IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

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Auguri scomodi

Posted by Roberto Di Napoli su 24 dicembre 2010

" (…) Che i poveri, i poveri veri, hanno sempre ragione, anche quando hanno torto" (dall'omelia della Messa di Natale 1985 di Don Tonino Bello)".

Augurare un generico buon Natale, buone Feste e Buon anno a tutti sarà un uso, una "moda" del 24 Dicembre ma, se rifletto, mi sembra un pò ipocrita se non banale. Credo che viviamo in una società e, soprattutto, in un Paese dove se si conserva la ragione e si riflette su quanto si legge, sente o vede nel resto dell'anno, se si considerano i paradossi e le sofferenze che quotidianamente vivono tante, troppe persone ci sia ben poco da festeggiare e tanto su cui, invece, riflettere.
 
Ai miei veri amici e alle persone a cui voglio più bene e sento più vicine, così come alle vittime di usura ed estorsione o degli abusi bancari, ai più deboli, a chi ha perso o ha paura di perdere il lavoro o la casa, a chi, per qualsiasi motivo, soffre faccio i miei più semplici, forse inutili, ma, di certo, sinceri

 

AUGURI 

affinchè possano recuperare serenità e trascorrere Natale pensando alla più grande ricchezza che hanno: la propria dignità, l'affetto dei veri amici, la capacità di sorridere anche di fronte alle cose più semplici superando, così, le difficoltà più grandi.
A tutti "gli indifferenti" che, invece, ritengono sufficiente e necessario partecipare benvestiti al cenone, stappare la bottiglia di champagne, scartare i regali e, con volto apparentemente preoccupato,  fingere, magari, di dispiacersi se e quando sentono di qualcuno in difficoltà (a cui, però, augurano ugualmente "Buon Natale") ma che mai aiuterebbero "se non ne vale la pena", auguro, con tutto il cuore, di arricchirsi, un giorno, di un minimo di sensibilità e, magari, di intelligenza, in modo tale da apparire meno ridicoli.

Giorni fa, su facebook, leggendo quanto postato da un mio amico che ricordava le parole di un'omelia di Don Tonino Bello nella Messa di Natale del 1985, mi sono ricordato di quegli "auguri scomodi" che anche io, in un post su questo mio stesso blog, ricordai tre anni fa.

Riporto nuovamente quelle parole perchè credo che se tutti, davvero, le leggessero, per tante persone il Natale (e, forse, anche il resto dell'anno) sarebbe più felice. Roberto Di Napoli
 

TANTI AUGURI SCOMODI!
 

 “Non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi «Buon Natale» senza darvi disturbo.
 Io, invece, vi voglio infastidire.
Non posso, infatti, sopportare l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla «routine» di calendario. Mi lusinga, addirittura, l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
 Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali. E vi conceda la forza di inventarvi un'esistenza carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita; il sorpasso, progetto dei vostri giorni; la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla ove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini o il bidone della spazzatura o l'inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell'affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunziano la pace portino guerra nella vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che, poco più lontano di una spanna con l'aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio per fame.
 
I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere «una grande luce», dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell'edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative. Che il numero 167 non è la cifra matricola data ai condannati dal sistema. Che i ricorsi a tutti i T.A.R. della terra sono inammissibili quando a farne le spese sono i diritti sacrosanti di chi non conta mai niente. Che i poveri, i poveri veri, hanno sempre ragione, anche quando hanno torto.
I pastori che vegliano nella notte, «facendo la guardia al gregge» e scrutano l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio. E vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri: che poi è l'unico modo per morire ricchi. Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la speranza”.

(da Antonio Bello, "Oltre il Futuro- Perchè sia Natale" edizioni La Meridiana) 
 

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Anatocismo, usura, mutuo. Alla Camera di commercio di Taranto tavola rotonda su “L’usura” e presentazione del mio libro.

