IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

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BUONA PASQUA

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 24 aprile 2011

A tutti gli amici, e, in modo particolare, alle vittime di usura ed estorsione, alle vittime della "malagiustizia", degli imbrogli e a quanti, inascoltati e umiliati, vivono tormentati da preoccupazioni anche a causa dell'indifferenza, faccio i miei semplici ma sinceri auguri di

BUONA PASQUA
 


 

Posted in auguri alle vittime, fainotizia, giustizia giusta, invisibili, solidarietà, usura, usura ed estorsione bancaria, vittime | 3 Comments »

A festeggiare l’Unità d’Italia anche chi ogni giorno la distrugge. Politici uniti anche dall’ignoranza e presunzione?

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 18 marzo 2011

Che in ogni Paese sono festeggiati o, quantomeno, ricordati anniversari importanti per la nascita dello Stato posso capirlo. E' storia. Che, invece, la gente capace di intendere e di volere sia, davvero, tutta, contenta ed euforica a tal punto da festeggiare di vivere in un Paese come il nostro, ne dubito. Personalmente, al di là dell'anniversario storico, non so in che cosa, oggi, questo Paese possa considerarsi unito; se tutti i cittadini davvero riflettessero attentamente sulle condizioni nelle quali ci troviamo, sia economiche sia politiche sia di effettiva tutela dei diritti fondamentali della persona, credo che sarebbero ben pochi quelli con la voglia di festeggiare. Al massimo, resterebbe la voglia di approfittare della festività ….. “per andare al mare” o per rilassarsi o …. per dimenticare.

Come si fa, d'altronde, ad essere fieri di questo Paese finché a rappresentarlo ci sono personaggi che leggono “solennemente” discorsi “vuoti”, formali e che, in concreto, nel corso dell'intera legislatura o dell'attività di governo o nell'amministrazione del Paese, nulla fanno per il benessere di tutti i cittadini tutelando, invece, sempre i più forti? Si potrebbero fare milioni di esempi ma penso che un'ulteriore sintesi abbastanza eloquente e significativa dello stato d'animo, della “cultura”, del “senso dello Stato” di chi ci rappresenta può trarsi vedendo ed ascoltando il servizio de “Le Iene” andato in onda lo scorso 16 Marzo (può essere visto dal sito ufficiale Mediaset; riporto il link cliccando qui).

Festa nazionale, insomma: tricolore appeso fuori "il Palazzo" ma, probabilmente, chi lo appende non sa nemmeno il motivo.

Che nessuno dei politici intervistati da "Le iene" sapesse cosa accadde il 17 Marzo 1861, in realtà, non mi meraviglia.

Ricordo, d'altronde, quanto scritto in un bel libro, “Il cittadino scomodo”, scritto oltre trent'anni fa, nel quale l'autore, Alberto Bertuzzi, -parlamentare eletto, all'epoca, tra i radicali- racconta di avere più volte “convocato” ministri e parlamentari recandosi, spesso, nel loro ufficio e ponendo loro alcune domande che, banali, forse, per un qualsiasi studente di scuola media, risultavano difficili o senza risposta da parte degli autorevoli politici. Alcuni non sapevano di quanti articoli fosse composta la Costituzione, altri continuavano ad utilizzare la carta intestata del Parlamento pure dopo la fine della legislatura.

Oggi, basta leggere i giornali o internet. Credo che ai cittadini si lascia il “non manifestamente infondato o irrazionale sospetto” che i temi preminenti e quotidiani del dibattito politico non corrispondano alle reali ed effettive esigenze della collettività o, comunque, non siano da queste determinati. Oggi il dibattito politico sembra vertere prevalentemente su escort (termine più nobile o più chic, forse, di mignotte o prostitute), su case (loro) o su scambi di poltrone o su riforme che appaiono ben poco efficaci per garantire a tutti una “giustizia giusta” e uno Stato davvero civile.

