IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

………. per la difesa dei diritti civili

  • Segui il blog dal canale Whatsapp

    Dalla pagina del canale, premi sul pulsante “Iscriviti” posto sulla schermata in alto a destra. Se vuoi ricevere la notifica della pubblicazione di un post, premi sulla campanella (premere nuovamente se, invece, non si desidera essere avvisati). Col pulsante “condividi”, potrai divulgare il canale ad altri contatti
  • Seguimi sui social

  • Traduci nella tua lingua

  • Cerca per parole

  • Cerca i post per data

  • Vedi gli altri argomenti

  • Articoli recenti

  • In libreria …….per chi vuole sapere come difendersi dagli abusi bancari

  • .

  • ………. per chi vuole conoscere i suoi diritti dal viaggio al soggiorno

  • STUDIO LEGALE

  • Puoi seguirmi su Facebook

  • …… o su Twitter

  • Abbonati

Archive for the ‘banche’ Category

Dal sito di Guida al Diritto: “Condannata la banca che applica tassi più onerosi rispetto a quelli promessi in convenzione”

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 18 luglio 2012

Riporto il link della notizia e della recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione del 17 Luglio 2012 n. 12196 (pubblicate sul sito di Guida al diritto- vedi link sotto al presente post) che, ancora una volta, vede soccombente la banca in materia di contestazione del saldo del conto corrente a causa dell’addebito di interessi superiori rispetto a quelli pattuiti. Nel caso di specie, è stata rigettata l’eccezione di “extrapetizione” sollevata dalla banca la quale sosteneva  che la società correntista non aveva richiesto l’accertamento del saldo. Una sentenza interessante, tra l’altro, in quanto, sia pure da quanto è dato comprendere dalla lettura della sola motivazione, sembra avere confermato la legittimità della pronuncia “dichiarativa” del saldo del conto corrente che, sia pur non specificamente domandata, costituirebbe un presupposto dalla domanda di restituzione. Un’ulteriore pronuncia, dunque, che, oltre che confermare la giurisprudenza ormai consolidata in materia di anatocismo e diritto di ripetizione degli addebiti illegittimi, dimostra ulteriormente -in un periodo nel quale, a fronte di una grave crisi economica ai danni di imprese e famiglie non cessano gli aiuti alle banche da parte dei vari governi e politici- l’imparzialità e preparazione di tanti magistrati e avvocati che non si lasciano impressionare dalla potenza dei colossi bancari.

Condannata la banca che applica tassi più onerosi rispetto a quelli promessi in convenzione.

Per leggere direttamente la sentenza pubblicata sul sito di Guida al Diritto, cliccare qui

Posted in anatocismo, banche, fainotizia, restituzione somme da capitalizz, rimborsi | 1 Comment »

Agenzie rating: consumatori, punire S&P per attentato a integrita’ Stato – Dal sito del Corriere della Sera

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 3 luglio 2012

Apprezzo il coraggio e la preparazione di questi magistrati che, sono sicuro, non esiterebbero a indagare anche sui danni all’economia nazionale provocati anche da quelle banche che persistono nelle medesime pretese riconosciute illegittime ed illecite dalla legge e dalla giurisprudenza.

Riporto il link della notizia riportata dal sito del Corriere della sera (corriere.it).

Agenzie rating: consumatori, punire S&P per attentato a integrita’ Stato – Corriere della Sera.

Posted in affari e affaristi, Agenzie rating, banche, conflitti interessi, crisi, fainotizia, paese dei balocchi, porcate, Prodotti finanziari | 1 Comment »

Bond Argentina: manca consenso scritto del cliente? Banca condannata

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 13 giugno 2012

Riporto il link di un’ulteriore e recente sentenza (che si può leggere e scaricare dal sito altalex.com cui il link rinvia) con la quale la banca è stata condannata al risarcimento del danno patito da una risparmiatrice in seguito all’acquisto di bond argentini.

Bond Argentina: manca consenso scritto del cliente? Banca condannata.

Sul tema dei bond argentini, sui danni enormi patiti dai risparmiatori e sulla responsabilità delle banche (che avevano venduto tali titoli pur consapevoli del default che sarebbe stato dichiarato dall’Argentina nel 2001), ricordo anche un mio precedente post nel quale, oltre ad un’altra interessante pronuncia, avevo segnalato un libro, secondo me, molto utile e che consiglio: Tangobond di Egidio Rolich (cliccare qui).