Posted by Roberto Di Napoli su 27 novembre 2010

manifestoLa valutazione della legittimità delle pretese vantate dalle banche è di fondamentale importanza ai fini della corretta amministrazione dell'impresa; spesso è una necessità per tutelare il patrimonio da richieste illegittime volte al soddisfacimento di crediti vantati a causa di mutui nulli e stipulati solo al fine di estinguere apparenti posizioni debitorie su conto corrente, oppure, per contestare il saldo determinatosi nel corso degli anni a causa di addebiti illegittimi per anatocismo, commissioni di massimo scoperto, ecc. Le segnalazioni “a sofferenza” presso le centrali rischi, poi, spesso, all'esito dei giudizi, si sono rivelate effettuate in difetto dei presupposti richiesti dalla normativa: evidenti gli effetti distruttivi ai danni dell'impresa. Una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione penale, infine, ha chiarito che le commissioni di massimo scoperto, al contrario di quanto, più volte, eccepito dalle banche, devono essere computate ai fini della valutazione dell'usurarietà del tasso effettivo globale applicato.

Si comprende, quindi, l'interesse all'aggiornamento e al confronto su una materia così delicata ed attuale, oltre che degli imprenditori, dei professionisti coinvolti in tali accertamenti od azioni giudiziarie nell'interesse dei propri assistiti.

Ho molto apprezzato, quindi, l'iniziativa degli organizzatori del corso (Universal Master) organizzato presso la prestigiosa sede della Camera di Commercio di Taranto, dal 18 al 27 Novembre 2010, e patrocinato dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati e dalla Camera di Commercio di Taranto.

Ringrazio, inoltre, i medesimi organizzatori per avermi invitato quale autore della III edizione del mio pur modesto “Anatocismo e vizi nei contratti bancari”, Maggioli 2010, che sarà presentato nella giornata conclusiva del corso (il 27 Novembre dalle ore 9,30 in poi) che ha avuto quali autorevoli relatori il Presidente dell'Ordine degli Avvocati Avv. Angelo Esposito e il Presidente di sezione del Tribunale di Taranto dott. Pietro Genoviva.

Al termine della presentazione del mio volume seguirà una tavola rotonda sul tema: “L'usura”. Roberto Di Napoli.

recensione 13 agostoArticolo su Il Corriere della Sera del 13 Agosto 2010.copertina anatocismo e vizi nei contratti bancari III ediz.

 

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Un’altra importante iniziativa del Forum Nazionale Antiusura Bancaria

Posted by Roberto Di Napoli su 26 novembre 2010

Domenica 21 Novembre, a Roma, si è tenuta un'altra importante iniziativa del Forum Nazionale Antiusura Bancaria. FORUM ROMA 21 11 2010 013
Scopo dell'incontro, tenutosi in una sala del Centro Congressi Villa Aurelia, a cui hanno partecipato i vari rappresentanti territoriali è stata, principalmente, l'esposizione dei motivi per i quali il Presidente del Forum on. Scilipoti, cui si sono unite varie vittime di usura, ha deciso di interessare le Procure della Repubblica della Penisola su varie ipotesi di reato consumate dai responsabili delle banche a partire dal 1993.
FORUM ROMA 21 11 2010 042Durante l'incontro, quale componente del comitato esecutivo del Forum, ho ricordato gli obiettivi dell'associazione -nata a Febbraio 2010 e costituitasi ad Aprile-, la necessità di sensibilizzazione delle Istituzioni ed esposto i principali punti della convenzione che il Forum sta redigendo e che sarà presto sottoposta ai professionisti che intendano collaborare a difesa delle vittime di usura bancaria.

L'evento ha suscitato l'interesse anche degli operatori di Striscia la Notizia, di vari siti internet e giornali on line. Roberto Di Napoli

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Si può continuare a chiamare “Parco della legalità” un parco sorto su un bene illegittimamente confiscato?