Penso, quindi, che le persone meno adatte a presenziare o festeggiare l'unità d'Italia siano proprio coloro i quali l'hanno distrutta o che contribuiscono ogni giorno a frantumare questo Paese offendendo i cittadini onesti!

Farebbero bene, piuttosto, a leggere almeno i discorsi (ma sarebbe già tanto se leggessero qualche minimo loro pensiero) dei padri costituenti, di Calamandrei, di Pertini, di Moro, di Vassalli o, comunque, di chi ha realmente combattuto per la patria e per costruire uno Stato che, se fossero vivi, di certo, non sarebbe questo nel quale siamo costretti a vivere.
Sono certo che molti guarirebbero dalla presunzione, arroganza e ignoranza di cui sembrano “malati cronici” e conserverebbero un maggiore rispetto dei cittadini di cui -dovrebbero ricordare- devono essere onorati di essere i servitori e non i padroni
. Roberto Di Napoli

Inserisco di seguito, quale uno dei tanti esempi di ben diverso contenuto, eleganza, stile e concretezza rispetto ai formali e inutili -quando non volgari- discorsi cui oggi siamo, purtroppo, abituati, il discorso di giuramento di Sandro Pertini appena eletto Presidente della Repubblica (dalla registrazione sul sito di Radio Radicale ma presente anche su Youtube; consiglio di ascoltarlo con le cuffie essendo il volume dell'audio un pò basso).
http://www.radioradicale.it/misc/scheda_av_badge_small.swf?path=http://www.radioradicale.it/scheda/flash/183878

Le riforme ……. Bisogna, cioè, che la Repubblica sia giusta e incorrotta, forte e umana; forte con tutti i colpevoli, umana coi deboli e diseredati; così l'hanno voluta coloro che la conquistarono dopo vent'anni di lotta contro il fascismo”.
 

Posted in degrado pubblica amministrazione, eroi, esaltati, fainotizia, giustizia giusta, idioti, indifferenti, ineleggibilità, informazione, lotta alla mafia, mafie, malagiustizia, malasanità, paese dei balocchi, radicali, responsabilità magistrati, stato di diritto, stato sociale, unità ditalia, welfare | Leave a Comment »

E di notte l’intercity si fermò un minuto a Pisciotta. Quando Trenitalia, grazie anche al personale, è efficiente..

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 10 marzo 2011

Solo 1 oraSi sa quanto i ritardi dei treni siano fastidiosi e, a volte, intollerabili: soprattutto, se si viaggia su un Eurostar “alta velocità” o Frecciarossa e se, magari, si ha la necessità di arrivare in orario per non perdere qualche coincidenza. Pochi viaggiatori, forse, sanno che, a prescindere dal diritto al bonus riconosciuto in caso di ritardi o disservizi, in teoria sarebbe anche possibile ottenere il risarcimento del danno patrimoniale qualora si sia in grado di provarlo.

Ho, più volte, commentato su questo mio blog paradossi a causa di disservizi o inefficienze (cliccare sulla categoria "treni", nella colonna di sinistra, per leggere i miei precedenti post su questo blog). Credo sia giusto e doveroso, però, riconoscere anche l'efficienza o la gentilezza del personale quando la si avverta. L'altroieri sera (lo scorso 8 Marzo) sono rimasto particolarmente colpito dall'organizzazione e dall'assistenza ricevuta. Non me l'aspettavo. Il treno intercity notturno da Napoli a Siracusa, secondo l'orario ufficiale di Trenitalia, non prevede la fermata nella piccola stazione di Pisciotta-Palinuro, in provincia di Salerno, nella splendida valle del Cilento.

La notte tra l'8 e il 9 Marzo, il treno, con una decina di carrozze, ha fatto, però, una fermata “eccezionale” per far scendere un solo passeggero, cioè, …… il sottoscritto.

