IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

………. per la difesa dei diritti civili

  • Segui il blog dal canale Whatsapp

    Dalla pagina del canale, premi sul pulsante “Iscriviti” posto sulla schermata in alto a destra. Se vuoi ricevere la notifica della pubblicazione di un post, premi sulla campanella (premere nuovamente se, invece, non si desidera essere avvisati). Col pulsante “condividi”, potrai divulgare il canale ad altri contatti
  • Seguimi sui social

  • Traduci nella tua lingua

  • Cerca per parole

  • Cerca i post per data

  • Vedi gli altri argomenti

  • Articoli recenti

  • In libreria …….per chi vuole sapere come difendersi dagli abusi bancari

  • .

  • ………. per chi vuole conoscere i suoi diritti dal viaggio al soggiorno

  • STUDIO LEGALE

  • Puoi seguirmi su Facebook

  • …… o su Twitter

  • Abbonati

Archive for the ‘racket’ Category

… a proposito di usura ed estorsione. Nessuna provvisionale senza il parere del PM? TAR Campania accoglie il ricorso della vittima di estorsione

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 7 giugno 2012

Un mese fa circa, in un mio precedente post (cliccare qui per leggerlo), avevo espresso alcune mie considerazioni ritenendo singolare che le vittime di usura e racket (quasi sempre danneggiate dal punto di vista patrimoniale e non) debbano rivolgersi ai giudici amministrativi per ottenere ciò che un’apposita struttura, quale quella dell’ufficio del Commissario Straordinario del Governo col  Fondo di solidarietà (i cui costi sono a carico dei contribuenti), dovrebbe assicurare nel rispetto della normativa. Nello stesso post ricordavo soltanto alcune delle sentenze emesse da vari Tar che hanno annullato alcuni provvedimenti emessi dal Commissario del Governo: ciò senza nascondere la mia amarezza nel constatare che le vittime -le cui istanze dovrebbero essere valutate con la massima prudenza ed attenzione da parte della P.A. nel rispetto della persona umana, delle sue necessità quotidiane e in conformità con la ratio della normativa- debbano, invece, lottare anche contro provvedimenti che, per essere, poi, annullati dai giudici amministrativi, quantomeno suscitano alcuni interrogativi sull’efficienza di una struttura (costosa).

Nei giorni scorsi, il TAR Campania ha emesso una sentenza con la quale, ancora una volta, i giudici amministrativi hanno annullato un decreto emesso dal Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura (cliccare qui per leggere il testo integrale della pronuncia).

Il “fatto”. Nel caso oggetto del ricorso, la vittima era un giovane imprenditore che, esasperato dalle continue e puntuali richieste di denaro da parte di alcuni estorsori, dopo averli denunciati, domandava l’accesso ai benefici economici previsti dalla normativa di tutela delle vittime di usura ed estorsione (leggi 108/1996 e 44/99). Veniva instaurato un procedimento penale ma, nel 2007, gli stessi soggetti riprendevano ad avanzare le illecite pretese con minacce che venivano, nuovamente, denunciate dalla vittima a tal punto da determinare l’arresto e la conseguente condanna all’esito di due diversi processi. Malgrado gli accertamenti effettuati su disposizione del Commissario del Governo e della Prefettura avessero confermato il danno patrimoniale patito dalla vittima consistito, soprattutto, nel calo del fatturato, nel 2009, tuttavia, il Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura emetteva un decreto di rigetto della somma richiesta a titolo di provvisionale. Tale provvedimento era fondato, principalmente, su una circostanza: l’art. 17, quarto comma, l. 44/99, prevederebbe, ai fini della concessione della provvisionale, il parere del P.M. titolare delle indagini. Nel caso di specie, il P.M. aveva, più di una volta, dichiarato di non essere in grado di esprimere un parere essendo, il procedimento, in fase di indagini.

Avverso tale decreto, nel dicembre 2009, la vittima, da me difesa, proponeva ricorso al TAR Campania. Motivo dell’impugnazione, principalmente, l’errata e paradossale interpretazione data alla norma di cui all’art. 17, quarto comma, l. 44/99. Il P.M. non aveva formulato un parere (né positivo né negativo), bensì, aveva dichiarato di non essere in grado di esprimersi essendo il processo in fase di indagini. Pur a prescindere da tale ultima circostanza, tale affermazione equivaleva, secondo la difesa della vittima, a un “non parere”, ragion per cui l’iter volto alla concessione della provvisionale doveva procedere in ossequio a quanto previsto dalla stessa disposizione (che sancisce che, nel caso in cui il P.M. non si pronunci entro 30 giorni, il procedimento deve proseguire).

La decisione del TAR. Con la sentenza emessa il 1° Giugno 2012, i giudici amministrativi hanno accolto la tesi difensiva del ricorrente riconoscendo, in effetti, che la norma di cui all’art. 17, quarto comma, l. 44/99 non prevede un “parere favorevole” da parte del P.M. bensì che debba, esclusivamente, essere sentito. “La mancata espressione del parere sollecitato dall’autorità procedente, diversamente da quanto opinato da quest’ultima, non è di per sé preclusiva della concessione del beneficio, rispetto alla quale l’autorità deve comunque determinarsi, tanto più che proprio l’ultima parte del quarto comma dell’art. 17 prescrive espressamente che << il procedimento relativo alla concessione della provvisionale prosegue comunque nel caso in cui il pubblico ministero non esprima il parere nel termine suddetto ovvero nel caso in cui il pubblico ministero comunichi che all’espressione del parere osta il segreto relativo alle indagini>> (…)”. I giudici amministrativi hanno, pertanto, annullato il provvedimento di diniego condannando l’amministrazione alle spese di giudizio.

Un principio importante, dunque, quello correttamente affermato  giudici amministrativi soprattutto se si considera il diritto-dovere civico di denunciare l’usuraio o l’estorsore ma, al tempo stesso, la durata dei procedimenti penali o civili. Si è già verificato troppe volte che l’estorsore sia più veloce dello Stato e che, finchè si arrivi all’esito dei giudizi, il delinquente sia libero e felice, mentre, invece, la vittima che ha colto l’invito a denunciare confidando nella giustizia e nello Stato, abbia, invece, subito la distruzione dell’impresa o altri pregiudizi anche di carattere non patrimoniale. E’ evidente che tale paradosso non sarebbe compatibile con uno Stato di diritto. La sentenza del TAR -anzi, i provvedimenti emessi dai giudici amministrativi visto che altri simili, in favore delle vittime, ve ne sono stati negli ultimi anni che, analogamente, hanno correttamente interpretato la normativa- conferma, comunque, che le vittime devono continuare a denunciare l’usuraio e l’estorsore confidando nello Stato.

Per leggere la sentenza integrale cliccare qui.

