IL BLOG DI ROBERTO DI NAPOLI

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Archive for the ‘banche’ Category

Non c’è usura bancaria? Il G.I.P. nega la richiesta di archiviazione e ordina più approfondite indagini

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 7 novembre 2010

Chi si oppone alle pretese avanzate da banche e, spesso, relative al saldo di conto corrente determinatosi nel corso degli anni con l'addebito di somme riconosciute non dovute dalla legge e dalla giurisprudenza (ad esempio, per anatocismo, commissioni di massimo scoperto, ecc.) sa bene quanto ardua sia la battaglia trovandosi, il più delle volte, a dover affrontare, innanzitutto, la durata non breve del processo civile a fronte, magari, dell'eccessiva velocità delle procedure esecutive pur quando fondate su titoli illegittimi; in secondo luogo, dovendo subire le conseguenze delle arbitrarie segnalazioni a sofferenza presso le centrali rischi.

Chi “osa”, poi, interessare anche il magistrato penale sostenendo l'usurarietà degli interessi, invece che ricevere tutela, talvolta riceve la richiesta di archiviazione, ossia, la richiesta del Pubblico Ministero di archiviare il procedimento penale.

Ho sempre avuto la sensazione che, a fronte del medesimo importo di capitale goduto, dei giorni di disponibilità del denaro e della pretesa restitutoria, diverso sia l'esito del procedimento penale se ad avanzare la richiesta sia una banca o un usuraio. Se è quest'ultimo a insistere, di fronte alla denuncia della persona offesa o in seguito ad apertura del procedimento d'ufficio, sono certo che, in poche ore, verrebbe giustamente arrestato e, in seguito, condannato.

Maggiori dubbi, invece, se ad avanzare identica pretesa è la banca. Le commissioni di massimo scoperto rientrano nel tasso effettivo? “No, non rientrano e il tasso effettivo globale non supera il tasso soglia” è, in sostanza, il ragionamento di alcuni P.M. oltre che della difesa delle banche; “Si, rientrano e, dunque, il tasso effettivo è usurario”, secondo quanto sostenuto correttamente da altri P.M. e dalla Suprema Corte di Cassazione. Allora, a questo punto, continuano a sorgere altri dubbi: c'è stata usura ma il povero direttore o il rappresentante del colosso bancario non lo sapevano. Quest'ultimo, d'altronde, avrà stipendi o buonuscite di milioni di euro ma non può, di certo, sprecare tempo a studiare; deve pensare, forse, ai numeri, agli utili e non, di certo, a chi e cosa c'è dietro a quelle pretese, ossia, alle famiglie, alle loro case, alle imprese e ai lavoratori.

Per fortuna esistono anche magistrati seri, preparati e coraggiosi che non hanno paura di ascoltare la debole persona offesa di fronte al colosso bancario: a costo di apparire “controcorrente”. Rappresenta un ulteriore esempio di correttezza, severità e imparzialità il provvedimento di un G.I.P. di un tribunale pur del “profondo Sud”. Per ovvie ragioni -ed essendo, tra l'altro, irrilevante il nome del magistrato, della persona offesa e della banca- li ometto anche per non rischiare di favorire in alcun modo quest'ultima.

Un commerciante denuncia una potente banca sostenendo l'usurarietà degli interessi applicati su due rapporti di conto corrente per oltre dieci anni. La sua tesi viene confermata dal proprio consulente di parte che rileva l'usura in vari trimestri; più volte, presa carta e penna, il povero commerciante-persona offesa, scrivendo a mano ma con perfetta conoscenza della lingua italiana, redige e deposita “memorie”. Il P.M. affida le indagini alla Guardia di Finanza che, piuttosto che analizzare gli interi rapporti, dopo qualche mese, deposita un foglio attestando di avere analizzato quattro trimestri e, al contrario di quanto sostenuto dal consulente di parte, smentendo la possibilità che il rapporto fosse usurario. Il giorno dopo il deposito della “consulenza” di un foglio delle Fiamme gialle, il P.M. presenta richiesta di archiviazione.

Chiaro il significato: non c'è usura, non c'è estorsione, insomma niente.

