Archive for the ‘fainotizia’ Category
L’Industriale, un bel film, molto attuale, sul dramma di un imprenditore di fronte all’arroganza delle banche
Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 30 gennaio 2012
Il seguente post è stato scritto il 24 Gennaio 2011. La data del 30 Gennaio 2012 deriva da un errore nell’importazione del blog da “splinder” sul quale questo stesso blog era ospitato prima della chiusura della piattaforma.
Domenica scorsa ho visto, al cinema, un bel film: L’ Industriale. Un film che consiglio, soprattutto, a chi non ha ancora l’idea del dramma che, in questo momento, vivono tanti imprenditori o industriali alle prese, ogni giorno, con la difesa dei propri beni, della propria azienda, del lavoro degli operai, della propria dignità di fronte all’arroganza delle banche. Credo che, ancora oggi, infatti, ci possano essere persone che, quando sentono di imprenditori in difficoltà o con “problemi bancari”, pensano subito ad una disgrazia, ad un “calo del fatturato”, ad una “crisi del settore” se non quando mettono in dubbio, addirittura, le capacità o l’onestà dell’imprenditore.
Non tutti conoscono o capiscono, invece, il vortice in cui, spesso, entra l’imprenditore con le conseguenti difficoltà per uscire non solo dalla crisi economica ma dalle pretese delle banche.
L’Industriale, film diretto da Giuliano Montaldo, interpretato da Pierfrancesco Favino (nei panni del protagonista, Nicola) e Carolina Crescentini (Laura, la moglie dell’industriale) credo che contribuisca a fornire un’idea, sia pur minima, del disagio, del dramma che, anche nella realtà, oggi, può vivere qualunque imprenditore onesto quando, a causa degli “aut-aut” del direttore della banca, si trova improvvisamente di fronte al rischio o alla minaccia del fallimento, della distruzione di ciò che lui -o chi lo ha preceduto- ha creato e, soprattutto, quando deve dare risposte agli operai.
Nel film di Montaldo, Nicola, l’industriale, vede, poi, ad un certo punto, il rischio che ad essere travolto sia anche il matrimonio. Ed, infatti, non poche volte, il dramma dell’imprenditore non consiste solo nella preoccupazione di salvare l’impresa. Un problema può generarne altri ed è in quei momenti che si mette alla prova il proprio equilibrio psico-fisico.
Nella realtà, ho visto e vedo imprenditori che hanno perso anche la propria salute o la famiglia e, privi di forze, dopo avere perso tutto, continuano a conservare la dignità, l’onestà, la bontà e l’umanità. Ascolto spesso storie di persone, di imprenditori che, quando mi raccontano la loro storia, la causa dei loro problemi, i loro sacrifici -spesso, calpestati dalla prepotenza bancaria- le loro perdite, noto che i loro occhi lucidi, il tono di voce raccontano ancora di più. Questa è la triste realtà.
L’Industriale, nel film, invece, alla fine, ha la fortuna di vedere salvata l’impresa ma ……… non si rivela un eroe. Anzi.
Riporto, di seguito, il link di Primissima.it, con la recensione e i motori di ricerca per trovare le sale dove è possibile vederlo (cliccare qui) e il link di Movieplayer.it (cliccare qui) nel cui sito è possibile trovare un’altra scheda, forse, a mio avviso, “poco generosa” in quanto al film, agli autori e al regista va attribuito il merito di avere, comunque, offerto di riflettere su un tema, in questo momento, così importante, ossia, sul difficilissimo rapporti banca-impresa-economia del Paese. Roberto Di Napoli
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Buone Feste ma, soprattutto, auguro serenità e un Buon 2012!
Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 30 gennaio 2012
Il seguente post è stato scritto il 28 Dicembre 2011, ore 13:52. La data del 30 Gennaio 2012 deriva da un errore nell’importazione del blog dalla piattaforma “splinder” sul quale questo stesso blog era ospitato prima della chiusura della piattaforma.
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Gli amici che conoscono questo mio blog sul quale, da quasi cinque anni, scrivo mie considerazioni o modeste opinioni in materia di diritti civili o di lotta all’usura ed estorsione (soprattutto, bancaria) avranno pensato che lo abbia abbandonato visto che capita, sempre più spesso, un lungo intervallo da un post all’altro. Non è così: avrei tanto da scrivere ma il tempo è sempre più ridotto dovendo far fronte ad atti in scadenza, udienze, pubblicazioni, ecc. . Cercherò di riprendere con maggiore frequenza visto che il blog dovrebbe essere un diario virtuale e, probabilmente, approfitterò del cambio di piattaforma (dal 31 Gennaio p.v.), dovendolo trasferire da Splinder ad altro gestore, per un restyling e per un nuovo progetto.