Posted by Roberto Di Napoli su 19 novembre 2010

La riproduzione anche parziale del contenuto del blog è riservata. E’ consentita la riproduzione solo citando la fonte o il link del blog o del singolo post

La demolizione degli “ecomostri” non può che fare rallegrare i cittadini che, tuttavia, credo, sarebbero ben più felici se simili scempi fossero impediti “sin dalle fondamenta”, dal momento dello scavo o della posa della prima pietra. E, invece, quante costruzioni “mostruose” o quanto cemento deturpa il paesaggio nel silenzio omertoso o compiacente di chi dovrebbe impedirle o distruggerle? La scorsa estate il sito del Corriere della Sera ha dedicato un’ interessante rubrica con raccolta di foto inviate dai lettori e relative a spiagge sottratte ingiustamente o deturpate (cliccare qui per vedere le foto raccolte sul sito). E’ emerso un Paese sempre più vergognoso: cemento armato o ruspe sulla spiaggia, recinzioni arruginite che separano, addirittura, il mare per costringere i bagnanti a pagare il biglietto o costruzioni quasi sulla riva.

Non entro nel merito della vicenda “Punta Perotti“, il complesso edilizio sul lungomare di Bari demolito pochi anni fa: anche perchè non conosco gli atti della complessa vicenda processuale.

Una domanda, però, da cittadino indignato per gli abusi edilizi nella stessa misura di quanto lo sono per gli “scempi giudiziari” o dei paradossi italiani me la sono fatta quando ho letto, mesi fa, su una rivista giuridica, la decisione della Corte Europea dei diritti dell’Uomo (sentenza del 20 Gennaio 2009). La confisca del suolo -anche in virtù del fatto che gli imputati erano stati assolti e che la sanzione penale della confisca nemmeno era chiaramente prevista dalla legge- è stata ritenuta sproporzionata e riconosciuta una lesione al diritto di proprietà riconosciuto come fondamentale dalla Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali (precisamente: art. 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione).

Giorni fa, su tutti gli organi di informazione (cliccare qui per leggere quanto riportato su Il Corriere del Mezzogiorno), è stata riportata la notizia che il GUP del Tribunale di Bari ha revocato la confisca. Nel frattempo, su quel suolo ove prima sorgevano i palazzi, poi, demoliti, è sorto il “Parco della Legalità“: nome bellissimo, straordinario, fantastico. Anzi: farebbe venire in mente un Paese immaginario, una specie di Utopia, un Paese civile estraneo alla retorica, non inquinato dalle gesta tutt’altro che eroiche o dalle belle parole di tanti politici e, davvero, attento alla legalità e alla prevenzione, al di là delle chiacchere, spesso, provenienti proprio da quei soggetti che avrebbero ogni potere ed obbligo per tutelare i cittadini.

Ma ora mi chiedo: premesso che gli abusi edilizi devono essere contrastati ed, anzi, ancor prima, previsti ed impediti; senza volere entrare nel merito della vicenda Punta Perotti ma non potendosi ignorare che il massimo organo comunitario ha riconosciuto la lesione ad un diritto fondamentale dell’Uomo, può in uno Stato di diritto continuare a chiamarsi “Parco della Legalità” un parco sorto su un suolo illegittimamente sottratto a tal punto che la confisca è stata riconosciuta eccessiva dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo?

E se un bambino portato a giocare chiedesse perchè si chiama così quel parco? Si può rispondere: “perchè il parco è stato confiscato illegittimamente al proprietario e lo Stato, il Comune, ha deciso di chiamarlo così”? Penso che non gli si darebbe un gran contributo allo sviluppo della logica e del ragionamento.

Perchè non si dedica quel parco o una piazza o via di Bari alle “alla legalità e alle vittime della malagiustizia“? Pericolo di ledere il dogma “dell’infallibilità dei magistrati“?