Il commerciante, però, potrà non avere ricchezza (forse anche per colpa di qualche banca) ma ha ancora inchiostro e, soprattutto, forza e costanza. Prende foglio e penna e, scrivendo in corsivo, si oppone alla richiesta di archiviazione del P.M. Il G.I.P. fissa l'udienza in camera di consiglio e, quasi alla vigilia, la persona offesa mi conferisce mandato di difenderlo. Con memoria integrativa e in udienza ho illustrato, oltre agli altri reati commessi, la lacunosità, per non dire assenza, delle indagini ed evidenziato come sarebbe stato necessario l'esame degli interi rapporti bancari e non di quattro trimestri (peraltro, nemmeno consecutivi) come , invece, fatto dalla Guardia di Finanza. Ho, inoltre, evidenziato come nemmeno fosse stata indicata la metodologia seguita nei calcoli e come nessuna indagine fosse stata espletata al fine di verificare, a prescindere dal superamento del tasso soglia, la situazione di difficoltà economiche della persona offesa e gli oneri sproporzionati.

Ero già al corrente e avevo già letto del coraggio e della preparazione del giovane G.I.P. che, alla fine dell' udienza, si è riservato di decidere. Dopo qualche giorno la decisione. Il G.I.P. non ha accolto la richiesta avanzata dal P.M. e ha ordinato ulteriori indagini proprio perché, come da noi sostenuto, “la Guardia di Finanza si è limitata ad esaminare soltanto uno dei due rapporti bancari intrattenuti (…) e, nell'ambito di quel rapporto (…) ha preso in considerazione soltanto alcuni (per l'esattezza quattro) e non tutti i trimestri del rapporto stesso”.

Particolarmente importante l'ordinanza, poi, laddove il giudice ritiene la necessità di verificare, relativamente ad entrambi i rapporti intrattenuti, l'usurarietà degli oneri addebitati dalla potente banca avendo riguardo a tutti i trimestri e, in ogni caso, accertando l'eventuale usurarietà anche a prescindere dal superamento del tasso soglia, cioè, secondo quanto previsto dall'art. 644, terzo comma, cod. pen., ossia, come da noi sostenuto, accertando lo stato di difficoltà economica della vittima (cliccare qui e qui per leggere le due pagine del provvedimento).

Ma non solo. Il coraggioso G.I.P. è stato ulteriormente preciso disponendo che, al fine di valutare l'eventuale carattere usurario del T.E.G., si tenga conto delle memoria difensiva con particolare riguardo ai quesiti in essa indicati nonché ordinando ogni altra attività contabile ritenuta utile al fine di meglio precisare le condotte illecite ipotizzate “ovvero accertarne ulteriori e diverse”.

E poi dicono che l'usura bancaria non esiste o è un'invenzione di qualche disperato! Forse esiste, piuttosto, un diverso modo di effettuare le indagini o una diversa “sensibilità” di fronte al gravissimo problema. Certo è che, quando si teme che alcuni processi più “interessanti” e seguiti dai media possano essere ostacolati da progetti di legge, allora con la Costituzione in mano si cerca di apparire difensori assoluti del principio dell'obbligatorietà dell'azione penale. Perché, allora, troppe volte si assiste ad indagini superficiali quando gli accusati sono i responsabili di banche? Come si spiega il tanto difeso principio dell'obbligatorietà dell'azione penale con richieste di archiviazione così frettolose pur quando il comune cittadino o imprenditore denuncia il pericolo di perdita della casa, la distruzione dell'impresa o la perdita del patrimonio? Sono reati meno interessanti? di minore pericolo sociale? È più importante tutelare lo stipendio milionario di sedicenti manager evitando di sbatterli in galera rispetto all'economia italiana e alla vita di tanti imprenditori o cittadini onesti? Forse non si hanno presenti i danni alla persona oltre che al patrimonio. Alla faccia del diritto, della legge e dell'azione penale. Roberto Di Napoli

 

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Convegno e presentazione del mio libro