Posted in banche, Bond, bond argentini, rimborsi | Leave a Comment »

Bond a rischio, la banca è responsabile se non sono stati rispettati i doveri di informazione ai clienti – Il Sole 24 ORE

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 21 aprile 2012

Un’altra interessante pronuncia della Cassazione sui bond argentini.

Riporto il link della notizia pubblicata sul sito de Il Sole 24 Ore: Bond a rischio, la banca è responsabile se non sono stati rispettati i doveri di informazione ai clienti – Il Sole 24 ORE.

Suggerisco, inoltre, un bel libro che ho letto recentemente, proprio su questo argomento: Tangobond di Egidio Rolich, edizioni ART (Associazione Risparmiatori Traditi di cui Rolich è presidente e a cui il libro può essere ordinato). 

Un volume col quale l’autore (anche lui vittima risarcita) spiega, con linguaggio molto semplice ma in modo molto analitico e dettagliato, le responsabilità delle banche che, con la vendita di bond argentini, hanno tentato di scaricare ogni rischio e perdite sui poveri risparmiatori.

Posted in banche, Bond, bond argentini, fainotizia, libri, rimborsi | Contrassegnato da tag: , , | 2 Comments »

Da Il Fatto Quotidiano “Caffè e i presagi della finanza spazzatura” di Leonardo Martinelli

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 18 aprile 2012

Ho apprezzato molto l’ articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano e di cui riporto, sotto al presente post, il link. Colpiscono le parole, davvero attuali, di Federico Caffè -l’economista misteriosamente scomparso nel 1987 a cui, anni fa, fu dedicato anche un film “L’ultima Lezione“- sulla “sovrastruttura finanziario-borsistica” e sul “gioco spregiudicato di tipo predatorio“. Vale la pena, però, leggere per intero il brano di Caffè (tratto dal libro “Un’economia in ritardo” del 1974) riportato nell’articolo di Leonardo Martinelli e ancora più interessante credo sia approfondire il pensiero dell’economista.

Caffè e i presagi della finanza spazzatura | Leonardo Martinelli | Il Fatto Quotidiano.

Posted in affari e affaristi, banche, Economisti, fainotizia, Federico Caffè, intrecci, Prodotti finanziari, stato sociale, welfare | Leave a Comment »

Ospite dell’interessante trasmissione di ISORADIO RAI su banche e anatocismo

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 14 aprile 2012

E’ stata dedicata all’anatocismoad alcune anomalie nei rapporti tra banche ed utenti e alla recente sentenza della Consulta che ha dichiarato incostituzionale la norma inserita nella l. 10/2011 (di conversione del d.l. 225/2010, cd. “milleproroghe” 2011) relativa alla decorrenza dei termini di prescrizione la puntata di ieri 13 Aprile della trasmissione “Articoli da viaggiosu Isoradio Rai. Onorato dell’invito quale ospite della trasmissione, pubblico di seguito il link attraverso il quale è possibile ascoltare anche il mio intervento (la parte dedicata alle banche si può ascoltare spostando il cursore a partire da 4′ 15”; il mio intervento inizia dopo 9′ circa).

Credo che trasmissioni del genere siano molto utili in questo momento di crisi economica nel quale, spesso, imprenditori e utenti, già alle prese con le difficoltà quotidiane, non sanno come difendersi da quelle pretese che la legge e la giurisprudenza riconosce illegittime. Sono tanti, inoltre, i rapporti -soprattutto quelli instaurati prima del 2000- viziati da interessi anatocistici, commissioni ed altri oneri che hanno concorso a determinare un saldo non conforme a realtà e che, dunque, dovrebbero essere restituiti o decurtati in favore dell’utente.

Per sentire la trasmissione e il mio intervento cliccare qui .

Posted in anatocismo, banche, fainotizia, Isoradio Rai, Uncategorized, usura ed estorsione bancaria | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

ANCORA UNA VOLTA, VITTORIA DEGLI UTENTI BANCARI! LA CONSULTA DICHIARA INCOSTITUZIONALE IL “MILLEPROROGHE 2011”. SALVI I DIRITTI DI RESTITUZIONE ANCHE ANTERIORI AL DECENNIO!

