatta agli studenti di tenere, venti giorni prima dalla scomparsa, quello che probabilmente immaginava essere il suo ultimo esame e incontro coi suoi amati allievi. Riporto alcune bellissime parole di Danila tratte dal bel libro: "Uno per uno, trenta o cento studenti poco importava, il primo giorno lui ci guardava singolarmente per scrutare, forse, di quale umanità fossimo portatori" (…) "e, con sorpresa di tutti, consegnava i suoi recapiti telefonici, compreso quello dell'abitazione", precisando che, per qualsiasi problema, sarebbe stato disponibile. "Il Professore non credeva nelle distanze accademiche e non gli era sufficiente creare un rapporto meramente confidenziale con i suoi studenti, scendeva dalla cattedra spiritualmente e materialmente, proprio come Moro auspicava  facessero tutti i docenti (…)" e di Raffaele che -dopo avere anche ricordato anche la sensibilità e bontà fino a tenere, nell'ufficio universitario che condivideva con due professoresse, un cartello col quale pregava di non abbassare la serranda, messo dopo essersi accorto di un nido sotto la finestra, e dei cracker sul davanzale per i passerotti- racconta come "bastava vivere, anche solo per un giorno, l'atmosfera che si creava nelle sue lezioni per intuire che padre sarebbe stato" (…) "Fare l'appello all'inizio della lezione gli serviva ad accertarsi che stessimo tutti bene".
Dopo aver letto questo libro che non si riduce al ricordo delle già significative ed interessantissime lezioni ma nel quale sono riportate interviste di Franco Tritto o la spiegazione, attenta ma, al tempo stesso, con parole semplici, del disegno o del pensiero di Aldo Moro, credo che chiunque possa avvertire una certa amarezza riflettendo sulle condizioni attuali, anche politiche, nel quale viviamo e un pò di rabbia pensando a quale Paese saremmo se ci fossero veri politici e veri Professori, Maestri di vita, come lo statista che soggetti, forse, solo in parte individuati e puniti, hanno strappato al Paese quel 9 Maggio 1978 e come il suo più fedele allievo, divenuto Professore, che a causa di una grave malattia, è volato in cielo un giorno d'estate di sei anni fa, ad Agosto, il 9, un giorno -come pensa Raffaele nel libro- che, forse, lo rendeva sereno e che doveva essergli familiare.
Con l'auspicio che sia presto ripristinato il sito aulaxi.it, segnalo che su facebook vi è un gruppo "Alunni del Prof. Franco Tritto" (cliccare qui) dedicato "A tutti gli studenti che hanno condiviso l'amore e la stima per il professor Franco Tritto e a coloro che vivono quotidianamente le difficoltà del percorso universitario, nella speranza che non perdano mai la fiducia nelle proprie capacità e con l'augurio che possano incontrare nelle aule fredde il calore di un umano sorriso". Roberto Di Napoli

 

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Mentre molti politici agevolano le banche, giudici seri continuano ad indagare. A Frosinone respinta richiesta di archiviazione.