Intanto, faccio a tutti i miei più cari auguri di Buone Feste. In ritardo, ma non è la prima volta. Anzi: per sincerità, confesso che non è cosa che adoro. Temo, vedendo, il resto dell’anno, famiglie in difficoltà e gente che soffre profondi dispiaceri, che possano sembrare una provocazione o che siano auguri “standardizzati”, formali e non davvero sentiti.
Auguro, allora, di tutto cuore, ciò che ognuno deve sempre riuscire a conquistare e conservare, anche in momenti difficili: tanta serenità. A volte, so che non è facile ma è proprio ciò che auguro davvero a tutti durante queste Feste e, soprattutto, per un ottimo 2012.
Ripeto, in particolare, ciò che ho scritto su facebook giorni fa:
“Faccio tanti auguri a tutti anche se non posso nascondere che il mio pensiero spontaneo e più sincero, la mia vera preghiera che possano trascorrere almeno una giornata felice, va a tutte quelle persone che, magari, non hanno alcuna voglia di pensare che è Natale o a quanti non riescono a festeggiare perchè giustamente preoccupate per un qualsiasi motivo; il pensiero istintivamente va
a tutte quelle persone vittime di usura bancaria e di uno Stato incapace ed indifferente;
a quelle persone che piangono per paura di perdere la loro casa o i loro beni pur non essendo debitori;
alle famiglie di quegli imprenditori (non pochi, anzi, troppi, per un Paese che vuole sembrare civile ma, in realtà, rappresentato da persone indegne) che, negli ultimi mesi, si sono suicidati, vittime della crisi (e, chissà, se non anche delle banche);
a quanti, mentre il mondo scarta regali inutili, hanno il cuore ferito a causa di umiliazioni, preoccupazioni e dispiaceri ma, soprattutto:
a tutti quei senzatetto che dormono al freddo abbandonati da tutti.
Prego davvero e con tutto il cuore che tutte queste persone, questi veri eroi, sentano sempre, nei momenti di maggiore tristezza o sconforto, pure quando pensano di essere abbandonate ed incomprese, una carezza e un forte abbraccio che li sostenga. Buon Natale e Buone Feste….. ma che lo siano per tutti! Roberto Di Napoli
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Mentre molti politici agevolano le banche, giudici seri continuano ad indagare. A Frosinone respinta richiesta di archiviazione.
Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 11 luglio 2011
Mentre in Parlamento, negli ultimi mesi, per almeno due volte, la maggioranza ha approvato leggi in favore delle banche dimostrando scarsa attenzione verso i diritti e interessi delle imprese o delle famiglie già danneggiate, spesso, da illegittime richieste, nelle aule di giustizia (senza con ciò ignorare casi singolari e gravi di "malagiustizia") si continuano a trovare magistrati seri e preparati insensibili e imparziali di fronte alla "potenza" o "prepotenza" dei banchieri.
Credo possa confortare i cittadini, poi, constatare che ci sono magistrati scrupolosi che, ancora, si stupiscono e reputano "anomali" alcuni potenziali conflitti di interesse e a cui, evidentemente, non risulta normale che una consulenza tecnica contabile sui rapporti intrattenuti con la banca di cui si sono denunicati i responsabili sia effettuata da un consulente che è socio della stessa banca locale.
E' successo così che, a Frosinone, il Giudice per le indagini preliminari non ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero di archiviare il procedimento per usura ed estorsione e ha ordinato le ulteriori indagini richieste dalla persona offesa. Un imprenditore locale, dopo avere scoperto, attraverso la propria consulenza contabile il superamento, da parte della banca, del tasso di interesse legittimo e dopo avere ricevuto la notifica del precetto a cui si è opposto ottenendo tutela da parte del magistrato civile, nel 2009, aveva anche denunciato la banca sostenendo l'applicazione di interessi usurari e l'illiceità della minaccia avanzata col suddetto precetto. All'esito delle indagini, pur risultando confermata l'usurarietà in vari periodi degli interessi applicati, il P.M. chiedeva l'archiviazione del procedimento (instaurato nei confronti di soggetto che era stato, in alcuni periodi, presidente del c.d.a. della banca) in quanto, in sostanza, a suo dire, l'usura risultava solo a causa dell'applicazione degli interessi su interessi. A tale richiesta di archiviazione, l'imprenditore, da me difeso, si è opposto lamentando, innanzitutto, la lacunosità delle indagini effettuate, tra l'altro, da un consulente tecnico contabile che risultava socio della stessa banca locale. Si è evidenziata, poi, pur essendo emersa l'usurarietà degli oneri -circostanza, questa, che sarebbe dovuta essere sufficiente per ritenere l'illiceità della condotta denunciata- la non correttezza della metodologia seguita dal consulente e la conseguente lacunosità nonchè l'illogicità della motivazione della richiesta del Pubblico Ministero.