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 5 aprile 2012

Fallito, ancora una volta, il tentativo delle banche di non restituire quanto indebitamente trattenuto per interessi anatocistici nei rapporti anteriori al decennio. La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 78 depositata oggi 5 Aprile (cliccare qui) ha finalmente deciso: l’articolo 2, comma 61, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10 è incostituzionale. I correntisti, soprattutto imprenditori, ricorderanno quanto prevedeva questa norma. In sede di conversione del d.l. 225/2010, senza nemmeno un esame da parte delle competenti commissioni parlamentari, fu inserita, da parte di un senatore, una norma (l’art. 2, comma 61,) col quale si stabiliva che l’art. 2935 cod. civ. sarebbe dovuto essere interpretato nel senso in materia di conto corrente bancario il termine prescrittivo per esercitare i diritti derivanti dalle annotazioni inizia a decorrere dalle annotazioni stesse. Non solo. “In ogni caso” non si sarebbe fatto luogo alla ripetizione di quanto già corrisposto. Era ed è evidente il vero scopo della norma: quello di superare le diverse pronunce della giurisprudenza che, da ultimo con la sentenza della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, aveva stabilito il principio opposto, ossia, che il termine di prescrizione decennale per potere richiedere la restituzione di quanto indebitamente corrisposto alla banca inizia a decorrere dal momento (successivo, dunque, alle annotazioni) dell’estinzione del rapporto.

Molti ricorderanno, inoltre, i titoli apparsi sui principali quotidiani nazionali (nei cui consigli di amministrazione siedono, spesso, rappresentanti del mondo bancario) che dando risalto alla norma -e poco, forse, alla “logica” e alla realtà-, ancora una volta, inducevano in possibili errori il lettore facendo credere in una vittoria delle banche e in una sconfitta dei poveri correntisti. Ricordo alcuni titoli del tipo “finiti i rimborsi per anatocismo”. Non c’era e non c’è niente di vero. La Corte d’Appello di Ancona, già a pochi giorni di distanza dall’entrata in vigore, aveva disapplicato la norma ritenendola, tra l’altro, potere avere efficacia innovativa e non interpretativa. Allo stesso modo avevano ritenuto altri giudici.

La Corte Costituzionale, oggi, ha “reso Giustizia”. Ha dato dimostrazione ai cittadini -che proprio in questo periodo hanno  bisogno di continuare a credere, soprattutto se si considera al numero di suicidi di imprenditori, magari, forse, anche vittime di abusi bancari o di difficoltà nell’accesso al credito- che ci sono giudici preparati e onestissimi, pure di fronte a colossi bancari.

Una mia impressione: la maggioranza di parlamentari, approvando quella norma ora dichiarata incostituzionale, ha dimostrato, l’anno scorso, non solo di non capire l’importanza dell’effetto moltiplicatore dell’anatocismo o il profondo stato di debolezza in cui si trova l’imprenditore o, in generale, il correntista: ha dimostrato, ancora una volta, di assecondare i potenti banchieri fino a tentare di eludere quanto la giurisprudenza prevalente, inclusa la Cassazione a Sezioni Unite, aveva ribadito. Quella di oggi è una vittoria, non solo degli utenti bancari, ma dello Stato di diritto. Di fronte ai politici che, dal 1999 ad oggi, hanno tentato e tentano di aiutare le banche scrivendo norme apposite, non può negarsi che sia anche una vittoria degli avvocati dei correntisti e delle ragioni dei più deboli che, dinanzi alla Corte, si sono sentiti rappresentati dall’amico e collega avv. Antonio Tanza. La maggioranza parlamentare, l’anno scorso, dimostrò di aiutare le banche. Grazie agli avvocati e ai giudici (anche a quelli che hanno continuato a difendere pure all’indomani del milleproroghe), quella norma è stata dichiarata incostituzionale e, dunque, inapplicabile.

Decine di volte mi è già capitato, solo negli ultimi mesi, nel leggere le difese delle banche, l’eccezione di prescrizione fondata sul “milleproroghe”. Non escludo, quindi, che ci possano essere banche che interpretino la sentenza della Corte ….. in loro favore, cioè al contrario di quello che espressamente e nella maniera più chiara possibile ha disposto. Credo che saranno sufficienti poche parole per replicare adeguatamente.

Ho visto, in questi giorni, che moltissimi visitatori hanno apprezzato il mio post del mese scorso nel quale indicavo il link attraverso il quale è possibile vedere ed ascoltare il video dell’udienza del 14 Febbraio scorso. 

Riporto, allora, di seguito, il link per potere leggere la sentenza integrale (numero 78 del 5 Aprile 2012- Relatore: Criscuolo) pubblicata sul sito della Corte Costituzionale. (cliccare qui).