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 3 agosto 2010

foto 2Sono rimasto molto contento nel vedere, lo scorso 27 Luglio, la sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati piena di amici, professionisti ed imprenditori durante il convegno su "La tutela delle imprese e dei consumatori nei rapporti bancari" organizzato da Angel Company, associazione di promozione sociale fondata dal dott. Luigi Bonatesta e dall'avv. Giusy Cervellera. I lavori (sarà disponibile presto il video cliccando qui) sono stati introdotti dalla Presidente di Angel Company, avv. Cervellera, ricordando le difficoltà quotidiane cui devono far fronte imprenditori e consumatori non solo a causa delle difficoltà nell'accesso al credito, bensì anche nel doversi difendere da pretese da parte delle banche che, all'esito dei giudizi -purtroppo non brevi- non sempre si rivelano legittime. Sono, quindi, intervenuti l'on. Domenico Scilipoti, Deputato IDV e Presidente del Forum Nazionale Antiusura Bancaria, il quale ha ricordato il ruolo di fondamentale importanza che, in una società, dovrebbe essere riconosciuta alla persona e, dunque, al consumatore, nonchè il significato del rispetto della dignità umana, oggi, invece, trascurato in favore dell'individualismo e della logica del profitto; l'avv. Rosa Ierardi, presidente di A.G.R. -associazione giuristi romani-, che ha esposto gli strumenti offerti dall'ordinamento al fine di consentire anche al non abbiente, e, dunque, in alcuni casi anche all'imprenditore, la possibilità di difendersi in giudizio attraverso l'istituto del patrocinio a spese dello Stato; il dott. Pietro Nigris Cosattini, magistrato di Cassazione, già giudice presso la Corte d'Appello di Roma presso la sezione famiglia, il quale ha evidenziato alcune importanti pronunce in materia di vizi nei rapporti bancari e l'importanza dell'informazione affinchè gli strumenti di tutela offerti all'imprenditore o consumatore siano effettivamente conosciuti.

Sono rimasto molto felice, poi, oltre che per la presenza dei più cari amici e di tante altre persone che, foto 5partecipando, hanno manifestato interesse al tema, nel constatare, malgrado la modestia del mio lavoro, l'apprezzamento del mio "Anatocismo e vizi nei contratti bancari" , edito da Maggioli Editore, la cui III edizione è stata presentata nel corso del convegno.
 

E' un lavoro, la cui prima edizione è uscita nel 2005, col quale, ricordando la normativa e le più importanti e recenti sentenze in materia, ho cercato di fornire un ausilio a colleghi, professionisti e a quanti vogliano essere informati, oltre che sulle azioni esercitabili al fine di ottenere la restituzione di quanto addebitato nel corso del rapporto, anche sugli strumenti offerti dall'ordinamento al fine di contestare quelle pretese avanzate da banche che, invece, secondo la legge e giurisprudenza, non sono tutelabili .
Mi appare superfluo dire che vedere persone chefoto 4, in un pomeriggio afoso di fine Luglio, manifestano l'interesse a partecipare ad un convegno e ad una presentazione di un testo giuridico, oltre che rendere felice per l'affetto dimostrato, incoraggia e stimola ulteriori riflessioni e incontri sul tema.
Ringrazio, oltre a quanti, pur non potendo presenziare materialmente, hanno apprezzato l'iniziativa, la redazione del
Corriere della Sera, de La Gazzetta del Mezzogiorno e di Giustizia Giusta per l'attenzione dedicata. Roberto Di Napoli
 

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Roma 27 Luglio, Biblioteca Camera dei Deputati: Convegno e presentazione del mio libro “Anatocismo e vizi nei contratti bancari”

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 24 luglio 2010

LOCANDINA 27 luglio 10Martedì 27 Luglio p.v. , presso la sala del Refettorio della Biblioteca della Camera dei Deputati, a Roma in Via del Seminario 76 (cliccare qui per vedere come raggiungerla), dalle ore 18 alle 20, Angel Company -associazione di promozione sociale vincitrice del bando Principi Attivi Regione Puglia– organizza un incontro, con autorevoli relatori, su "La tutela delle imprese e dei consumatori nei rapporti bancari".
Nel corso di tale incontro verrà presentata la III edizione del mio volume "Anatocismo e vizi nei contratti bancari", edito da Maggioli Editore.

Introducono: Avv. Antonio Conte (Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma); Avv. Giusy Cervellera (Avvocato in Roma – Presidente e Fondatrice di Angel Company);
Coordina i lavori: Dott. Luigi Bonatesta (dottore commercialista e revisore dei conti – Vice Presidente e fondatore di Angel Company).
Intervengono: On. Dott. Domenico Scilipoti (Deputato e Presidente del Forum Nazionale Antiusura Bancaria); Dott. ssa Serena Visintin (Assessore alla Provincia di Roma per la politica del personale, tutela del consumatore, lotta all'usura); Avv. Rosa Ierardi (Avvocato in Roma – Presidente di A.G.R. Associazione Giuristi Romani); Dott. Cons. Pietro Nigris Cosattini (Magistrato di Cassazione. Già consigliere presso la Corte d'Appello di Roma); Avv. Roberto Di Napoli (Avvocato in Roma; autore del volume "Anatocismo e vizi nei contratti bancari").
Prevista, inoltre, la partecipazione di imprenditori, professionisti e vittime di usura bancaria.