Posted in comitato solidarietà vittime us, estorsione, fainotizia, giustizia giusta, racket, solidarietà, stato di diritto, stato sociale, Uncategorized, usura, usura ed estorsione bancaria | 5 Comments »

Approvati alla Camera, grazie all’On.Rita Bernardini, gli emendamenti da me sollecitati a difesa delle vittime di usura e racket (poi, anche al Senato e, infine, legge 3/2012)

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 4 novembre 2011

GRAZIE
ANCHE A CHI HA FIRMATO ON LINE LA MIA PETIZIONE O HA, COMUNQUE, ADERITO SOSTENENDOLA.

DOBBIAMO, PERO’, CONTINUARE A FAR SENTIRE LA VOCE DELLE VITTIME
AFFINCHE’ SIANO APPROVATI ANCHE AL SENATO, INSIEME AD ALTRE IMPORTANTI MODIFICHE
PER UNA TUTELA EFFETTIVA DELLE VITTIME DI USURA ED ESTORSIONE.

ABBIAMO AVUTO CONFERMA CHE ESISTONO ANCHE PARLAMENTARI SENSIBILI, CORAGGIOSI E COMPETENTI.

DIFFIDIAMO DA CHI PENSA SIA SUFFICIENTE APPARIRE O PARLARE UTILIZZANDO LE VITTIME PER QUOTIDIANE CAMPAGNE ELETTORALI E VEDIAMO CIO’ CHE FANNO DI CONCRETO, ALTRIMENTI …… LICENZIAMOLI NON VOTANDOLI PIU’!!!

(PRECISAZIONE AGGIUNTA IL 19 FEBBRAIO 2012)

…….. e ci siamo riusciti: i nostri suggerimenti, ora, sono diventati legge! Legge 3/2012 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 30 Gennaio 2012 (entrerà in vigore al trentesimo giorno da questa data)

Roma, 4 Novembre 2011- Dopo oltre due anni, posso finalmente rispondere a tutti coloro i quali hanno messo la propria firma on line per sostenere la mia petizione (n. 672/2009) inviata alla Camera dei Deputati e con cui suggerivo vari emendamenti al disegno di legge di riforma della normativa antiusura ed antiracket. Ce l’abbiamo fatta e, anche a nome di tane vittime, vi ringrazio. Almeno, per ora abbiamo fatto sentire la nostra voce anche se dovrà essere fatto ancora tanto affinchè le vittime di usura ed estorsione siano effettivamente tutelate ed è per questo che lascerò sopra il banner che potrà continuare ad essere utilizzato. Credo, però, che chi ha a cuore tali problemi, o per averli vissuti o perchè, comunque, comprende il dramma, debba ringraziare, in particolare, l’on. Rita Bernardini, leader dei Radicali le cui battaglie per i diritti civili (anche con scioperi della fame e della sete per lunghissimi periodi), affianco a Marco Pannella, sono ben note e mi è superfluo ricordare.

A quali emendamenti mi riferisco: il disegno di legge (S. 307) di iniziativa del senatore Centaro) era stato già approvato al Senato e trasmesso alla Camera dei Deputati il 2 Aprile 2009 (A.C. 2364). Il testo legislativo contiene una prima parte, dedicata alla modifica di alcune norme delle leggi n. 108/96 e 44/99 di tutela delle vittime di usura ed estorsione e una seconda parte dedicata alla crisi da sovraindebitamento (che, secondo me, data la complessità della disciplina e procedimento sarebbe stato opportuno inserire in diverso e autonomo disegno di legge).

Due anni fa, appena lessi il disegno di legge così come era stato approvato, ripeto, all’unanimità, al Senato, in un primo momento, mi sembrava costituisse un grande “passo in avanti”. Recependo il principio affermato dai giudici amministrativi, leggevo che avrebbe consentito, innanzitutto, anche all’imprenditore vittima di usura od estorsione a cui carico pendesse una procedura fallimentare di ottenere i benefici economici (il mutuo o l’elargizione) previo parere del Giudice Delegato e purché a suo carico non pendessero procedimenti penali per vari reati. All’evidente fine di tentare di sanare un contrasto interpretativo che, in questi anni, si è registrato in giurisprudenza, veniva previsto, poi, che competente ad emettere il “parere” ex art. 20 l. 44/99 che consentirebbe alla vittima di ottenere la sospensione per trecento giorni delle esecuzioni o del pagamento di tributi sarebbe stato non più il Prefetto sentito il Presidente del Tribunale, bensì, il Pubblico Ministero titolare delle indagini sull’usura od estorsione denunciata e che tale sospensione sarebbe prorogabile per una sola volta.

Riflettendo bene, però, sugli effetti delle disposizioni, cominciai ad avere la sensazione che se, ad una prima lettura, potevano apparire “un passo in avanti”, ad un esame più attento, sembravano “due passi indietro” a svantaggio, ancora una volta, delle vittime. L’imprenditore-vittima- fallita potrebbe avere accesso al Fondo di solidarietà purchè non pendesse un procedimento penale e previo parere del Giudice Delegato? E se -come avviene quasi sempre-, emessa una sentenza di fallimento a carico della vittima, quest’ultima viene indagata in un procedimento penale per bancarotta che può, però, concludersi anche con una sentenza di assoluzione se non con un provvedimento di archiviazione? Non può accedere ai benefici o all’aiuto da parte dello Stato anche se il vero colpevole del fallimento è l’usuraio o l’estorsore? E se, ad esempio, quest’ultimo si vendica denunciando per calunnia la vittima? Perchè, poi, affidare le sorti dell’imprenditore-vittima-persona umana al solo Giudice Delegato senza prevedere la possibilità di reclamo al collegio avvverso l’eventuale parere negativo? Perchè, poi, soprattutto, chiamare la sua decisione “parere” e non “provvedimento”? Ancora: perchè consentire i benefici all’imprenditore individuale fallito e non anche all’imprenditore che abbia esercitato od eserciti l’impresa in forma societaria? Per quale ragione, ancora, consentire la proroga della sospensione per 300 giorni ex art. 20 l. 44/99 per una sola volta, piuttosto, come sarebbe più giusto, fino all’esito del procedimento amministrativo volto all’ottenimento dei benefici? La ratio di questa sospensione dovrebbe essere quella di evitare che la vittima indebitata si rivolga agli strozzini finchè non si definisca il procedimento amministrativo: che colpa ha, allora, se già sconvolto a causa degli episodi di cui è stato vittima e dopo avere avuto il coraggio di denunciare, è lo Stato a tardare? Sono a conoscenza, addirittura, di una sentenza emessa dal TAR Puglia che condanna il Fondo ad erogare una provvisionale e, dopo oltre tre anni, è rimasta un pezzo di carta o di una vittima di estorsione che, dopo avere fatto arrestare gli estorsori, dal 2006, vede il P.M. che dichiara non essere in grado di esprimere un parere per la provvisionale in quanto pendono indagini. Insomma: ho pensato a varie modifiche di cui abbisognava quel testo.

