IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

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Archive for the ‘diritti umani’ Category

Anche ad Albignasego (Padova) sala piena di imprenditori e cittadini contro l’usura e gli abusi bancari. Tanti volti di onesti imprenditori con aziende storiche distrutte dai “numeri” e da pretese illecite: questa è la crisi causata dai banchieri e da chi li protegge!

Posted by Roberto Di Napoli su 10 novembre 2013

Due giornate di formazione per avvocati e divulgazione degli strumenti di difesa contro gli abusi bancari quelle di venerdì 8 Novembre e di ieri, rispettivamente, a Roma e Padova. Invitato come relatore al corso organizzato da Foro Europeo ho appurato con piacere, a Roma, l’interesse degli avvocati ad approfondire la materia e a conoscere le più recenti pronunce della giurisprudenza (cliccare qui per leggere il relativo post; il video dell’intervento è pubblicato sul sito della rivista giuridica Foro Europeo, cliccare qui).

Sala piena di cittadini e, in particolare, di imprenditori, sin dalle 9 di mattina di sabato anche ad Albignasego (Padova) all’assemblea di Confedercontribuenti. (cliccare qui per leggere l’articolo dedicato da Il Mattino di Padova) 20131109_093635Invitato insieme al Sindaco di Albignasego (e assessore alla Provincia di Padova) arch. Massimo Barison, al Presidente Carmelo Finocchiaro, ai responsabili del Veneto dell’associazione Alfredo Belluco e Raffaella Zanellato, ad Emidio Orsini e al collega Giusepppe Baldassarre sono rimasto, ancora una volta, colpito nel vedere l’affetto di tanti amici ma anche nel conoscere la storia di gente che soffre ingiustamente; spesso, non per una disgrazia o per debiti (ed è questa la confusione che, quelle poche volte che ne parlano, creano giornali o media -nei cui consigli di amministrazione a volte siedono banchieri o soggetti, comunque, legati al mondo bancario- ) ma per non avere pagato l’usura o pretese illecite. È la prima volta, tra l’altro, che mi è capitato di vedere la partecipazione, in un convegno in materia, di un sacerdote, don Enrico Torta, parroco di Dese (Ve), coraggioso nel sostenere le vittime delle banche. Presenza, quest’ultima, che, ripeto, mi ha colpito visto che, dal silenzio a fronte della disperazione di tante vittime, ho sempre avuto il timore che possano esserci preti davvero convinti della generosità delle banche a causa, magari, della presenza, durante le festività, del banchiere o bancario ben vestito e un pò più generoso nelle offerte. Vedendo a Padova, ieri (ma in realtà, non è stata la prima volta) tanti imprenditori onesti o i loro familiari, a volte, con gli occhi lucidi e commossi che raccontano dell’impresa che avevano creato, della loro storia, magari, ultratrentennale, si capisce quanto si dovrebbero vergognare i responsabili di banche e chi, in qualsiasi modo, le tutela sostenendo, peraltro, le medesime, identiche ragioni smentite -quasi con continuità, ormai da oltre un decennio- dalla legge e giurisprudenza!

20131109_092211I superstipendi dei manager, così come il guadagno facile o i vantaggi di chi protegge le banche o i banchieri pur in casi di manifesta infondatezza del credito e di illiceità della condotta, la volontaria indifferenza verso la fondamentale importanza delle persone, della loro salute e dei loro affetti, la logica della “mors tua vita mea“, il ragionamento “se non lo faccio io, tanto lo fanno altri“, di fronte alla sofferenza, alla perdita di beni di tanti imprenditori che, invece, in applicazione della legge e della giurisprudenza, avrebbero ragione, denotano il fallimento e la consapevolezza delle proprie incapacità. Questo è, secondo me, ciò che dovrebbe pensare ogni direttore di banca, ogni politico così come chiunque tuteli le banche, quando vogliono insistere in pretese illegittime ed ogni giudice quando si trovi a valutare le rispettive istanze delle parti: dietro ad ogni numero, ad ogni importo, ad ogni arbitraria segnalazione a banche dati di cifre priva di fondamento, ad ogni procedura esecutiva c’è la vita, la salute -oltre che i beni e la storia- di imprenditori e di lavoratori onesti esposta a serio pericolo di lesione e, dunque, va tutelata e tenuta nella massima considerazione. Il diritto di credito (ma solo quando è fondato e non, dunque, quando inficiato da clausole contrattuali o addebiti, casi nei quali, tra l’altro, ci può essere anche una rilevanza penale della condotta di chi insiste) è sacrosanto ma non può ledere, di certo, il diritto alla vita, alla salute, alla dignità delle persone nè può tollerarsi alcuna forma di tortura!