Mi farebbe molto piacere averVi in tale occasione e sono certo che, apprezzando l'iniziativa, diffonderete agli amici o, comunque, agli interessati all'argomento.


Per ovvie ragioni organizzative, è gradita, anche fino alla medesima giornata del 27 Luglio p.v., conferma della Vostra presenza col nominativo dei partecipanti.

L'accesso è libero fino ad esaurimento posti previa gradita prenotazione da confermare mediante commento a questo post oppure via email all'indirizzo info@angelcompany.it o via fax al n. 0625210926 o anche telefonicamente al cell.: 3333901937
 

PROGRAMMA

Si parla, spesso e giustamente, della necessità di tutelare i cittadini di fronte ai predominanti interessi di banche e multinazionali.

Associazioni dei consumatori, codice del consumo e, seppur molto discutibili nella forma e nella sostanza, le cd. “class action”, rendono meno tortuose le possibilità di tutela e difesa . Con ciò non si ritiene che il consumatore sia perfettamente adeguato e tutelato, bensì, che esiste, di certo, rispetto al passato, una reale cognizione delle problematiche.

La crisi economica tuttora in corso, poi, avrebbe dovuto rendere centrali, soprattutto nel sistema Italia, le necessità di tutela delle piccole e medie imprese. Parlando in termini pratici, invece, è come se non fossero completamente avvertite le difficoltà cui devono far fronte quotidianamente gli imprenditori.

Preoccupante è infatti il dato relativo alle imprese fallite, o che, comunque, hanno aperto negli ultimi mesi procedure concorsuali: dato che non è affatto in diminuzione. Nell'ultimo trimestre 2009 si sono registrate circa 2.900 procedure fallimentari, +15% rispetto allo stesso periodo 2008, trimestre in cui si era già registrato un aumento di fallimenti del 43% rispetto al 2007. Tale incremento ha coinvolto soprattutto il Nord e, appunto, le piccole e medie imprese. A tali dati si abbina un'altra realtà non di certo confortante. Trattasi dei dati relativi all'accesso al credito specifico delle PMI. Ad un'impresa su cinque è stato completamente negato il prestito bancario, e l'83% delle banche ha mantenuto inalterati i rigidi standard creditizi: ciò ha paradossalmente comportato la diminuzione della domanda dei prestiti.

Eppure non sempre l'imprenditore o consumatore, emarginato dal sistema bancario a causa, magari, delle segnalazioni alla Centrale Rischi, è realmente debitore. Non sono pochi, infatti, i casi nei quali, all'esito dei giudizi, il saldo si è rivelato a credito del cliente o, comunque, inferiore a quanto risultante dall'estratto conto gravato, nel coso del rapporto, di interessi ed oneri in realtà non dovuti.

Appare ormai consolidato, poi, l'orientamento della giurisprudenza in merito alle segnalazioni a sofferenza presso la centrale rischi.

Orientamenti indubbiamente a tutela degli imprenditori, che però continuano a scontrarsi con le posizioni degli istituti di credito, e soprattutto con le difficoltà dovute alle lungaggini del sistema giudiziario italiano.

Nel corso dell’incontro verrà presentato il volume scritto dall’Avv. Roberto Di Napoli “Anatocismo e vizi nei contratti bancari”, giunto alla III edizione ed edito dalla prestigiosa e “storica” Maggioli Editore.

Il volume che ha già venduto migliaia di copie nelle precedenti edizioni (già recensite e pubblicizzate su vari quotidiani, come Il sole 24 Ore, Italia Oggi e su vari siti internet, oltre che essere presente nelle principali biblioteche come emerge dal sito dell'indice bibliografico nazionale), è di particolare importanza in questo periodo di crisi economica e di difficoltà nell'accesso al credito.

Vengono affrontati, infatti, con stile e linguaggio molto semplice ed accessibile anche ai non professionisti, i vizi più diffusi nei rapporti bancari e le modalità per difendersi dalle pretese illegittime.

Uno dei motivi per i quali, ogni giorno, falliscono non poche imprese e varie famiglie sono costrette a rilasciare la propria abitazione o i propri beni, è proprio il costante ricorso, da parte di banche, ad azioni esecutive pur quando il contratto è palesemente nullo o i rapporti sono viziati da addebiti effettuati, nel corso del rapporto, in violazione di quanto sancito dalla legge. Non sempre, infatti, l'imprenditore o il cittadino conosce come contestare tali pretese illegittime e, spesso, quando decide di rivolgersi al giudice è troppo tardi od è ormai distrutto a causa delle già avvenute segnalazioni presso le varie centrali rischi. 