Nel giro di pochi giorni, predisposi, in forma di petizione, vari suggerimenti (ognuno con la motivazione giuridica per la quale, secondo me, erano opportuni) che inviai al Presidente della Camera dei Deputati e a tutti i membri della Commissione Giustizia. Sono migliaia le petizioni che arrivano in Parlamento ogni anno e chiunque può leggerle dal sito della Camera. Formalmente, mi pare di capire, vengono annunciate ad una seduta apposita della Camera e assegnate alle Commissioni competenti. Non so quante vengano seriamente valutate e temevo che anche la mia restasse menzionata tra gli allegati del resoconto stenografico.

Dopo qualche giorno, incontrando per caso l’on. Rita Bernardini e conoscendo la sua storia di deputata coraggiosa e sensibile per la difesa dei diritti civili, accennai a quelle che, a me, sembravano delle incongruenze. Già dopo pochi giorni, ricevetti conferma della sua sensibilità facendo  propri e firmando gli emendamenti. Allo stesso modo, nel settembre 2009, alla vigilia di una seduta in Commissione Giustizia, incontrando, per strada a Roma, l’on. Veltroni gli accennai dell’importanza degli emendamenti e dell’imminente scadenza per il deposito. Analogamente telefonando alla segreteria di vari altri parlamentari, di maggioranza e di opposizione (dal bollettino delle sedute della Commissione Giustizia della Camera possono leggersi i lavori preparatori e, dunque, anche gli emendamenti presentati). L’anno dopo, conobbi anche l’on. Domenico Scilipoti e, prima ancora di fondare insieme il Forum Nazionale Antiusura Bancaria, in un primo convegno, parlai dell’importanza di tali modifiche.

Nel frattempo, ho inserito una sintesi delle modifiche suggerite su firmiamo.it e chiesto, a chi volesse sostenerle, di firmarle on line.

A fine Maggio di quest’anno, un giorno, mi sono accorto che l’aula della Camera dei Deputati, due mesi prima, aveva già delegato la Commissione Giustizia ad esaminare il testo ed approvarlo in sede legislativa senza, dunque, necessità di esame in aula. Temevo che i miei suggerimenti venissero ignorati.

Grazie anche al sostegno di tutti (oltre 200 persone se si considera che, oltre alle firme su firmiamo.it, ci sono molte adesioni su facebook o attraverso varie email ricevute e fax) ma, soprattutto, grazie all’impegno, all’efficienza e alla solidarietà dell’on. Rita Bernardini i miei modesti suggerimenti costituiscono, ora, alcuni degli emendamenti approvati definitivamente dalla Camera dei Deputati nella seduta del 26 Ottobre 2011 della Commissione Giustizia. Siamo riusciti, in sostanza, grazie al sostegno di chi ha aderito a quanto io, da semplice cittadino prima ancora che avvocato, avevo suggerito, ma, soprattutto, ripeto (non è un elogio politico di cui, di certo, non ha bisogno), grazie alla deputata radicale, a modificare un disegno di legge che, così come approvato al Senato, a mio avviso, ledeva vari diritti costituzionali (tra cui il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva) oltre che essere poco utile alle vittime.

Non credo, infatti, che quel testo possa essere molto più utile di quello vigente ma, almeno, sempre che il Senato (cui, ora, è stato di nuovo trasmesso per l’esame conseguente alle modifiche) lo approvi, si sono evitate alcune incongruenze e ulteriori paradossi.

Così come io, infatti, avevo suggerito, è stato soppresso l’aggettivo “individuale”consentendo, dunque, la concessione dei benefici all’imprenditore sia che eserciti in forma individuale sia in forma societaria; sono state soppresse le parole “indagato o imputato” e aggiunto la parola “definitiva” prevedendosi, così, che l’imprenditore-vittima a cui carico penda un fallimento, perda il diritto ai benefici solo in caso di condanna “definitiva” e non, dunque, per la sola pendenza di un procedimento penale. E’ stato sostituito il termine “parere” con quello di “provvedimento” al fine di denominare la decisione del Giudice Delegato e previsto che contro il suddetto provvedimento sia possibile presentare reclamo al Tribunale collegiale di cui non può far parte il Giudice del provvedimento impugnato. Allo stesso modo, come avevo suggerito, anche per evitare che continuino i dubbi “dannosi” che si sono registrati in questi anni in merito alla natura del “parere” del prefetto e del Presidente del Tribunale (nel testo del disegno di legge sarebbe prevista la competenza del Procuratore della Repubblica), è stato sostituito il termine con quello di “provvedimento” .

Insomma, credo e spero di avere dato un minimo contributo -da semplice cittadino, non credo che potessi fare di più che sollecitare i pochi parlamentari sensibili- nell’interesse delle vittime di usura ed estorsione. Sono certo, però, che è pochissimo rispetto a tante altre modifiche che devono, ancora, essere fatte affinchè le vittime siano effettivamente tutelate. In merito, ad esempio, alla prorogabilità della sospensione ex art. 20 l. 44/99, non potendo addebitarsi alla vittima il ritardo della Pubblica Amministrazione nella gestione del procedimento amministrativo, avevo suggerito la prorogabilità della sospensione fino all’esito del procedimento con la possibilità, per il creditore o per la vittima stessa che si assuma danneggiato, di proporre, dopo la prima proroga, il ricorso per l’indennizzo ex lege 89/2001 (legge Pinto) con obbligo di trasmissione del decreto alla Corte dei Conti (come già avviene per i ritardi dei processi) al fine di consentire allo Stato la rivalsa sul funzionario inefficiente. I deputati della Commissione Giustizia, poi, apportando le necessarie modifiche da me suggerite a tutela dell’imprenditore-vittima di usura non si sono accorti, probabilmente, che analoghe esigenze e diritti ha l’imprenditore vittima di estorsione. Sarà necessaria un’equiparazione al fine di evitare disparità incostituzionali.

Continuerò, nel mio piccolo e secondo le mie modestissime possibilità da cittadino, ad adoperarmi affinchè anche queste ulteriori modifiche possano concretizzarsi.

Riporto di seguito, il link del:

  • disegno di legge approvato al Senato e trasmesso alla Camera dei Deputati il 2 Aprile 2009 (per leggere il testo, cliccare qui);

  • testo della mia petizione con gli emendamenti suggeriti ai vari deputati (per leggerla e confrontarla con gli emendamenti approvati e riportati alla fine del  post, cliccare qui) ;

  • seduta della Camera dei Deputati del 18 Giugno 2009 nella quale, tra le tante, è stato dato atto della petizione da me inviata (per cercare, digitare mio cognome con la funzione “trova” cliccando qui);

oltre al seguente estratto del testo (pubblicato sul sito della Camera dei Deputati) della seduta del 26 Ottobre 2011 della Commissione Giustizia nella quale, tra gli altri, sono stati approvati gli emendamenti (identici a quelli da me suggeriti con la petizione n. 672/2009) presentati e firmati dall’on. Rita Bernardini e da altri deputati .
Per una scheda di confronto del testo in formato pdf così come approvato, ad aprile del 2009, dal Senato all’unanimità e il testo, così come risultante in seguito agli emendamenti (tra i quali, quelli da me suggeriti) approvati alla Camera e, nuovamente, trasmesso al Senato, cliccare qui.