Dovendo recarmi a Vallo della Lucania per un'udienza abbastanza delicata avevo programmato di partire da Roma col Frecciarossa delle 20 per arrivare a Napoli dopo 1 ora circa e a Pisciotta-Palinuro alle 23. Treno superveloce per Napoli, quindi: tranne in caso di ritardo. Il treno superveloce, la Frecciarossa, infatti, quasi vicino al capoluogo campano, a causa del guasto del treno che lo precedeva, all'improvviso ….. si è fermato e rimasto immobile per oltre mezz'ora. Ripresa la marcia, accortomi che sarebbe arrivato con 50 minuti di ritardo, ho avvertito il personale che avrei perso l'ultimo treno per Pisciotta.
Mi sarei dovuto fermare a Salerno e pernottare in albergo con conseguenti costi per i quali sarei stato costretto a chiedere a Trenitalia il risarcimento di ogni danno. E invece, ho constatato subito la gentilezza ed efficienza del capotreno e del controllore. Hanno avvertito la centrale e, sceso alla stazione di Napoli, nella hall, ho trovato un responsabile dell'assistenza ai passeggeri insieme ad un suo collega: ancora più gentili e cordiali. Mi hanno fatto accomodare nella sala assistenza viaggiatori assicurandomi che, pur non essendoci più nessun treno per la mia destinazione, stavano provvedendo a risolvermi il disagio e, tra una telefonata e l'altra al "SOP" (credo sia una centrale operativa), sono riusciti ad avere l'autorizzazione a far effettuare all'intercity notturno Napoli – Siracusa una fermata speciale –non prevista dall'orario ufficiale– nella piccola stazione di Pisciotta-Palinuro, la stessa nella quale sarei dovuto scendere col treno perso. Ho detto ai signori Corba e Madonna (quando ho saputo dal suo collega il cognome di quest'ultimo, col sorriso, ho detto che non poteva che essere gentile e “addetto all'assistenza; sarebbe il caso di dire: nomina sunt consequentia rerum) che sono stati di gentilezza ed efficienza che non mi sarei aspettato. Essendo terminato pochi minuti prima l'orario di lavoro, potevano andarsene a casa. E invece, pur dopo aver trovato -ripeto, con massima efficienza- la soluzione, sono stato accompagnato fino alla carrozza per essere certi che il capotreno fosse informato della fermata “speciale”.
Dopo aver salutato e ringraziato, non nascondo che, nel corridoio, vicino al finestrino, dopo circa un'oretta, qualche dubbio mi è venuto, nel silenzio dei passeggeri che vedevo addormentarsi e mentre vedevo superare velocemente vari paesi della Campania e le stazioni deserte: quello che il macchinista si fosse dimenticato di fermarsi a Pisciotta per fare scendere il “viaggiatore reclamante” (che ha contribuito, però, a far risparmiare Trenitalia l'equo risarcimento del danno da ritardo) e di farmi ritrovare, all'alba, sullo stretto di Messina o, direttamente, a Siracusa.

E, invece, …. era tutto vero: come promesso. Verso l'una di notte, l'intercity ha cominciato a rallentare. Mi è venuto incontro il capotreno per accertarsi che mi fossi accorto dell'arrivo a destinazione. Sul binario, salutandolo e ringraziandolo, gli ho detto, scherzosamente, di rassicurare Trenitalia che il passeggero, nonostante tutto, è rimasto soddisfatto e, come si suol dire, “non ha più nulla a pretendere” a titolo di risarcimento del danno. Mi riservo, al massimo, in merito alla richiesta di indennizzo e del bonus….. per viaggiare ancora più felicemente!  Roberto Di Napoli
copertina responsabilità risarcimento vacanza rovinata

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5 Febbraio 2011: il collegamento telefonico del Presidente del Consiglio al Forum Antiusura Bancaria