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Mio intervento ad Arezzo alla presentazione del PLUB

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 2 giugno 2010

 

Arezzo 29 Maggio 2010

Sono stato lieto, sabato 29 Maggio 2010, di partecipare quale relatore alla presentazione, ad Arezzo, del PLUB, un movimento politico (partito di lotta all'usura bancaria) fondato dall'ing. Domenico Bruni che, solo su facebook, a pochi mesi dalla fondazione, conta oltre 4000 contatti.

Il PLUB,che ha pubblicamente esordito con proprio simbolo alle elezioni provinciali di Cosenza nel 2009 con il centro sx ed opera soprattutto attraverso la rete, social network FB con gruppo principale di oltre 4.000 iscritti e sito internet www.plub.it, ha come obiettivo la tutela dall’anatocismo,meccanismo di calcolo degli interessi sugli interessi,considerato causa di falsi e assurdi debiti che assillano una grandissima parte della popolazione ed individuato quale vera causa di crisi,disoccupazione,precarietà,sofferenza che, ormai spesso, trova tragico epilogo come dimostrano i numerosi suicidi riportati nelle cronache.
L’evento è stato costruito e diffuso utilizzando esclusivamente la rete internet.
I lavori sono stati introdotti e diretti da Domenico Bruni,fondatore e coordinatore del movimento,che ha relazionato sulla necessità di questo nuovo soggetto politico ed illustrato sulle conseguenze devastanti del consentito anatocismo nei mutui e nei conti corrente.
Hanno inoltre relazionato:

EGIDIO ROLICH PRESIDENTE A.R.T.Associazione Risparmiatori Tangobond:Bond Argentini e risparmio tradito
ROBERTO DI NAPOLI AVVOCATO:Strumenti giudiziari contro l'anatocismo
MARIO MORINI AVVOCATO:Sulla Conciliazione della nuova Legge 18.6.2009, n. 69
ANTONELLA MORSELLO :Una storia d'usura…e non solo
MARCO AFFATIGATO PRESIDENTE A.N.C.-ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSUMATORI:Le truffe dei prodotti previdenziali:121.4 you,my way..
Sono inoltre intervenuti Manuela Tenti Vicepresidente di DI S.O.S.ABUSI, Dott.ssa Francesca Maisano sulla sindrome da debito ingiusto,Andrea Rossi,Vincenzo Biagi,Beatrice Zadera.

Ringrazio l'ing. Domenico Bruni e tutti gli iscritti di avermi invitato quale relatore e faccio i miei più sinceri auguri per l'attività a tutela dei più deboli. Ringrazio, inoltre, tutti gli amici presenti per l'affetto e la considerazione di cui mi hanno onorato. Roberto Di Napoli

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Ancora una volta (anzi altre due), l’arroganza della banca soccombe davanti al giudice

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 13 Maggio 2010

Ho sempre sostenuto che, in questo momento di aggravamento della crisi economica (perchè, in Italia, di aggravamento si tratta visto che, già da decenni, il Paese vive una crisi determinata da pretese, da parte di banche, troppo spesso coperte e che, invece, quando contestate di fronte a giudici imparziali, si rivelano infondate o difformi dal giusto dovuto), il dramma non è solo nella difficoltà per le imprese o privati ad ottenere credito, bensì, nella più grave situazione nella quale si trovano cittadini ed imprenditori onesti che sono costretti, quando possono, a difendersi in giudizio per far riconoscere l’infondatezza della pretesa vantata (per leggere altre mie riflessioni su crisi e credito, cliccare qui o qui). Ci sono stati, poi, come ho più volte ricordato, fallimenti disposti su istanza di banche prive di qualsivoglia documento che possa ritenersi prova valida del credito vantato. Eppure, malgrado la giurisprudenza sia concorde nel riconoscere l’illegittimità di vari addebiti (interessi anatocistici, commissioni di massimo scoperto prive di valido presupposto, interessi usurari, ecc.), le banche continuano a persistere nel richiedere il saldo che, spesso, si ripete, all’esito del giudizio, si rivela inferiore a quanto vantato se non, addirittura, a credito del correntista (impresa o privato) che, nel frattempo, è fallito o, comunque, distrutto economicamente o fisicamente a causa della perdita di serenità. In questi casi, al di là di interventi normativi che sembrano più degli slogan elettorali che provvedimenti effettivamente utili, ci vorrebbe l’innalzamento delle pene per reati che già sono previsti dall’ordinamento.
Malgrado singoli casi assurdi o qualche provvedimento abnorme, va dato atto, per fortuna, della presenza anche di giudici onesti e preparatissimi che impediscono l’aggravamento di reati o negano provvedimenti esecutivi richiesti dalla banca e che possono rivelarsi fatali per l’impresa o per la famiglia.

