IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

………. per la difesa dei diritti civili

  • Segui il blog dal canale Whatsapp

    Dalla pagina del canale, premi sul pulsante “Iscriviti” posto sulla schermata in alto a destra. Se vuoi ricevere la notifica della pubblicazione di un post, premi sulla campanella (premere nuovamente se, invece, non si desidera essere avvisati). Col pulsante “condividi”, potrai divulgare il canale ad altri contatti
  • Seguimi sui social

  • Traduci nella tua lingua

  • Cerca per parole

  • Cerca i post per data

  • Vedi gli altri argomenti

  • Articoli recenti

  • In libreria …….per chi vuole sapere come difendersi dagli abusi bancari

  • .

  • ………. per chi vuole conoscere i suoi diritti dal viaggio al soggiorno

  • STUDIO LEGALE

  • Puoi seguirmi su Facebook

  • …… o su Twitter

  • Abbonati

Ospite dell’interessante trasmissione di ISORADIO RAI su banche e anatocismo

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 14 aprile 2012

E’ stata dedicata all’anatocismoad alcune anomalie nei rapporti tra banche ed utenti e alla recente sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la norma inserita nella l. 10/2011 (di conversione del d.l. 225/2010, cd. “milleproroghe” 2011) relativa alla decorrenza dei termini di prescrizione la puntata di ieri 13 Aprile della trasmissione “Articoli da viaggiosu Isoradio Rai. Onorato dell’invito quale ospite della trasmissione, pubblico di seguito il link attraverso il quale è possibile ascoltare anche il mio intervento (la parte dedicata alle banche si può ascoltare spostando il cursore a partire da 4′ 15”; il mio intervento inizia dopo 9′ circa).

Credo che trasmissioni del genere siano molto utili in questo momento di crisi economica nel quale, spesso, imprenditori e utenti, già alle prese con le difficoltà quotidiane, non sanno come difendersi da quelle pretese che la legge e la giurisprudenza riconosce illegittime. Sono tanti, inoltre, i rapporti -soprattutto quelli instaurati prima del 2000- viziati da interessi anatocistici, commissioni ed altri oneri che hanno concorso a determinare un saldo non conforme a realtà e che, dunque, dovrebbero essere restituiti o decurtati in favore dell’utente.

Per sentire la trasmissione e il mio intervento cliccare qui .

Posted in anatocismo, banche, fainotizia, Isoradio Rai, Uncategorized, usura ed estorsione bancaria | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Aeroporto, a Pasqua niente navetta per Lecce. “Viaggiatori abbandonati”

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 9 aprile 2012

Una notizia del genere, ossia che nella giornata di Pasqua non sarebbe stata fruibile l’autolinea (“navetta”) dall’aeroporto di Brindisi al centro di Lecce, non mi meraviglia -così, come, purtroppo, credo, non stupisca chi conosce il Salento. Dispiace molto, tuttavia, constatare che un territorio con un paesaggio straordinario continui ad essere così trascurato dai politici che, proprio in questo periodo di campagna elettorale, non sanno più che fare per “mostrare” al pubblico le loro facce (quasi sempre le stesse). Viaggiando e girando l’Italia, in pochissime parti ho visto un’organizzazione della rete di trasporti o infrastrutture simili a quelle presenti (o mancanti??) nel Salento. Non mi riferisco solo alla mancanza di una rete ferroviaria capillare che unisca Lecce o Brindisi con le più importanti località turistiche, quali Gallipoli, Otranto, Porto Cesareo, Leuca, ecc. (cliccare qui per leggere un mio vecchio post “Sud, sud, sud, profondo sud-est“), ma anche agli stessi mezzi di trasporto “riservati” a chi, ad esempio, da Roma deve raggiungere Lecce o viceversa. Mi domando spesso: perchè per le tratte ferroviarie da Roma a Venezia o a Milano sono destinati i più moderni “Frecciarossa” e, invece, per Lecce non c’è nemmeno la rete per l’alta velocità e, tra l’altro, sono “riservati” treni più vecchi? Come si può consentire ad una società di autolinee cui si concede una licenza di fare “vacanza” il giorno di Pasqua? Credo che, in presenza di un annuncio del genere, altrove, i politici avrebbero preso provvedimenti e costretto quella società a lavorare o a rinunciare alla concessione per quel servizio!