Roberto Di Napoli

Estratto dal resoconto della seduta della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati del 26 Ottobre 2011
ALLEGATO 2

Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento (C. 2364-728-1944-2564).

EMENDAMENTI E SUBEMENDAMENTI APPROVATI

ART. 1.

Al comma 1, lettera a), capoverso «2-bis», sopprimere la parola: individuale.
1. 500.Bernardini, Beltrandi, Farina Coscioni, Mecacci, Maurizio Turco, Zamparutti.

Al comma 1, lettera a), capoverso «2-bis», sostituire le parole: previo parere favorevole del giudice delegato al fallimento, con le seguenti: previo provvedimento favorevole del giudice delegato al fallimento.

Conseguentemente al medesimo capoverso, dopo le parole: è sospesa fino all’esito dei relativi provvedimenti, aggiungere le seguenti: Avverso il provvedimento contrario del giudice delegato è ammesso reclamo al tribunale fallimentare di cui non può far parte il giudice che ha emanato il provvedimento reclamato.
1. 501.Bernardini, Beltrandi, Farina Coscioni, Mecacci, Maurizio Turco, Zamparutti.

Al comma 1, lettera a), capoverso «2-bis», dopo le parole: riportato condanne aggiungere la seguente: definitive.

Conseguentemente, al medesimo capoverso sopprimere le parole: né sia indagato o imputato per gli stessi reati.
1. 502.Bernardini, Beltrandi, Farina Coscioni, Mecacci, Maurizio Turco, Zamparutti.

Al comma 1, lettera a), capoverso «2-bis», dopo le parole: delitti contro aggiungere le seguenti: la pubblica amministrazione, la fede pubblica, l’amministrazione della giustizia.
1. 100.Di Pietro, Palomba.

ART. 2.

Al comma 1, lettera b), capoverso, sopprimere le parole: comma 1, lettera c).
2. 1.Contento.

Al comma 1, lettera e), numero 1), capoverso, sostituire la parola: parere con la seguente: provvedimento.

Conseguentemente, al comma 1, lettera e), numero 2), capoverso «7-bis» la parola: parere è sostituita con la seguente: provvedimento.
2. 500.Bernardini, Beltrandi, Farina Coscioni, Mecacci, Maurizio Turco, Zamparutti.

Posted in banche, comitato solidarietà vittime us, disegno legge centaro modifica n, fainotizia, mafie, racket, rita bernardini, scilipoti, solidarietà, stato di diritto, stato sociale, usura, usura ed estorsione bancaria, vittime, welfare | 14 Comments »

Un’altra importante iniziativa del Forum Nazionale Antiusura Bancaria

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 26 novembre 2010

Domenica 21 Novembre, a Roma, si è tenuta un'altra importante iniziativa del Forum Nazionale Antiusura Bancaria. FORUM ROMA 21 11 2010 013
Scopo dell'incontro, tenutosi in una sala del Centro Congressi Villa Aurelia, a cui hanno partecipato i vari rappresentanti territoriali è stata, principalmente, l'esposizione dei motivi per i quali il Presidente del Forum on. Scilipoti, cui si sono unite varie vittime di usura, ha deciso di interessare le Procure della Repubblica della Penisola su varie ipotesi di reato consumate dai responsabili delle banche a partire dal 1993.
FORUM ROMA 21 11 2010 042Durante l'incontro, quale componente del comitato esecutivo del Forum, ho ricordato gli obiettivi dell'associazione -nata a Febbraio 2010 e costituitasi ad Aprile-, la necessità di sensibilizzazione delle Istituzioni ed esposto i principali punti della convenzione che il Forum sta redigendo e che sarà presto sottoposta ai professionisti che intendano collaborare a difesa delle vittime di usura bancaria.

L'evento ha suscitato l'interesse anche degli operatori di Striscia la Notizia, di vari siti internet e giornali on line. Roberto Di Napoli

!cid_1c9301cb13a3$bd21ecbd$_CDOSYS2

Posted in anatocismo, fainotizia, racket, usura, usura ed estorsione bancaria, vittime | Leave a Comment »

Non c’è usura bancaria? Il G.I.P. nega la richiesta di archiviazione e ordina più approfondite indagini

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 7 novembre 2010

Chi si oppone alle pretese avanzate da banche e, spesso, relative al saldo di conto corrente determinatosi nel corso degli anni con l'addebito di somme riconosciute non dovute dalla legge e dalla giurisprudenza (ad esempio, per anatocismo, commissioni di massimo scoperto, ecc.) sa bene quanto ardua sia la battaglia trovandosi, il più delle volte, a dover affrontare, innanzitutto, la durata non breve del processo civile a fronte, magari, dell'eccessiva velocità delle procedure esecutive pur quando fondate su titoli illegittimi; in secondo luogo, dovendo subire le conseguenze delle arbitrarie segnalazioni a sofferenza presso le centrali rischi.

Chi “osa”, poi, interessare anche il magistrato penale sostenendo l'usurarietà degli interessi, invece che ricevere tutela, talvolta riceve la richiesta di archiviazione, ossia, la richiesta del Pubblico Ministero di archiviare il procedimento penale.

Ho sempre avuto la sensazione che, a fronte del medesimo importo di capitale goduto, dei giorni di disponibilità del denaro e della pretesa restitutoria, diverso sia l'esito del procedimento penale se ad avanzare la richiesta sia una banca o un usuraio. Se è quest'ultimo a insistere, di fronte alla denuncia della persona offesa o in seguito ad apertura del procedimento d'ufficio, sono certo che, in poche ore, verrebbe giustamente arrestato e, in seguito, condannato.

Maggiori dubbi, invece, se ad avanzare identica pretesa è la banca. Le commissioni di massimo scoperto rientrano nel tasso effettivo? “No, non rientrano e il tasso effettivo globale non supera il tasso soglia” è, in sostanza, il ragionamento di alcuni P.M. oltre che della difesa delle banche; “Si, rientrano e, dunque, il tasso effettivo è usurario”, secondo quanto sostenuto correttamente da altri P.M. e dalla Suprema Corte di Cassazione. Allora, a questo punto, continuano a sorgere altri dubbi: c'è stata usura ma il povero direttore o il rappresentante del colosso bancario non lo sapevano. Quest'ultimo, d'altronde, avrà stipendi o buonuscite di milioni di euro ma non può, di certo, sprecare tempo a studiare; deve pensare, forse, ai numeri, agli utili e non, di certo, a chi e cosa c'è dietro a quelle pretese, ossia, alle famiglie, alle loro case, alle imprese e ai lavoratori.