Riporto quanto ho pubblicato, giorni fa, su facebook, a tal proposito dopo aver “linkato” la notizia sulla restituzione dei beni ai Matarrese appresa dal Corriere del Mezzogiorno: “Prescindo dal merito, ossia, dalla necessaria tutela del paesaggio ma mi chiedo: si può continuare a chiamare “Parco della legalità” un parco sorto su terreni la cui confisca è stata riconosciuta ingiusta ed eccessiva dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo? Propongo al sindaco di Bari o ai legittimi proprietari: perchè non si dedica quel parco o una piazza o via di Bari alle “vittime della malagiustizia”? Pericolo di ledere il dogma “dell’infallibilità dei magistrati”? Roberto Di Napoli

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Non c’è usura bancaria? Il G.I.P. nega la richiesta di archiviazione e ordina più approfondite indagini

Posted by Roberto Di Napoli su 7 novembre 2010

Chi si oppone alle pretese avanzate da banche e, spesso, relative al saldo di conto corrente determinatosi nel corso degli anni con l'addebito di somme riconosciute non dovute dalla legge e dalla giurisprudenza (ad esempio, per anatocismo, commissioni di massimo scoperto, ecc.) sa bene quanto ardua sia la battaglia trovandosi, il più delle volte, a dover affrontare, innanzitutto, la durata non breve del processo civile a fronte, magari, dell'eccessiva velocità delle procedure esecutive pur quando fondate su titoli illegittimi; in secondo luogo, dovendo subire le conseguenze delle arbitrarie segnalazioni a sofferenza presso le centrali rischi.

Chi “osa”, poi, interessare anche il magistrato penale sostenendo l'usurarietà degli interessi, invece che ricevere tutela, talvolta riceve la richiesta di archiviazione, ossia, la richiesta del Pubblico Ministero di archiviare il procedimento penale.

Ho sempre avuto la sensazione che, a fronte del medesimo importo di capitale goduto, dei giorni di disponibilità del denaro e della pretesa restitutoria, diverso sia l'esito del procedimento penale se ad avanzare la richiesta sia una banca o un usuraio. Se è quest'ultimo a insistere, di fronte alla denuncia della persona offesa o in seguito ad apertura del procedimento d'ufficio, sono certo che, in poche ore, verrebbe giustamente arrestato e, in seguito, condannato.

Maggiori dubbi, invece, se ad avanzare identica pretesa è la banca. Le commissioni di massimo scoperto rientrano nel tasso effettivo? “No, non rientrano e il tasso effettivo globale non supera il tasso soglia” è, in sostanza, il ragionamento di alcuni P.M. oltre che della difesa delle banche; “Si, rientrano e, dunque, il tasso effettivo è usurario”, secondo quanto sostenuto correttamente da altri P.M. e dalla Suprema Corte di Cassazione. Allora, a questo punto, continuano a sorgere altri dubbi: c'è stata usura ma il povero direttore o il rappresentante del colosso bancario non lo sapevano. Quest'ultimo, d'altronde, avrà stipendi o buonuscite di milioni di euro ma non può, di certo, sprecare tempo a studiare; deve pensare, forse, ai numeri, agli utili e non, di certo, a chi e cosa c'è dietro a quelle pretese, ossia, alle famiglie, alle loro case, alle imprese e ai lavoratori.

Per fortuna esistono anche magistrati seri, preparati e coraggiosi che non hanno paura di ascoltare la debole persona offesa di fronte al colosso bancario: a costo di apparire “controcorrente”. Rappresenta un ulteriore esempio di correttezza, severità e imparzialità il provvedimento di un G.I.P. di un tribunale pur del “profondo Sud”. Per ovvie ragioni -ed essendo, tra l'altro, irrilevante il nome del magistrato, della persona offesa e della banca- li ometto anche per non rischiare di favorire in alcun modo quest'ultima.

Un commerciante denuncia una potente banca sostenendo l'usurarietà degli interessi applicati su due rapporti di conto corrente per oltre dieci anni. La sua tesi viene confermata dal proprio consulente di parte che rileva l'usura in vari trimestri; più volte, presa carta e penna, il povero commerciante-persona offesa, scrivendo a mano ma con perfetta conoscenza della lingua italiana, redige e deposita “memorie”. Il P.M. affida le indagini alla Guardia di Finanza che, piuttosto che analizzare gli interi rapporti, dopo qualche mese, deposita un foglio attestando di avere analizzato quattro trimestri e, al contrario di quanto sostenuto dal consulente di parte, smentendo la possibilità che il rapporto fosse usurario. Il giorno dopo il deposito della “consulenza” di un foglio delle Fiamme gialle, il P.M. presenta richiesta di archiviazione.