Esempio di attenzione, correttezza ed imparzialità, è l’ordinanza emessa dal Tribunale di Roma, depositata il 3 Maggio 2010. (cliccare qui per leggere il testo). Nel caso di specie, un noto colosso bancario aveva ottenuto un decreto ingiuntivo di oltre quarantamila euro nei confronti di una correntista e del padre quale fideiussore. Come al solito, nel richiedere il titolo, la banca ha sottaciuto la sussistenza di vari vizi, quali le commissioni di massimo scoperto, gli interessi anatocistici, clausole vessatorie e varie spese che avevano concorso a determinare quel saldo. Alla prima udienza, il 20 Aprile scorso, il giudice, di fronte alle contestazioni della correntista e del fideiussore, difesi dal sottoscritto insieme alla collega avv. Laura Barberio, si è riservata sull’istanza di provvisoria esecuzione richiesta dalla banca opposta. Appare particolarmente corretta l’ordinanza emessa dal giudice che, dopo avere constatato la fondatezza, allo stato, delle eccezioni degli opponenti, ha negato la provvisoria esecuzione del titolo ottenuto dalla banca.
Particolarmente interessante anche l’ordinanza del Tribunale di Ravenna del 13 Aprile 2010 (cliccare
qui
) con la quale il giudice, dopo avere accolto i quesiti suggeriti dall’opponente, difesa dal sottoscritto unitamente al collega avv. Antonio Tanza, di fronte alle difficoltà manifestate dal c.t.u., ha ribadito l’ordine alla banca di esibire gli originali degli assegni addebitati nel corso del rapporto.

Spiace considerare che, in questi anni, non allo stesso modo, a mio avviso, si sono comportati quei politici che, mentre vari giudici hanno continuato a ribadire l’illegittimità delle commissioni di massimo scoperto, ……. le hanno reintrodotte mascherate da un’apparente abolizione. Roberto Di Napoli

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Anche nel paradiso del Trentino Alto Adige ci sono vittime di usura. Sul mensile “Questo Trentino” un mio intervento.

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 6 marzo 2010

copertina Questo Trentino Febbraio 2010L'usura non conosce limiti territoriali. Colpisce ovunque. E' un male che non si riesce a sconfiggere, a mio avviso, anche a causa dell'inefficienza delle Istituzioni che non aiutano adeguatamente le vittime lasciate, il più delle volte, da sole anche dopo avere denunciato. L'usura bancaria, poi, è ancora più difficile da sconfiggere perchè, secondo la logica seguita da alcuni giudici (per fortuna, sempre di meno), alcune voci di costo non si computerebbero nel tasso effettivo per rilevare l'usurarietà degli interessi: chissà, forse, a parità di capitale erogato e di interessi pretesi, qualche giorno anche l'usuraio criminale si difenderà chiedendo l'assoluzione e lo stesso trattamento di cui è privilegiato il "collega" bancario. Non mi meraviglierei. Eppure, forse, l'usura bancaria è ancora più insidiosa perchè, chiudendo le porte in faccia a chi ne ha bisogno, è causa o complice, spesso, anche dell'usura criminale. E' per questo che ci vorrebbero, oltre a sanzioni ancora più elevate a carico dell'usuraio bancario, norme che assicurino tutela effettiva alle persone offese da tale riprovevole delitto. Non credo, in genere, all'aiuto alle vittime da parte di enti "vicini" a banche (o meglio: bisognerebbe studiare attentamente le condizioni applicate). E' lo Stato che deve aiutare: in applicazione di una normativa e di una struttura già esistente da oltre un decennio. 
Questo Trentino, mensile di approfondimento del Trentino Alto Adige, ha dedicato lo scorso Febbraio un servizio sull'usura cui sono esposte, soprattutto in questo periodo di crisi, varie vittime a causa di vari fattori. Vi è anche un mio intervento (cliccare qui per leggere l'articolo integrale) in cui ricordo l'importante ruolo che deve avere lo Stato a sostegno delle vittime che, dopo che denunciano, non devono essere lasciate da sole, abbandonate. Lo Stato, nelle more del processo e fino all'erogazione dei benefici economici promessi dalla legge, dovrebbe assicurarsi che le vittime abbiano da mangiare e un tetto sotto il quale porre al riparo la famiglia: altrimenti, "Denuncia l'usuraio. Ti conviene" rimarrà solo un bellissimo spot pubblicitario: nulla di più! Roberto Di Napoli

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Mio intervento nel corso dell’interessante puntata de “L’Italia in diretta” (La9) sull’usura bancaria

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 18 febbraio 2010

foto intervento la9

Il video integrale della puntata può essere visto sul sito de “La9” cliccando qui
Il mio intervento circa a 22 minuti dall’inizio.