Per fortuna esistono anche magistrati seri, preparati e coraggiosi che non hanno paura di ascoltare la debole persona offesa di fronte al colosso bancario: a costo di apparire “controcorrente”. Rappresenta un ulteriore esempio di correttezza, severità e imparzialità il provvedimento di un G.I.P. di un tribunale pur del “profondo Sud”. Per ovvie ragioni -ed essendo, tra l'altro, irrilevante il nome del magistrato, della persona offesa e della banca- li ometto anche per non rischiare di favorire in alcun modo quest'ultima.

Un commerciante denuncia una potente banca sostenendo l'usurarietà degli interessi applicati su due rapporti di conto corrente per oltre dieci anni. La sua tesi viene confermata dal proprio consulente di parte che rileva l'usura in vari trimestri; più volte, presa carta e penna, il povero commerciante-persona offesa, scrivendo a mano ma con perfetta conoscenza della lingua italiana, redige e deposita “memorie”. Il P.M. affida le indagini alla Guardia di Finanza che, piuttosto che analizzare gli interi rapporti, dopo qualche mese, deposita un foglio attestando di avere analizzato quattro trimestri e, al contrario di quanto sostenuto dal consulente di parte, smentendo la possibilità che il rapporto fosse usurario. Il giorno dopo il deposito della “consulenza” di un foglio delle Fiamme gialle, il P.M. presenta richiesta di archiviazione.

Chiaro il significato: non c'è usura, non c'è estorsione, insomma niente.

Il commerciante, però, potrà non avere ricchezza (forse anche per colpa di qualche banca) ma ha ancora inchiostro e, soprattutto, forza e costanza. Prende foglio e penna e, scrivendo in corsivo, si oppone alla richiesta di archiviazione del P.M. Il G.I.P. fissa l'udienza in camera di consiglio e, quasi alla vigilia, la persona offesa mi conferisce mandato di difenderlo. Con memoria integrativa e in udienza ho illustrato, oltre agli altri reati commessi, la lacunosità, per non dire assenza, delle indagini ed evidenziato come sarebbe stato necessario l'esame degli interi rapporti bancari e non di quattro trimestri (peraltro, nemmeno consecutivi) come , invece, fatto dalla Guardia di Finanza. Ho, inoltre, evidenziato come nemmeno fosse stata indicata la metodologia seguita nei calcoli e come nessuna indagine fosse stata espletata al fine di verificare, a prescindere dal superamento del tasso soglia, la situazione di difficoltà economiche della persona offesa e gli oneri sproporzionati.

Ero già al corrente e avevo già letto del coraggio e della preparazione del giovane G.I.P. che, alla fine dell' udienza, si è riservato di decidere. Dopo qualche giorno la decisione. Il G.I.P. non ha accolto la richiesta avanzata dal P.M. e ha ordinato ulteriori indagini proprio perché, come da noi sostenuto, “la Guardia di Finanza si è limitata ad esaminare soltanto uno dei due rapporti bancari intrattenuti (…) e, nell'ambito di quel rapporto (…) ha preso in considerazione soltanto alcuni (per l'esattezza quattro) e non tutti i trimestri del rapporto stesso”.

Particolarmente importante l'ordinanza, poi, laddove il giudice ritiene la necessità di verificare, relativamente ad entrambi i rapporti intrattenuti, l'usurarietà degli oneri addebitati dalla potente banca avendo riguardo a tutti i trimestri e, in ogni caso, accertando l'eventuale usurarietà anche a prescindere dal superamento del tasso soglia, cioè, secondo quanto previsto dall'art. 644, terzo comma, cod. pen., ossia, come da noi sostenuto, accertando lo stato di difficoltà economica della vittima (cliccare qui e qui per leggere le due pagine del provvedimento).

Ma non solo. Il coraggioso G.I.P. è stato ulteriormente preciso disponendo che, al fine di valutare l'eventuale carattere usurario del T.E.G., si tenga conto delle memoria difensiva con particolare riguardo ai quesiti in essa indicati nonché ordinando ogni altra attività contabile ritenuta utile al fine di meglio precisare le condotte illecite ipotizzate “ovvero accertarne ulteriori e diverse”.

E poi dicono che l'usura bancaria non esiste o è un'invenzione di qualche disperato! Forse esiste, piuttosto, un diverso modo di effettuare le indagini o una diversa “sensibilità” di fronte al gravissimo problema. Certo è che, quando si teme che alcuni processi più “interessanti” e seguiti dai media possano essere ostacolati da progetti di legge, allora con la Costituzione in mano si cerca di apparire difensori assoluti del principio dell'obbligatorietà dell'azione penale. Perché, allora, troppe volte si assiste ad indagini superficiali quando gli accusati sono i responsabili di banche? Come si spiega il tanto difeso principio dell'obbligatorietà dell'azione penale con richieste di archiviazione così frettolose pur quando il comune cittadino o imprenditore denuncia il pericolo di perdita della casa, la distruzione dell'impresa o la perdita del patrimonio? Sono reati meno interessanti? di minore pericolo sociale? È più importante tutelare lo stipendio milionario di sedicenti manager evitando di sbatterli in galera rispetto all'economia italiana e alla vita di tanti imprenditori o cittadini onesti? Forse non si hanno presenti i danni alla persona oltre che al patrimonio. Alla faccia del diritto, della legge e dell'azione penale. Roberto Di Napoli

 

Posted in anatocismo, banche, fainotizia, giustizia giusta, racket, restituzione somme da capitalizz, stato di diritto, usura, usura ed estorsione bancaria, vittime | 7 Comments »

Roma 27 Luglio, Biblioteca Camera dei Deputati: Convegno e presentazione del mio libro “Anatocismo e vizi nei contratti bancari”

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 24 luglio 2010

LOCANDINA 27 luglio 10Martedì 27 Luglio p.v. , presso la sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati, a Roma in Via del Seminario 76 (cliccare qui per vedere come raggiungerla), dalle ore 18 alle 20, Angel Company -associazione di promozione sociale vincitrice del bando Principi Attivi Regione Puglia– organizza un incontro, con autorevoli relatori, su "La tutela delle imprese e dei consumatori nei rapporti bancari".
Nel corso di tale incontro verrà presentata la III edizione del mio volume "Anatocismo e vizi nei contratti bancari", edito da Maggioli Editore.