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 16 febbraio 2011

E' stata una giornata di grande soddisfazione e speranza, per le vittime degli abusi bancari ma, soprattutto, per chi, come me e altri amici, l'anno scorso ha fondato, con l'on. Scilipoti, il Forum Nazionale Antiusura Bancaria, avere come relatore, al convegno del 5 Febbraio scorso, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio on. Rocco Crimi e, perfino, il collegamento telefonico con il Presidente del Consiglio Berlusconi.
E' stato molto importante, infatti, sentire prendere atto da parte del Presidente del Consiglio dei rapporti "spesso difficili" tra gli utenti e le banche, del contenzioso e, ciò che credo sarebbe davvero opportuno, della possibile creazione di un Dipartimento interministeriale per la risoluzione delle "criticità bancarie".
Nel corso degli interventi dei relatori e dei rappresentanti del Forum si sono ricordate, infatti, le nefaste conseguenze per l'economia nazionale, per le imprese e per le famiglie, delle ingiuste pretese bancarie e i benefici che, invece, potrebbero discendere da una risoluzione, col contributo di un'apposita struttura istituzionale, di quelle controversie difficilmente risolvibili.
L'evento è stato ripreso su tutti i TG nazionali (TG1 e TG2 hanno dato maggiore risalto alle dichiarazioni di carattere politico del Presidente Berlusconi; il video di Skytg24 riproduce il contenuto integrale del collegamento telefonico). Roberto Di Napoli

http://c.brightcove.com/services/viewer/federated_f9?isVid=1

FORUM NAA 1° conv. naz roma 5.2.2011 (17)
FORUM NAA 1° conv. naz roma 5.2.2011 (24)

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Miei interventi sui rapporti tra banche ed utenti e sul ruolo dello Stato nella difesa del più debole.

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 26 gennaio 2011

Contribuire a diffondere informazioni, notizie od opinioni su temi così importanti per l'economia e per gli stessi diritti civili credo sia sempre utile.
Ringrazio, pertanto, il movimento Alba Mediterranea (su youtube Albamed) sia per avere apprezzato la III edizione del mio libro "Anatocismo e vizi nei contratti bancari", Maggioli, 2010 (cliccare qui per vedere il video) sia per avere richiesto una mia opinione in merito ai rapporti tra banche ed utenti e sul ruolo dello Stato nella difesa della parte più debole.
I video dei miei interventi possono vedersi, oltre che sul canale di Alba Mediterranea su Youtube (Albamed) e sul mio (BlogRobertoDiNapoli oppure cliccando sull'icona youtube, nella colonna a destra), direttamente cliccando sulle immagini sotto. Roberto Di Napoli


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Per garantire al non abbiente stessi diritti di difesa servono opportune modifiche alla legge sul patrocinio a spese dello Stato

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 19 gennaio 2011

 Art. 24 Cost.

"Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari."


E' giusto che il difensore che si rende disponibile ad aiutare i non abbienti scegliendo (è una scelta e non un obbligo) di iscriversi nell'elenco dei difensori che esercitano col patrocinio a spese dello Stato, dopo che:
 

 1) deve attendere l'esito della causa per ottenere la liquidazione dei propri compensi (quindi, nei giudizi civili, a volte, anche dopo anni ed anni, considerata la nota durata dei processi); 2) non può e, comunque, non deve chiedere un centesimo di anticipo all'assistito, pena sanzione disciplinare; 3) deve difenderlo, ovviamente, senza alcuna discriminazione e al massimo della professionalità; dopo questi, di certo non minimi, sacrifici deve, pure, ai sensi di quanto prescritto dall'art. 85 d.P.R. 115/2002, emettere parcella richiedendo la media tra i valori minimi e massimi previsti dalla tariffa che, come se non bastasse, devono essere ridotti alla metà (salvo ulteriore riduzione, a volte immotivata, del magistrato competente per la liquidazione) ed, ancora, attendere vari mesi per l'effettiva erogazione dell'importo liquidato?
E se gli avvocati disponibili si riducessero cancellandosi dall'apposito elenco o rinunciando ad iscriversi? Chi difenderebbe il non abbiente? Se l'avvocato dal quale il non abbiente vorrebbe essere difeso non è iscritto? 
Credo che, in un Paese nel quale si spendono miliardi di euro l'anno per sprechi o spese inutili, sarebbero opportune ed urgenti varie modifiche alla vigente disciplina sul patrocinio a spese dello Stato al fine di consentire a tutti, nel rispetto dell'art. 24 della Costituzione, il diritto di difendersi ed agire a tutela dei propri diritti ed interessi. Roberto Di Napoli

