Carceri, la Corte Europea condanna l’Italia – Corriere.it.
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Carceri, la Corte Europea condanna l’Italia – Corriere.it
Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 8 gennaio 2013
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25.6.10,Palazzo Marini (Camera dei Deputati).In centinaia al I°convegno del Forum Naz. Antiusura Bancaria. Mio intervento
Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 2 luglio 2010
La partecipazione di centinaia di persone al I° convegno del Forum Nazionale Antiusura Bancaria tenutosi sabato scorso 25 Giugno a Roma presso la Sala delle Conferenze di Palazzo Marini (Camera dei Deputati) ha incoraggiato ancora di più il Forum, fondato mesi fa -con l'ausilio dell'on. Scilipoti che ne è il Presidente- da rappresentanti di varie associazioni, da professionisti, imprenditori e numerose vittime di usura bancaria
(Nella foto accanto, gentilmente fornita da Marco Chinellato, da sinistra a destra: Emidio Orsini, Gianni Chinellato, io e Francesco Petrino).
Considerato lo sciopero nei servizi di trasporto non immaginavo tanta affluenza. Sono rimasto molto contento, invece, nel vedere l'interesse di vittime arrivate da ogni parte d'Italia che hanno riempito la sala costringendo numerose persone a restare in piedi. Vedere centinaia di vittime che, pur distrutte dall'usura bancaria e dai paradossi della giustizia italiana, hanno conservato la più grande ricchezza, ossia, la dignità e la forza di combattere contro le ingiuste pretese, ha un preciso significato: significa che in questo Paese ci sono tantissime persone perbene stanche ma pronte a manifestare solidarietà.
Nella qualità di membro del comitato esecutivo del Forum e di coordinatore del gruppo di lavoro (insieme al Prof. Petrino e ai colleghi Cozza e Peca) che ha redatto il testo di proposta di legge di modifica dell'art. 50 del Testo Unico Bancario e di alcune norme del codice di procedura penale relative ai termini per la proposizione dell'opposizione alla richiesta di archiviazione (proposte di legge già depositate alla Camera dei Deputati dall'on. Scilipoti e aventi numero 3523 e 3526), ho illustrato la ratio della modifica e, sia pur sinteticamente, gli strumenti attualmente offerti dall'ordinamento giuridico al fine di contrastare le pretese illegittime.
(Nella foto di Marco Chinellato, al centro: l'on. Scilipoti)
Nel corso del mio intervento ho manifestato alcune mie considerazioni. E' assurdo che la giustizia sia velocissima nelle esecuzioni immobiliari che distruggono migliaia di persone e famiglie e hanno fatto fallire l'economia italiana: anche se, da ormai oltre un decennio, la giurisprudenza sia costante nel ribadire l'illegittimità di varie clausole contrattuali e malgrado all'esito dei lunghissimi giudizi, quasi mai, il credito vantato dalla banca corrisponde a quanto accertato dal giudice . L'ordinamento offre vari strumenti giuridici per contrastare le indebite pretese. Il problema è che la gente, gli imprenditori che devono pensare a lavorare, spesso, non ne sono a conoscenza o non hanno nemmeno la forza di recarsi dall'avvocato.