Introducono: Avv. Antonio Conte (Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma); Avv. Giusy Cervellera (Avvocato in Roma – Presidente e Fondatrice di Angel Company);
Coordina i lavori: Dott. Luigi Bonatesta (dottore commercialista e revisore dei conti – Vice Presidente e fondatore di Angel Company).
Intervengono: On. Dott. Domenico Scilipoti (Deputato e Presidente del Forum Nazionale Antiusura Bancaria); Dott. ssa Serena Visintin (Assessore alla Provincia di Roma per la politica del personale, tutela del consumatore, lotta all'usura); Avv. Rosa Ierardi (Avvocato in Roma – Presidente di A.G.R. Associazione Giuristi Romani); Dott. Cons. Pietro Nigris Cosattini (Magistrato di Cassazione. Già consigliere presso la Corte d'Appello di Roma); Avv. Roberto Di Napoli (Avvocato in Roma; autore del volume "Anatocismo e vizi nei contratti bancari").
Prevista, inoltre, la partecipazione di imprenditori, professionisti e vittime di usura bancaria.

Mi farebbe molto piacere averVi in tale occasione e sono certo che, apprezzando l'iniziativa, diffonderete agli amici o, comunque, agli interessati all'argomento.


Per ovvie ragioni organizzative, è gradita, anche fino alla medesima giornata del 27 Luglio p.v., conferma della Vostra presenza col nominativo dei partecipanti.

L'accesso è libero fino ad esaurimento posti previa gradita prenotazione da confermare mediante commento a questo post oppure via email all'indirizzo info@angelcompany.it o via fax al n. 0625210926 o anche telefonicamente al cell.: 3333901937
 

PROGRAMMA

Si parla, spesso e giustamente, della necessità di tutelare i cittadini di fronte ai predominanti interessi di banche e multinazionali.

Associazioni dei consumatori, codice del consumo e, seppur molto discutibili nella forma e nella sostanza, le cd. “class action”, rendono meno tortuose le possibilità di tutela e difesa . Con ciò non si ritiene che il consumatore sia perfettamente adeguato e tutelato, bensì, che esiste, di certo, rispetto al passato, una reale cognizione delle problematiche.

La crisi economica tuttora in corso, poi, avrebbe dovuto rendere centrali, soprattutto nel sistema Italia, le necessità di tutela delle piccole e medie imprese. Parlando in termini pratici, invece, è come se non fossero completamente avvertite le difficoltà cui devono far fronte quotidianamente gli imprenditori.

Preoccupante è infatti il dato relativo alle imprese fallite, o che, comunque, hanno aperto negli ultimi mesi procedure concorsuali: dato che non è affatto in diminuzione. Nell'ultimo trimestre 2009 si sono registrate circa 2.900 procedure fallimentari, +15% rispetto allo stesso periodo 2008, trimestre in cui si era già registrato un aumento di fallimenti del 43% rispetto al 2007. Tale incremento ha coinvolto soprattutto il Nord e, appunto, le piccole e medie imprese. A tali dati si abbina un'altra realtà non di certo confortante. Trattasi dei dati relativi all'accesso al credito specifico delle PMI. Ad un'impresa su cinque è stato completamente negato il prestito bancario, e l'83% delle banche ha mantenuto inalterati i rigidi standard creditizi: ciò ha paradossalmente comportato la diminuzione della domanda dei prestiti.

Eppure non sempre l'imprenditore o consumatore, emarginato dal sistema bancario a causa, magari, delle segnalazioni alla Centrale Rischi, è realmente debitore. Non sono pochi, infatti, i casi nei quali, all'esito dei giudizi, il saldo si è rivelato a credito del cliente o, comunque, inferiore a quanto risultante dall'estratto conto gravato, nel coso del rapporto, di interessi ed oneri in realtà non dovuti.

Appare ormai consolidato, poi, l'orientamento della giurisprudenza in merito alle segnalazioni a sofferenza presso la centrale rischi.

Orientamenti indubbiamente a tutela degli imprenditori, che però continuano a scontrarsi con le posizioni degli istituti di credito, e soprattutto con le difficoltà dovute alle lungaggini del sistema giudiziario italiano.

Nel corso dell’incontro verrà presentato il volume scritto dall’Avv. Roberto Di Napoli “Anatocismo e vizi nei contratti bancari”, giunto alla III edizione ed edito dalla prestigiosa e “storica” Maggioli Editore.

Il volume che ha già venduto migliaia di copie nelle precedenti edizioni (già recensite e pubblicizzate su vari quotidiani, come Il sole 24 Ore, Italia Oggi e su vari siti internet, oltre che essere presente nelle principali biblioteche come emerge dal sito dell'indice bibliografico nazionale), è di particolare importanza in questo periodo di crisi economica e di difficoltà nell'accesso al credito.

Vengono affrontati, infatti, con stile e linguaggio molto semplice ed accessibile anche ai non professionisti, i vizi più diffusi nei rapporti bancari e le modalità per difendersi dalle pretese illegittime.

Uno dei motivi per i quali, ogni giorno, falliscono non poche imprese e varie famiglie sono costrette a rilasciare la propria abitazione o i propri beni, è proprio il costante ricorso, da parte di banche, ad azioni esecutive pur quando il contratto è palesemente nullo o i rapporti sono viziati da addebiti effettuati, nel corso del rapporto, in violazione di quanto sancito dalla legge. Non sempre, infatti, l'imprenditore o il cittadino conosce come contestare tali pretese illegittime e, spesso, quando decide di rivolgersi al giudice è troppo tardi od è ormai distrutto a causa delle già avvenute segnalazioni presso le varie centrali rischi. 

Posted in anatocismo, banche, estorsione, fainotizia, giustizia giusta, informazione, libri, mafie, malagiustizia, presentazione libro anatocismo e, racket, responsabilità magistrati, sospensione esecuzione vittime u, stato di diritto, stato sociale, urgente solidarietà, usura, usura ed estorsione bancaria, vittime | 1 Comment »

25.6.10,Palazzo Marini (Camera dei Deputati).In centinaia al I°convegno del Forum Naz. Antiusura Bancaria. Mio intervento

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 2 luglio 2010

foto 1La partecipazione di centinaia di persone al I° convegno del Forum Nazionale Antiusura Bancaria tenutosi sabato scorso 25 Giugno a Roma presso la Sala delle Conferenze di Palazzo Marini (Camera dei Deputati) ha incoraggiato ancora di più il Forum, fondato mesi fa -con l'ausilio dell'on. Scilipoti che ne è il Presidente- da rappresentanti di varie associazioni, da professionisti, imprenditori e numerose vittime di usura bancaria
(Nella foto accanto, gentilmente fornita da Marco Chinellato, da sinistra a destra: Emidio Orsini, Gianni Chinellato, io e Francesco Petrino).

Considerato lo sciopero nei servizi di trasporto non immaginavo tanta affluenza. Sono rimasto molto contento, invece, nel vedere l'interesse di vittime arrivate da ogni parte d'Italia che hanno riempito la sala costringendo numerose persone a restare in piedi. Vedere centinaia di vittime che, pur distrutte dall'usura bancaria e dai paradossi della giustizia italiana, hanno conservato la più grande ricchezza, ossia, la dignità e la forza di combattere contro le ingiuste pretese, ha un preciso significato: significa che in questo Paese ci sono tantissime persone perbene stanche ma pronte a manifestare solidarietà.