 Riporto il link della notizia pubblicata su Lecce Prima: Aeroporto, a Pasqua niente navetta per Lecce. “Viaggiatori abbandonati”.

Posted in ambiente, fainotizia, ferrovie, indifferenti, informazione, paese dei balocchi, salento, sud est, treni, viaggi | 2 Comments »

BUONA PASQUA

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 8 aprile 2012

A tutti gli amici,

alle vittime degli abusi bancari

e della malagiustizia e, soprattutto,

a chi, rimasto senza voce o privo di forze, soffre in silenzio, 

auguro con tutto il cuore tanta serenità:

BUONA PASQUA

Posted in auguri alle vittime, fainotizia, giustizia giusta, Pasqua 2012, vittime | 4 Comments »

ANCORA UNA VOLTA, VITTORIA DEGLI UTENTI BANCARI! LA CONSULTA DICHIARA INCOSTITUZIONALE IL “MILLEPROROGHE 2011”. SALVI I DIRITTI DI RESTITUZIONE ANCHE ANTERIORI AL DECENNIO!

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 5 aprile 2012

Fallito, ancora una volta, il tentativo delle banche di non restituire quanto indebitamente trattenuto per interessi anatocistici nei rapporti anteriori al decennio. La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 78 depositata oggi 5 Aprile (cliccare qui) ha finalmente deciso: l’articolo 2, comma 61, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10 è incostituzionale. I correntisti, soprattutto imprenditori, ricorderanno quanto prevedeva questa norma. In sede di conversione del d.l. 225/2010, senza nemmeno un esame da parte delle competenti commissioni parlamentari, fu inserita, da parte di un senatore, una norma (l’art. 2, comma 61,) col quale si stabiliva che l’art. 2935 cod. civ. sarebbe dovuto essere interpretato nel senso in materia di conto corrente bancario il termine prescrittivo per esercitare i diritti derivanti dalle annotazioni inizia a decorrere dalle annotazioni stesse. Non solo. “In ogni caso” non si sarebbe fatto luogo alla ripetizione di quanto già corrisposto. Era ed è evidente il vero scopo della norma: quello di superare le diverse pronunce della giurisprudenza che, da ultimo con la sentenza della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, aveva stabilito il principio opposto, ossia, che il termine di prescrizione decennale per potere richiedere la restituzione di quanto indebitamente corrisposto alla banca inizia a decorrere dal momento (successivo, dunque, alle annotazioni) dell’estinzione del rapporto.

Molti ricorderanno, inoltre, i titoli apparsi sui principali quotidiani nazionali (nei cui consigli di amministrazione siedono, spesso, rappresentanti del mondo bancario) che dando risalto alla norma -e poco, forse, alla “logica” e alla realtà-, ancora una volta, inducevano in possibili errori il lettore facendo credere in una vittoria delle banche e in una sconfitta dei poveri correntisti. Ricordo alcuni titoli del tipo “finiti i rimborsi per anatocismo”. Non c’era e non c’è niente di vero. La Corte d’Appello di Ancona, già a pochi giorni di distanza dall’entrata in vigore, aveva disapplicato la norma ritenendola, tra l’altro, potere avere efficacia innovativa e non interpretativa. Allo stesso modo avevano ritenuto altri giudici.

La Corte Costituzionale, oggi, ha “reso Giustizia”. Ha dato dimostrazione ai cittadini -che proprio in questo periodo hanno  bisogno di continuare a credere, soprattutto se si considera al numero di suicidi di imprenditori, magari, forse, anche vittime di abusi bancari o di difficoltà nell’accesso al credito- che ci sono giudici preparati e onestissimi, pure di fronte a colossi bancari.

