A partire dal 2015, con la giustificazione che, in tal modo, si sarebbe ridotto il contenzioso arretrato e i tempi di durata dei processi, la sospensione dei termini feriali, per oltre 40 anni prevista dal 1 agosto al 15 settembre, è stata ridotta di 15 giorni, ossia fino al 31 agosto. Sarebbe interessante sapere quali siano stati gli effettivi benefici di tale riduzione sulla durata dei giudizi o sulla riduzione del contenzioso arretrato. Pur a volersi prescindere dal fatto che molte sono le materie per le quali non vi è mai stata alcuna sospensione (controversie in materia di lavoro, separazioni, alimenti, esecuzioni, opposizioni alle esecuzioni, fallimenti, giudizi di opposizione a sentenze di fallimenti, provvedimenti in materia di interdizione, inabilitazione, amministrazione di sostegno, ecc.) è noto che difficilmente un avvocato riesce ad andare “in ferie” prima della prima settimana di agosto; se il deposito di un atto scade il primo settembre -considerato che, ovviamente, non basta premere un pulsante affinché l’atto sia pronto ma occorre lo studio e la sua redazione- ciò significa che il periodo di “ferie” di cui un avvocato possa effettivamente godere è, forse, di 10/15 giorni su 365. E’ possibile assicurare efficacemente una prestazione intellettuale, personalmente e senza delegare, senza mai godere di un effettivo periodo di riposo?Verrebbe da chiedersi, poi: quanto incidono, sulla spesa pubblica, i costi per il funzionamento dell’ aria condizionata (nelle aule e negli uffici giudiziari in cui è funzionante) per 15 giorni in più? Credo che sia necessario il ripristino del previgente periodo feriale così come era originariamente previsto dalla legge 742/1969: il diritto ad un effettivo periodo di riposo dovrebbe essere assicurato non solo ai lavoratori dipendenti ma anche ai lavoratori autonomi. Si consideri, oltretutto, che, forse, sarebbe improprio chiamarle “ferie” essendo diverse da quelle dei lavoratori dipendenti che, come è noto, continuano ad essere retribuite. Un effettivo periodo di riposo, durante l’anno, non è un privilegio ma è necessario ad ogni persona che lavori anche al fine di consentire la rigenerazione delle energie psico-fisiche: ciò anche nell’interesse degli stessi utenti. Ho creato, anche per verificare quanti cittadini o colleghi ritengano utile una modifica, una petizione online. Chi lo desideri, può firmare: dopo avere riempito il modulo è necessario confermare anche attraverso l’email automatica che dovrebbe arrivare all’indirizzo inserito, altrimenti la firma non risulterà nell’elenco. Convinto che anche il cittadino può contribuire alla salvaguardia o all’affermazione dei propri diritti, quantomeno proponendo al (non sempre sensibile) legislatore ogni modifica necessaria, e con l’auspicio che -come avvenuto in passato quando proposi suggerimenti per emendamenti al disegno di legge di modifica della disciplina sui benefici alle vittime di usura e racket, alcuni dei quali recepiti nella legge 3/2012, cliccare qui per leggere una mia precedente petizione e l’esito) cercherò, qualora dovessi trovare colleghi, associazioni od ordini forensi che condividano, di adoperarmi affinché si preveda una modifica dei termini di sospensione feriale.
Cliccare qui per aprire la piattaforma, inserire i dati e firmare (ricordarsi, subito dopo, di confermare attraverso il link contenuto nell’email automatica ricevuta all’indirizzo inserito, altrimenti la firma nemmeno comparirà nell’elenco) .
Chiunque voglia diffondere la petizione, oltre a condividere il presente post, può anche divulgare il codice relativo al banner indicato nella pagina della petizione (cliccare qui).


















Come già avevo considerato
Credo che non siano coinvolti solo “beni” materiali ma, in questi casi, sia lesa la stessa “proiezione” della persona che quei beni possono rappresentare. Si pensi anche alla perdita della proprietà dell’abitazione che non può ritenersi solo una perdita patrimoniale dal momento che la dimora è anche un luogo rappresentativo di affetti, dell’inviolabilità della vita domestica, della casa, luogo in cui si racchiude la riservatezza, la personalità di una persona o di una famiglia. Pregiudizi, dunque, che, di norma, coinvolgono così profondamente l’animo della persona fino a poter compromettere seriamente la stessa salute causando un vero e proprio danno biologico. Dopo il saluto del Presidente dell’Associazione ASERNUI Prof. Luigi Cataldi (moderatore del convegno), e l’intervento di Sua Eminenza, Cardinale Elio Sgreccia, su un auspicabile rispetto dell’etica nella finanza, ho esposto i principali vizi nei rapporti di conto corrente e mutuo. Interessante e specifico è stato, poi, l’intervento della Professoressa Leda Galiuto, professoressa aggregata del Dipartimento di cardiologia dell’Università Cattolica di Roma, che ha illustrato le cause delle
principali patologie dell’apparato cardiocircolatorio confermando come lo stress o i dispiaceri, anche derivanti da preoccupazioni determinate da abusi bancari, possano essere fattori determinanti tali gravissimi danni alla salute o alla vita.
Di grande interesse, ancora, la relazione del dott. Gennaro Baccile, Presidente onorario di Sos Utenti e consulente contabile “giurimetrico” che ha illustrato le ragioni per le quali la formula invocata dalla difesa delle banche ai fini della verifica dell’usurarietà e – a loro dire- imposta dalla Banca d’Italia ai fini della determinazione del TEG (ossia, la formula con l’addizione tra due frazioni nelle quali, una, rapporterebbe gli interessi ai numeri mentre, la seconda, commissioni, spese e altri oneri all’accordato piuttosto che quella, con unica frazione, in cui ogni costo collegato al credito, conformemente a quanto disposto dall’art. 644 cod. pen. ) non solo sia erronea (come riconosciuto corretto dalla maggior parte dei giudici di merito e di legittimità) ma possa anche costituire l’elemento oggettivo del reato di falso ideologico.