Art. 82 d.P.R. 115/2002: "L'onorario e le spese spettanti al difensore sono liquidati dall'autorità giudiziaria con decreto di pagamento, osservando la tariffa professionale in modo che, in ogni caso, non risultino superiori ai valori medi delle tariffe professionali vigenti relative ad onorari, diritti ed indennità, tenuto conto della natura dell'impegno professionale, in relazione all'incidenza degli atti assunti rispetto alla posizione processuale della persona difesa. 2. Nel caso in cui il difensore nominato dall'interessato sia iscritto in un elenco degli avvocati di un distretto di corte d'appello diverso da quello in cui ha sede il magistrato competente a conoscere del merito o il magistrato davanti al quale pende il processo, non sono dovute le spese e le indennità di trasferta previste dalla tariffa professionale. 3. Il decreto di pagamento è comunicato al difensore e alle parti, compreso il pubblico ministero."

Art. 130 d.P.R. 115/2002: "Gli importi spettanti al difensore, all'ausiliario del magistrato e al consulente tecnico di parte sono ridotti della metà".
 
 

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Auguri scomodi

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 24 dicembre 2010

" (…) Che i poveri, i poveri veri, hanno sempre ragione, anche quando hanno torto" (dall'omelia della Messa di Natale 1985 di Don Tonino Bello)".

Augurare un generico buon Natale, buone Feste e Buon anno a tutti sarà un uso, una "moda" del 24 Dicembre ma, se rifletto, mi sembra un pò ipocrita se non banale. Credo che viviamo in una società e, soprattutto, in un Paese dove se si conserva la ragione e si riflette su quanto si legge, sente o vede nel resto dell'anno, se si considerano i paradossi e le sofferenze che quotidianamente vivono tante, troppe persone ci sia ben poco da festeggiare e tanto su cui, invece, riflettere.
 
Ai miei veri amici e alle persone a cui voglio più bene e sento più vicine, così come alle vittime di usura ed estorsione o degli abusi bancari, ai più deboli, a chi ha perso o ha paura di perdere il lavoro o la casa, a chi, per qualsiasi motivo, soffre faccio i miei più semplici, forse inutili, ma, di certo, sinceri

 

AUGURI 

affinchè possano recuperare serenità e trascorrere Natale pensando alla più grande ricchezza che hanno: la propria dignità, l'affetto dei veri amici, la capacità di sorridere anche di fronte alle cose più semplici superando, così, le difficoltà più grandi.
A tutti "gli indifferenti" che, invece, ritengono sufficiente e necessario partecipare benvestiti al cenone, stappare la bottiglia di champagne, scartare i regali e, con volto apparentemente preoccupato,  fingere, magari, di dispiacersi se e quando sentono di qualcuno in difficoltà (a cui, però, augurano ugualmente "Buon Natale") ma che mai aiuterebbero "se non ne vale la pena", auguro, con tutto il cuore, di arricchirsi, un giorno, di un minimo di sensibilità e, magari, di intelligenza, in modo tale da apparire meno ridicoli.

Giorni fa, su facebook, leggendo quanto postato da un mio amico che ricordava le parole di un'omelia di Don Tonino Bello nella Messa di Natale del 1985, mi sono ricordato di quegli "auguri scomodi" che anche io, in un post su questo mio stesso blog, ricordai tre anni fa.