All'esito dell'udienza del 4 Maggio scorso, il Giudice per le indagini preliminari, dopo avere sentito sia le mie argomentazioni nella qualità di legale dell'imprenditore denunciante sia il difensore dell'indagato, ha emesso l'ordinanza con la quale viste le argomentazioni della persona offesa e considerato che la qualità di socio della banca denunciata emersa in capo al professionista che aveva effettuato la consulenza rendono "complessivamente inattendibile il suo operato" ha rigettato la richiesta di archiviazione formulata dal P.M. e accolto l'opposizione ordinando ulteriori e più approfondite indagini volte anche ad accertare le responsabilità.
Ritengo che, al di là delle giuste ed ineccepibili ragioni giuridiche a sostegno del provvedimento, quest'ultimo sia la dimostrazione della correttezza di alcuni magistrati che applicano fedelmente la legge. Bisogna considerare, oltretutto, che l'usura (chiunque sia l'autore del reato, banca o cravattaro) non è solo un vizio dei rapporti contrattuali e, dunque, una vicenda civilistica o tra privati. E' un male che danneggia l'intera economia del Paese. Ed è questo, forse, che non capisce chi, oggi, tenta, di fatto, di legalizzarla modificando il meccanismo di determinazione del tasso soglia o facendo ulteriori "regali" normativi ai banchieri. L'applicazione di interessi, commissioni od oneri ingenti fino al punto da rendere difficile la corresponsione, la loro pretesa -quando non corrisposto- attraverso decreti ingiuntivi, esecuzioni o sentenze di fallimento non determina solo un danno patrimoniale all'utente bancario: lo distrugge. Lo distrugge psicologicamente e lo priva di forze per continuare a lavorare e vivere serenamente. E, moltiplicare un comportamento simile per decine di migliaia di utenti, significa far chiudere i battenti a tante imprese o cacciare fuori casa famiglie intere, far licenziare i lavoratori, insomma, danneggiare l'intera economia di un Paese. Sono questi, in parole semplici ma, credo, significative e reali, i danni causati dall'usura o dagli abusi bancari. Danni che, evidentemente, non comprendono (o di cui sembra che se ne freghino altamente) quei politici i quali, invece che introdurre sanzioni severe contro tali comportamenti, li incentivano con leggi a favore o, addirittura, premiando i banchieri con le più alte onoreficenze (cliccare qui per leggere il mio precedente post "Banchieri: ultramilionari, premiati e "Cavalieri" ). Chissà se tra questi politici non ci sia qualcuno che non comprende cosa significa essere vittime di tali abusi perchè, magari, la casa, in qualche immobile di prestigio, o altri privilegi è abituato ad averli comprati o ceduti da altri. Le cronache degli ultimi anni, forse, possono essere di aiuto per aiutarci a comprendere le possibili cause della loro indifferenza verso gli enormi sacrifici o sofferenze dei comuni mortali alle prese, spesso, con gli abusi delle banche. Roberto Di Napoli
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Le banche superano il tasso soglia usura previsto dalla legge? Nessun problema, si cambia la legge.
Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 8 Maggio 2011
Le norme in materia bancaria recentemente varate dal
governo credo che lascino ai cittadini e imprenditori onesti la sensazione che in Italia alcuni poteri forti intendano la legge come un elemento ornamentale, un optional non essenziale al Paese che, se e quando pregiudica alcuni grossi interessi (quasi sempre quelli dei pochi ma “potenti”), si può “ammorbidire”, modificare, se non proprio buttare del tutto, alla faccia dell'antico brocardo "dura lex sed lex". I giudici continuano a dire che l'anatocismo (specialmente nei conti correnti stipulati prima del 2000 o, sucessivamente in caso di mancato rispetto della delibera del Cicr) è vietato, che gli interessi anatocistici vanno restituiti e che i correntisti hanno dieci anni di tempo dalla chiusura del conto per domandare la restituzione? Che problema c'è? "Si cambia la legge" avranno pensato, forse, più volte, i banchieri. E se tale soluzione non sarebbe sufficiente a risolvere il problema dei rapporti bancari pregressi per i quali i correntisti – analogamente a tutti quelli che hanno già vinto- hanno iniziato la causa, non c'è idea migliore che qualificare la legge come "interpretativa" in modo da renderla retroattiva e trattenere i soldi di tutti i correntisti rispondendo loro, in sostanza, che il diritto si è prescritto.