Chiaro il significato: non c'è usura, non c'è estorsione, insomma niente.

Il commerciante, però, potrà non avere ricchezza (forse anche per colpa di qualche banca) ma ha ancora inchiostro e, soprattutto, forza e costanza. Prende foglio e penna e, scrivendo in corsivo, si oppone alla richiesta di archiviazione del P.M. Il G.I.P. fissa l'udienza in camera di consiglio e, quasi alla vigilia, la persona offesa mi conferisce mandato di difenderlo. Con memoria integrativa e in udienza ho illustrato, oltre agli altri reati commessi, la lacunosità, per non dire assenza, delle indagini ed evidenziato come sarebbe stato necessario l'esame degli interi rapporti bancari e non di quattro trimestri (peraltro, nemmeno consecutivi) come , invece, fatto dalla Guardia di Finanza. Ho, inoltre, evidenziato come nemmeno fosse stata indicata la metodologia seguita nei calcoli e come nessuna indagine fosse stata espletata al fine di verificare, a prescindere dal superamento del tasso soglia, la situazione di difficoltà economiche della persona offesa e gli oneri sproporzionati.

Ero già al corrente e avevo già letto del coraggio e della preparazione del giovane G.I.P. che, alla fine dell' udienza, si è riservato di decidere. Dopo qualche giorno la decisione. Il G.I.P. non ha accolto la richiesta avanzata dal P.M. e ha ordinato ulteriori indagini proprio perché, come da noi sostenuto, “la Guardia di Finanza si è limitata ad esaminare soltanto uno dei due rapporti bancari intrattenuti (…) e, nell'ambito di quel rapporto (…) ha preso in considerazione soltanto alcuni (per l'esattezza quattro) e non tutti i trimestri del rapporto stesso”.

Particolarmente importante l'ordinanza, poi, laddove il giudice ritiene la necessità di verificare, relativamente ad entrambi i rapporti intrattenuti, l'usurarietà degli oneri addebitati dalla potente banca avendo riguardo a tutti i trimestri e, in ogni caso, accertando l'eventuale usurarietà anche a prescindere dal superamento del tasso soglia, cioè, secondo quanto previsto dall'art. 644, terzo comma, cod. pen., ossia, come da noi sostenuto, accertando lo stato di difficoltà economica della vittima (cliccare qui e qui per leggere le due pagine del provvedimento).

Ma non solo. Il coraggioso G.I.P. è stato ulteriormente preciso disponendo che, al fine di valutare l'eventuale carattere usurario del T.E.G., si tenga conto delle memoria difensiva con particolare riguardo ai quesiti in essa indicati nonché ordinando ogni altra attività contabile ritenuta utile al fine di meglio precisare le condotte illecite ipotizzate “ovvero accertarne ulteriori e diverse”.

E poi dicono che l'usura bancaria non esiste o è un'invenzione di qualche disperato! Forse esiste, piuttosto, un diverso modo di effettuare le indagini o una diversa “sensibilità” di fronte al gravissimo problema. Certo è che, quando si teme che alcuni processi più “interessanti” e seguiti dai media possano essere ostacolati da progetti di legge, allora con la Costituzione in mano si cerca di apparire difensori assoluti del principio dell'obbligatorietà dell'azione penale. Perché, allora, troppe volte si assiste ad indagini superficiali quando gli accusati sono i responsabili di banche? Come si spiega il tanto difeso principio dell'obbligatorietà dell'azione penale con richieste di archiviazione così frettolose pur quando il comune cittadino o imprenditore denuncia il pericolo di perdita della casa, la distruzione dell'impresa o la perdita del patrimonio? Sono reati meno interessanti? di minore pericolo sociale? È più importante tutelare lo stipendio milionario di sedicenti manager evitando di sbatterli in galera rispetto all'economia italiana e alla vita di tanti imprenditori o cittadini onesti? Forse non si hanno presenti i danni alla persona oltre che al patrimonio. Alla faccia del diritto, della legge e dell'azione penale. Roberto Di Napoli