Riporto nuovamente quelle parole perchè credo che se tutti, davvero, le leggessero, per tante persone il Natale (e, forse, anche il resto dell'anno) sarebbe più felice. Roberto Di Napoli
 

TANTI AUGURI SCOMODI!
 

 “Non obbedirei al mio dovere di vescovo, se vi dicessi «Buon Natale» senza darvi disturbo.
 Io, invece, vi voglio infastidire.
Non posso, infatti, sopportare l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla «routine» di calendario. Mi lusinga, addirittura, l'ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.
 Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali. E vi conceda la forza di inventarvi un'esistenza carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita; il sorpasso, progetto dei vostri giorni; la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla ove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini o il bidone della spazzatura o l'inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell'affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunziano la pace portino guerra nella vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che, poco più lontano di una spanna con l'aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio per fame.
 
I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere «una grande luce», dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell'edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative. Che il numero 167 non è la cifra matricola data ai condannati dal sistema. Che i ricorsi a tutti i T.A.R. della terra sono inammissibili quando a farne le spese sono i diritti sacrosanti di chi non conta mai niente. Che i poveri, i poveri veri, hanno sempre ragione, anche quando hanno torto.
I pastori che vegliano nella notte, «facendo la guardia al gregge» e scrutano l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio. E vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri: che poi è l'unico modo per morire ricchi. Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore nasca la speranza”.

(da Antonio Bello, "Oltre il Futuro- Perchè sia Natale" edizioni La Meridiana) 
 

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Anatocismo, usura, mutuo. Alla Camera di commercio di Taranto tavola rotonda su “L’usura” e presentazione del mio libro.

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 27 novembre 2010

manifestoLa valutazione della legittimità delle pretese vantate dalle banche è di fondamentale importanza ai fini della corretta amministrazione dell'impresa; spesso è una necessità per tutelare il patrimonio da richieste illegittime volte al soddisfacimento di crediti vantati a causa di mutui nulli e stipulati solo al fine di estinguere apparenti posizioni debitorie su conto corrente, oppure, per contestare il saldo determinatosi nel corso degli anni a causa di addebiti illegittimi per anatocismo, commissioni di massimo scoperto, ecc. Le segnalazioni “a sofferenza” presso le centrali rischi, poi, spesso, all'esito dei giudizi, si sono rivelate effettuate in difetto dei presupposti richiesti dalla normativa: evidenti gli effetti distruttivi ai danni dell'impresa. Una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione penale, infine, ha chiarito che le commissioni di massimo scoperto, al contrario di quanto, più volte, eccepito dalle banche, devono essere computate ai fini della valutazione dell'usurarietà del tasso effettivo globale applicato.

Si comprende, quindi, l'interesse all'aggiornamento e al confronto su una materia così delicata ed attuale, oltre che degli imprenditori, dei professionisti coinvolti in tali accertamenti od azioni giudiziarie nell'interesse dei propri assistiti.

Ho molto apprezzato, quindi, l'iniziativa degli organizzatori del corso (Universal Master) organizzato presso la prestigiosa sede della Camera di Commercio di Taranto, dal 18 al 27 Novembre 2010, e patrocinato dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati e dalla Camera di Commercio di Taranto.

Ringrazio, inoltre, i medesimi organizzatori per avermi invitato quale autore della III edizione del mio pur modesto “Anatocismo e vizi nei contratti bancari”, Maggioli 2010, che sarà presentato nella giornata conclusiva del corso (il 27 Novembre dalle ore 9,30 in poi) che ha avuto quali autorevoli relatori il Presidente dell'Ordine degli Avvocati Avv. Angelo Esposito e il Presidente di sezione del Tribunale di Taranto dott. Pietro Genoviva.

Al termine della presentazione del mio volume seguirà una tavola rotonda sul tema: “L'usura”. Roberto Di Napoli.

recensione 13 agostoArticolo su Il Corriere della Sera del 13 Agosto 2010.copertina anatocismo e vizi nei contratti bancari III ediz.

 

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