E' per questo che si rende necessaria l'approvazione urgente, da parte del Parlamento, della proposta di legge voluta dal Forum Nazionale Antiusura Bancaria e firmata dall'on. Domenico Scilipoti che si è rivelato particolarmente sensibile alle vittime. E' una proposta di legge -ho fatto presente nel corso del mio intervento- con la quale si chiede la modifica dell'art. 50 del Testo Unico Bancario che, attualmente, consente alle banche di ottenere il decreto ingiuntivo sulla base dell'estratto conto e di una semplice dichiarazione di un funzionario il quale attesta che il credito corrisponde alle scritture contabili della banca. Il più delle volte -ho ricordato- si verifica che quando l'apparente debitore propone opposizione, all'esito del giudizio, come detto, il credito accertato non corrisponde a quello vantato dalla banca. Nel frattempo, però, l'impresa o la vittima è distrutta e nessuno, di certo, può risarcire la perdita della serenità. Con la modifica dell'art. 50 del T.U.B. si chiede l'inserimento di alcuni commi che prevedono che nel caso in cui, all'esito del giudizio, la pretesa della banca si scopra essere stata superiore del 10 %, essa debba risarcire automaticamente una somma pari al triplo del credito ingiunto e il giudice civile debba trasmettere gli atti al Procuratore della Repubblica per i delitti di usura ed estorsione. E', certamente, una pena severa ma lo scopo -ho precisato- è proprio quello di disincentivare condotte che, oltre che delittuose, sono contrarie alla buona fede contrattuale, determinano danni ingenti all'utente e, soprattutto, hanno determinato la distruzione di migliaia di imprese: insomma, dell'economia italiana. Con la modifica dell'art. 50 T.U.B., recependosi quanto più volte affermato dalla giurisprudenza, si prevede, inoltre, che, laddove il credito ingiunto sia contestato, la banca non possa procedere alla segnalazione a sofferenza presso la Centrale dei Rischi della Banca d'Italia oppure deve segnalare che il credito è contestato.
Con autonoma proposta di legge (n.3526) già firmata e depositata dall'on. Scilipoti si chiede, inoltre, la modifica di alcune norme del codice di procedura penale al fine di consentire l'opposizione alla richiesta di archiviazione nel termine di 30 giorni (e non in quello, insufficiente, di 10 giorni ora previsto) nonchè la ricorribilità in Cassazione dell'ordinanza che decide sull'archiviazione. Dall'affluenza delle vittime che, malgrado lo sciopero, sono partite da ogni parte d'Italia per raggiungere Palazzo Marini (Camera dei Deputati), è evidente l'apprezzamento delle iniziative del neocostituito Forum Nazionale Antiusura bancaria.
Sentire le testimonianze delle loro sofferenze, dei paradossi giudiziari, quali quelli che si verificano laddove si archiviano procedimenti pur quando il consulente tecnico ha accertato l'usura o laddove giudici delle esecuzioni non sospendono il rilascio dell'abitazione della vittima pur quando essa abbia ottenuto la sospensione per trecento giorni ex art. 20 l. 44/99 (normativa antiracket ed antiusura), rende evidente, però- secondo me- un altro dato oggettivo ed inconfutabile: la necessità della riforma della legge sulla responsabilità civile del magistrato. Non è un'esigenza di un partito o dell'altro. E' un'emergenza nazionale che va affrontata per evitare paradossi intollerabili in uno Stato di diritto e alla quale tutti i partiti e tutti i politici devono collaborare al fine di assicurare ai cittadini la serietà, serenità, competenza e trasparenza dei magistrati. Roberto Di Napoli
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Ultimi giorni per gli emendamenti al d.d.l. antiusura … sperando che i parlamentari ascoltino i suggerimenti delle vittime!!!
Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 25 settembre 2009
Credo che, affinchè le vittime di usura ed estorsione siano effettivamente tutelate, così come per ogni efficace riforma che coinvolga la giustizia o i diritti dei cittadini, i parlamentari dovrebbero, oltre che conoscere il problema, cercare di capire quali siano, realmente, le necessità quotidiane e, soprattutto, gli ostacoli che queste incontrano dopo avere denunciato. Dovrebbero, inoltre, ascoltarne maggiormente le proposte, leggere le loro denunce od opposizioni a richieste di archiviazione e alcuni singolari provvedimenti emessi, in questi ultimi anni, dall’apposito ufficio del Comitato di solidarietà e del Commissario Straordinario del Governo; struttura, quest’ultima, che -nei casi in cui sussistano i presupposti- dovrebbe assicurare una pronta risposta ai bisogni degli imprenditori vittime, innanzitutto, non facendo aspettare anni prima di emettere un qualsiasi provvedimento; in secondo luogo, considerata l’altissima competenza in materia che, per essere nominati, hanno i membri di quell’ufficio, evitare, possibilmente, di emettere provvedimenti, così come si è verificato in alcuni casi di cui ho diretta conoscenza, così paradossali ed illegittimi da essere annullati dal TAR: le vittime, in sostanza, già disperate dopo avere denunciato lo strozzino o l’estorsore, non devono essere costrette a rivolgersi ai giudici per chiedere l’annullamento delle decisioni di una struttura appositamente istituita "per il coordinamento delle iniziative antiusura ed antiracket".