 

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Seminario del Forum Nazionale Antiusura Bancaria

Posted by Roberto Di Napoli su 6 novembre 2010

Si è tenuto sabato scorso 30 Ottobre, presso la sala Bonus Pastor del Vicariato di Roma, il primo seminario organizzato dal Forum Nazionale Antiusura Bancaria su "La tutela legale contro l'usura del sistema bancario e di Equitalia".

All'incontro hanno partecipato molti associati e referenti del Forum, che, presieduto dall'on. Domenico Scilipoti, riunisce rappresentanti di varie associazioni antiusura bancaria e singoli professionisti.

Nella qualità di relatore e membro del comitato esecutivo del Forum, ho ricordato, tra l'altro, i vari strumenti di difesa offerti dall'ordinamento contro le pretese illegittime avanzate dalle banche e alcune interessanti pronunce giurisprudenziali.

Dopo i saluti del Presidente on. Domenico Scilipoti, sono intervenuti anche il Prof. Francesco Petrino, il dott. Gennaro Baccile, il dott. Sergio Petrino e i colleghi avv.ti Emanuele Argento, Emanuele Petracca, Marina Flocco, Giuseppe Campanelli.

Roberto Di Napoli

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“Parliamo agli italiani di loro, non di noi”? No, onorevole, gli italiani sono stanchi delle parole: raccontate i “fatti”!

Posted by Roberto Di Napoli su 25 settembre 2010

Leggendo la biografia pubblicata su internet, ho le sansazione, pur non conoscendolo personalmente, che l'on. Bersani sia una persona perbene, un politico onesto e che possa ricordare cosa significhino i sacrifici che affrontano quotidianamente migliaia di italiani: far trovare un piatto caldo alla famiglia, pagare le bollette delle utenze domestiche, le tasse, il desiderio di consentire ai figli la migliore istruzione e i costi per l'università, l'affitto o le rate del mutuo.
Temo, però, che, che gli impegni parlamentari, i comizi, gli scontri tra maggioranza e opposizione -se non, addirittura, all'interno dello stesso partito- allontanino quasi sempre i "politici" dalla triste realtà in cui si trovano milioni di cittadini e, spesso, quando appaiono onnipresenti, in ogni angolo del Paese, il loro stringere la mano o il pronunciare qualche "bella" frase (magari a voce un pò più alta), sia un tentativo ingenuo di affascinare il pubblico riuscendo, però, solo a far commuovere qualche elettore troppo sensibile.
La gente, invece, credo sia esasperata; eppure, con grande dignità e coraggio, affronta, ogni giorno, difficoltà incomprensibili o dimenticate dai politici.
Ho letto la sintesi dell'intervento dell'on. Bersani alla direzione del PD pubblicata su facebook e sul proprio blog. Ho pubblicato, su entrambi i siti, un mio commento che ritrascrivo di seguito.
Ripeto: non è una critica personale verso l'on. Bersani ma una mia opinione in merito all'attività di tutti i politici.
Credo che per poter parlare lealmente "agli italiani" e "di loro" bisognerebbe vivere un pò come vive la maggiorparte, condividerne le difficoltà e capire quali siano le loro reali ed immediate esigenze. Dovrebbero, forse, i politici, entrare e soggiornare qualche giorno in qualche casa (possibilmente senza far svuotare il frigorifero già povero) e vedere le difficoltà o i paradossi che affrontano, ogni giorno, imprenditori, operai, dipendenti, insomma, cittadini semplici ma che, in silenzio, con dignità, con coraggio e spinti dall'onestà, diventano, ogni giorno, i veri eroi sui quali, per fortuna, si fonda la parte sana del Paese: a prescindere dalle chiacchere!