Una mia impressione: la maggioranza di parlamentari, approvando quella norma ora dichiarata incostituzionale, ha dimostrato, l’anno scorso, non solo di non capire l’importanza dell’effetto moltiplicatore dell’anatocismo o il profondo stato di debolezza in cui si trova l’imprenditore o, in generale, il correntista: ha dimostrato, ancora una volta, di assecondare i potenti banchieri fino a tentare di eludere quanto la giurisprudenza prevalente, inclusa la Cassazione a Sezioni Unite, aveva ribadito. Quella di oggi è una vittoria, non solo degli utenti bancari, ma dello Stato di diritto. Di fronte ai politici che, dal 1999 ad oggi, hanno tentato e tentano di aiutare le banche scrivendo norme apposite, non può negarsi che sia anche una vittoria degli avvocati dei correntisti e delle ragioni dei più deboli che, dinanzi alla Corte, si sono sentiti rappresentati dall’amico e collega avv. Antonio Tanza. La maggioranza parlamentare, l’anno scorso, dimostrò di aiutare le banche. Grazie agli avvocati e ai giudici (anche a quelli che hanno continuato a difendere pure all’indomani del milleproroghe), quella norma è stata dichiarata incostituzionale e, dunque, inapplicabile.

Decine di volte mi è già capitato, solo negli ultimi mesi, nel leggere le difese delle banche, l’eccezione di prescrizione fondata sul “milleproroghe”. Non escludo, quindi, che ci possano essere banche che interpretino la sentenza della Corte ….. in loro favore, cioè al contrario di quello che espressamente e nella maniera più chiara possibile ha disposto. Credo che saranno sufficienti poche parole per replicare adeguatamente.

Ho visto, in questi giorni, che moltissimi visitatori hanno apprezzato il mio post del mese scorso nel quale indicavo il link attraverso il quale è possibile vedere ed ascoltare il video dell’udienza del 14 Febbraio scorso. 

Riporto, allora, di seguito, il link per potere leggere la sentenza integrale (numero 78 del 5 Aprile 2012- Relatore: Criscuolo) pubblicata sul sito della Corte Costituzionale. (cliccare qui).

Posted in anatocismo, auguri alle vittime, banca ditalia, banche, Corte Costituzionale, fainotizia, giustizia giusta, libri, restituzione somme da capitalizz, rimborsi, stato di diritto, usura, usura ed estorsione bancaria, vittime, welfare | 6 Comments »

Romanzo di una strage, il film su Piazza Fontana. Un film utile per non dimenticare, per far conoscere “quegli anni” ma anche per far riflettere sul Paese in cui viviamo