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Tutti a Roma, domani, alla prima manifestazione nazionale per fermare le banche e i loro abusi.

Posted by Roberto Di Napoli su 23 settembre 2013

MANIFESTAZIONE ROMAParteciperò volentieri, domani, a quella che sarà, sicuramente, la prima manifestazione nazionale alla quale diverse associazioni, imprenditori e professionisti saranno uniti nel protestare contro gli abusi bancari, spesso, reiterati malgrado la consapevolezza, da parte dei banchieri, della illegittimità delle pretese e in mancanza di severe misure cautelari o di condanne dal momento che, in sede penale, hanno goduto, forse, finora, di eccessiva indulgenza pur in casi nei quali è emersa l’usurarietà degli interessi applicati (anche se, a dire il vero, non sono mancati provvedimenti di giudici preparati e coraggiosi che hanno disposto il rinvio a giudizio o condanne penali; provvedimenti, tuttavia, poco diffusi in considerazione della vastità del fenomeno).

Ho sempre ritenuto -come ho scritto su questo blog fin dal 2007 e, purtroppo, anche in considerazione di quanto ho visto (purtroppo) da vicino- che la vera crisi dell’economia italiana non dipende solo da quella “globale” in questo momento storico, bensì, è volutamente determinata dalle banche che, malgrado quanto sancito dalla legge e ribadito dalla copiosa giurisprudenza civile, continuano ad insistere in pretese riconosciute illegittime ed illecite (ad esempio; saldi su c/c determinati dall’illegittima capitalizzazione o dall’applicazione di interessi e cms non validamente convenute; mutui nulli per essere stipulati in frode alla legge o per difetto di causa e per non essere mai stati effettivamente erogati o per non essere mai stati destinati ad effettiva utilità del mutuatario, ecc. ). Vi è, tra l’altro, sotto vari profili, una pericolosissima disparità di trattamento considerato che, quasi sempre, la banca riesce ad ottenere decreti ingiuntivi in base ad una  dichiarazione unilaterale attestante un credito che, solo in caso di opposizione e quando, magari, l’imprenditore o il cittadino ha subito danni ingenti, viene accertata infondata o per importi inferiori a quelli originariamente vantati. A tal proposito, nel 2010, fu presentata anche una proposta di legge, alla Camera dei Deputati, per modificare l’art. 50 del Testo Unico bancario (sollecitata e redatta da vari imprenditori e professionisti tra cui il sottoscritto). Ad oggi, malgrado, sicuramente, la disponibilità del parlamentare che la depositò, non si conoscono i parlamentari coinvolti nè l’avvio dell’iter (probabilmente continuerà, però, ad essere “pubblicizzata” e ritenuta utile per comizi e quotidiane campagne elettorali). 

La manifestazione di domani non è stata organizzata da politici ma solo, come detto, da associazioni e imprenditori vittime di tali abusi oltre che sostenuta da professionisti che, ogni giorno, si battono, nei tribunali per far valere i loro diritti. 

Probabilmente avrebbero partecipato anche altri imprenditori onesti che, invece, sono stati presi dalla disperazione e, come la cronaca degli ultimi due anni ha registrato, non ce l’hanno fatta a resistere.

Il fine della manifestazione è quello di sensibilizzare ancora di più la magistratura oltre che quei politici onesti e sensibili che, lontani da possibili ricatti o pressioni, vogliano prendere atto del drammatico fenomeno e varare provvedimenti normativi al fine di contemperare il diritto di credito col sacrosanto e fondamentale diritto alla proprietà nonchè alla vita, alla salute, alla dignità spesso compromessa a causa di pretese che si rivelano infondate o ingiuste all’esito di processi troppo lunghi e quando, ormai, i danni sono irrimediabili e le umiliazioni e le sofferenze subite restano indelebili e irrisarcibili.