Credo di avere riassunto nella maniera più semplice possibile quella che, secondo me, sarà stata la filosofia, lo spirito, l'invenzione del "legislatore" del cd. milleproroghe. Per fortuna, almeno per ora, l'invenzione non sembra essersi rivelata tanto "geniale" e, a distanza di meno di tre mesi dall'entrata in vigore, sono numerose le pronunce con le quali i giudici hanno ritenuto di disapplicare quella che un Tribunale, sia pure incidentalmente, in un'ordinanza, ha definito "norma monstre". La Corte d'Appello di Ancona, poi, con ordinanza del 3 Marzo 2011, oltre a ritenere la norma inapplicabile in materia di interessi anatocistici, ha confermato, al contrario di quanto speravano i banchieri, la natura innovativa della disposizione, chiarendo che, comunque, non potrebbe mai avere efficacia retroattiva. Il Tribunale di Benevento, con dettagliata motivazione, ha sollevato questione di legittimità costituzionale della norma ritenendola in contrasto con la Costituzione. Ma non è soltanto la questione "anatocismo" e le conseguenti restituzioni a preoccupare le banche.
In questi ultimi mesi vari quotidiani hanno riportato la notizia di ulteriori rinvii a giudizio e di una condanna per usura nei confronti di alcuni direttori (cliccare qui per leggere la notizia del rinvio a giudizio di alcuni direttori MPS). La Corte di Cassazione, sezione penale, con alcune sentenze, l'anno scorso ha confermato il principio -già più volte ribadito dai giudici di merito e contestato invano dalle banche- del necessario computo delle commissioni di massimo scoperto ai fini della determinazione del tasso effettivo globale e del raffronto di quest'ultimo col tasso soglia oltre il quale vi è usura.
Come si può, allora, evitare l'imputazione per usura se si è superato il tasso limite previsto dalla legge? Semplicissimo in Italia, evidentemente. Aumentando tale limite e legalizzando gli interessi che, sennò, sarebbero usurari. Questo, in sostanza, è ciò che è stato fatto col cosiddetto "decreto sviluppo" approvato dal Consiglio dei Ministri il 5 Maggio 2011. Contenti i banchieri, ovviamente. La giustificazione riportata dagli organi di stampa sarebbe quella secondo cui, con la fastidiosa normativa antiusura, si rischiava di non poter concedere mutui o agevolazioni a parte della clientela nei confronti della quale l'applicazione di interessi più alti avrebbe determinato il rischio di superamento del tasso soglia. Si è pensato, così, di cambiare proprio il meccanismo di determinazione del tasso soglia cui rinvia l'art. 644 cod. pen. . La legge 108/96 prevedeva già, a dire il vero, un'agevolazione alle banche dal momento che il tasso soglia (oltre il quale sarebbe configurato il reato) sarebbe determinato, di fatto, dallo stesso ceto bancario visto che è il risultato del tasso medio rilevato dalla Banca d'Italia ogni tre mesi per categorie di operazioni, aumentato della metà. Ciononostante, in molti rapporti, il tasso è risultato superato con conseguenze immaginabili per l'imprenditore o il consumatore che si è visto privare, quindi, di somme superiori a quelle dovute. Ecco, allora, la necessità di cambiare, di fatto, la legge.
Il Presidente dell'Abi, Mussari, nel corso della trasmissione “La telefonata” di venerdì 6 Maggio 2011 avrebbe confermato al conduttore Maurizio Belpietro la giustificazione che ha reso indispensabile tali modifiche (cliccare qui per leggere la notizia). Mussari, se non sbaglio, oltre che Presidente del Monte dei Paschi di Siena, è anche un penalista (cliccare qui per leggere un articolo de "Il Sole 24 ore" del 23 giugno 2010).
Un noto, vecchio politico diceva che “a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca”.