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 31 marzo 2012

Ho visto l’altroieri in anteprima, grazie alla possibilità concessa da Corriere.it, Romanzo di una strage, il film uscito nelle sale ieri sulla strage di Piazza Fontana o, come spesso è stata definita: la “madre di tutte le stragi” che si sono succedute a partire da quel lontano 12 Dicembre 1969. Un altro film di Marco Tullio Giordana (regista anche de “I cento passi”, su Peppino Impastato e di “Pasolini un delitto italiano“) che tutti dovrebbero vedere per capire l’assurdo Paese in cui viviamo, nel quale ci sono tragedie ancora impunite e dove gli stessi funzionari, se non proprio gli stessi rappresentanti, possono avere nascosto o reso piu’ difficile l’accertamento della Verita’. Molto bravi Valerio Mastandrea nel ruolo del Commissario Calabresi, Pierfrancesco Favino nelle vesti di Pinelli, Fabrizio Gifuni che interpreta Aldo Moro, all’epoca Ministro degli Esteri o Lo Cascio nel ruolo del giudice Paolillo. Credo che l’unico rischio per chi ha o conserva ancora la capacità di indignarsi sia quello di restare disgustati nel vedere, constatare o immaginare come si possa nascondere una verità o costruirne altre. Mi ha colpito leggere, prima dei titoli di coda, che nessuno, alla fine, risulta condannato e che, addirittura, ai parenti delle vittime sono state richieste le spese processuali. Nessuno è stato condannato nemmeno per la morte di Pinelli, stranamente “caduto” dalla finestra durante un interrogatorio in Questura; a tale proposito colpisce e rattrista la rappresentazione di come, di fronte ai giornalisti, questore e agenti sostenevano la tesi del suicidio. Incredibile, poi, constatare la possibile esistenza di una seconda borsa lasciata, quel pomeriggio del 12 Dicembre ’69, nella banca di Piazza Fontana. Come tanti della mia generazione, nati nel ’77 (anno che, in Italia, non è stato caratterizzato da maggiore tranquillità), non  ho vissuto quel terribile periodo né conosco, ovviamente, la storia della tragedia di Piazza Fontana se non per quel poco che ho letto in proposito. La rappresentazione cinematografica, di certo, agevola molto la conoscenza di queste tragedie italiane, ancora oggi misteriose e impunite, ed aiuta a riflettere o ad approfondire. All’uscita dal cinema, mi sono domandato quanto l’Italia possa essere cambiata in quarant’anni; se è ancora possibile assistere a travisamenti della realtà; se ci siano ancora funzionari dello Stato, magari con la divisa, che piuttosto che far rispettare la legge la violano essi stessi; se, ancora oggi, è possibile morire in una Questura o in un carcere; se è possibile che ci siano familiari -che invece che essere tutelati a vita dallo Stato- soffrano ancora di più non vedendo riconosciute le responsabilità, ed, anzi, assistendo all’arrogante tentativo di capovolgere la realtà. Non sono riuscito a darmi delle risposte.  Temo, infatti, che questo Paese, in fondo, sia cambiato ben poco. Penso anche ad altre tragedie, parimenti rimaste impunite o, comunque, coperte ancora dall’incertezza sugli effettivi responsabili, quali il delitto Moro, la strage di Ustica o della stazione di Bologna che, forse -come si avverte vedendo l’ultimo film di Giordana (ricordo anche il bel film di Marco Risi “Il Muro di Gomma”, sulla strage di Ustica) – lasciano l’impressione della debolezza di uno Stato, incapace di evitare funzionari corrotti al suo interno e che, in merito a tali tragici eventi, non ha saputo garantire  la sicurezza lasciando, perfino, il dubbio che di tale vulnerabilità se ne siano approfittati anche volti sconosciuti di qualche altro Paese. Le uniche certezze pare siano sempre due: le vittime e i loro familiari, spesso ignorati dallo Stato.

Riporto i link delle pagine del sito del Corriere della Sera col trailer (cliccare qui), con interessanti schede (cliccare qui) e una recensione di Paolo Mereghetti (cliccare qui).

Posted in cinema, collusioni, fainotizia, porcate, Romanzo di una strage, Strage Piazza Fontana, Uncategorized, vittime | Contrassegnato da tag: , , , , | 1 Comment »

Un interessante servizio di Ballarò sulla corruzione e su alcuni “singolari” fallimenti