La manifestazione (è prevista una grande partecipazione con vari pullman provenienti da varie parti d’Italia) avrà inizio alle ore 10 in Piazza Cavour.

Indico di seguito il link col

programma della giornata: http://www.orsiniemidio.it/public/editor/11%5E_comunicato-novita’-33%5E_settimana-2013-.pdf

scopo della manifestazione: http://www.orsiniemidio.it/public/editor/%20volantino%20a4%20bev.pdf

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Il Papa: l’idolo del denaro non comandi l’economia

Posted by Roberto Di Napoli su 22 settembre 2013

Sarebbe, davvero, “miracoloso” se le parole pronunciate oggi a Cagliari dal Papa fossero ascoltate e ricordate ogni giorno (insieme a quanto ricordato qualche mese fa sul dio-denaro”, vd. video pubblicato su youtube sul canale vaticanit condivisoalla fine del presente post) oltre che dai politici, dai responsabili di agenzie di rating, dai banchieri e da chiunque, agevolando pretese, spesso, illegittime, li agevola provocando sofferenze alle persone oneste e alle loro famiglie.

“Dio, ha ribadito, “ha voluto che al centro del mondo, non sia un idolo”, ma l’uomo e la donna, “che portino avanti, col proprio lavoro, il mondo”. Adesso invece, è stata la sua denuncia, “in questo sistema, senza etica, al centro c’è un idolo e il mondo è diventato idolatro” di questo dio-denaro:

“Comandano i soldi! Comanda il denaro! Comandano tutte queste cose che servono a lui, a questo idolo. E cosa succede? Per difendere questo idolo si ammucchiano tutti al centro e cadono gli estremi, cadono gli anziani, perché in questo mondo non c’è posto per loro! (…) E cadono i giovani che non trovano il lavoro, la dignità. Ma pensa, in un mondo dove i giovani – generazioni, due, di giovani – non hanno lavoro. Non ha futuro questo mondo. Perché? Perché loro non hanno dignità!” (Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/09/22/il_papa:_senza_lavoro_non_c%E2%80%99%C3%A8_dignit%C3%A0,_lidolo_del_denaro_non_comandi/it1-730739
del sito Radio Vaticana)

Il Papa: senza lavoro non c’è dignità, l’idolo del denaro non comandi l’economia.

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Non solo norme severe contro chi discrimina o umilia: indispensabile un’educazione al rispetto dei meno fortunati

Posted by Roberto Di Napoli su 12 giugno 2013

La notizia che ho letto e che riporto di seguito, secondo me, è una di quelle per le quali ogni persona civile dovrebbe vergognarsi di avere qualsiasi rapporto con chi discrimina i meno fortunati.

Mi chiedo quale sensibilità, a quale genere (animale o umano?) appartengono soggetti che rivolgono  tali parole o trattamenti a persone meno fortunate (e spesso più intelligenti del normale) e che meriterebbero di essere abbracciate e riempite di umanità e di affetto.

Credo che soggetti del genere non abbiano la minima idea del profondo rispetto della persona.

Sono sicuro che quei bambini potrebbero dare grandi lezioni di sensibilità e umanità.

Contro chi umilia o discrimina non servono, secondo me, norme severe e sanzioni. Serve un’educazione e, se e quando necessario, seri trattamenti psicologici cercando di capire per quale motivo manchi quella normale sensibilità umana.

Perché infierire sui più indifesi – Repubblica.it.

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Il Papa fulmina i perbenisti «No al linguaggio ipocrita» – IlGiornale.it

Posted by Roberto Di Napoli su 6 giugno 2013

Leggendo queste straordinarie parole del Papa (cliccare qui per leggere l’articolo sul sito de “Il Giornale”), penso a quanto avevo scritto giorni fa sul mio profilo facebook sull’abuso, secondo me, del termine “criticità” da parte dei politici  pur quando si tratti di veri e propri drammi (mi riferivo, in quel caso, alle parole utilizzate dal Ministro degli Interni sull’attenzione dovuta a causa delle “criticità” derivanti dall’attuale crisi economica).