Trascrivo di seguito il mio commento alla nota pubblicata dall'on. Bersani su facebook e sul suo blog sui quali anche altri cittadini hanno scritto la loro opinione. Ho chiesto, in particolare, al leader PD di occuparsi maggiormente della tutela di cui necessitano le vittime di usura ed estorsione bancaria. Sono certo che l'on. Bersani non resterà indifferente. Roberto Di Napoli
 

"Caro Onorevole, abbiamo scambiato qualche parola due anni fa a Castenedolo (BS) in occasione della presentazione di un libro di Cazzullo ma e' ovvio che non si ricorda di me e poco importa. Credo che gli italiani siano stanchi di sentire "parlare". Sarebbe piu' utile vedere il minimo contributo nella risoluzione dei loro problemi quotidiani. Lo sa che ci sono esecuzioni immobiliari o procedure fallimentari instaurate da banche per ottenere somme determinate da addebiti vietati dalla legge e dalla giurisprudenza ma che continuano a distruggere l'economia oltre alla serenita' e salute di imprenditori e famiglie costrette a lasciare l'azienda o sbattute fuori casa??? E poi gli amministratori delle banche, oltre ad essere impuniti e a godere di stipendi milionari, prendono liquidazioni da capogiro!!! Voi stessi politici incentivate le vittime a denunciare l'usuraio o l'estorsore! E poi? Esiste una struttura quale il Fondo di solidarieta' per le vittime dell'usura: dia un'occhiata su internet -o se vuole Le fornisco un pò di documenti- e si domandi se e' tollerabile che le vittime debbano ricorrere, spesso, ai giudici amministrativi per ottenere cio' che una costosa struttura dovrebbe dare in pochi mesi.Perche' non affrontate questi problemi concreti? E'all'esame della Camera dei Deputati un progetto di riforma della legge antiusura, gia' approvato al Senato, che potra' generare ancora piu' equivoci di quelli sorti con l'attuale legge. Nel mio piccolo, da giurista, avvocato e cittadino, ho proposto con petizione (n.672) trasmessa in Commissione Giustizia vari suggerimenti per emendamenti: vari suoi colleghi parlamentari li hanno condivisi firmandoli. Con un altro suo collega, on. Scilipoti (IDV), abbiamo fondato il Forum Nazionale Antiusura bancaria che unisce cittadini, imprenditori, professionisti ed e' aperto a qualunque altro politico o cittadino disposto a sostenere la comune battaglia. Perche' voi tutti parlamentari non cominciate a impedire che banche munite di titoli spesso riconoscuti invalidi dalla giurisprudenza distruggano persone o imprenditori? Finora solo leggi a tutela di banche e mai degli utenti vessati, vittime di anatocismo (consentito dal 2000 in poi a causa di un decreto legislativo approvato nell'agosto 1999 dal governo di centrosinistra)e usura. Cominciate anche voi realmente a dimostrarvi vicini ai cittadini e, soprattutto, alle vittime di usura bancaria e ai più deboli. Fate cio' che dite: anche voi politici, denunciate l'usuraio (bancario). Denunciare conviene, no??? Basta con le parole; siate del PDL o del PD, di qualsiasi partito, andate a vedere come vivono migliaia di persone; come vivono o cosa possono subire quanti pretendono giustizia e legalità e subiscono ritorsioni quando denunciano poteri forti o comitati d'affari. E' di questo che l'Italia ha bisogno: di politici che, davvero, perseguano l'interesse pubblico. Ma per farlo realmente credo che bisognerebbe immedesimarsi un pò nelle esigenze quotidiane dei comuni mortali. Dovreste, forse, rinunciare a qualche comizio e andare in casa di qualche italiano, di qualche vittima di malagiustizia o di malasanità o nelle imprese a vedere quali sono i problemi degli imprenditori (non sempre meno gravi di quelli dei dipendenti). Fermatevi qualche giorno in quelle case o in quelle imprese. Sono certo che se tutti i politici (di destra o di sinistra) facessero questo si tornerebbe ad una dialettica parlamentare realmente costruttiva e ne trarrebbero beneficio tutti gli italiani, soprattutto i più bisognosi. Roberto Di Napoli"
 