Si è già verificato (basta leggere vari casi pubblicati su internet), circa tre anni fa, che una giovane ragazza figlia di vittime, a Fermo, piuttosto che ottenere la sospensione dallo sfratto dall’abitazione, sia stata oggetto di un provvedimento di ricovero coatto in ospedale e la sua famiglia sbattuta fuori casa; che, in provincia di Lecce, una vittima, dopo avere subito un attentato dinamitardo per il quale era stata costretta a chiudere il ristorante, ha dovuto richiedere ed ottenere dal Tar l’annullamento della decisione del Commissario Straordinario secondo cui non poteva ottenere i benefici economici richiesti non esercitando più attività imprenditoriale (il Tar, invece, con una recente ed interessante pronuncia, ha riconosciuto il diritto all’elargizione in quanto non aveva potuto riaprire l’attività proprio a causa dell’insufficienza delle anticipazioni erogate); ed, ancora, sempre in provincia di Lecce, che un’altra vittima, dopo avere denunciato dieci anni prima e, ancora, in attesa del processo contro gli usurai ed estorsori (bancari), sia stata sbattuta fuori casa malgrado il blocco degli sfratti e la sospensione di cui all’art. 20 l. 44/99 e, pur dopo avere ottenuto la sentenza del TAR che ha riconosciuto il suo diritto ai benefici economici prima negati dal Commissario Straordinario, non ha ancora ricevuto un centesimo malgrado la sentenza sia, ormai, definitiva; che, a Napoli, ad un giovane imprenditore, pur dopo una sentenza di condanna a carico degli estorsori da lui denunciati, gli è stata negata la provvisionale richiesta con la motivazione che la tentata estorsione non gli avrebbe prodotto danni. Ed, intanto, fra un provvedimento e l’altro, fra la domanda di aiuto allo Stato e l’effettivo contributo, cosa fa la vittima? e la sua impresa, i suoi beni, la sua casa?
Ho letto, quest’estate, che più di un imprenditore, per colpa della crisi economica, si è tolto la vita. Il Governatore della Banca d’Italia, in un’audizione al Senato, ha sostenuto che le imprese, in periodi di crisi, sono maggiormente esposte al rischio di usura e, anche per questo, dunque, devono essere aiutate.
Ho già scritto, nei post di Aprile e dei mesi successivi, la mia opinione sul disegno di legge, approvato dal Senato, di riforma della normativa antiusura: sotto alcuni aspetti, un passo in avanti, ma, insufficiente, secondo me, ad evitare il reiterarsi di "contrasti interpretativi" simili a quelli che si sono verificati in questi anni ai danni delle vittime. E’ per questo che, dopo avere esaminato il testo del disegno di legge, ho ritenuto di suggerire ai deputati membri della Commissione Giustizia alcuni emendamenti che, a mio avviso, sarebbero necessari "per una tutela effettiva". Ho inviato, quindi, alla Camera dei Deputati una proposta- petizione che è stata annunciata alla seduta del 18 Giugno u.s. (n. 672) e trasmessa alla Commissione Giustizia (cliccare qui per leggere il testo).
Non so se almeno un deputato membro della Commissione mi abbia onorato della lettura. Io, anzi, noi, continueremo a leggere dal sito della Camera (o, comunque, dagli atti parlamentari) l’iter e gli interventi dei deputati (cliccare qui per andare, direttamente, alla scheda del disegno di legge all’esame della Camera e cliccare sulla data delle sedute sia per leggere i vari interventi, sia per cercare di capire i ……… "non interventi"). Potremo valutare, così, il loro effettivo interesse alla tutela delle vittime.
Mi fa piacere, intanto, leggere che l’on. Ferranti (Pd), alla seduta della Commissione del 16 Settembre 2009, si sia accorta di quanto ho rilevato anche io nella mia petizione, ossia, "(…) che le elargizioni previste per le vittime dell’usura dovrebbero essere estese anche alle vittime dell’estorsione (…)" e che anche l’on. Angela Napoli (PDL)ha assicurato di tenere in considerazione quanto suggerito da un’altra vittima dell’usura e della malagiustizia.