Parlare di usura bancaria, fino a pochi anni fa, era rischiosissimo: si rischiava di apparire ridicoli. Ancora oggi c’è molta ignoranza sul tema e, a volte, nemmeno chi ne è vittima è consapevole della precisa causa della sua rovina. Esiste e si conosce l’usura ma ho la sensazione che ci siano “soggetti” che avvertono un certo fastidio nel sentire l’aggettivo “bancaria”. Come può accadere che una banca sia accusata di usura od estorsione? Quando l’interesse applicato dalla banca è usurario? Come fa una banca a richiedere interessi usurari? Perchè gli imprenditori che denunciano non ricevono immediata tutela?

Poche volte giornali o trasmissioni televisive si sono occupati di quello che ritengo il motivo principale della crisi economica italiana. Ancora più raramente se ne occupano i partiti politici (indebitati, “vincolati” da rapporti di anticipazione e cessione del credito di quanto a loro spettante a titolo di rimborso elettorale o, per quale altro motivo?) Eppure, dalla lettura di riviste o testi giuridici, emerge, almeno a partire dal 1999, il crescente numero di condanne nei confronti degli istituti di credito per restituzione del maltolto o per risarcimento dei danni derivanti dalle indebite segnalazioni alla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia. Continuano a crescere, poi, anche da parte dei magistrati penali, le richieste di rinvio a giudizio e già ci sono state alcune condanne per “usura bancaria”.

E’ stata interessantissima la puntata de “L’Italia in diretta” andata in onda, lunedì 15 Febbraio, su La9, canale visibile anche su sky 876 o sul sito internet dell’emittente (cliccare qui per vedere il video integrale della puntata).


Eccellente la conduzione da parte del direttore Fabio Massimo Scelpi che, oltre che per il coraggio e la professionalità, ringrazio della considerazione avendomi invitato a partecipare con un collegamento telefonico (si può ascoltare il mio intervento spostando il cursore dopo circa 22 minuti).

Molto interessanti, oltre agli interventi telefonici e alle testimonianze di vari imprenditori e professionisti, tra cui il dott. Giovanni De Matteis che ha rappresentato casi di usura bancaria derivante da mutui, gli interventi degli ospiti presenti, ossia, del dott. Gaetano Baldi e della dottoressa Daniela Russo, rispettivamente, direttore responsabile e direttrice editoriale di

Libero Reporter(forse, l’unico mensile che, da tempo, si occupa costantemente del problema dell’usura bancaria), del dott. Gianni Frescura e dell’imprenditore- vittima ing. Battistello. Nel corso della puntata sono state ricordate le più frequenti cause di usura, tra cui l’anatocismo, ossia, l’applicazione di interessi su interessi, nonchè le difficoltà in cui si possono trovare, da un giorno all’altro, le imprese a causa delle indebite segnalazioni alla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia. Molto interessanti anche gli interventi di vari cittadini o imprenditori che hanno lamentato anche la scarsa tutela da parte di alcuni magistrati o delle Istituzioni.

E’ possibile vedere l’intervento per intero e l’intera puntata dell’interessante trasmissione accedendo al sito internet di La9 (all’interno della trasmissione “Italia in diretta”) oppure, direttamente, cliccando qui.
Spero che anche altri canali o media nazionali, esercitando il diritto- dovere di informazione, con lo stesso coraggio manifestato da La9, da Libero Reporter o da altri giornalisti, continuino ad occuparsi del gravissimo problema. Roberto Di Napoli

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Interessante conferenza organizzata dalla Provincia di Roma sull’usura (anche bancaria)

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 10 febbraio 2010


Ho partecipato, più di una volta, a convegni sull’usura o sull’estorsione (spesso organizzati in prestigiose sedi di istituzioni e il cui inizio dei lavori è "tipicamente" preceduto dalla "non breve" lettura -con tono solenne- di telegrammi inviati da presunti ospiti che si scusano della loro assenza o che salutano "da lontano": lettura seguita dall’applauso subito dopo la pronuncia del nome dell’ospite non comparso) nei quali, pur dopo ore di relazioni, di applausi e di scambio di complimenti reciproci tra i relatori , non si è fatto minimamente cenno all’usura bancaria e ai gravissimi problemi che devono affrontare le vittime, siano esse famiglie o imprenditori.