Nella qualità di membro del comitato esecutivo del Forum e di coordinatore del gruppo di lavoro (insieme al Prof. Petrino e ai colleghi Cozza e Peca) che ha redatto il testo di proposta di legge di modifica dell'art. 50 del Testo Unico Bancario e di alcune norme del codice di procedura penale relative ai termini per la proposizione dell'opposizione alla richiesta di archiviazione (proposte di legge già depositate alla Camera dei Deputati dall'on. Scilipoti e aventi numero 3523 e 3526), ho illustrato la ratio della modifica e, sia pur sinteticamente, gli strumenti attualmente offerti dall'ordinamento giuridico al fine di contrastare le pretese illegittime.

convegno forum 2(Nella foto di Marco Chinellato, al centro: l'on. Scilipoti)
 

Nel corso del mio intervento ho manifestato alcune mie considerazioni. E' assurdo che la giustizia sia velocissima nelle esecuzioni immobiliari che distruggono migliaia di persone e famiglie e hanno fatto fallire l'economia italiana:  anche se, da ormai oltre un decennio, la giurisprudenza sia costante nel ribadire l'illegittimità di varie clausole contrattuali e malgrado all'esito dei lunghissimi giudizi, quasi mai, il credito vantato dalla banca corrisponde a quanto accertato dal giudice . L'ordinamento offre vari strumenti giuridici per contrastare le indebite pretese. Il problema è che la gente, gli imprenditori che devono pensare a lavorare, spesso, non ne sono a conoscenza o non hanno nemmeno la forza di recarsi dall'avvocato.

E' per questo che si rende necessaria l'approvazione urgente, da parte del Parlamento, della proposta di legge voluta dal Forum Nazionale Antiusura Bancaria e firmata dall'on. Domenico Scilipoti che si è rivelato particolarmente sensibile alle vittime. E' una proposta di legge -ho fatto presente nel corso del mio intervento- con la quale si chiede la modifica dell'art. 50 del Testo Unico Bancario che, attualmente, consente alle banche di ottenere il decreto ingiuntivo sulla base dell'estratto conto e di una semplice dichiarazione di un funzionario il quale attesta che il credito corrisponde alle scritture contabili della banca. Il più delle volte -ho ricordato- si verifica che quando l'apparente debitore propone opposizione, all'esito del giudizio, come detto, il credito accertato non corrisponde a quello vantato dalla banca. Nel frattempo, però, l'impresa o la vittima è distrutta e nessuno, di certo, può risarcire la perdita della serenità. Con la modifica dell'art. 50 del T.U.B. si chiede l'inserimento di alcuni commi che prevedono che nel caso in cui, all'esito del giudizio, la pretesa della banca si scopra essere stata superiore del 10 %, essa debba risarcire automaticamente una somma pari al triplo del credito ingiunto e il giudice civile debba trasmettere gli atti al Procuratore della Repubblica per i delitti di usura ed estorsione. E', certamente, una pena severa ma lo scopo -ho precisato- è proprio quello di disincentivare condotte che, oltre che delittuose, sono contrarie alla buona fede contrattuale, determinano danni ingenti all'utente e, soprattutto, hanno determinato la distruzione di migliaia di imprese: insomma, dell'economia italiana. Con la modifica dell'art. 50 T.U.B., recependosi quanto più volte affermato dalla giurisprudenza, si prevede, inoltre, che, laddove il credito ingiunto sia contestato, la banca non possa procedere alla segnalazione a sofferenza presso la Centrale dei Rischi della Banca d'Italia oppure deve segnalare che il credito è contestato.
 
Con autonoma proposta di legge (n.3526) già firmata e depositata dall'on. Scilipoti si chiede, inoltre, la modifica di alcune norme del codice di procedura penale al fine di consentire l'opposizione alla richiesta di archiviazione nel termine di 30 giorni (e non in quello, insufficiente, di 10 giorni ora previsto) nonchè la ricorribilità in Cassazione dell'ordinanza che decide sull'archiviazione. Dall'affluenza delle vittime che, malgrado lo sciopero, sono partite da ogni parte d'Italia per raggiungere Palazzo Marini (Camera dei Deputati), è evidente l'apprezzamento delle iniziative del neocostituito Forum Nazionale Antiusura bancaria.

Sentire le testimonianze delle loro sofferenze, dei paradossi giudiziari, quali quelli che si verificano laddove si archiviano procedimenti pur quando il consulente tecnico ha accertato l'usura o laddove giudici delle esecuzioni non sospendono il rilascio dell'abitazione della vittima pur quando essa abbia ottenuto la sospensione per trecento giorni ex art. 20 l. 44/99 (normativa antiracket ed antiusura), rende evidente, però- secondo me- un altro dato oggettivo ed inconfutabile: la necessità della riforma della legge sulla responsabilità civile del magistrato. Non è un'esigenza di un partito o dell'altro. E' un'emergenza nazionale che va affrontata per evitare paradossi intollerabili in uno Stato di diritto e alla quale tutti i partiti e tutti i politici devono collaborare al fine di assicurare ai cittadini la serietà, serenità, competenza e trasparenza dei magistrati. Roberto Di Napoli

!cid_1c9301cb13a3$bd21ecbd$_CDOSYS2
 

Posted in comitato solidarietà vittime us, estorsione, fainotizia, lotta alla mafia, mafie, malagiustizia, paese dei balocchi, petizioni, racket, responsabilità magistrati, riforma ordinamento giudiziario, sit-in per la giustizia, sospensione esecuzione vittime u, stato di diritto, urgente solidarietà, usura, usura ed estorsione bancaria, vittime | 2 Comments »

Premio Terra del Sole Award

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 13 giugno 2010

Terra del sole Award 2010 1Sono stato felice, sabato 5 Giugno, di essere a Gallipoli, dove, comunque, sono cresciuto, dove ho frequentato le scuole e conosciuto i miei più affettuosi, veri ed inseparabili amici ai quali mi legano, ogni volta che ritorno, momenti felici ed indimenticabili. Non mi aspettavo di ricevere un importante e prestigioso riconoscimento: il Terra del Sole Award 2010. Da 41 anni, il Terra del Sole Award, come ricordato sui vari giornali e siti, è un importante riconoscimento attribuito a "personalità" pugliesi che si sono distinte in ambito nazionale ed internazionale. E' inserito nell'ambito del Premio Barocco la cui serata conclusiva, da oltre dieci anni, è trasmessa in diretta, in prima serata, su Rai Uno ed ha avuto il premio di rappresentanza della Presidenza della Repubblica oltre ad essere patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Regione Puglia, dall'Università del Salento, dalla Camera di Commercio di Lecce e dal Comune di Gallipoli. Negli ultimi anni il Premio Barocco è stato ritirato da personaggi come Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Sophia Loren, Rita Levi Montalcini, da grandi giornalisti come Feltri, Mimun, Paolo Mieli e il Terra del Sole Award attribuito a professionisti e personalità pugliesi.
Sono stato, quindi, contento di ricevere un riconoscimento così prestigioso da parte di una commissione presieduta dal Magnifico Rettore dell'Università del Salento, presente alla cerimonia, e consegnatomi dal gen. Di Nuzzo, comandante del Nucleo per l'Editoria e la radiodiffusione della Guardia di Finanza, alla presenza del Patron del Premio  Barocco, dott. Fernando Cartenì,
del consigliere di amministrazione della RAI on. Rositani, del Presidente della Camera di Commercio, dott. Prete e di altre autorità.Terra del Sole Award 2010 2