Ho la sensazione, pertanto, che il fine non sia stato solo quello “benefico” di concedere mutui a tutti (dubito, tra l'altro, che le banche sarebbero così elastiche nei confronti della clientela) ma un fine "un pò" diverso visto anche quello che, come dicevo sopra, hanno disposto recentemente vari giudici penali. Il cd. decreto sviluppo, dunque, qualora convertito in legge, cambierebbe – a tutto vantaggio per le banche- il meccanismo prevedendo che il tasso soglia sarebbe determinato sempre dal tasso medio applicato nel trimestre precedente aumentato non più della metà, bensì, del 25% ma con l'aggiunta …… di 4 punti percentuali e, comunque, con una tolleranza di ben 8 punti percentuali.
Mi riesce difficile comprendere, quindi, quando potrà essere configurata l'usura commessa dalla banca.
Ho voluto evitare, in questo semplice post, ogni riferimento giuridico a leggi e sentenze: ciò proprio per tentare di rendere più chiaro quello che, a mio avviso, ben lungi dall'essere una misura per agevolare la concessione di mutui (che, se così fosse, tra l'altro, aumenterebbe il numero di cittadini indebitati con tassi altissimi e difficilmente restituibili), sembra piuttosto costituire solo una garanzia di impunità per le banche.
Credo sia molto triste, soprattutto in questo momento di forte crisi economica nel quale specialmente gli imprenditori devono far fronte a migliaia di difficoltà (tra le quali, anche quelle determinate da Equitalia), assistere ad un indubbio dato di fatto: il silenzio dei politici sugli abusi delle banche ai danni degli imprenditori e, come se ciò non bastasse, questo nuovo “colpo di spugna”: il decreto legge che, se dovesse essere convertito senza alcuna modifica in favore delle vittime degli abusi bancari, comproverebbe la sensazione di essere in un Paese che, forse, davvero, ha bisogno di qualche modifica essenziale: formalizzare che la sovranità appartiene sì al popolo ma i cui rappresentanti, oltre che fregarsene dei cittadini, non mancano l'occasione di rivelarsi "i camerieri dei banchieri".
Conforta, però, vedere la gente sempre più informata. Internet consente sia di leggere ciò che gli organi di informazione tradizionali tacciono, sia la creazione di gruppi virtuali sempre più numerosi attraverso i social network, sia di vigilare se effettivamente i rappresentanti politici fanno il loro dovere. E, allora, le vittime di abusi bancari e, in generale, i cittadini devono fare una cosa molto semplice, a mio avviso: cominciare a cercare i nomi di chi tutela o meno gli interessi delle banche oppure degli utenti (i siti internet della Camera e Senato consentono la lettura dei lavori parlamentari) e mandare a casa chi fa solo chiacchiere nel tentativo, magari, di parlare sempre di alcuni problemi, senza mai risolverli, in modo da trasformare ogni giorno in un'eterna campagna elettorale. Penso che i cittadini, oggi, sono ancora più informati e spero davvero che le vittime degli abusi bancari non permettino ad alcun politico di spacciarsi come persona sensibile a tali problemi per, poi, aiutare i responsabili di ingiusti fallimenti di aziende, di sfratti, di espropriazioni illegittime e, qualche volta, della perdita della salute se non della vita di migliaia di persone.
Mi piacerebbe l'idea di una banca dati, di una sorta di centrale rischi sull'esempio di quella di cui (come comprovato da numerose pronunce) hanno, spesso, abusato le banche. Una “centrale rischi dei politici" con i provvedimenti votati a favore dei cittadini o dei poteri forti e con il luogo nel quale sono stati eletti (e nel quale torneranno esibendo le belle facce e continuando a promettere di fare il massimo per risolvere tutti i problemi): a futura memoria, in modo da conoscere la storia di alcuni soggetti prima di andare a votarli o di prenderli a pernacchie. Roberto Di Napoli
P.S.: grazie alla tecnologia e, soprattutto, ad internet, dal sito della Camera e del Senato è possibile conoscere "come votano i parlamentari" con le schede complete dei lavori preparatori, gli emendamenti e gli ordini del giorno. Chi vuole sapere, ad esempio, chi ha votato e come il testo finale del "milleproroghe" può cliccare, per la Camera dei Deputati, qui, mentre, per il Senato, qui . Possibile conoscere anche gli emendamenti e chi si è opposto. Ancora più semplice capire chi ha sostenuto il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri col quale si tenta, di fatto, di rendere più difficile l'imputazione per usura. Sapremo, dopo la legge di conversione, quali saranno i parlamentari sensibili alle vittime e quali correranno alla difesa delle banche.
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