Due anni fa, a Lecce, partecipai ad un incontro con ospiti illustri nel quale, addirittura, in quasi tre ore, si parlò, perfino, dell’estorsione "agricola" senza, però, alcun cenno all’estorsione o all’usura praticata, spesso, anche dalle banche (cliccare qui per leggere il mio "ricordo"). Ci pensarono, alla fine dell’incontro, oltre al sottoscritto che, alzatosi in piedi, chiese di potere esprimere, in soli 2 minuti, la sua opinione, anche alcuni rappresentanti di un’associazione locale. Niente da fare: a dire di alcuni relatori, non c’era tempo (ma riuscii a parlare lo stesso approfittando della pazienza e comprensione del dott. Caselli, presente in quella serata). Sull’usura bancaria, al massimo, avrebbero organizzato un altro incontro in quella stessa sede. Ho cominciato ad avvertire il timore che, in alcuni Palazzi sedi di Istituzioni, ci sia, a volte, un senso di fastidio nel parlare o sentir parlare di usura bancaria. Si può parlare di usura ed estorsione ma ……… se è "bancaria" no; forse, secondo certi "personaggi", non esiste e non può esistere: è solo un’invenzione di chi non vuole pagare o di qualche povero disperato.
Oltre a leggere, soprattutto in questi ultimi anni, ulteriori provvedimenti emessi da parte del Consiglio di Stato che ha ribadito l’illiceità dell’usura bancaria quanto quella criminale o da giudici penali che rinviano a giudizio o condannano direttori di banca, non posso che essere contento nel constatare che anche enti pubblici (vari comuni d’altronde, sono indebitati anche a causa dei famigerati contratti "derivati") hanno preso consapevolezza del problema di cui sono vittime migliaia di persone.

Avevo ricevuto l’invito per l’inaugurazione, ieri, presso la Provincia di Roma, del ciclo di conferenze sull’usura. Pur essendo stato invitato da una persona, oltre che gentile, notoriamente intelligente ed esperta, non nascondo che temevo si trattasse del solito incontro.
Mi sbagliavo e sono rimasto felicemente stupito: è stato interessantissimo.
convegno usura provincia roma
Tema: "Che cos’è l’usura e perchè il tuo amico usurato non ti ha detto niente".
Nel corso del convegno -nel quale moderatore è stato Giuseppe Pullara, giornalista del Corriere della Sera– i relatori, Alberto Gaffi dell’Accademia degli Incolti, il prof. Riccardo Scarpa dell’Universita La Sapienza di Roma, la psicologa dott. ssa De Carolis, Fabio Verzieri e l’Assessore alle politiche di tutela del consumatore e lotta all’usura Serena Visintin, oltre a ricordare i gravi problemi a cui sono esposte le vittime di usura nonché l’attività di prevenzione e contrasto da parte della Provincia, non hanno esitato a menzionare, insieme a quella, terribile, criminale, praticata dallo "strozzino", anche la meno apparente, ma non meno pericolosa, usura bancaria e i rischi (come l’anatocismo), talvolta, nascosti nelle clausole contrattuali alle quali i clienti di qualsiasi banca devono sempre prestare attenzione.
Molto interessanti, poi, le iniziative messe in atto dalla Provincia -menzionate dall’Assessore Visintin- tra cui un protocollo che prevede, nei Comuni della Provincia che aderiranno, agevolazioni tributarie in favore delle vittime che denunciano l’usura.

Un piccolo particolare, non presente in tutti i convegni e, dunque, encomiabile, è stato, infine, ……….. il dibattito offrendo la possibilità di parlare anche alle vittime.

In un periodo come quello attuale di crisi economica e di sfiducia nei confronti della politica, convegni ed iniziative del genere, soprattutto quando sono organizzati da enti pubblici così come ha fatto la Provincia di Roma, danno conforto e sostegno alle vittime (che devono continuare a denunciare l’usura, chiunque sia il responsabile) ma anche a tutti quei cittadini che hanno bisogno (oltre che diritto) di vedere le Istituzioni e i loro rappresentanti "concretamente" vicini alle loro necessità e ai loro gravi problemi. Roberto Di Napoli

Riporto il link di alcuni articoli di stampa sull’interessante iniziativa:
Il Tempo – Cinque GiorniIl Messaggero

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