Posted by Roberto Di Napoli su 11 luglio 2011

Tribunale FrosinoneMentre in Parlamento, negli ultimi mesi, per almeno due volte, la maggioranza ha approvato leggi in favore delle banche dimostrando scarsa attenzione verso i diritti e interessi delle imprese o delle famiglie già danneggiate, spesso, da illegittime richieste, nelle aule di giustizia (senza con ciò ignorare casi singolari e gravi di "malagiustizia") si continuano a trovare magistrati seri e preparati insensibili e imparziali di fronte alla "potenza" o "prepotenza" dei banchieri.
Credo possa confortare i cittadini, poi, constatare che ci sono magistrati scrupolosi che, ancora, si stupiscono e reputano "anomali" alcuni potenziali conflitti di interesse e a cui, evidentemente, non risulta normale che una consulenza tecnica contabile sui rapporti intrattenuti con la banca di cui si sono  denunicati i responsabili sia effettuata da un consulente che è socio della stessa banca locale.
E' successo così che, a Frosinone, il Giudice per le indagini preliminari non ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero di archiviare il procedimento per usura ed estorsione e ha ordinato le ulteriori indagini richieste dalla persona offesa. Un imprenditore locale, dopo avere scoperto, attraverso la propria consulenza contabile il superamento, da parte della banca, del tasso di interesse legittimo e dopo avere ricevuto la notifica del precetto a cui si è opposto ottenendo tutela da parte del magistrato civile, nel 2009, aveva anche denunciato la banca sostenendo l'applicazione di interessi usurari e l'illiceità della minaccia avanzata col suddetto precetto. All'esito delle indagini, pur risultando confermata l'usurarietà in vari periodi degli interessi applicati, il P.M. chiedeva l'archiviazione del procedimento (instaurato nei confronti di soggetto che era stato, in alcuni periodi, presidente del c.d.a. della banca) in quanto, in sostanza, a suo dire, l'usura risultava solo a causa dell'applicazione degli interessi su interessi. A tale richiesta di archiviazione, l'imprenditore, da me difeso, si è opposto lamentando, innanzitutto, la lacunosità delle indagini effettuate, tra l'altro, da un consulente tecnico contabile che risultava socio della stessa banca locale. Si è evidenziata, poi, pur essendo emersa l'usurarietà degli oneri -circostanza, questa, che sarebbe dovuta essere sufficiente per ritenere l'illiceità della condotta denunciata- la non correttezza della metodologia seguita dal consulente e la conseguente lacunosità nonchè l'illogicità della motivazione della richiesta del Pubblico Ministero.
All'esito dell'udienza del 4 Maggio scorso, il Giudice per le indagini preliminari, dopo avere sentito sia le mie argomentazioni nella qualità di legale dell'imprenditore denunciante sia il difensore dell'indagato, ha emesso l'ordinanza con la quale viste le argomentazioni della persona offesa e considerato che la qualità di socio della banca denunciata emersa in capo al professionista che aveva effettuato la consulenza rendono "complessivamente inattendibile il suo operato" ha rigettato la richiesta di archiviazione formulata dal P.M. e accolto l'opposizione ordinando ulteriori e più approfondite indagini volte anche ad accertare le responsabilità.
Ritengo che, al di là delle giuste ed ineccepibili ragioni giuridiche a sostegno del provvedimento, quest'ultimo sia la dimostrazione della correttezza di alcuni magistrati che applicano fedelmente la legge. Bisogna considerare, oltretutto, che l'usura (chiunque sia l'autore del reato, banca o cravattaro) non è solo un vizio dei rapporti contrattuali e, dunque, una vicenda civilistica o tra privati. E' un male che danneggia l'intera economia del Paese. Ed è questo, forse, che non capisce chi, oggi, tenta, di fatto, di legalizzarla modificando il meccanismo di determinazione del tasso soglia o facendo ulteriori "regali" normativi ai banchieri. L'applicazione di interessi, commissioni od oneri ingenti fino al punto da rendere difficile la corresponsione, la loro pretesa -quando non corrisposto- attraverso decreti ingiuntivi, esecuzioni o sentenze di fallimento non determina solo un danno patrimoniale all'utente bancario: lo distrugge. Lo distrugge psicologicamente e lo priva di forze per continuare a lavorare e vivere serenamente. E, moltiplicare un comportamento simile per decine di migliaia di utenti, significa far chiudere i battenti a tante imprese o cacciare fuori casa famiglie intere, far licenziare i lavoratori, insomma, danneggiare l'intera economia di un Paese. Sono questi, in parole semplici ma, credo, significative e reali, i danni causati dall'usura o dagli abusi bancari. Danni che, evidentemente, non comprendono (o di cui sembra che se ne freghino altamente) quei politici i quali, invece che introdurre sanzioni severe contro tali comportamenti, li incentivano con leggi a favore o, addirittura, premiando i banchieri con le più alte onoreficenze (cliccare qui per leggere il mio precedente post "Banchieri: ultramilionari, premiati e "Cavalieri" ). Chissà se tra questi politici non ci sia qualcuno che non comprende cosa significa essere vittime di tali abusi perchè, magari, la casa, in qualche immobile di prestigio, o altri privilegi è abituato ad averli comprati o ceduti da altri. Le cronache degli ultimi anni, forse, possono essere di aiuto per aiutarci a comprendere le possibili cause della loro indifferenza verso gli enormi sacrifici o sofferenze dei comuni mortali alle prese, spesso, con gli abusi delle banche. Roberto Di Napoli

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Banchieri: ultramilionari, premiati e “Cavalieri”

Posted by Roberto Di Napoli su 2 giugno 2011

Ci sono fatti o eventi sui quali mi rifiuto di esprimere ogni considerazione. A volte, forse, è un metodo -necessario, soprattutto, quando si è già visto o subito troppo- molto semplice per tentare di salvaguardare la serenità; altre volte, probabilmente, è una resa del cervello umano di fronte a fatti inspiegabili.

Mi limito, allora, a riflettere su alcuni dati di fatto che, per l'ampia diffusione data dagli organi di informazione nell'ultimo decennio, sono innegabili e sufficientemente noti.

Esiste un notevole contenzioso a causa di pretese bancarie che la giurisprudenza, in oltre un decennio, ha riconosciuto non legittime, quali, ad esempio, quelle determinate dalla richiesta di interessi anatocistici, di commissioni di massimo scoperto non validamente pattuite, di oneri usurari che, spesso, hanno determinato, quali conseguenze, imprese fallite o case vendute all'asta a causa di esecuzioni fondate su titoli non validi. Per tali motivi, ci sono e ci sono state sofferenze o vite distrutte; ci sono state banche che per avere fatto stipulare i cosiddetti prodotti derivati hanno causato l'indebitamento di enti locali -per non dire di imprenditori-  con conseguenze immaginabili per tutti i contribuenti.
In uno Stato civile si dovrebbe pensare all'applicazione di sanzioni proporzionate a carico di chi causa danni simili ad enti, aziende, a persone, per non dire all'economia di un Paese.