Spero che tutti i deputati membri della Commissione Giustizia recepiscano la necessità degli altri emendamenti suggeriti nella mia petizione.
Leggo dal sito della Camera che il termine per la presentazione degli emendamenti (originariamente fissato a Lunedì 28) scade il 30 Settembre p.v. .
Sono certo che le vittime continueranno a seguire l’iter di questa riforma sperando in una tutela effettiva. Ringrazio, intanto, chi, firmando sulla piattaforma www.firmiamo.it, ha condiviso la mia petizione. Per un evidente guasto della piattaforma, come ho già scritto in un mio precedente post, sembrano perse molte altre firme apposte tra il 4 e il 5 Giugno. In realtà, non sono affatto andate perse e sono state salvate. Cliccando su "statistiche", si apre la mappa dell’Italia e chi non vede, pur avendo firmato, il suo nome nell’elenco si accorgerà che il suo nome appare cliccando sulla bandierina nella mappa; sono, quindi, oltre un centinaio le persone che hanno firmato su firmiamo.it. Altri, come gli amici Domenico Bruni, Sergio Vigilante, Antonella Morsello e Beatrice hanno contribuito anche divulgando la mia petizione ai loro numerosi contatti o gruppi su facebook o mandando un fax o email alla Commissione Giustizia della Camera.
Insomma, spero che i parlamentari ascoltino ciò che è stato suggerito dalle stesse vittime! Roberto Di Napoli
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Firmiamo tutti insieme per una tutela effettiva delle vittime di usura ed estorsione!
Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 7 giugno 2009

La lettura di vari siti internet, i servizi dedicati da quotidiani e telegiornali (anche nazionali) a casi di usura ed estorsione suscitano l’impressione che, nel corso degli ultimi anni, non sono state poche le vittime che, dopo avere denunciato, si sono trovate prive delle tutela che si aspettavano dallo Stato e dalle Istituzioni. In alcuni casi, addirittura, sono state costrette a rivolgersi ai giudici amministrativi per ottenere il riconoscimento dei diritti previsti dalla legge e che un’apposita struttura dovrebbe assicurare con tempestività senza costringere le vittime, dopo avere denunciato gli usurai o estorsori, a chiedere giustizia anche nei confronti della pubblica amministrazione. La lentezza sia della giustizia che nella definizione del procedimento per la concessione dei previsti benefici economici, in vari casi, ha non solo aggravato la loro situazione economica ma, addirittura, determinato il paradosso di causare il fallimento dell’imprenditore, con la conseguente distruzione dell’impresa o, finanche, la vendita della propria abitazione a causa della stessa condotta degli imputati. Credo che, a volte, sarebbe sufficiente l’applicazione del criterio di interpretazione cd. "sistematica" della legge o la riflessione sulla ratio, ossia, sullo scopo che la legge intende perseguire, per applicarla nella maniera più corretta. In un Paese con un numero elevatissimo di condanne per la durata eccessiva dei processi, si dovrebbe assicurare all’imprenditore- professionista vittima che denuncia gli usurai ed estorsori una pronta tutela per evitare che la sua impresa od attività, nelle more della definizione del procedimento per la concessione dei benefici economici previsti dalla legge, sia distrutta e che, magari, a distruggerla siano gli stessi imputati. Ho sempre ritenuto che un’applicazione attenta della legge (non solo della normativa speciale cd. antiusura ed antiracket ma, soprattutto, del codice penale, di procedura penale, civile e di procedura civile, della legge fallimentare, ecc.) già consentirebbe di assicurare una tutela efficiente ed evitare alcuni assurdi paradossi che si sono verificati nel corso degli ultimi anni. Più di una volta, infatti, già i giudici amministrativi hanno affermato il principio che i benefici economici di cui alle leggi 44/99 e 108/96 sono dovuti anche all’imprenditore-vittima a cui carico pende una sentenza di fallimento; altre volte i giudici ordinari hanno anche affermato il principio che