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Convegno e presentazione del mio libro

Posted by Roberto Di Napoli su 3 agosto 2010

foto 2Sono rimasto molto contento nel vedere, lo scorso 27 Luglio, la sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati piena di amici, professionisti ed imprenditori durante il convegno su "La tutela delle imprese e dei consumatori nei rapporti bancari" organizzato da Angel Company, associazione di promozione sociale fondata dal dott. Luigi Bonatesta e dall'avv. Giusy Cervellera. I lavori (sarà disponibile presto il video cliccando qui) sono stati introdotti dalla Presidente di Angel Company, avv. Cervellera, ricordando le difficoltà quotidiane cui devono far fronte imprenditori e consumatori non solo a causa delle difficoltà nell'accesso al credito, bensì anche nel doversi difendere da pretese da parte delle banche che, all'esito dei giudizi -purtroppo non brevi- non sempre si rivelano legittime. Sono, quindi, intervenuti l'on. Domenico Scilipoti, Deputato IDV e Presidente del Forum Nazionale Antiusura Bancaria, il quale ha ricordato il ruolo di fondamentale importanza che, in una società, dovrebbe essere riconosciuta alla persona e, dunque, al consumatore, nonchè il significato del rispetto della dignità umana, oggi, invece, trascurato in favore dell'individualismo e della logica del profitto; l'avv. Rosa Ierardi, presidente di A.G.R. -associazione giuristi romani-, che ha esposto gli strumenti offerti dall'ordinamento al fine di consentire anche al non abbiente, e, dunque, in alcuni casi anche all'imprenditore, la possibilità di difendersi in giudizio attraverso l'istituto del patrocinio a spese dello Stato; il dott. Pietro Nigris Cosattini, magistrato di Cassazione, già giudice presso la Corte d'Appello di Roma presso la sezione famiglia, il quale ha evidenziato alcune importanti pronunce in materia di vizi nei rapporti bancari e l'importanza dell'informazione affinchè gli strumenti di tutela offerti all'imprenditore o consumatore siano effettivamente conosciuti.

Sono rimasto molto felice, poi, oltre che per la presenza dei più cari amici e di tante altre persone che, foto 5partecipando, hanno manifestato interesse al tema, nel constatare, malgrado la modestia del mio lavoro, l'apprezzamento del mio "Anatocismo e vizi nei contratti bancari" , edito da Maggioli Editore, la cui III edizione è stata presentata nel corso del convegno.
 

E' un lavoro, la cui prima edizione è uscita nel 2005, col quale, ricordando la normativa e le più importanti e recenti sentenze in materia, ho cercato di fornire un ausilio a colleghi, professionisti e a quanti vogliano essere informati, oltre che sulle azioni esercitabili al fine di ottenere la restituzione di quanto addebitato nel corso del rapporto, anche sugli strumenti offerti dall'ordinamento al fine di contestare quelle pretese avanzate da banche che, invece, secondo la legge e giurisprudenza, non sono tutelabili .
Mi appare superfluo dire che vedere persone chefoto 4, in un pomeriggio afoso di fine Luglio, manifestano l'interesse a partecipare ad un convegno e ad una presentazione di un testo giuridico, oltre che rendere felice per l'affetto dimostrato, incoraggia e stimola ulteriori riflessioni e incontri sul tema.
Ringrazio, oltre a quanti, pur non potendo presenziare materialmente, hanno apprezzato l'iniziativa, la redazione del
Corriere della Sera, de La Gazzetta del Mezzogiorno e di Giustizia Giusta per l'attenzione dedicata. Roberto Di Napoli
 

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