Per non pensare a tali "fenomeni", preferisco, allora, ricordare o leggere altre notizie. Più "felici"? Certo.
Leggo che il 9 Maggio scorso, a Roma, presso la Sala della Lupa di Montecitorio (Camera dei Deputati), la fondazione Guido Carli  ha assegnato il premio "speciale" alla carriera a Cesare Geronzi, banchiere, già Presidente di Generali e di Banca di Roma. La cerimonia è avvenuta alla presenza del sindaco di Roma Gianni Alemanno, del presidente della Provincia Nicola Zingaretti e del presidente della Regione Renata Polverini.
La sera, cena alla Casina Valadier con oltre cento invitati, tra i quali, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, Rutelli, Calearo e i big della politica e finanza (cliccare qui per leggere la notizia dal sito "Dagospia").

L'altroieri, 31 Maggio, ho letto che il Presidente della Repubblica ha nominato i Cavalieri del Lavoro 2011. Così inizia il testo estratto da "Affari Italiani": "Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato i decreti con i quali, su proposta del ministro dello Sviluppo Economico, onorevole Paolo Romani, di concerto con il ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, onorevole dottor Francesco Saverio Romano, sono stati nominati 25 Cavalieri del Lavoro" (cliccare qui per leggere la notizia).
Tra "i cavalieri", Alessandro Azzi che -ricorda Affari Italiani "Dal 1985 è presidente della Banca di Credito Cooperativo del Garda, istituto di credito fortemente radicato nel territorio. Sotto la sua guida, la BCC del Garda ha registrato una notevole crescita ed è arrivata a occupare 264 dipendenti". 

Penso di non essere l'unico a porsi qualche domanda dopo aver letto queste notizie. Rinuncio, però, a pensarci ancora. Mi viene in mente una simpatica risposta, di circa tre anni fa, di un collega anziano (ed, evidentemente, saggio) il quale, non riuscendo a comprendere le ragioni di un errore in cui era incorso, in una lettera apparentemente scritta con la macchina da scrivere, mi scrisse: " ma comunque l'esperienza m'insegna che nella vita non bisogna cercare di capire più di tanto, anche perchè …… è una fatica inutile".
Leggendo le notizie di cui sopra, invece, penso che non ci sia bisogno affatto di sforzarsi molto per capire. Quello che è difficile, forse, per la maggiorparte dei cittadini, è festeggiare le contraddizioni e i paradossi di cui è ricco questo Paese! Roberto Di Napoli

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Al lago di Piediluco (Terni) un interessante incontro sull’usura bancaria e sul ruolo dello Stato (a tutela del cittadino?)

Posted by Roberto Di Napoli su 1 giugno 2011

Sono stato lieto di essere stato invitato, quale relatore, ad un interessante convegno sull'usura bancaria organizzato sabato scorso 28 Maggio nella splendida cornice del paesaggio umbro del Lago di Piediluco (Terni).PIC-0154
Molto approfondita l'analisi di Gianni Correggiari, vice segretario Nazionale di Forza Nuova, che ha esposto le problematiche legate alla sovranità monetaria, e del collega avv. Antonio Pimpini che ha parlato del signoraggio e delle conseguenze sull'indebitamento pubblico ricordando anche alcune sentenze in materia. Nel corso del mio intervento, ringraziando, tra l'altro, gli organizzatori per avere anche "ospitato" in sala la III edizione del mio libro "Anatocismo e vizi nei contratti bancari", Maggioli, 2010, ho cercato di ricordare a chi non ne avesse mai sentito parlare gli effetti nefasti per l'imprenditore, consumatore ma, in generale, per l'economia del Paese, dei vizi bancari; quali siano su un'apertura di credito gli effetti della capitalizzazione degli interessi; i paradossi delle azioni giudiziarie od esecutive volte alla pretesa di somme non dovute; gli strumenti per difendersi e le difficoltà pratiche dovute, spesso, sia ai conflitti di interesse che a provvedimenti normativi "ideati", come avvenuto recentemente, da una classe politica che non sempre si è rivelata, in materia di abusi bancari, rispettosa di quanto stabilito dai giudici in oltre un decennio nè, tantomeno, sensibile alle esigenze dei più deboli e, in generale, dei cittadini. convegno Terni 29 Maggio 2011

Particolarmente interessanti, poi, le testimonianze di Manuela Tenti, Presidente dell'associazione Ci.co.ar, che ha ricordato le sofferenze e, perfino, i suicidi di persone disperate a causa dell'usura bancaria, di Martino Morsello, imprenditore di Marsala e padre di Antonella -che ha introdotto il convegno- che ha raccontato la storia e l'odissea giudiziaria di cui ha raccontato essere stata vittima la sua impresa e di Andrea Rossi, imprenditore. L'incontro, che è stato integralmente registrato da  Radio Radicale dal cui sito può essere ascoltato integralmente, si è concluso nel pomeriggio dopo avere dato spazio a domande e interventi dei partecipanti.
La notizia del convegno è stata riportata anche su Il Giornale del 27 Maggio 2011 (pg. 10) e su Il corriere dell'Umbria del 1° Giugno 2011.
 

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