non può essere dichiarata fallita la vittima che abbia richiesto ed ottenuto il provvedimento di sospensione per trecenti giorni ex art. 20 l. 44/99. E’ ovvio che se una legge di riforma della normativa vigente può servire a sancire espressamente i diritti già riconosciuti dalla giurisprudenza -in modo da evitare il ripetersi di errori interpretativi contribuendo, così, ad una tutela effettiva delle vittime- essa non può che essere apprezzata. Ho già scritto nei precedenti post che il disegno di legge approvato al Senato ed, attualmente, all’esame della Camera dei Deputati costituisce, di certo, un apparente passo in avanti. Ritengo, tuttavia, che siano necessari alcuni emendamenti al fine di evitare che, ancora una volta, erronee interpretazioni possano rivelarsi dannose per le vittime. E’ per questo che, come consentito dall’art. 50 della Costituzione e dai Regolamenti parlamentari, ho redatto ed inviato alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati la mia proposta-petizione di emendamenti. Penso che sarebbe molto utile che non solo ogni vittima ma anche ogni cittadino che condivida la mia proposta la sostenga con un gesto semplicissimo: una firma; un gesto, anzi, che, per i pratici di "internet", richiede ancora meno tempo rispetto a quello che si impiega per prendere carta e penna. Vari amici (ma anche persone con cui, ormai, condividiamo lo scambio di opinioni su facebook o sui vari siti e blog) l’hanno fatto un minuto dopo averli avvisati di aver predisposto "l’elenco virtuale". La mia petizione è già pervenuta alla Camera dei Deputati. Sarebbe utile, però, il sostegno di tutti raccogliendo quante più firme possibile. Ho inserito la mia petizione (oltre che nel precedente post si può leggere anche cliccando qui) sulla piattaforma firmiamo.it. Chiunque intenda leggerla e, se condivisa, sottoscriverla, può cliccare qui o sullo striscione scorrevole sopra, all’inizio della pagina di questo mio blog. Dopo avere inserito ed inviato i dati seguendo le semplicissime istruzioni, ricordo di andare nella casella di email che si è indicata e cliccare sul link indicato (altrimenti il proprio nome non comparirà nell’elenco). Un’ulteriore modo per sostenere la mia petizione, infine, è, ovviamente, il commento a questo post o a quello immediatamente precedente ricordando, magari, di inserire il proprio nome e cognome (che, tra l’altro, è un gesto di educazione quando si lascia un commento e non si vuole restare "anonimo"). Chi ha un sito o un blog, poi, può diffondere la raccolta di firme incollando uno dei due banner come quelli indicati qui sotto e di cui trova i codici cliccando su "diffondi" nella pagina della petizione (clicca qui o su www.firmiamo.it/tutelaeffettivadellevittimediusuraedestorsione). Varie persone mi hanno chiesto di conoscere le posizioni assunte dai parlamentari in merito alle proposte suggerite. Ho inserito nel post precedente il link della pagina del sito della Camera dei Deputati da cui è possibile leggere i lavori e gli interventi dei parlamentari sul disegno di legge in questione. Ringrazio sin da ora tutti coloro che, dimostrando sensibilità alle vittime e la necessità di una vera riforma (che non sia solo "sulla carta"), hanno già contribuito o contribuiranno a diffondere la mia, anzi, la nostra petizione. Roberto Di Napoli
P.S.: ho notato che, da ieri 5 Giugno, non risultano nell’elenco su firmiamo.it alcune delle firme di amici che avevano firmato il giorno prima (che, tuttavia, risultano nella mappa). Credo che si tratti, soltanto, di un errore temporaneo della piattaforma (le firme, comunque, non sono andate perse e saranno tutte inoltrate alla Camera) ed, in ogni caso, chi non dovesse trovare il proprio nome nell’elenco può lasciare, eventualmente, anche un commento qui, oltre, ovviamente, a stampare la petizione e inviarla autonomamente, via fax, alla Camera dei Deputati.
Per copiare e incollare sul sito o blog il codice dei banner per diffondere la petizione, clicca qui
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