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 21 marzo 2012

Mi è sembrata interessante la puntata di Ballarò andata in onda ieri 20 Marzo nel corso della quale, oltre ai paradossi e ai drammi subiti da imprenditori e cittadini vittime della crisi o dei ritardi nei pagamenti da parte delle Amministrazioni -e, ciononostante, vessati da Equitalia- si è parlato anche di corruzione. Oltre agli interventi degli ospiti in studio è stato mandato in onda un servizio sui paradossi e su affari “sospetti” di curatori, consulenti o avvocati nell’ambito delle procedure fallimentari (si può vedere spostando il cursore, direttamente, a partire da 3′ 00”). Tra le opinioni e testimonianze anche quella del mio amico, oltre che assistito, Vincenzo, figlio di onesti e instancabili imprenditori la cui società fu dichiarata fallita nel 1997 e nella cui procedura furono venduti vari beni immobili. Per evidenti ragioni giornalistiche il racconto andato in onda (che si può vedere spostando il cursore a partire da 5′ 00”) è molto breve limitandosi a ricordare il modesto valore realizzato dalla vendita di vari beni. In realtà, come tante storie simili, la vicenda è un pò più amara, ingiusta e paradossale considerato, oltretutto, che sono state spese svariate decine di migliaia di euro per spese legali affrontate dalla curatela (ma sempre, ovviamente, a carico del patrimonio del fallito o dei creditori legittimi) senza che sia stata fatta alcuna causa contro le banche che si ritengono, in gran parte,  responsabili del dissesto. E’ anche per questo motivo che i genitori -da me difesi-, anni fa, ritennero di impugnare il rendiconto del curatore dimissionario. Non è detto che le cause contro le banche responsabili non saranno, comunque, avviate; di certo, però, non si potrà restituire il sorriso a una famiglia, ad un imprenditore ultraottantenne che, dopo una vita di lavoro onesto e dopo avere costruito un patrimonio ingiustamente sottrattogli, magari, di notte sogna di rialzarsi e di andare a lavorare e, di giorno, pensa alle ingiuste umiliazioni subite. Come questa, in Italia, tante famiglie e tanti onesti imprenditori. Le banche, i loro rappresentanti, i soggetti in qualsiasi modo coinvolti nelle procedure fallimentari, prima di farsi affascinare dai soldi o da affari laddove non leciti, dovrebbero pensare a queste sofferenzeE’ inevitabile, ci mancherebbe, qualsiasi atto previsto dalla legge a fronte di crediti legittimi e leciti. Quando, invece, il credito non è fondato o la pretesa è, addirittura, illecita non può dimenticarsi che le leggi già esistono e, se qualcuno non le rispetta, è pur vero che c’è sempre (o, almeno, ci dovrebbe essere) chi è obbligato, chi è tenuto a farle rispettare. Nelle procedure fallimentari, ogni pubblico ufficiale è tenuto a doveri ben precisi. Se, poi, anche questi, oltre a non ricordare il sacrosanto e preminente diritto della persona del “fallito” (che dovrebbe avere la stessa, per non dire maggiore, “meritevolezza di tutela” del diritto di credito essendo, altrettanto, fondamentale ed inviolabile) dovesse trascurare le regole in tema di assegnazione degli incarichi ai curatori, non distinguere i crediti leciti da quelli infondati o illeciti (ai danni, tra l’altro, del patrimonio del “fallito” oltre che dei creditori legittimi) , preferire di non promuovere “cause fastidiose”, in questi casi, non si può, di certo, rinunciare a pensare che, comunque, ci sono anche giudici onesti la cui esistenza non può far desistere i cittadini dal denunciare  confidando sempre nella Giustizia: in Italia, in alcuni casi, eccessivamente lenta ma se, solo per questo motivo, il cittadino si arrendesse, di certo, corrotti, corruttori, usurai o, in genere, chi calpesta i diritti altrui, vincerebbero sempre e senza fatica.

Posted in Ballarò, banche, fainotizia, Fallimenti singolari, intrecci, lotta alla mafia, mafie, malagiustizia, paese dei balocchi, porcate, responsabilità magistrati, stato di diritto | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Crac Lehman, banca deve risarcire il cliente

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 18 marzo 2012

Un principio molto importante (quello secondo cui la banca non poteva non sapere che Lehman Brothers era sull’orlo del fallimento e avrebbe dovuto avvisare i risparmiatori) che dimostra, tra l’altro, l’esistenza di giudici preparati ed imparziali pure di fronte a colossi bancari.

Sono davvero tante le persone che, dopo una vita di sacrifici, hanno perso o rischiato di perdere i loro risparmi dopo essersi fidate del direttore, del promotore o del funzionario di banca. Si pensi, tra l’altro, anche alle “vittime” dei bond argentini, Parmalat o Cirio. E’ possibile credere che le banche siano sempre in assoluta buona fede e i risparmiatori, invece, degli sprovveduti o persone che vogliono mettere a rischio i propri risparmi? Evidentemente no e la lettura di questa notizia (riportata da La Gazzetta del Mezzogiorno; riporto di seguito il link) dimostra che “chi non può non sapere” non è di certo il risparmiatore.