Posted in anatocismo, auguri alle vittime, banca ditalia, banche, Corte Costituzionale, fainotizia, giustizia giusta, libri, restituzione somme da capitalizz, rimborsi, stato di diritto, usura, usura ed estorsione bancaria, vittime, welfare | 6 Comments »

Un interessante servizio di Ballarò sulla corruzione e su alcuni “singolari” fallimenti

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 21 marzo 2012

Mi è sembrata interessante la puntata di Ballarò andata in onda ieri 20 Marzo nel corso della quale, oltre ai paradossi e ai drammi subiti da imprenditori e cittadini vittime della crisi o dei ritardi nei pagamenti da parte delle Amministrazioni -e, ciononostante, vessati da Equitalia- si è parlato anche di corruzione. Oltre agli interventi degli ospiti in studio è stato mandato in onda un servizio sui paradossi e su affari “sospetti” di curatori, consulenti o avvocati nell’ambito delle procedure fallimentari (si può vedere spostando il cursore, direttamente, a partire da 3′ 00”). Tra le opinioni e testimonianze anche quella del mio amico, oltre che assistito, Vincenzo, figlio di onesti e instancabili imprenditori la cui società fu dichiarata fallita nel 1997 e nella cui procedura furono venduti vari beni immobili. Per evidenti ragioni giornalistiche il racconto andato in onda (che si può vedere spostando il cursore a partire da 5′ 00”) è molto breve limitandosi a ricordare il modesto valore realizzato dalla vendita di vari beni. In realtà, come tante storie simili, la vicenda è un pò più amara, ingiusta e paradossale considerato, oltretutto, che sono state spese svariate decine di migliaia di euro per spese legali affrontate dalla curatela (ma sempre, ovviamente, a carico del patrimonio del fallito o dei creditori legittimi) senza che sia stata fatta alcuna causa contro le banche che si ritengono, in gran parte,  responsabili del dissesto. E’ anche per questo motivo che i genitori -da me difesi-, anni fa, ritennero di impugnare il rendiconto del curatore dimissionario. Non è detto che le cause contro le banche responsabili non saranno, comunque, avviate; di certo, però, non si potrà restituire il sorriso a una famiglia, ad un imprenditore ultraottantenne che, dopo una vita di lavoro onesto e dopo avere costruito un patrimonio ingiustamente sottrattogli, magari, di notte sogna di rialzarsi e di andare a lavorare e, di giorno, pensa alle ingiuste umiliazioni subite. Come questa, in Italia, tante famiglie e tanti onesti imprenditori. Le banche, i loro rappresentanti, i soggetti in qualsiasi modo coinvolti nelle procedure fallimentari, prima di farsi affascinare dai soldi o da affari laddove non leciti, dovrebbero pensare a queste sofferenzeE’ inevitabile, ci mancherebbe, qualsiasi atto previsto dalla legge a fronte di crediti legittimi e leciti. Quando, invece, il credito non è fondato o la pretesa è, addirittura, illecita non può dimenticarsi che le leggi già esistono e, se qualcuno non le rispetta, è pur vero che c’è sempre (o, almeno, ci dovrebbe essere) chi è obbligato, chi è tenuto a farle rispettare. Nelle procedure fallimentari, ogni pubblico ufficiale è tenuto a doveri ben precisi. Se, poi, anche questi, oltre a non ricordare il sacrosanto e preminente diritto della persona del “fallito” (che dovrebbe avere la stessa, per non dire maggiore, “meritevolezza di tutela” del diritto di credito essendo, altrettanto, fondamentale ed inviolabile) dovesse trascurare le regole in tema di assegnazione degli incarichi ai curatori, non distinguere i crediti leciti da quelli infondati o illeciti (ai danni, tra l’altro, del patrimonio del “fallito” oltre che dei creditori legittimi) , preferire di non promuovere “cause fastidiose”, in questi casi, non si può, di certo, rinunciare a pensare che, comunque, ci sono anche giudici onesti la cui esistenza non può far desistere i cittadini dal denunciare  confidando sempre nella Giustizia: in Italia, in alcuni casi, eccessivamente lenta ma se, solo per questo motivo, il cittadino si arrendesse, di certo, corrotti, corruttori, usurai o, in genere, chi calpesta i diritti altrui, vincerebbero sempre e senza fatica.

Posted in Ballarò, banche, fainotizia, Fallimenti singolari, intrecci, lotta alla mafia, mafie, malagiustizia, paese dei balocchi, porcate, responsabilità magistrati, stato di diritto | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »