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Archive for the ‘banche’ Category

Caspita, Commissario, complimenti per l’accordo!Grazie anche dalla mia famiglia per l’efficienza della struttura!

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 14 settembre 2007

così si combatte lOggi sono profondamente commosso per l’efficienza dello Stato nella lotta all’usura e all’estorsione. Ho letto su Lecce Prima.it (quotidiano on line), all’indirizzo http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=3580, che il Commissario Straordinario per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura, nella persona di Sua Eccellenza dott. Raffaele Lauro, ha inviato al Comune di Lecce un accordo tra il Ministero degli Interni e -addirittura, si badi bene!- la Banca d’Italia, l’Abi e altri soggetti istituzionali per ……. il sostegno alle vittime del racket e dell’usura. Ho manifestato una mia opinione commentando l’articolo (che spero Lecce Prima conservi e non faccia cancellare). Ho chiesto, in sostanza, al Commissario di domandare ai medesimi soggetti se sono disponibili a rinunciare ad una delle cause del dilagare dell’usura, ossia, la loro disponibilità a rinunciare alle azioni giudiziarie tese ad ottenere somme che la giurisprudenza ha riconosiuto non dovute (interessi anatocistici, mutui stipulati per coprire debiti su conti correnti, in realtà, giuridicamente inesistenti, ecc.). Ho chiesto, poi, cosa ha fatto, in un anno, il Comitato da lui presieduto a tutela di mio padre -e, quindi, della mia famiglia- che ha denunciato il racket e l’usura oltre dieci anni fa; cosa ha fatto per evitare che la mia famiglia fosse sbattuta fuori casa; ho chiesto di navigare un pò su internet o di far lavorare i suoi funzionari e leggere quale sia l’opinione delle vittime. Ho chiesto, poi, magari, anche di ……….. farmi sapere!!!Riporto il mio commento pubblicato su Lecce Prima.it.

"Il Commissario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura dovrebbe firmare un accordo coi medesimi soggetti affinchè questi ultimi si impegnino a rinunciare ad ogni azione giudiziaria tesa ad ottenere somme non dovute (per anatocismo ed altri oneri che la Cassazione riconosce non dovute) e a restituire quanto dovuto ai correntisti. Ci sono decine di migliaia di esecuzioni immobiliari, in Italia, instaurate dalle banche per ottenere importi che, invece, a loro non spettano. Lo sa o non lo sa (ma lo dovrebbe sapere quale esperto in usura e estorsione), dott. Lauro, che ci sono stati, nell’ultimo decennio, duemila suicidi per debiti (spesso solo apparenti)? Lo ha capito, Eccellenza, che mio padre ha denunciato l’estorsione oltre 10 anni fa e che le denunce, finora, hanno comportato la richiesta di rinvio a giudizio a carico dei denunciati e che, ciononostante, siamo stati sbattuti fuori casa? Lo sa, dott. Lauro, che la normativa richiede, per ottenere i benefici, la presentazione della sola denuncia penale e che, invece, nel caso che coinvolge la mia famiglia, a Roma si è richiesto pure il rinvio a giudizio degli imputati ma, malgrado sia stato richiesto sin dal 14 Febbraio 2006, la mia famiglia non ha ottenuto nemmeno la provvisionale??? Sin dal 15 Settembre 2006, prima dello sfratto, mio padre -tramite me quale legale- aveva richiesto formalmente di fare rispettare la sospensione a favore della quale avevano espresso parere conforme sia il Prefetto che il Presidente del Tribunale di Roma (dove, si ripete, pende il processo). Ed invece? Lo sa che il 19 Ottobre la mia casa è stata invasa da oltre una dozzina di poliziotti perfino nelle stanze da letto e che questi ultimi, considerato che i medici non volevano assumersi la responsabilità di trasportarlo, hanno strattonato la gamba spezzata in 2 da 18 anni fino a farlo urlare ed entrare in stato catatonico? Le sembrano modi civili di tutela delle vittime, questo? Non ci crede? Vuole vedere il filmato? E’ passato quasi 1 anno. Che cosa ha fatto il Comitato da Lei presieduto? Com’è la storia del fallimento??? Se la vittima è fallita non può ricevere 1 centesimo? Ma come!!!! A prescindere dalla giurisprudenza che mi pare abbia detto il contrario, quindi, se la vittima si rifiuta di sottostare al ricatto dell’usuraio o dell’estorsore che minaccia "se non mi paghi, intanto, Ti faccio fallire sia pure con titolo falsi (fai opposizione e tra dieci anni si vede!!), il Comitato calpesta la vittima non dando 1 centesimo??? Non le pare, questa tesi, a dir poco, assurda??? Lo sa che, a Lecce, il prossimo 24 Settembre, un giudice controparte della vittima in vari giudizi venderà altri beni in una procedura fallimentare i cui unici istanti sono gli stessi imputati di usura ed estorsione??? Tutto questo, Commissario Straordinario, le sembra conforme a legge, alla tutela delle vittime? E, poi, lo sa che quanto mi hanno riferito, tempo fa, -mi pare, al numero verde-, secondo cui il procedimento di accesso al Fondo sarebbe stato rigettato per cui, ora, sarebbe sospeso, non c’entra niente con quello tuttora pendente che, invece, si riferisce a diversi fatti estorsivi per i quali pende il processo a Roma??? Lo sa che, come c’è scritto nell’istanza di accesso e nelle note presentate anche al Suo Ufficio, la sospensione che chiedevamo di far rispettare e i benefici di cui non abbiamo visto nemmeno l’ombra si riferiscono a quest’ultimo procedimento e non a quell’altro per il quale deciderà il TAR Lecce o il Consiglio di Stato??? Commissario, insomma, navighi un pò su internet o faccia lavorare meglio i suoi funzionari!!! Si accorgerà, innanzitutto, della giurisprudenza che smentisce quanto, finora, sostenuto per negare ogni beneficio alla mia famiglia! Vedrà, poi, quante sono le vittime che hanno denunciato e quanto sono contente del trattamento loro riservato! Sarà Lei, poi, a valutare l’utilità e l’efficienza della struttura da Lei presieduta. Le vittime avranno, di certo, una loro opinione: io ho la mia e credo di avergliela già esposta!!! Nel frattempo, mi permetto di darLe un consiglio: chieda alle banche se sono disposte a rinunciare ad interessi anatocistici, interessi ultralegali mai pattuiti, mutui stipulati per coprire debiti su c/c in realtà inesistenti e a firmare un accordo con cui si impegano a rinunciare ad azioni esecutive instaurate per simili pretese. Magari, poi, se possibile,……. mi faccia sapere o renda pubblica la risposta!!!
Riporto una sintesi di quanto avvenuto a casa DI NAPOLI, a Gallipoli, il 19 Ottobre 2006:
Il 19 Ottobre 2006 la mia casa è stata invasa da circa una dozzina di poliziotti e carabinieri che hanno invaso, perfino, le stanze da letto per sbattere fuori la vittima di usura ed estorsione, cioè, mio padre. Credo che Bernardo Provenzano sia stato trattato con più umanità. Mio padre, invece, vittima di un attentato rimasto impunito e costretto, da 19 anni, a camminare con le stampelle, dopo circa sette ore di esecuzione e di indebite interferenze di agenti della Polizia di Gallipoli nell’attività degli ufficiali giudiziari (come, recentemente, testimoniato da uno degli avvocati presenti) e dei medici che si rifiutavano di trasportare fuori la vittima se non dopo avere effettuato degli accertamenti radiografici, è stato percosso dalle Forze dell’Ordine che gli hanno strattonato la gamba spezzata fino a farlo urlare e farlo entrare in stato catatonico (è disponibile un video). L’abitazione, insieme ad altri 52 lotti, era stata venduta -con una vendita, a dire della vittima, nulla ed oggetto di ricorso per cassazione- nell’ambito di una procedura fallimentare i cui istanti sono gli stessi imputati di usura ed estorsione. Mio padre, l’anno scorso, aveva ottenuto, da parte del Prefetto di Roma e del Presidente del Tribunale di Roma, i pareri concordi previsti dalla legge affinchè la vittima possa beneficiare della sospensione, ex art. 20 l. 44/99, per 300 giorni, di ogni esecuzione a suo carico. Sin dal 15 Settembre 2006, inoltre, avevamo formalmente invitato il Commissario straordinario per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura a far rispettare la sospensione già efficace ex lege avendo ottenuto i pareri conformi sia da parte dell’autorità giudiziaria che da quella amministrativa. Il parere del Prefetto e del Presidente del Tribunale sono stati ritenuti carta straccia e la vittima, con la sua famiglia, sbattuti fuori di casa. Cosa ha fatto, nel frattempo, il Comitato di solidarietà ed il Commissario Straordinario per la lotta all’usura ed all’estorsione? NULLA. La famiglia, a distanza di quasi un anno, non ha ottenuto nemmeno un centesimo dal Fondo. I Poliziotti ed i Carabinieri, dopo avere fatto le veci dei medici che si rifiutavano di trasportare la vittima, sono ancora al loro posto . Ho letto che altre vittime sono rimaste prive di ogni tutela. Tante si sono, perfino, suicidate. Viene pubblicizzato che denunciare l’usuraio conviene: ma a chi? Tra i tanti pretesti forniti, nel corso dell’anno, alla mia famiglia non è mancata la ridicola giustificazione -tra l’altro smentita dalla giurisprudenza- secondo cui chi ha a suo carico una sentenza di fallimento non può ottenere i benefici previsti dalla legge 44/99. A prescindere dai provvedimenti giurisprudenziali in senso contrario, cosa succederebbe, allora, se, come nel caso della mia famiglia, gli stessi istanti il fallimento sono gli estorsori e gli usurai? Le conseguenze di simile pretesa, assurda ed inconcepibile giustificazione sarebbero che denunciare l’usuraio conviene ma se quest’ultimo minaccia il fallimento lo si dovrebbe pagare per evitare di perdere i benefici. Mi pare che affermazioni simili si commentino da sole. Fino a quando, però, le vittime di usura ed estorsione devono essere umiliate o istigate al suicidio (Vedi mio post: http://www.robertodinapoli.splinder.com … a%2C+le+v?) E’ ammissibile in un Paese civile che una famiglia che ha ottenuto dall’autorità giudiziaria e da quella amministrativa competenti la sospensione per 300 giorni, prevista dalla legge, sia sbattuta fuori casa e lasciata priva di ogni tutela da chi, pubblicamente, stimola la gente a denunciare? Venti anni fa, Leonardo Sciascia scrisse un articolo che suscitò polemiche sui professionisti dell’antimafia: spero, ora, che non ci siano anche i "professionisti dell’antiusura" ". Roberto Di Napoli

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La “politica del nulla”? E la giustizia in Italia?

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 24 agosto 2007

10-08-07_1906Apprezzo e condivido quasi sempre ciò che Beppe Grillo scrive nel suo blog. Non ritengo sempre indispensabile l’utilizzo di alcuni termini volgari che, se pur, a volte, necessari per fare comprendere meglio l’indecenza della situazione descritta, altre volte, possono svilire l’importanza di ciò che si rappresenta. Non condivido, inoltre, l’ulteriore "condanna" mediatica cui è sottoposto chi, ammesso che abbia commesso uno sbaglio, ha già scontato una pena e siede in Parlamento o in quaslivoglia ufficio. Penso che debba sempre mantenersi separato il giudizio etico-morale da quello fondato sulle norme giuridiche vigenti. Non si può, però, pretendere, al tempo stesso, il rispetto delle norme e, poi, dimenticarsi della ratio e del contenuto dell’art. 27 della Costituzione. Non comprendo, quindi, perchè ci si debba scandalizzare se in Parlamento sieda un condannato che ha già scontato la pena secondo le leggi vigenti quando lo stesso art. 27 della Costituzione non sancisce la condanna a vita, bensì, in conformità a tutti i Paesi civili, la rieducazione del condannato. A mio modesto avviso è più scandaloso vedere in Parlamento, al Governo o seduto sulla poltrona di qualsivoglia ufficio chi è sfuggito o cerca di sfuggire ad ogni giudizio confidando nell’impunità. Il post di Beppe Grillo di ieri è intitolato "La politica del nulla" (http://www.beppegrillo.it/cgi-bin/mt-tb.cgi/649. obfuscator(‘4dfd44dQrr’, ‘ibGqEatd8IALTKYsRDr0puNjJzOeF5BgSXZlxHPvUokCc2My3176WwmVhnQ49f’, ‘__MTTBLINK__’, ‘http://www.beppegrillo.it/cgi-bin/mt-tb.cgi/649.&#8217;, ”);1464114388) e ricorda i privilegi dei parlamentari. Beppe Grillo immagina il parlamentare che porta il figlio a fargli vedere il seggio che gli lascerà in eredità e il cittadino comune che, invece, lo porta in banca a fargli vedere il debito che gli ha riservato. Privilegi del genere, però, secondo me, non sono goduti soltanto dai parlamentari -la cui elezione – a mio avviso- trova sempre un fondamento nella volontà popolare (magari, forse, anche incosciente). Mando un mio personale commento al post di Beppe Grillo che pubblico qui sotto:

"Condivido quasi tutti i tuoi post compreso quello odierno.L’Italia,però,è il Paese delle caste e dei privilegi goduti non solo dai politici. Posso darTi un suggerimento manifestandoTi, forse, lo stesso desiderio di molti? Perchè non entri anche nei Tribunali? Perchè non vedi il cognome di molti giudici? Ti accorgeresti che, spesso, nello stesso luogo, operano magistrati figli, mogli, mariti, nipoti di un altro giudice. Comprendi i pericoli in tema di trasparenza e garanzia di imparzialità che possono derivare? Ti sembra giusto, poi, che debbano operare, nella stessa sede, il magistrato e il figlio avv.? Lo sai che, a Lecce, due anni fa, un Presidente della sezione fallimentare è stato oggetto di esposti dell’ordine degli avvocati poichè i colleghi affidavano importanti consulenze al figlio avv.? Sai come è finita?Il CSM ha sospeso il trasferimento in quanto il figlio, nel frattempo, aveva traferito l’iscrizione in altro Consiglio dell’ordine. Sai che ci sono magistrati che trattano cause in materia bancaria, che "giudicano" se il credito è legittimo, che valutano la sussistenza delle condizioni per fare fallire un’impresa in seguito ad iniziative dell’istituto di credito e, poi, loro stessi, sono debitori della stessa banca? Sai che, in casi simili, avrebbero l’obbligo di astenersi che, invece, disattendono? Immagino anch’io che ci sono politici che portano il figlio in aula per fare vedere il posto che gli lasceranno e cittadini comuni che portano il figlio in banca per fare vedere il debito che lasceranno in eredità. Non pensi, però, che si possa immaginare anche il giudice che porta il figlio in Trib. per presentargli il collega che gli affiderà le consulenze o in banca per "conoscere" chi ringraziare? Ci sono politici spregiudicati ma anche quelli onesti così come, insieme a magistr. senza scrupoli, ci sono quelli preparatissimi, imparziali, soggetti agli stessi sacrifici cui sono sottoposti i comuni mortali e, soprattutto, che, oltre ad essere onesti, lo appaiono". Roberto Di Napoli

post e altri commenti anche nel blog all’interno della sezione "fai notizia" del sito radioradicale.it

La fotografia pubblicata sopra rappresenta la trasparenza e limpidezza che non sempre si vede nelle Istituzioni

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Cresce l’usura a Lecce? Ma guarda un pò!

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 15 Maggio 2007

A leggere i dati riportati in un articolo su "Il Meridiano" di oggi (http://www.ilmeridiano.info/articolo.php?Rif=11837), a Lecce sarebbe cresciuto il fenomeno dell’usura. Secondo tali dati, il 7% delle telefonate giunte al numero verde del Comitato Antiusura sarebbe costituito da vittime salentine. Ciò non mi meraviglia affatto. Anzi. Potrebbero anche essere inferiori a quelli effettivi se si considerassero le numerose denunce (portate all’attenzione anche attraverso interrogazioni parlamentari più volte presentate nel corso degli ultimi anni) presentate da imprenditori e cittadini contro rappresentanti di istituti di credito locali. Questi ultimi, però, spesso, non vengono compresi nelle indagini statistiche sull’usura e, purtroppo, spesso, non vengono disturbati nemmeno da …… serie indagini preliminari o misure cautelari. Mi è capitato di vedere, a Lecce, proscioglimenti (a dire il vero, poi, impugnati dalla Procura Generale) di imputati (rappresentanti di un istituto di credito) di usura per avere praticato il tasso del 292%. In un caso, ho avuto, purtroppo, modo di verificare che, pur in presenza della sospensione delle procedure esecutive e di rilascio ex art. 20 l. 44/99 in seguito all’emanazione del parere da parte sia del Prefetto sia dell’Autorità giudiziaria (il Presidente del Tribunale competente ex art. 8 d. P.R. 455/99 che, nel caso di specie, era quello di Roma dove pende il processo contro imputati di estorsione), la vittima sia stata "sbattuta" fuori di casa dopo che appartenenti alle Forze dell’Ordine (con un "trattamento", forse, peggiore a quello riservato a Bernardo Provenzano o ai boss della SCU) avevano invaso l’abitazione per oltre otto ore. Gli imputati, invece, …… ovviamente, liberi, felici e ai loro posti. Se così si combatte l’usura e l’estorsione a Lecce, è ovvio che la criminalità cresca. Anzi. Non è da escludere che lo strozzino o l’usuraio, nel tentativo di difendersi, s’inventi una sorta di scriminante costituita dal convincimento di esercitare un diritto. Penserà: "Perchè io sono stato subito arrestato e devo essere processato per usura mentre quel rappresentante di istituto di credito è riuscito, invece, ad ottenere un tasso d’interesse pari o più alto di quello da me richiesto e in più, magari, riesce anche a fare sbattere fuori di casa la vittima? Questioni di simpatie? O…… di interessi, appunto?" Roberto Di Napoli

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Banche e clienti: Patti chiari? Come potersi fidare se non si restituisce il bottino?

Pubblicato da: Roberto Di Napoli su 13 Maggio 2007

Speciale Tg1 dedicherà questa sera una puntata sui costi dei servizi bancari in Italia. Vari quotidiani, recentemente, hanno pubblicato servizi analoghi pubblicando schemi con i costi addebitati da parte dei diversi istituti di credito. Il problema avvertito dagli utenti bancari, però, non è solo quello dei costi delle operazioni. Vi è, tuttora, un dramma sofferto da migliaia di famiglie ed imprenditori a cui le banche non intendono porre rimedio se non dopo una pronuncia in via giudiziale. La Cassazione, sin dal 1999 e, addirittura, con la sentenza a Sezioni Unite n. 21095 del 2004, ha riconosciuto il diritto degli utenti (privati o imprenditori) alla restituzione delle somme indebitamente corrisposte o addebitate sui conti correnti a titolo, ad esempio, di interessi invalidamente pattuiti (con riferimento a criteri ritenuti non validi; es: "uso piazza"), di commissioni di massimo scoperto o di somme anatocistiche, ossia, "lievitate" a causa dell’illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi. Le banche, malgrado la giurisprudenza sia univoca in favore dei correntisti, nel caso di richieste di restituzione da parte di questi ultimi rispondono esplicitamente di non pagare se non a seguito di sentenza di condanna. Nel caso, poi, i correntisti (privati o imprenditori) abbiano, ancora, "aperta" la posizione nei confronti degli istituti che reclamano il saldo risultante dall’estratto conto, le banche non si preoccupano di "depurare" il rapporto, sin dall’inizio, dai predetti costi ed oneri (riconosciuti illegittimi dalla legge e dalla giurisprudenza) ma tentano, addirittura, di agire in giudizio e, se in possesso di titoli esecutivi (cambiali ottenute dal correntista "con l’acqua alla gola" o decreti ingiuntivi per importi comprensivi di oneri e spese illegittimi), non esitano a procedere esecutivamente mettendo a rischio la salute, la vita, la serenità di famiglie o l’esercizio d’impresa da parte degli imprenditori. Le banche, così, oltre a compromettere la vita delle persone (in Italia già risulterebbero circa tremila suicidi per debiti in dieci anni), pregiudicano l’economia delle piccole- medie imprese italiane. La Banca d’Italia dovrebbe severamente vietare agli istituti di agire, in qualsiasi modo, al fine di ottenere somme che la giurisprudenza, unanime, ha riconosciuto non tutelabili e dovrebbe imporre, immediatamente, di instaurare tavoli di conciliazione coi clienti vittime di anatocismo e altri vizi."
Mi piacerebbe sapere dai rappresentanti dell’ABI o dai rappresentanti degli istituti di credito: "Perchè, come è avvenuto per vari prodotti finanziari, le banche non conciliano coi clienti che richiedono la restituzione delle somme invalidamente percepite o addebitate nel corso dell’intero rapporto (così come riconosciuto dalla giurisprudenza) e preferiscono, invece,costringere gli utenti ad agire in giudizio? Perchè questa strategia aziendale? Perchè si preferisce affidarsi alla statistica e fare affidamento sul maggiore utile derivante dal numero di clienti che, scoraggiati o privi di possibilità, preferiscono non agire in giudizio? Perchè, in conformità a quanto previsto dal Testo unico bancario che prescrive che i rappresentanti degli istituti di credito devono godere dei requisiti di onorabilità e professionalità, non si vieta l’esercizio di funzioni di dirigenza a rappresentanti di istituti di credito con richieste di rinvio a giudizio per usura ed estorsione o, addirittura, con condanne? Il requisito dell’onorabilità non è ancorato al significato del termine secondo il vocabolario della lingua italiana? Oppure il termine "onorabilità" viene inteso con riferimento al significato assunto in altri contesti ed ambienti?" Roberto Di Napoli

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