La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Crac Lehman, banca deve risarcire il cliente Cosa accadeva in quei giorni.

Posted in banche, Lehman Brothers, Prodotti finanziari, vittime | 1 Comment »

Ancora una volta lo Stato non paga e si mette contro i suoi cittadini? Strage di Ustica, sospeso risarcimento milionario per i parenti delle vittime.

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 17 marzo 2012

Leggere la notizia della sospensione dell’esecutività della sentenza che aveva condannato i Ministeri della difesa e dei Trasporti al risarcimento in favore dei parenti delle vittime della strage di Ustica, pur non conoscendo gli atti del processo, di certo fa riflettere. E’ già assurdo pensare che ci siano parenti di vittime ancora in attesa di giustizia: non è la prima volta o l’unico caso. Pensare, poi, che uno Stato, invece di essere vicino alle vittime, si opponga alle sentenze che liquidano il risarcimento (che mai, tra l’altro, potrà compensare la perdita di familiari o, in genere, la perdita degli affetti, la vita stravolta) rattrista ancora di più qualora l’effettiva ragione sia dilatoria o motivata dall’entità delle somme; soprattutto se la sentenza impugnata dovesse, poi, essere confermata.

Non conosco, ripeto, gli atti del processo ma leggo, spesso, le difese delle Amministrazioni controparti laddove, ad esempio, cercano di difendersi nei ricorsi per il risarcimento per la durata eccessiva dei processi o per i benefici economici alle vittime di usura ed estorsione. In quest’ultimo caso, ad esempio, mi pare assurdo che lo Stato, dopo avere incentivato i cittadini, le vittime a denunciare e dopo avere dimostrato, più di una volta, la propria inefficienza, si opponga, perfino, nei giudizi promossi dalle vittime (ad esempio, per l’annullamento  di provvedimenti illegittimi) o nemmeno rispetti le sentenze, pure definitive, quando l’Amministrazione viene condannata. Se poi penso, ad esempio, che lo Stato ha nominato e tenuto in carica un Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura che, oltre ad avere emesso qualche provvedimento dichiarato illegittimo dal Tar, è stato, addirittura, arrestato e che ha patteggiato per “abusi sessuali”, mi domando se e quando lo Stato chiederà scusa ai cittadini per avere tenuto ai vertici di importanti uffici soggetti che non meritavano tali delicatissime funzioni e importanti stipendi pagati da tutti noi! 

Se la sentenza in favore dei parenti delle vittime di Ustica dovesse essere confermata, chi chiederà scusa per le vite distrutte (non solo quelle dei passeggeri ma anche dei parenti), per le ferite, per le sofferenze di quelle famiglie rovinate per sempre per avere visto i loro parenti partire e mai più tornare? Funzionari eventualmente responsabili (se ancora in vita visto che, ad oggi, sono trascorsi 30 anni dalla tragedia) pagheranno mai? Lo Stato ha ottenuto la sospensione dell’esecutività della sentenza ma, non conoscendo gli atti, mi domando: ha chiesto o poteva chiedere il sequestro dei beni dei preposti alle strutture responsabili o dei Ministri dell’epoca o dei loro eventuali eredi?

Rispetto il sacrosanto diritto di chiunque di difendersi e anche, dunque, dello Stato o delle Amministrazioni  di impugnare le sentenze (a beneficio del pubblico interesse), soprattutto se ritenute illegittime, infondate o condannatorie per importi sproporzionati. Ritengo vergognoso, però, che un cittadino possa vedersi distrutta la vita propria o dei familiari, subire le più profonde perdite, sofferenze o ingiustizie senza che lo Stato chieda mai scusa ma, addirittura, sia sempre puntuale e preciso nel mettersi contro i cittadini e quasi mai altrettanto severo nei confronti dei responsabili o dei funzionari infedeli!

Strage di Ustica, sospeso risarcimento milionario per i parenti delle vittime – Corriere del Mezzogiorno.

Posted in collusioni, conflitti interessi, intrecci, malagiustizia, paese dei balocchi, Strage di Ustica, vittime | 3 Comments »