Dal mio profilo facebook, 7 Maggio 2013: “Criticità”, il termine, forse, più abusato dai politici per descrivere veri e propri drammi (quando colpiscono gli altri). “situazioni di criticità sociale connesse all’attuale congiuntura economica“? Mi fa sorridere l’utilizzo di tale termine da parte di alcuni politici per descrivere veri e propri drammi coi quali, ormai, convive un numero sempre più alto di cittadini. Il Ministero degli Interni, oltre che alla sicurezza (dei politici stessi), dovrebbe pensare anche ad evitare tali drammi (altro che criticità!). Cominci a far funzionare bene e a rendere efficiente l’ufficio del Commissario Straordinario del Governo per la lotta all’usura e al racket! Si eviterebbero tanti drammi e paradossi ai danni delle vittime!Ricordo bene quando, un paio di anni fa, si parlava “sottovoce” di “criticità” bancarie: sembrava, quasi, che avessero o abbiano paura che si allarmino i banchieri. Non so se hanno utilizzato il termine “criticità” anche per i terremoti (non mi meraviglierei qualora ci fossero responsabilità dei crolli da parte di qualche politico o di ingegneri o di imprenditori loro legati); lo userebbero pure se capitasse uno tsunami. Se, però, un qualsiasi evento dannoso o processo penale capita a loro, allora, non è più una criticità: è una “tragedia”, un attacco alla democrazia, alla libertà!

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L’esclusione di Rodotà un’occasione persa per la riaffermazione del primato dei diritti della persona

Posted by Roberto Di Napoli su 20 aprile 2013

S/W Ver: 85.9B.C0RCredo che la nomina del Prof. Rodotà a Capo dello Stato, soprattutto in questo periodo storico nel quale i cittadini, gli imprenditori e lavoratori onesti si sentono abbandonati, avrebbe davvero rappresentato la tutela e la difesa di quei diritti fondamentali della persona che, invece, contrariamente a quanto sancito dalla  Costituzione, dai trattati dell’Unione Europea e dalla Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo sembrano essere divenuti secondari rispetto alle ragioni della finanza e dei mercati. Richiedere la disponibilità per un secondo mandato a Napolitano (quasi novantenne che, tra l’altro, non credo possa costituire esempio di “stabilità” per il prossimo settennato), prima volta nella storia repubblicana di rielezione del Capo dello Stato uscente, conferma, secondo me, che si è raggiunto il massimo di incapacità dei politici, prigionieri dello stesso sistema elettorale da loro “inventato”. Hanno dimostrato di essere capaci solo di difendere i loro privilegi, di prendere in giro la gente e di parlare a vanvera pur di restare a galla. Accettando, poi, la condizione (per non utilizzare un altro vocabolo) di Amato premier stanno dimostrando di accettare pure il rischio di mettere il Paese, i cittadini onesti che non prendono 30 mila euro di pensione al mese, in ginocchio per sempre. A questo punto, anche se lo ritengo scandaloso visti i costi che comportano, ogni volta, le votazioni, spero che si torni di nuovo alle urne per un’ulteriore “pulizia”.

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BUONA PASQUA

Posted by Roberto Di Napoli su 31 marzo 2013

A tutti  gli amici

e, in particolare,

alle vittime di abusi, di usura ed estorsione (anche bancaria),

a chi soffre e subisce tristi e inconcepibili paradossi

in un Paese spesso definito “civile” ma non sempre attento ai diritti umani e della persona

i miei più cari e sinceri auguri di 

BUONA PASQUA

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Il Maryland dice basta alla pena di morte – Mondo – Tgcom24

Posted by Roberto Di Napoli su 15 marzo 2013

Una notizia del genere non può che confortare. Non è mai troppo tardi per il rispetto della vita umana che, qualunque sia il crimine commesso, è sacra. Il Maryland dice basta alla pena di morte – Mondo – Tgcom24.

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