Onorato, inoltre, della motivazione per la quale mi è stato attribuito il riconoscimento, quale difensore di consumatori e di vittime di usura ed estorsione "per la sensibilità, attenzione e dedizione ai più deboli" (cliccare qui per  il video integrale della consegna del premio e del mio breve intervento).
 

Terra del Sole Award 2010 3E' inutile dire che, ascoltando le parole della motivazione, ho subito ritenuto il riconoscimento come attribuito a me ma anche a tutti i miei veri amici, alle vittime di usura ed estorsione e ai più deboli di cui, spesso, nemmeno si ha notizia in quanto stremati e privi di forze.

Nel mio breve intervento ho, tra l'altro, fatto i miei complimenti alle Forze dell'ordine per l'attività di contrasto all'usura e all'estorsione. Ho, però, anche ricordato che tale attività deve essere intensificata in quanto le vittime, sia dell'usura ed estorsione criminale che di quella bancaria, hanno bisogno di essere tutelate effettivamente. Da Belluno a Marsala ci sono imprenditori e famiglie economicamente in ginocchio e, a mio avviso, come più volte ho scritto qui, uno dei motivi principali della crisi non è solo il difficile accesso al credito ma anche la persistenza di banche a pretendere somme che, all'esito dei giudizi, si rivelano non dovute. Non va dimenticato, infatti, che dietro ad ogni impresa c'è un imprenditore ma c'è, soprattutto, una persona, una famiglia, un'abitazione che vanno tutelate: a maggior ragione da pretese ingiuste.
Ringrazio tutta l'organizzazione del Premio Barocco e del Terra del Sole Award, la commissione ed il Magnifico Rettore che mi hanno onorato del prestigioso riconoscimento oltre che tutti gli amici che, anche questa volta, hanno dimostrato il loro affetto. Roberto Di Napoli

Posted in amici veri, anatocismo, crisi, fainotizia, informazione, racket, salento, solidarietà, stato di diritto, stato sociale, storie semplici, urgente solidarietà, usura, usura ed estorsione bancaria, vittime | 2 Comments »

Ancora una volta (anzi altre due), l’arroganza della banca soccombe davanti al giudice

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 13 Maggio 2010

Ho sempre sostenuto che, in questo momento di aggravamento della crisi economica (perchè, in Italia, di aggravamento si tratta visto che, già da decenni, il Paese vive una crisi determinata da pretese, da parte di banche, troppo spesso coperte e che, invece, quando contestate di fronte a giudici imparziali, si rivelano infondate o difformi dal giusto dovuto), il dramma non è solo nella difficoltà per le imprese o privati ad ottenere credito, bensì, nella più grave situazione nella quale si trovano cittadini ed imprenditori onesti che sono costretti, quando possono, a difendersi in giudizio per far riconoscere l’infondatezza della pretesa vantata (per leggere altre mie riflessioni su crisi e credito, cliccare qui o qui). Ci sono stati, poi, come ho più volte ricordato, fallimenti disposti su istanza di banche prive di qualsivoglia documento che possa ritenersi prova valida del credito vantato. Eppure, malgrado la giurisprudenza sia concorde nel riconoscere l’illegittimità di vari addebiti (interessi anatocistici, commissioni di massimo scoperto prive di valido presupposto, interessi usurari, ecc.), le banche continuano a persistere nel richiedere il saldo che, spesso, si ripete, all’esito del giudizio, si rivela inferiore a quanto vantato se non, addirittura, a credito del correntista (impresa o privato) che, nel frattempo, è fallito o, comunque, distrutto economicamente o fisicamente a causa della perdita di serenità. In questi casi, al di là di interventi normativi che sembrano più degli slogan elettorali che provvedimenti effettivamente utili, ci vorrebbe l’innalzamento delle pene per reati che già sono previsti dall’ordinamento.
Malgrado singoli casi assurdi o qualche provvedimento abnorme, va dato atto, per fortuna, della presenza anche di giudici onesti e preparatissimi che impediscono l’aggravamento di reati o negano provvedimenti esecutivi richiesti dalla banca e che possono rivelarsi fatali per l’impresa o per la famiglia.

Esempio di attenzione, correttezza ed imparzialità, è l’ordinanza emessa dal Tribunale di Roma, depositata il 3 Maggio 2010. (cliccare qui per leggere il testo). Nel caso di specie, un noto colosso bancario aveva ottenuto un decreto ingiuntivo di oltre quarantamila euro nei confronti di una correntista e del padre quale fideiussore. Come al solito, nel richiedere il titolo, la banca ha sottaciuto la sussistenza di vari vizi, quali le commissioni di massimo scoperto, gli interessi anatocistici, clausole vessatorie e varie spese che avevano concorso a determinare quel saldo. Alla prima udienza, il 20 Aprile scorso, il giudice, di fronte alle contestazioni della correntista e del fideiussore, difesi dal sottoscritto insieme alla collega avv. Laura Barberio, si è riservata sull’istanza di provvisoria esecuzione richiesta dalla banca opposta. Appare particolarmente corretta l’ordinanza emessa dal giudice che, dopo avere constatato la fondatezza, allo stato, delle eccezioni degli opponenti, ha negato la provvisoria esecuzione del titolo ottenuto dalla banca.
Particolarmente interessante anche l’ordinanza del Tribunale di Ravenna del 13 Aprile 2010 (cliccare
qui
) con la quale il giudice, dopo avere accolto i quesiti suggeriti dall’opponente, difesa dal sottoscritto unitamente al collega avv. Antonio Tanza, di fronte alle difficoltà manifestate dal c.t.u., ha ribadito l’ordine alla banca di esibire gli originali degli assegni addebitati nel corso del rapporto.

Spiace considerare che, in questi anni, non allo stesso modo, a mio avviso, si sono comportati quei politici che, mentre vari giudici hanno continuato a ribadire l’illegittimità delle commissioni di massimo scoperto, ……. le hanno reintrodotte mascherate da un’apparente abolizione. Roberto Di Napoli

Posted in banche, crisi, fainotizia, giustizia giusta, racket, usura, usura ed estorsione bancaria, vittime | 4 Comments »